Uova contaminate da Fipronil, galline in quarantena: maxi sequestro dei Nas ad Ancona e Viterbo

Continua a preoccupare la situazione riguardante le uova contaminate dal fipronil e proprio nella giornata di ieri il Ministero della Salute ha fornito i dati aggiornati alle ore 12:00 sui controlli effettuati. Secondo i numeri forniti, comprensivi di quelli comunicati in precedenza e di quelli forniti nella giornata di ieri dal Comando Carabinieri della salute, risultano che sono stati effettuati circa 196 campionamenti dalle regioni nell’ambito del piano di ricerca sul pollame, uova e derivati disposti dal Ministero il giorno 11 agosto ed ancora 107 campioni ripartiti in 42 campionamenti conoscitivi di prodotti trasformati contenenti uovo, derivati i quali sarebbero stati prelevati dai negozi e dai supermercati su disposizione del Ministero dello scorso 14 agosto e 65 ulteriori campionamenti effettuati su iniziativa dall’arma.

Ed ancora dai dati emergono circa 66 campionamenti dagli uffici periferici del Ministero della Salute per gli adempimenti comunitari per merci provenienti dai paesi interessati dall’ allerta. Riguardo le attività analitiche, nella giornata di ieri gli istituti zooprofilattici hanno completato le analisi su 124 dei Campioni pervenute e sono state rilevate 28 positività, 5 sulle uova dei centri di imballaggio, due relative ad ovoprodotti e una relativa prodotti di trasformazione con conseguente segnalazioni alle Regioni e ASL competenti, al fine di effettuare ulteriori accertamenti sulla provenienza nazionale o estera delle uova e dei prodotti contaminati. Nel corso della giornata di ieri, i carabinieri del Nas hanno comunicato altri due casi di uova contaminate da fipronil, l’insetticida tossico e vietato da utilizzare negli animali destinati al consumo alimentare e la positività riguarderebbe uova prodotte da due allenamenti ad Ancona e Viterbo.

A scopo preventivo i Carabinieri per la Tutela della Salute hanno dunque sequestrato 6000 uova e 12000 galline ad Ancona, mentre a Viterbo 32.000 uova destinate all’alimentazione zootecnica e 53000 destinati all’alimentazione umana.  Riguardo quanto sta accadendo nel nostro Paese, è intervenuto il comandante dei Nas generale Adelmo Lusi il quale ha dichiarato che per le uova contaminate da fipronil in Italia è plausibile l’ipotesi di una contaminazione accidentale e in questo modo lo stesso ha fatto il punto sui controlli eseguiti fino ad oggi. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte fino ad oggi, non è esclusa la possibilità che in passato una qualche forma di disinfezione delle aree dove sono tenuti oggi animali posso avere lasciato dei residui che si trovano attualmente nell’ambiente, ma ovviamente si indaga anche sul sistema di alimentazione degli animali che potrebbe avere anche dei risvolti illegali.

Ovviamente Lusi ha aggiunto che bisognerà continuare ad indagare, effettuando dei campionamenti sia sui terreni dove vivono gli animali, che anche e sui mangimi. Il Fipronil è un insetticida vietato negli allevamenti di animali destinati all’alimentazione dell’uomo. Chi consuma uova o prodotti derivati può avere problemi solo se ne consuma grandi quantità in modo continuativo.

Nei giorni scorsi il ministero della Salute lo ha pure ammesso: «Alcune delle uova al fipronil sequestrate in queste ore sono state prodotte in Italia». Per la precisione, in Abruzzo. Così la caccia al tuorlo infetto non subisce battute d’arresto: ieri i Nas dei Carabinieri ne hanno ritirate dal commercio migliaia di confezioni. Seimila uova e 12mila galline ad Ancona; 85mila, tra quelle destinate alle tavole degli italiani e quelle che sarebbero finite nelle stalle tricolori, a Vetralla (in provincia di Viterbo).

Poi ci sono i due allevamenti della Campania (uno a Benevento e l’altro a Santa Anastasia) risultati positivi in due casi su 37, le omelette già confezionate e addirittura vendute a Milano, lo stabilimento di Senigallia sui cui carrelli è scattato il blocco delle attività e il laboratorio artigianale di pasta del Lazio che ha fatto la stessa fine. Più che una lista (della spesa) è un elenco di prodotti da evitare.

Non sorridono, quindi, i produttori di mezzo Stivale anche perché le forze dell’ordine stanno valutando di procedere nei loro confronti per vie legali. E cioè di allegare alla denuncia amministrativa che pare quasi certa (e che si tramuterebbe, per quanti non sono in regola con le normative in materia, nella possibile perdita dell’autorizzazione alla vendita), persino un fascicolo penale. I reati ipotizzati, infatti, sarebbero quello di attentato alla salute e immissione in commercio di alimento adulterato. C’è poco da scherzare, specie con lo zabaione.

Al vaglio delle autorità ci sono due ipotesi sul fipronil (un insetticida comunemente utilizzato per allontanare le zecche dai cuccioli di compagnia ma vietato nel trattamento degli animali destinati alla catena alimentare perché bollato come «moderatamente tossico per l’uomo») scovato nelle uova italiane. La prima riguarda la disinfestazione del terreno in assenza di animali, la seconda rileva una presenza (beninteso: illegale) della sostanza in questione nei mangimi.

Che sia l’ima o l’altra, però, il risultato è lo stesso. I consumatori guardano di sott’oc- chio la frittata e i controlli procedono senza sosta. Certo, il comandante dei Nas, il generale Adelmo Luisi, prova a tranquillizzare, sostenendo che «il fipronil è un ottimo antiparassitario presente nelle casi di molti italiani. È vietato negli allevamenti perché è nocivo per l’uomo, ma deve essere assunto in grandi quantità, almeno sette uova contaminate al giorno». Un tiramisù dietro l’altro, insomma. Tuttavia le dispense del Belpaese parlano da sole: secondo la Coldiretti assumiamo, in media, 215 uova all’anno, un terzo delle quali sotto forma di derivati. Pasta, dolci, maionese. «Per combattere l’allarmi- smo – chiosano dalla principale associazione degli agricoltori nostrani, – l’unica arma possibile è dare garanzia con la trasparenza delle informazioni, indicando sempre in etichetta l’origine dei prodotti».

Se poi manca il bollino del “made in Italy” meglio starci attenti. In Francia, in queste ore, il ministero dell’Agricoltura targato Macron ha inserito nella lista nera dei prodotti contaminati un lotto di patate “delfino” e quattro tipi di pasta prodotti oltralpe con uova belghe e olandesi. Nemmeno lì d sarebbero «rischi per la salute», fanno sapere gli addetti ai lavori di Parigi e dintorni, ma sempre meglio andarti cauti. La pietra dello scandalo, manco a dirlo, è sempre quella: il famigerato fipronil.

Per quanto ti riguarda, specificano i Nas, «dopo il primo rintraccio (e blocco) di prodotti pericolosi o sospetti provenienti dall’estero, d stiamo concentrando sulla filiera nazionale degli ovoprodotti». Nulla è lasciato al caso, ci mancherebbe altro. «Possiamo quindi dire che le uova italiane, nel complesso, sono sane e sicure, perché subiscono verifiche strutturate». E sarà pure, anzi ce lo auguriamo: ma da quando il caso è scoppiato, a inizio mese nel nord Europa, da noi si sono già contati sette episodi di contaminazione e cinque persone denunciate.

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