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Inter – Fiorentina è la prima partita di oggi, a seguire Crotone – Milan delle 20:45. Si gioca per la 1a giornata del campionato di calcio di Serie A edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

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One man show. Inutile, a provare a spostare tutta l’attenzione sui giocatori («Sono loro la nostra forza. Spetta a loro scrivere la nostra storia e pure la mia»), la verità è che in vista del debutto in nerazzurro, in casa nerazzurra, tutti i riflettori sono puntati su Spalletti. Giusto così, perché toccherà al tecnico della Roma dare la svolta a un ambiente e a una piazza abituati da troppi anni a un ruolo di secondo piano. Ebbene, al di là delle parole, la sensazione che invece trasmette il nuovo allenatore interista è che nei panni di capo popolo ci stia particolarmente bene. Parte da un concetto ribadito più volte, ovvero il senso di appartenenza che devono avere i giocatori. «L’affetto dei tifosi è qualcosa che non dobbiamo disperdere, ma alimentare. Non ci deve essere possibilità di tradimento. Ai giocatori ho chiesto di amare questi colori. Servono professionalità e serietà. Deve essere la squadra a funzionare, non il singolo. Ma sono sicuro che i nostri avversari dovranno sputare sangue quando ci affronteranno. Il mio obiettivo?
Vincere tutte le partite».

MERCATO NORMALE. Tornando al giorno della presentazione ufficiale, Spalletti aveva raccontato di promesse che gli erano state fatte dalla società, le stesse che non avrebbe esitato a denunciare nel caso in cui non fossero state mantenute. Beh, se qualcosa è mancato, il tecnico ha scelto di non metterlo in pubblico. Fermo restando che, in certi casi, valgono più il non detto e certe espressioni o sorrisi. «Sono contento di quello che ho. Volevo allenare l’Inter e i giocatori che ci sono. I top-player? Quando ho letto i nomi sui giornali ci avevo creduto anche io, poi mi sono dato un pizzicotto…». Eppure, certi nomi, vedi Vidal e Nainggolan, li aveva fatti Sabatini. «E allora dovete chiedere a lui, perche a me non li ha fatti. Il nostro è un mercato normale, al quale oramai sono abituato (riferimento alla Roma, ndr). Le motivazioni? Le teniamo per noi.

Il Fair-play finanziario? Di sicuro l’Inter è un club che lo applica con correttezza, a differenza di altri (il Psg?, ndr)». Ad ogni modo, se anche avrà poco da questi sgoccioli di mercato, di sicuro Spalletti non si aspetta di perdere nessuno dei pezzi pregiati. A cominciare da Candreva, per cui in Inghilterra si continua a parlare di un imminente assalto del Chel- sea («La mia posizione è che va tenuto, idem per la società.
E lui finoranon ha dato segnali discordanti. Certo cosa succederà domani non lo posso sapere»), per arrivare a Peri- sic, argomento che l’allenatore toscano ha dato per chiuso a tempo: «Ci siamo parlati sin dall’inizio. Lo stesso ha fatto la società. E anche lui ci ha detto delle cose. Ma dopo quel con fronto iniziale, non ci sono state altre avvisaglie».

MEGLIO COSÌ. La chiusura è dedicata al Var, novità che Spaletti ha valutato positivamente: «E’ una cosa nuova importante che dà maggiore tranquillità». Ma, a suo giudizio, non si può prescindere nemmeno da altre innovazioni. «N on si può fare a meno del tempo effettivo. Soprattutto adesso che ci possono essere 4-5 interruzioni in più a partita. Mi piacerebbe, inoltre, che i cambi a disposizione fossero 5, così si darebbe un senso alle rose ampie. Peraltro, ne gioverebbe pure lo spettacolo».

INTER 4-2-3-1 All.: Spalletti. A disposizione: 27 Padelli, 46 Berni, 15 Ansaldi, 55 Nagatomo, 13 Ranocchia, 61 Vanheusden, 10 Joao Mario, 77 Brozovic, 23 Eder, 96 Gabriel Barbosa, 10 Jovetic, 99 Pinamonti. Indisponibili: Santon. Squalificati: nessuno. Diffidati: nessuno.
Le ultime: l’unico vero dubbio è tra Vecino e Joao Mario. Con il portoghese, Borja Valero arretrerebbe in mediana. Dalbert favorito su Nagatomo.

