Come vedere Nizza – Napoli Streaming Gratis Link Diretta Live Tv ( Rojadirecta – Facebook – Youtube)

Il ritorno del playoff di Champions League è in programma martedì 22 agosto 2017 alle ore 20:45. La partita non sarà visibile in chiaro

Come Vedere Nizza – Napoli Streaming Gratis è possibile per tutti oggi domenica 20 agosto alle ore 20:45 grazie a Mediaset e Sky che trasmetteranno la partita su Sky Super Calcio, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1, anche in HD (alta definizione), e su Premium Sport e Premium Sport HD.

Nizza – Napoli Champions League è la prima partita di oggi,  delle 20:45. Si gioca per la champions league  edizione 2017-18. streaming gratis per gli abbonati con Sky Go e Premium Play, app alle quali possiamo accedere con laptop, computer, smartphone e tablet.

Come possibili alternative per vedere Nizza – Napoli, ci sarebbero, in via non del tutto ufficiale, Video YouTube, Facebook Live-Stream e Periscope. Il raccoglitore internet di links online gratuiti Rojadirecta non è più da considerarsi valido, perchè dichiarato illegale in Italia già da un bel po’ di tempo.

Tra poche ore scenderanno in campo Nizza Napoli, un preliminare di Champions league è che può valere un’intera stagione per il mister Sarri. Il mistero del Napoli ormai è diventato un esperto delle conferenze stampa importanti, lui lo ha sottolineato non è una partita come le altre. A pare poco il valore economico che c’è dietro una qualificazione, lui interessa essere protagonisti e questo è un messaggio che ha voluto sicuramente lanciare alla squadra. Il mister vuole che i suoi ragazzi non prendano la partita sottogamba rimangono concentrati per tutti i 90 minuti.

Novanta minuti separano il Napoli e Napoli dalla Champions League. Ma guai a pensare che la pratica Nizza sia archiviata in virtù del 2-0 dell’andata. Errore che certo non commette Maurizio Sarri, che non abbassa la guardia: «Sarà una partita completamente diversa e più complicata rispetto a quella del San Paolo. Troveremo un Nizza più offensivo, determinato e convinto dei propri mezzi. Dobbiamo giocare per vincere la singola partita. Il grande rischio è quello di farsi condizionare dal risultato dell’andata e sappiamo che il Napoli più che a gestire è bravo a giocare».

La posta in palio, anche economica visto che ci sono in palio anche i circa 35 milioni per l’accesso alla fase a gironi, è troppo alta per lasciarsi trasportare dall’entusiasmo generato dopo il 2-0 del San Paolo e il tecnico azzurro mostra prudenza: «Nizza-Napoli non è una partita normale perché vale la Champions. Questo match può condizionare la stagione del Napoli anche dal punto di vista mentale perché l’eliminazione sarebbe dura da digerire e avrebbe dei contraccolpi anche dal punto di vista psicologico. Spero che questa non sia solo una mia idea, ma che sia condivisa dalla squadra finché tutti capiscano l’importanza della partita».

Ed è proprio in virtù dell’importanza del match che Sarri sta valutando se schierare o meno Mertens dal primo minuto: «Dopo aver parlato col dottore – ha spiegato l’allenatore – non credo che sia in dubbio, ha preso una botta al piede durante la partita col Verona e prima della rifinitura ha avuto qualche problema a mettere gli scarpini per cui ho deciso di farlo allenare in palestra. Però, sia lui che il medico mi hanno dato garanzie». L’attaccante belga è in via di recupero, ma quella di Sarri sembra essere solo pretattica ed è quasi certa la presenza di Milik dal primo minuto al centro dell’attacco, con Insigne e Callejon a completare il reparto. Non dovrebbero esserci altre novità di formazione: giocherà il miglior Napoli contro un Nizza che stasera potrà contare anche su Sneijder e Balotelli. Aumentano le insidie per la difesa azzurra che nella gara di andata ha ben figurato.

