Vaccini, il Consiglio di Stato dice si all’obbligo nelle scuole d’infanzia

Si torna a parlare di vaccini e nello specifico dell’obbligo di vaccinare i bambini per poter accedere alla Scuola. L’obbligo di vaccinare i bambini da 0 a 16 anni per poter accedere a scuola in pieno vigore già da quest’anno scolastico così come previsto dalla legge approvata in via definitiva lo scorso XXVIII luglio e la conferma arriva dal Consiglio di Stato che ha dato un parere sul tema in risposta ad un quesito posto proprio dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Nel documento del Consiglio di Stato si legge che già a decorrere dall’anno scolastico in corso si applicherà la regola secondo cui per poter accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia bisognerà presentare la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione.

Intervenuta sulla questione il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la quale ha dichiarato: “Una buona notizia: è sempre importante ricordare che i vaccini sono le uniche armi che abbiamo per combattere virus pericolosissimi”. Come abbiamo già anticipato, a parlare dell’attuazione del decreto che prevede l’obbligo di vaccinare i bambini per poter accedere alla scuola è stato il governatore della regione Veneto, Zaia il quale ha dichiarato: “Il parere al Consiglio di Stato sulle modalità di applicazione della legge nazionale sui vaccini lo avevamo chiesto noi, quindi ne rispettiamo totalmente le conclusioni .Ci riserviamo peraltro di leggerne integralmente i contenuti, aldilà delle anticipazioni. Resta in piedi il nostro ricorso alla Corte Costituzionale, che è anche stato aggiornato sulla base della conversione nella legge 119 del decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini, la cui discussione è stata fissata dalla Consulta per il 21 novembre, in udienza pubblica”.

Sulla questione vaccini, purtroppo in tanti sono intervenuti anche con parecchie polemiche e proprio a tal riguardo, il Consiglio di Stato ha sottolineato che la copertura vaccinale può non risultare oggetto di interesse di un singolo individuo ma sicuramente è interesse primario della collettività e la sua obbligatorietà può essere imposta ai cittadini dalla legge con tanto di sanzioni proporzionate e forme di coazione indiretta. Il Consiglio di Stato aggiunge che solo la più alta vaccinazione dei bambini costituisce una misura idonea e proporzionata a garantire la salute di altri bambini e permette di proteggere grazie al raggiungimento dell’obiettivo delle immunità di legge, la salute delle fasce più deboli ovvero di coloro che per particolari ragioni di ordine sanitario non possono vaccinarsi.

Proprio lo scorso 4 settembre, la Regione guidata da Zaia, aveva approvato una moratoria di due anni che sostanzialmente avrebbe permesso alle famiglie di presentare tutta la documentazione vaccinale per i bambini da 0 a 6 anni entro il 2019, evitando così la decadenza dell’iscrizione dagli asili nido e dalle scuole dell’infanzia già a partire da quest’anno scolastico, ma pochi giorni fa si è registrato il dietrofront con la sospensione temporanea di questa moratoria visione che è stata accettata con entusiasmo dalle Ministero della Salute e dell’istruzione Lorenzin e Fedeli.

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