FIORENTINA 4-2-3-1 All.: Pioli. A disposizione: 97 Dragowski, 22 Cerofolini, 4 Milenkovic, 15 Maxi Olivera, 76 Bruno Gaspar, 5 Badelj, 17 Zekhnini, 11 Hagi, 14 Mati Fernandez, 9 Cristoforo, 30 Babacar, 93 Rebic. Indisponibili: Saponara e Pezzella. Squalificati: Chiesa Diffidati: nessuno. Le ultime: Pioli ha valutato la condizioni di Pezzella, non ancora pronto. Badelj non al top, parte in panchina.

L’Inter riparte da Perisic. Lo ha detto Spalletti, garantendo che il croato ha abbando – nato i suoi propositi di addio, ma presto lo sarà anche in maniera più concreta. Solo qualche settimana fa sembrava che il suo addio fosse inevitabile, dopo aver raggiunto un’intesa con il Manchester United, che però non si è mai realmente avvicinato alle richieste nerazzurre. L’Inter non ha mai mostrato cedimenti, così Spalletti ha potuto trovare le corde giuste per convincere l’esterno a rimanere. Il risultato è che il rinnovo di contratto di Perisic è ormai ad un passo. Ramadani, il procuratore dell’esterno, è in Italia proprio in queste giorni e l’Inter ne ha approfittato per compiere un deciso passo avanti verso l’accordo. L’ingaggio di Perisic salirà fino a quota 5 milioni di euro, in linea con quando già percepito da Icardi, dopo il prolungamento di un anno fa. A questo punto è probabile che si attenda la conclusione del mercato per l’annuncio ufficiale.
IN ARRIVO. Intanto già oggi, o al più tardi domani mattina, Cancelo sarà a Milano per effettuare le visite mediche e firmare il suo contratto conl’Inter Venerdì sera ha salutato il Mestalla tra le lacrime, dopo aver partecipato alla vittoria del Valencia sul Las Palmas. «Sapeva di andare via ma ha voluto gio – care lo stesso», ha rivelato il tecnico Marcelino». Ovviamente, anche l’Inter ha liberato Kondogbia, che oggisarà in Spagna, per completare il trasferimento. La formula dell’operazione sarà uno scambio di prestiti senza obbligo di riscatto. Differenti le valutazioni dei giocatori: 35 milioni più bonus per Cancelo, 27 per Kondogbia, con l’Inter che manterrà il 20% sulla sua rivendita.

ESUBERI. La prossima settimana proseguirà la caccia al nuovo centrale. Si attende il sì del ManchesterCity al prestito di Mangala, mentre appare più complicato smuovere l’Arsenal per Mustafi. Attese novità anche sul fronte Schick, con la Sampdoria che sta riflettendo sulle ultime proposte nerazzurre, con unpre- stito biennale come base.

ICARDI, LA BESTIA NERAZZURRA DELLA FIORENTINA MILANO – SETTE GOL IN 10 INCROCI.  contro la fiorentina, divenuta il bersaglio preferito dall’argentino insieme alla Juventus. In realtà, il dato è schizzato alle stelle grazie alle 5 reti (2 all’andata e 3 al ritorno) rifilate dal capitano nerazzurro alla Viola nello scorso campionato. Questa sera, Maurito guiderà regolarmente l’attacco nerazzurro, come comunicato da Spalletti.
Al massimo, essendo a corto di benzina, potrebbe uscire prima del 90′. Nel caso, toccherebbe Eder, più che a Jovetic. Entrambi, peraltro, sono stati indicati dal tecnico (insieme a Brozovic, Joao Mario e Borja Valero), come opzioni per agire sulla trequarti alle spalle dello stesso Icardi. Per il resto, c’è un pizzico di incertezza a centrocampo, con Vecino, che ha abbandonato la maglia numero 6 per la numero 11, in ballotaggio con Joao Mario.