«Sneijder e Balotelli hanno talento ed esperienza, ma non cambierà nulla per noi che proveremo ugualmente a fare la nostra partita. Balotelli lo conosciamo, è molto forte, ma dobbiamo essere concentrati su noi stessi e non possiamo soffermarci su un singolo giocatore. Faremo di tutto per non far segnare lui e nessun altro calciatore del Nizza», a trasmettere sicurezza è Koulibaly, diventato ormai uno dei leader della retroguardia azzurra. «Stiamo lavorando molto sulla fase difensiva – continua il difensore – perché lo scorso anno abbiamo lasciato qualche punto di troppo per il numero dei gol incassati, ma quest’anno vogliamo subire meno». Napoli è pronta per vivere i 90 minuti più importanti di questo inizio stagione.

NAPOLI. Dopo i preliminari di Champions League il Napoli incontrerà l’entourage di Luigi Sepe per il rinnovo contrattuale. L’estremo difensore in scadenza in giugno 2019, prolungherà di altri 2 anni passando da 600 mila a 800 mila euro. Il Napoli poi incontrerà gli agenti di Duvan Zapata per definire il futuro del colombiano: l’entourage di Zapata proverà a convincere il Napoli ad abbassare ulteriormente le pretese e cedere il calciatore per una cifra intorno ai 20 milioni. Resta in bilico anche la posizione di Giaccherini: se il club azzurro punterà su Zinchenko, Giaccherini potrebbe restare e giocarsi il posto con l’ucraino, se invece arriverà un esterno dal valore superiore, il calciatore potrebbe decidere di andar via. Le pretendenti non mancano: oltre a Genoa e Verona anche Roma e Milan hanno contattato l’entourage di Giaccherini.

Speranza, SuperMario e Sneijder. Sono le tre S, maiuscole, che questa sera possono regalare al Nizza la prima storica partecipazione alla moderna Champions League. I tifosi francesi ci credono, allo stadio saranno quasi 35.000, anche perché la speranza è rimasta intatta con quel 3-0 mancato da Milik all’andata che in qualche modo lascia ancora aperti i giochi. Snejder e Balo, due che la Champions l’hanno giocata e vinta, come il capitano Dante che pensa di poter dare l’esempio ai compagni insieme ai due nerazzurri, cercando di evitare gli errori del San Paolo: « Dobbiamo prendere noi le cose in mano, soprattutto quando ci saranno momenti di tensione».

Balotelli, tornato in campo dopo 20 giorni di assenza per un problema muscolare, sarà al centro dell’attacco e secondo il difensore brasiliano può essere lui l’uomo chiave della rimonta «E’ molto motivato, sta bene e si allena bene, speriamo che faccia una grande partita e ci aiuti a qualificarci». Pochi i dubbi di Lucien Favre, che tra infortuni e squalifiche non ha tante opzioni tra cui scegliere, ma potrebbe provare a sorprendere il Napoli con un modulo più coperto, anche se sembra difficile poter rivedere il 5-3-2 dell’andata, viste le difficoltà di Sarri a Napoli e la buona prestazione di Jallet, spostato a sinistra nel 4-2-3-1 di sabato contro il Guingamp. In qualsiasi dettare tempi e giocate offensive ci penserà l’ex nerazzurro a cui Favre ha già consegnato le chiavi del Nizza : «Se non credessi alla qualificazione non mi sarei nemmeno presentato in sala stampa, ma servirà una grande partita, individuale e collettiva».

Qui, anche qui, nel suo piccolo si fa la Storia: «Ed è giusto pensare che non sia una partita normale: non può mica esserlo!». La notte è fatta per sognare, per lasciarsi andare tra le stelle, per perdersi in quell’Olimpo che sa di calcio divino, la dimensione favolistica che produce benessere – con una trentina di milioni di euro – e orgoglio: è la Champions, e la senti, l’avverti, la cogli persino nell’espressione (quasi) seria di Sarri, in genere amabile giocoliere con le parole e conlatensione e stavolta invece narratore di uno stato d’animo ch’è di tutti. «Io non penso ai soldi, perché non sono amministratore delegato. Di professione faccio l’allenatore e dunque andare avanti, rigiocare certe partite, dà un senso al nostro impegno. Non riuscirci, rischierebbe di produrre anche contraccolpi psicologici difficili da gestire. E’ una considerazione mia e dei ragazzi e spero che generi effetti positivi».

