Varese, risolto il mistero di Dafne la 20enne scomparsa nel “bosco della droga”

Si infittisce il mistero della ventenne dagli occhi blu che nella giornata di sabato è uscita di casa insieme al suo convivente di 21 anni più grande di lei e pare non sia più tornata a casa dopo essere stata “rapita” nei boschi di Marnate in provincia di Varese da due pusher. E’ questo quanto sostanzialmente quanto raccontato dal fidanzato di Dafne Scipio, la ventenne nata a Busto Arsizio in provincia di Varese e residente a Gallarate sul cui rapimento la procura di Busto pare abbia aperto un fascicolo contro ignoti. Come abbiamo detto, la ragazza sarebbe svanita nel nulla nella serata di sabato dopo essere uscita insieme al suo convivente Matteo Alessandro Brambilla di 41 anni , i quali pare si fossero recati presso un’area boschiva a Malnate che sarebbe una zona molto conosciuta come una zona di spaccio.

La ragazza sarebbe svanita nel nulla e secondo quanto riferito dal suo fidanzato ai Carabinieri di Saronno e del nucleo investigativo di Varese, Dafne Sarebbe scesa dall’auto da sola per dei motivi ancora poco chiari ed entrata nel bosco; ad un certo punto il fidanzato racconta di averla sentita urlare e di essere sceso Dunque dalla macchina per soccorrerla assistendo al rapimento da parte di due cittadini stranieri, molto probabilmente spacciatori che l’avrebbero trascinata via e nel tentativo di fermarli l’uomo sarebbe stato aggredito e poi abbandonato a terra.

Ci sarebbe stato un avvistamento della ventenne nella serata di lunedì 16 ottobre presso l’autogrill di Castronno sulla 8 e pare sia stato avvistato in compagnia di un italiano e di un magrebino. In un primo momento il fidanzato ha ipotizzato che il rapimento fosse avvenuto da parte di alcuni appartenenti alla banda che spaccia all’interno dell’area verde, chiamata la sbarra. Dai racconti invece rilasciati dalla stessa Dafne e da uno dei due con i quali è stata avvistata La giovane, la stessa avrebbe tentato di metterti in contatto con degli spacciatori telefonicamente ma di non averli trovati ed essere Dunque scesa nel bosco a cercarli quando improvvisamente avrebbe sentito la voce di un uomo urlare “gli sbirri e gli sbirri”.

Questa voce La giovane donna pare l’avesse attribuito al fidanzato e racconta di essersi messa a correre per timore di essere fermata, Nella direzione opposta a quella dell’ingresso e di essere uscita poi sulla pubblica e di avere incontrato il soggetto di nazionalità italiana da lei conosciuta con il quale poi si è allontanata. Dafne avrebbe negato di essere stata sottoposta a delle violenze o restrizioni della libertà e di avere scoperto di essere cercata soltanto nella mattinata di lunedì lamentandosi anche del clamore che si era generato in seguito alle dichiarazioni del fidanzato.

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