In panchina a San Siro poteva andarci al massimo suo padre, ma per allenare l’Inter. Lui no, non vuole sedersi ma piuttosto essere titolare e guidare subito l’attacco viola. El Cholito Simeone ha le idee chiare e chiede di essere subito protagonista in quello stadio in cui il padre Diego ha giocato per due stagioni (dal ’97 al ’99), ha vinto una coppa Uefa e recentemente è stato accostato, in modo insistente, proprio alla panchina nerazzurra.
ALLA PRIMA. L’alternativa in avanti rimane sempre Ba- bacar, che sembra destinato ad essere eterna riserva ma che contro l’Inter ha già segnato quattro gol in quattro partite, tuttavia sempre allo stadio Artemio Franchi. Si-
meone sogna invece il suo primo centro in viola dopo aver siglato la scorsa stagione dodici reti in campionato con la casacca del Genoa e una in coppa Italia. Sembra essere proprio lui il favorito per questa sera e di certo è in ottima compagnia perché i volti nuovi saranno veramente tanti. Soprattutto in fase offensiva dove è rivoluzione vera e alle spalle del centravanti agiranno addirittura tre new entry: Dias e Benas- si sugli esterni ed Eysseric al centro. Il francese ha già segnato su rigore in amichevole contro la Pistoiese e adesso cerca conferme ufficiali.
VECCHIO E NUOVO. I mediani saranno Veretout e Sanchez, coppia nuova ma solo in casacca viola perché all’Aston Villa avevano già giocato insieme. In difesa la certezza è Vitor Hugo, il centrale che è cresciuto molto nel precampionato come riconosciuto dallo stesso Pioli, al fianco di Astori, nuovo capitano. A destra Tomovic si gioca il posto con Ga- spar e Maxi Olivera con Biraghi. Difficile vedere sugli esterni entrambi Veretout e Sanchez i due mediani Come all’Aston Villa i nuovi arrivi contemporaneamente perché sarebbe un inutile azzardo all’esordio, fra l’altro su un campo difficile come quello di San Siro. Meglio avere sul terreno di gioco almeno due uomini che conoscono già il campionato italiano. Ma Pioli deciderà la formazione, per sua stessa ammissione, soltanto questa mattina. Meglio pensarci bene perché ogni novità certamente affascina ma può spaventare anche un po’.

Ore 9 ancora da intaccare, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, si presenta al Bar Marisa, già pieno di tifosi. E’ l’eterna «università del calcio viola». Offre qualche caffè e poi senza esitazione inizia a parlare di Fiorentina: «Questa squadra mi intriga, sono curioso di vederla, di parlarci…». Lo farà pochi minuti dopo, quando raggiungerà il vicino Centro sportivo. Prima però deve affrontare
il tema più caldo: i fratelli Della Valle, da tempo oramai lontani dalla città, au- to-esiliatisi su un personalissimo Aventino.
RIPORTARE DIEGO. «Li ho sentiti spesso questa estate, più volte di quanto possiate immaginare. Abbiamo da raggiungere insieme un comune obiettivo, quello del nuovo stadio. Non ci fermeremo, abbiamo la comune voglia di vincere questa battaglia». Poi deciso: «Spero di riportare presto Diego a Firenze…». Lo dice con certezza assoluta, è un traguardo che pare abbia già nel mirino. Qualcosa quindi si sta muovendo e darà presto i suoi frutti, forse già per la gara contro la Sampdoria, la prima al Franchi.
FACCIA A FACCIA. Poi il sindaco ha raggiunto i viola, un breve incontro, presentazione ai tanti nuovi e una battuta per tutti: «Sono venuto per portare un forte incoraggiamento al tecnico Pioli, al capitano Astori e a tutta la squadra. Firenze c’è ed è vicina a loro. Questi ragazzi rappresentano la squadra ma anche la città. Ho detto loro che devono mettere in campo tutta l’energia che hanno. Pioli è una persona solida equilibrata e penso che sia l’uomo ideale per guidare un collettivo giovane che deve costruirsi dall’inizio. Devo dire che da tifoso è una squadra che mi intriga perché ci sono tanti giovani talenti e questo significa che è una squadra che guarda in avanti. E’ una Fiorentina che vuole farsi apprezzare e conoscere. Quel pizzico di esperienza in meno verrà superato grazie a Pioli. E mi fa piacere vedere qualche italiano in più. Penso che servano più italiani per portare in alto gli azzurri. Mi riempie d’orgoglio anche avere un capitano italiano. E’ un bel collettivo e mi aspetto qualche bella sorpresa e soprattutto di divertirmi». E’ il via ufficiale alla stagione con la sua battaglia personale: far finire l’Aventino dei Della Valle.