SLOT MACHINE. Benvenuti in Costa Azzurra, nel lusso più sfrenato di questo mondo – il calcio – che t’illumina d’immenso: è Nizza-Napoli e c’è dentro l’essenza nel football moderno ma anche di quello antico, perché mentre s’avverte il tintinnio di quella cascata di euro, si prova l’emozione per un appuntamento stordente come può esserlo uno “spareggio” «Che porta con sé una serie di tensioni ed anche di raccomandazioni: la prima, obbligatoria, riguarda la partita d’andata, che va assolutamente ignorata. Si comincia da 0-0, non dobbiamo gestire quel 2-0 perché non ne siamo capaci, non appartiene alla nostra natura: siamo fatti per giocare e per provare a vincere. E’ quello che vogliamo, non ci basta la qualificazione.

Poi è chiaro che si vedrà in campo come andrà». Stadio vietato ai napoletani, come all’andata lo fu per i francesi: c’è chi ci ha provato, acquistando biglietti su Internet, e ieri s’è già presentato all’Allianz Arena, dove stasera rischierà di restar Inori.

ATTENZIONE. E’ un’ora e mezza (ancora e soltanto), prima di potersela spassare in quell’universo luminoso ch’è la Champions : è stato bello, sei giorni fa, al San Paolo, ma serve altro, per far di Sarri un uomo sereno. «Loro sono bravi e con Balotelli e Sneijder lo sono ancora di più. Me li aspetto diversi, perché questa è una partita nuova, non so come difenderanno ma sono certo che attaccheranno. E dovremo essere capaci di fronteggiarli e di rispondere. Il loro valore è indiscutibile, e se pensiamo che il Barcellona ha messo gli occhi su Seri questo può aiutare a comprendere lo spessore dei singoli. Mi piace pensare che a Fuorigrotta questa loro qualità, che è in ogni settore del campo, non sia emersa per meriti nostri. Ma dobbiamo continuare ad indossare i panni di sempre, quelli di una squadra votata al gioco».

E’ vietato perdersi in calcoli pericolosi, anzi dannosi, e semmai si vuole giochicchiare con i numeri, la statistica che Sarri esibisce con soddisfazione è quella di Verona: «Dove abbiamo fatto meglio dell’anno scorso, per quantità e qualità della corsa. E’ anche vero che, rispetto allo stesso periodo di agosto 2016, ho tanti ragazzi più pronti, di cui adesso mi fido di più, perché li ho avuti con me per dodici mesi e perché in questo modo anche loro hanno avuto modo di conoscermi».

VOLARE. Ci sarà poco da guardarsi dentro, perché di sé il Napoli sa tutto ciò ch’è utile conoscere: due partite, cinque reti segnate, una sola subita (su rigore), una dimostrazione costante della propria, elegante consistenza, d’un calcio che induce a sognare anche Sarri, centunesima panchina su cui è preferibile glissare. «Io non festeggio neanche i compleanni, perché cominciano ad essere troppi. Questa partita presenta insidie indiscutibili, ma io spero che non si avverta la pressione e che valgano al contrario le motivazioni. Chissà, magari il bello deve ancora venire». Rien ne va plus…

Testa o croce: e mentre la monetina volteggia, la domanda rimane sospesa nell’aria. Non c’è un sì, non c’è un no, non c’è manco un ni: è tutto così maledettamente incerto, e valgono nulla pure le espressioni del volto, perché stavolta sarà il corpo a parlare…. ed a confermare tutta Fostinata fiducia di Sarri « Per me ci sarà». Ma le dita del sinistro avranno il dovere di farsi sentire, però senza far troppo rumore: sussurrino qualcosa a Mertens, possibilmente senza addolorarlo, non più di quanto abbiano già fatto ieri mattina, quando la rifinitura era comincia-

ta da appena cinque minuti e la ciabattata di Verona s’è ripresentata, implacabilmente. «Mi fermo, vado in palestra». Non ci si può arrendere, ma non si può neppure rischiare, e ciò che pareva un accidente di percorso, uno di quelle randellate destinate ad essere smaltita in un paio di notti (magari pure da passare in bianco), è diventato un tormento esistenziale con il quale Dries Mertens convive osservando il paesaggio e sperando che questo blitz in Costa Azzurra non si limiti a essere un’amarissima gita: 51% di chance, anche 52%, sapendo che può andare solo meglio…

OTTIMISMO. Ma persino inutile sbilanciarsi, perché con certe ammaccature non si sa mai come va a finire: sembrava fosse domabile, con qualche ora di riposo e la classica terapia, invece è bastato forzare un po,’ correre seriamente, e lateralmente accorgersi che invece l’intervento di Romulo, sul finire di Verona-Napoli, lì era rimasto. «Allenamento differenziato per motivi precauzionali». Senza drammatizzare, tenendo per sé quel filo d’ottimismo.

