In 40mila al free vax di Pesaro, con loro sul palco anche Povia

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La manifestazione freevax di Pesaro, che ha radunato in piazza migliaia di persone per protestare contro il decreto sui vaccini obbligatori, sta facendo molto parlare. Quale il senso della manifestazione? Come sta cambiando il modo di farsi sentire degli italiani nell’era della tecnocrazia imperante e dei social come piazza di discussione virtuale ma non reale?

IntelligoNews ha posto queste e altre domande al cantante Giuseppe Povia, che punta l’attenzione sul fatto che le piazze piene di persone sono un segno in controtendenza rispetto alla società in cui viviamo: ”Nel mondo di internet, dove le notizie passano così veloci e ce n’è una al minuto, con le agenzie che si aggiornano ogni dieci minuti, riuscire a spostare cinquantamila persone in ogni città dove si manifesta, perché io ero in piazza e questo era il numero – nonostante i giornali dicano diecimila – è importante. E quando il Parlamento vede una roba del genere sicuramente non può ignorarla”.

L’evento, organizzato dal Comitato Salute e Diritti di Pesaro, Colors Radio, Il Sentiero di Nicola, Auret, Comilva, Corvelva, Rav Hpv, Vaccinare Informati, Condav, ha visto gli interventi di alcuni genitori che sostengono di aver visto i propri figli “ammalarsi anche a causa dei vaccini”.

I comitati no vax si caratterizzano per la posizione di opposizione che assumono nei confronti del decreto sui vaccini obbligatori per l’accesso agli asili nido, alle scuole materne e infine alla scuola dell’obbligo che verrà discussa in Senato proprio in questi giorni. Povia ha cantato ‘Quando i bambini fanno oh’, rivisitando il testo per l’occasione, “Chi comanda il mondo”, “una canzone che mi è costata 34 querele” ha ricordato. Siamo qui per dire che siamo ovunque, in ogni città, non solo nelle metropoli, in ogni periferia, in ogni quartiere.

Il consiglio da parte degli organizzatori è quello di indossare una maglietta arancione e di attenersi alle regole usate per tutte le manifestazioni regolamentate, per evitare problemi di ordine pubblico.

Decreto vaccini, Villani: “Tutti fondamentali i 12 vaccini. I pediatri richiedono anche l’antipneumococco”.

“Chi sostiene che 12 vaccini obbligatori sono troppi e andrebbero ridotti ignora le evidenze scientifiche che hanno portato il Ministero della Salute, sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle Società Scientifiche, a scegliere la strada dell’obbligo vaccinale. Tutti i 12 vaccini previsti nel Decreto sono essenziali per tutelare la salute dei bambini e di tutti i cittadini, anzi le Società Scientifiche chiedono di inserire anche lo pneumococco, portando a 13 i vaccini obbligatori.

Tornare indietro sarebbe un pericoloso autogol per la salute dei cittadini. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (Ufficio regionale per l’Europa) ha espresso apprezzamento per lo sforzo fatto dall’Italia per fermare l’epidemia di morbillo e ha ribadito che la strategia di legare le vaccinazioni all’iscrizione scolastica ha dimostrato di essere efficace in molti Paesi per prevenire le epidemie”.

Ad affermarlo il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani, in vista dell’imminente iter parlamentare del Decreto sulle vaccinazioni.
“Il provvedimento – precisa – è volto a salvaguardare la salute dei bambini e dei cittadini: in primo luogo di quelli che vengono vaccinati e quindi protetti da malattie letali come la meningite, ma anche di tutti quei bambini che, a causa di gravi malattie immunitarie o oncologiche, non possono essere vaccinati. Infatti l’aumento della coperture vaccinali diminuisce il rischio di diffusione delle malattie contro cui ci si vaccina. Il Decreto è anche un’occasione per verificare lo stato vaccinale di tutti gli scolari nell’interesse loro e dei loro compagni di classe”.

Ma era davvero necessario arrivare a reintrodurre l’obbligo? Per il Presidente della SIP l’obbligo è una “scelta inevitabile”, motivata da un quadro generale preoccupante e pericoloso. Spiega Alberto Villani: “Come ha affermato di
recente anche il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi nella sua audizione in Parlamento, in Italia nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%, e questo è un segnale allarmante perché significa che decine di migliaia di bambini e adolescenti sono esposti a rischi inutili. In tali situazioni si deve intervenire per prevenire le epidemie prima che esplodano, come è successo ad esempio con il morbillo, che ha registrato 2.988 casi daM’inizio dell’anno contro i 392 dello scorso anno. Prevenire significa appunto intervenire prima che la gente si ammali e muoia”.
Solo quattro punture e nessun sovraccarico per il sistema immunitario.
Per fugare le preoccupazioni dei genitori il Presidente SIP ricorda che anche se i vaccini obbligatori sono 12 le punture sono solo 4 perché molti vaccini vengono somministrati in modo combinato con un’unica iniezione. In particolare, la vaccinazione esavalente comprende difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B; il vaccino quadrivalente MPRV protegge da morbillo, parotite, rosolia, varicella; a questi si aggiungono i due vaccini contro il meningococco B e C, per un totale di quattro punture per il bambino. Nessun sovraccarico per il sistema immunitario perché “è scientificamente dimostrato che il sistema immunitario del bambino sarebbe in grado di sostenere la somministrazione di tutti i vaccini contemporaneamente”.
Infine non bisogna dimenticare che l’obbligo vaccinale è solo ‘un passaporto’ per accedere a scuola, mentre non è trascurabile il valore di un Piano nazionale di Prevenzione vaccinale che è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza e che grazie ad un investimento anche di natura economica da parte dello Stato, offre l’opportunità a tutti i cittadini italiani (di qualsiasi età) di essere protetti nei confronti delle malattie prevenibili con il vaccino.

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