L’unica emozione, vera e sincera, sarà quella di vedere in campo la «sua» Fiorentina, quella vista nascere in un’estate di condivisione con gli uomini mercato. Stefano Pioli non ci gira intorno: «Siamo una squadra tutta da scoprire, sono curioso anche io di vedere se sapremo da subito raccogliere i frutti del buon lavoro fatto fino ad ora». L’ex allenatore dell’Inter non ci gira intorno: «Ci aspetta un avversario forte, ma noi vogliamo fare la nostra partita essendo equilibrati, precisi e attenti. Il passato non conta. Dovremo essere ambiziosi nella voglia di provare a vincere ogni gara, anche la più dura: poi alla fine tireremo le somme. Quando inizia un campionato ci sono sempre delle insidie e forse noi ne avremo anche qualcuna inpiù, alla luce dei tanti cambiamenti, ma non dovrà essere un alibi». Lui di certo non si distrae: «Chi sarà più emozionato tra noi ex? Io lo sono, ma solo perché comincia la mia nuova avventura alla guida della Fiorentina: quello che provano gli altri (da Borja Valero a Vecino, ndr) non mi interessa».

UNA SQUADRA COMPLETA.
Schietto, preciso, determinato, non si lascia trascinare in previsioni o chissà cos’altro: «Gli esami veri cominciano domani (oggi, ndr) e solo così capiremo su cosa dovremo insistere e su cosa invece ci sarà ancora da lavorare». E’ soddisfatto dal lavoro fatto da Corvino e Freitas e, dopo aver rimarcato nelle settimane scorse i vuoti ancora da riempire, stavolta sottolinea le buone impressioni ricevute dai nuovi: «Siamo abbastanza completi, abbiamo trovato le caratteristiche che cercavamo, ovvero giocatori giovani e motivati, oltre che pieni di talento: abbiamo centrato i nostri obiettivi, ora sarà il campo a parlare». Scherza pure Pioli e, col sorriso sulle labbra, ribadisce la sua soddisfazione nell’essere stato chiamato a guidare questo rinascimento viola. «Il rinnovo di Corvino? Dopo quello di Freitas, significa che stiamo andando verso la continuità e la programmazione. Magari, poi, sarà rinnovato anche il contratto dell’allenatore (2 anni con opzione, ndr)». Gli ultimi dubbi di formazione li scioglierà questa mattina, ma quel che conta è che tutti i nuovi fisicamente stanno bene: «Pezzella si è allenato una sola volta con noi, ma tutti gli altri sono in grado di partire dall’inizio. Badelj è convocato. Saponara ha iniziato a lavorare parzialmente in gruppo, spero di averlo presto a disposizione».
LA TELEFONATA. Chi ha una gran voglia di accendersi i riflettori addosso è Gio Simeone: «L’ho visto molto carico e voglioso, ha grande entusiasmo c ome anche
gli altri arrivati in questa estate. Babacar ha fatto un buon precampionato, ma non eccezionale. Icardi? Cipenserà Spalletti». A San Siro non ci saranno i fratelli Della Valle, ma Pioli li ha sentiti telefonicamente: «Ci hanno fatto un grande “in bocca al lupo” telefonico, non assisteranno a questa partita ma spero ci raggiungano presto, ci sono vicini e noi ne abbiamo bisogno. I saluti del sindaco? Ci ha ribadito un concetto che sentivamo nostro da sempre, sappiamo di rappresentare tutta Firenze, è una grande responsabilità ma motivo di orgoglio. Il nuovo stadio? Abbiamo entrambi un lavoro difficile, noi sul campo, lui in giunta per cercare di dare un’accelerata al progetto». Quanto al Var, Pioli non ha dubbi: «Credo possa essere un buon aiuto, così scompariranno gli errori gravi. Lo stesso Rizzoli ha assicurato che il gioco si manterrà fluido e gli interventi saranno limitati».