BALLOTTAGGIO. Intanto è calato un velo sulla formazione, che si potrà rimuovere (oppure no) in mattinata, con l’ennesimo interrogativo che l’allenamento risolverà o aiuterà ad interpretare: però è chiarissimo che si va al ballottaggio e si troverà la soluzione solo dopo che Mertena avrà afferrato il linguaggio dell’anima o le fitte che gli arriveranno. E’ un preliminare, certo, ma comunque sa di Champions, tensioni diverse, lo stress d’una vigilia densa: sembra essere ripiombati, praticamente ad un anno fa, 28 settembre 2016, Napoli-Benfica, l’ultima maglia da titolare di Milik nell’Europa che conta, l’ultima doppietta di Mertens in Europa. Però quella sera, e si stava al san Paolo, la giocarono assieme, uno in mezzo all’area e l’altro alla sua sinistra. Condivisione d’una notte, pure stavolta.

Quando ci si trova davanti Lucien Favre si capisce al volo che il tecnico svizzero è uno di quelli che il calcio lo mangia a colazione: mai banale l’allenatore del Nizza, sa che la sfida decisiva di stasera contro il Napoli potrà essere risolta solamente analizzando al meglio lo scacchiere tattico delle due squadre. Non sono solo i giocatori a fare la differenza perché, seppur importanti, Favre è cosciente che per neutralizzare
il Napoli bisognerà partire dalle sue basi.

«Non sono solo Insigne e Mertens ad essere pericolosi – ha spiegato il tecnico alla vigilia – se si vuol frenare la manovra del Napoli bisogna dare fastidio a Koulibaly e Albiol, perché è da loro che parte il gioco. Al centro la distribuzione dei palloni è ottimale e anche i movimenti sono di qualità: il Napoli gioca velocemente, uno o due tocchi seguiti da chiamate in profondità e, in questo quadro, Insigne diventa ancora più pericoloso
negli uno contro uno. Sono rapidissimi davanti e dovremo fare attenzioni alle chiamate degli attaccanti, ma soprattutto alla costruzione del gioco nella parte centrale: riescono sempre ad essere in superiorità numerica e si trovano tra di loro senza neanche guardarsi negli o cchi».

AD ARMI PARI. Un elogio da un maestro ad un altro e ascoltando le analisi di Favre e Sarri ci si potrebbe imbattere in un bel dibattito sull’estetica e la concretezza del calcio, ma questa sera al tecnico svizzero servirà soprattutto l’apporto di coloro che, con un colpo di genio, potrebbero fare la differenza.

«Se non credessi alle nostre possibilità probabilmente non sarei neanche venuto in conferenza stampa. Il 2-0 ci lascia un margine di speranza: bisognerà giocare in maniera più compatta rispetto all’andata, quale che sia la nostra posizione in campo. Bisognerà stringere le linee e tutti dovranno dare del loro meglio anche nella fase difensiva. Noi da parte nostra dobbiamo continuare a fare il nostro gioco: questo Napoli sta insieme da quasi tre anni, hanno cambiato veramente poco e noi dovremo essere capaci di prendere i rischi necessari. Balotelli e Sneijder hanno disputato pochi minuti finora, ma hanno le qualità per fare la differenza anche perché si conoscono e soprattutto sentono il gioco come pochi altri».

Casa, dolce casa: perché qui c’è l’infanzia, c’è la giovinezza, c’è un piccolo Kalidou Koulibaly che sognava ad occhi aperti: Saint Die des Voges, Francia, vicino o lontano non conta, perché c’è l’aria d’un passato che resta (e per sempre) e c’è un momento in cui è inevitabile che i ricordi si accavallino. «Ma non questa volta, anche se è una serata particolare»
Koulibaly torna in Francia.
«Dove non ho mai avuto la possibilità di giocare in Ligue 1. La mia carriera si è poi sviluppata altrove e a Napoli sono felice: ho
raggiunto livelli molti alti e questa sfida può proiettarci, di nuovo, in Cham- pions. Io non penso ad altro».
Non sarà semplice, ovviamente.
«Non ne dubito: partita calda, dal primo all’ultimo minuto. Saremo attenti, Sar- ri ci ha detto cosa dobbiamo fare, siamo consapevoli dell’ambiente che ci aspetta». Cosa cambia, per Koulibaly, con Balotelli e Sneijder? «Sono due giocatori con esperienza e talento, ma noi resteremo gli stessi, cercando giocare come
sappiamo: il nostro calcio offensivo».
Contro SuperMario vi siete già incontrati.
«E so che forza ha. E’ una gara importante per lui, ma lo è di più per noi. Io gli auguro tutto il bene che posso, perché è centravanti di valore, ma io farò l’impossibile per fermarlo». Quanto rischiate?
«Nel calcio può succedere di tutto. Noi saremo concentrati per vincere, non penseremo al risultato della partita di andata: vogliamo la qualificazione in Champions».
Il 2-0 del 16 agosto cosa rappresenta, considerato il finale con il Nizza in nove uomini?
«Conta poco ciò ch’è successo la settimana scorsa. Rimpianti non ne abbiamo, siamo riusciti a vincere e va bene così. Certo, sarebbe stato più agevole se avessimo segnato ancora».
Ora concedete poco, molto meno di prima, agli avversari.
«La fase difensiva ha un valore e l’anno scorso abbiamo perso qualche punto, perché abbiamo preso troppi gol. Subire di meno
vuol dire anche concedere maggiori sicurezza al resto della squadra: siamo qui per migliorarci, per sbagliare di meno».
Tre partite in meno di una settimana… «E dovremmo stare ancora meglio. Abbiamo lavorato tanto in precampionato, è stata dura, ma hanno avuto ragione Sarri e il suo staff, perché con il Nizza ci siamo presentati pronti».
Il pericolo della fatica è concreto?
«Vedrete il Napoli di sempre».

Questa è vita: «Adesso posso dire d’essere un professionista». Il bello del calcio è (anche) nell’espressione gioiosa di Ghoulam, nella sua leggerezza che diventa ironia, nella felicità che si coglie mentre, scatenandosi sui social del Napoli che riaprono alle dirette, racconta la sua Italia, la sua Verona, la sua centesima partita in serie A. «Mi disse in mio vecchio allenatore: quando arrivi a quel traguardo, puoi sentirti un giocatore. Ed eccomi qua. Contento per aver segnato, per aver vinto in quello stadio, dove dà gusto riuscire a farcela».

EMOZIONI. Je suis Faouzi Ghoulam: e stavolta, avendone l’occasione, ritrovandosi in copertina, meglio raccontarsi per intero, svelare a se stesso e agli altri ciò ch’è accaduto in quel momento fatidico, il ventisettesimo minuto dalla ripresa. «Io sono partito per andare a fare la sovrapposizione alle spalle di Mertens, una giocata nostra. E pensavo arrivasse il pallone: mi piace crossare, mi piacciono gli assist e non avevo ancora segnato con il Napoli. Non potevo pre- vedervelo. Poi Dries è andato dentro, ha attaccato lo spazio, la sfera mi è arrivata addosso». E s’è aperto un mondo nuovo, per Ghoulam, che si è perso nelle tenebre del «Bentegodi» senza avere un orizzonte: «Io non sapevo neanche cosa fare, come esultare. Ho incrociato Koulibaly che mi ha abbracciato ed era quasi più contento di me, poi sono andato da Simone Bonomi che mi aspettava e che mi è stato sempre molto vicino. Sono soddisfatto, ci mancherebbe, anche perché abbiamo portato via tre punti e rispetto all’anno scorso siamo partiti con il piede giusto. Ma ora c’è dell’altro, ora c’è la sfida con il Nizza e, con rispetto per chiunque, questa è la gara più importante di questa fase della stagione».