KALINIC E CHIESA. L’unica stoccata è per Nikola Kalinic e la sua estate “paradossale”: «Queste situazioni andavano risolte prima, fermo restando che alcuni comportamenti avrebbero dovuto essere più professionali». A Milano, invece, c’è anche Corvino, che dopo aver messo per qualche ora da parte il capitolo cessioni – il mercato in entrata è già chiuso, per altro in anticipo rispetto alla fine della finestra di trattative – ha raggiunto da ieri la squadra. Gli restano da completare cinque cessioni (già 26 quelle ufficializzate) poi sarà temp o di valutazioni. A San Siro ci sarà anche Federico Chiesa: pur squalificato, seguirà la partita dagli spalti del Meazza.

FIRENZE. Non fosse che stasera se la ritroverà di fronte, al debutto da allenatore della Fiorentina, nei pensieri di Stefano Pioli l’Inter è come se non esistesse. Neppure lo scalfisce il faccia faccia con Borja Valero e Vecino, 212 gare e 17 reti in viola lo spagnolo, 85 partite e 6 reti l’uruguaiano che ha lavorato a Firenze fino a 18 giorni fa. I grandi ex di questa sfida insieme allo stesso tecnico che ha guidato i nerazzurri fino al brusco esonero il 9 maggio scorso, dopo 182 giorni e 27 partite. Un’esperienza iniziata l’8 novembre 2016 con 7 vittorie di fila (14 quelle complessive, con 10 ko) e il sogno durato settimane di tornare in corsa per un posto in Champions, spezzato da quei 2 punti in 7 gare. Il fato ha voluto che Pioli ricominciasse proprio a San Siro ma lui guarda avanti. «Chi sarà l’ex più emozionato? Io lo sono ma soltanto perché per me inizia una nuova avventura, con una Fiorentina giovane, motivata, di qualità. Il passato è alle spalle e francamente mi interessa poco sapere cosa proveranno i vari ex. Sono avversari. Piuttosto mi interessa vedere se saremo subito all’altezza». Non fissa obiettivi nè cerca alibi nonostante un gruppo rivoluzionato, il più giovane (età media 24,8) di tutta la A. «Affrontiamo un avversario forte, che ha sempre vinto nel precampionato, con un allenatore preparato (Pioli ha mai battuto Spalletti ndr) e tante varianti di gioco. Ma noi andremo a giocarcela con equilibrio, attenzione, ordine». Nell’attesa promuove il mercato: «Ora siamo abbastanza completi, siamo un bel mix, abbiamo trovato ciò che cercavamo, giocatori giovani, vogliosi, di talento». Infatti li ha convocati tutti compreso Pezzella, e molti sono annunciati titolari: Benassi, Eysseric, Ve- retout, Gil Dias, favorito a sostituire lo squalificato Chiesa andato lo stesso in ritiro per fare il tifo. Verso l’esordio pure Simeone, in vantaggio su Babacar. Arrivano poi gli auguri telefonici dei Della Valle e quelli del sindaco Nardella in visita ieri: «Firenze è tutta con voi». Il tecnico incassa e rilancia: «Il prolungamento di Corvino significa programmazione e continuità. Magari poi toccherà pure all’allenatore». Perché quell’esonero all’Inter brucia ancora.

FIRENZE. (bc) Tra i 23 convocati per la trasferta con l’Inter dove i viola saranno sostenuti da oltre un migliaio di tifosi, oltre a Mati Fernandez e Rebic
in odor di cessione manca pure Kalinic. In attesa dell’ufficialità del suo passaggio al Milan il giocatore fa parte ancora della rosa tanto che da avere un numero
di maglia, il 99, dopo aver perso il 9 assegnato a Simeone. «Da tempo dicevo che certe situazioni andavano risolte prima possibile – osserva Pioli –
Per il resto dico che alcuni comportamenti avrebbero dovuto essere un po’ più professionali, evidentemente qualcosa che non è andato c’è stato».

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