MAGNIFICO. Verona 1, Napoli 3: e ne sarebbero di particolari da raccontare, di sensazioni su cui si potrebbe divagare. Ma il passato va custodito tra l’archivio e la memoria e nella giornata mediaticamente social del Napoli, Lorenzino Insigne, tanto per cambiare Magnifico anche a Verona, non ha riferimento precisi da fare su tutto ciò che ha sentito, sui fischi, gli insulti e le offese: il calcio è un’arte da diffondere silenziosamente, facendo quasi finta di niente, godendosi quel Ghoulam così espansivo e poi lanciandosi a testa alta verso il Nizza, l’unica autentica preoccupazione di uno scugnizzo che usa moderatamente la parola ma va dritto al cuore della notte. «Era importante vincere a Verona e ci siamo riusciti. Ora pensiamo soltanto a questo match e stiamo la- votando per superare il turno: si decide il nostro futuro in Champions, contro il Nizza. Ma noi siamo decisi ad andare avanti, perché inseguiamo grandi obiettivi». Perché questa è vita…

Qualcosa è già cambiato (in entrata), e qualcosa potrebbe di qui a poco cambiare (in uscita). Ago della bilancia? Anche il fatidico ultimo atto che prelude alla Champions, quello di stanotte a Nizza. Perché in caso d’ingresso ai gironi, potrebbero anche definirsi alcuni addii (o prestiti, chissà) che, per ora, sono ancora relegati nell’immancabile gioco delle “sliding doors”. Cominciato da un bel po’,ma che dovrà necessariamente stopparsi a fine mese quando si esaurirà la sessione di mercato.
II nomi si conoscono, non sono poi cambiati e c’è da mettere peraltro in conto che, dalla ristretta cerchia di “esuberanti”, se ne potrebbe ricavare un po’ di soldi utili per qualche altra operazione in entrata. Zapata, Strinic, Tonelli, Pavoletti (in ordine d’apparizione in azzurro, il primo nell’agosto 2013 e l’ultimo nel gennaio scorso): quelli con
la mano sulla maniglia del trolley.

IL COLOMBIANO. «Giovedì incontrerò i dirigenti azzurri», così (a radio Crc) Fernando Villareal, agente di Duvan Zapata: «Si chiedeva un prezzo molto alto per il mio assistito, ma adesso è stato ridimensionato (da 30 a 25 milioni) e dovrebbe scendere ancora (20). Fra Italia, dove Duvan vorrebbe restare, ed estero, hanno mostrato interesse venti club. Sceglieremo la soluzione migliore per tutti». Chiaro no? Come appare pure molto chiaro che il Napoli non svenderà un centravanti di ottimo livello nel pieno della sua attività agonistica. Se dovesse restare nelle vicinanze, la pista più fresca porterebbe a Genova (sponda Sampdoria) e pare siano stati anche buttati giù abbozzi di accordi e cifre.
IL CROATO. Al momento ai margini estremi, Ivan Strinic, chiuso da Ghoulam (per il quale s’attende l’agognato rinnovo del contratto), è in attesa della migliore offerta, nonché sistemazione. Potrebbe fare al caso di diversi club italiani (Genoa e Fiorentina su tutti), ma dovrebbe finire all’estero per questioni d’ingaggio (Galata- saray?).
GLI ITALIANI. Per Tonelli non mancano le richieste: se una volta era il Torino, adesso può essere la Samp. Laddove il fiorentino ha un certo appeal ed il gradimento pare reciproco (potrebbe rientrare nella trattativa-Za- pata). Infine Pavoloso: partito Borriello, il Cagliari s’è messo a fare sul serio e l’ariete livornese non disdegnerebbe affatto. Ecco che, in seguito a tutte queste cessioni (o ad alcune), si aprirebbe subito una porta per farne entrare anche due. Da
tempo infatti è stato bloccato l’ucraino Zinchenko (attualmente al City), e non è mai tramontato il sogno Denis Suarez, coltivato dallo stesso De Laurentiis sin da quando il 23enne era in forze al Villareal. Ma, si sa, trattare col Barcellona non è mai cosa agevole.

Ci sono di mezzo i ricordi, nemmeno tanto remoti, in questa sfida personalizzata, tra Pepe Reina e Mario Balotelli. C’entra poco Nizza-Napoli di questa sera. Quello che balza alla mente, vedendoli nuovamente l’uno contro l’altro, è quella notte di San Siro di quattro anni fa, una data che resterà nella storia dell’ex attaccante della nazionale italiana. L’impianto milanese ospita Milan-Napoli, a fine settembre.

Britos e Higuain portano sul doppio vantaggio il collettivo napoletano. Poco dopo il quarto d’ora della ripresa, il Milan ha l’opportunità di riaprire la partita, c’è un rigore da battere. Balotelli si presenta sul dischetto, forte della sua infallibilità: 21 su 21 raccontano i suoi numeri. L’impressione in tribuna è che la serie positiva continuerà, ma c’è da fare i conti con Pepe Reina, piantato sulla linea di porta, pronto a rispondere alla battuta del milanista. Mario fissa negli occhi il portiere spagnolo, accenna una finta e batte di destro, dando poca angolazione al pallone: Reina si distende e devia in angolo nel tripudio dei 3.000 tifosi napoletani presenti a San Siro. «E’ stata la parata più bella della mia carriera», dirà nel dopo partita. Un gol lo segnerà, Balotelli, nei minuti finali, ma il Napoli porterà via lo stesso tre punti, pesanti. Quell’errore lo innervosirà al punto tale da meritarsi il rosso diretto al termine della partita per le ingiurie rivolte all’arbitro.

RIVINCITA Stasera i due si ritroveranno, con qualche anno in più e con obiettivi diversi. Pepe Reina è in un momento di forma eccellente, a Verona ha rimediato alle solite incertezze difensive con due interventi che avrebbero potuto creare maggiori tensioni nella gestione della partita, soprattutto nell’ultimo quarto d’ora. È una delle certezze di Maurizio Sarri, il giocatore di cui l’allenatore non farebbe mai a meno. In questi due anni napoletani lo ha sostenuto anche nei momenti più difficili, quando il portiere spagnolo ha avuto evidenti cali fisici che ne avrebbero potuto mettere in discussione il futuro napoletano. Balotelli invece è all’ennesima sfida con se stesso. A Nizza pare abbia trovato un tantino di stabilità e Favre, il tecnico francese, si aspetta molto da lui. Magari già da stasera, pure se è consapevole che contro questo Napoli occorrerà davvero l’impresa per superare il playoff di Champions League.

ULTIMO ANNO A meno di clamorosi ripensamenti, per Pepe Reina è iniziata l’ultima stagione col Napoli. Negli ultimi sei mesi il suo contratto è stato l’argomento più discusso nell’ambiente napoletano, diviso da due correnti di pensiero: quella sentimentale, che gli avrebbe sottoposto un contratto in bianco, e quella più realistica che ritiene il portiere spagnolo arrivato e, quindi, da sostituire. A questa seconda fazione appartiene anche Aurelio De Laurentiis che ha rifiutato qualsiasi proposta: Qui- lon, procuratore del giocatore, gli ha chiesto il rinnovo di un altro anno per uno stipendio di 2,5 milioni, lo stesso che percepisce adesso. Il no del presidente è stato categorico, lui lo porterà a scadenza nel prossimo giugno. Poi le strade di Reina e Napoli si divideranno. Cristiano Giuntoli, il ds, ha dunque una stagione di tempo per trovarne il sostituto.

Intanto Reina continua ad avere la fiducia incondizionata dell’allenatore e, stasera, si affiderà alle sue mani per evitare spiacevoli sorprese contro un’avversaria da rispettare, pur col conforto del risultato dell’andata.
INCROCI Rispetto alla gara d’andata, il Nizza potrà schierare sia Mario Balotelli sia We- sley Sneijder, che avevano saltato la partita del San Paolo. Favre non vuole rischiare niente, proverà ad esaltare la fase difensiva per evitare di prendere gol in modo da potersela giocare fino in fondo, puntando sul talento del centrocampista olandese e sulla grande voglia di rivalsa dell’attaccante italiano. Reina è pronto alla sfida, vuole un’altra notte come quella di San Siro di quattro anni fa, magari ipnotizzando non solo Balotelli, ma anche Sneijder e Maximin, l’avversario che ha dato maggiori grattacapi alla difesa napoletana, al San Paolo. Il passaggio alla fase a gironi della Champions è necessario per centrare il primo obbiettivo della stagione. Il Napoli lo ha ipotecato con il 2-0 dell’andata. Dovrebbe bastare per riproporre il club nell’Europa dei grandi e indirizzare l’inizio stagione nel migliore dei modi.

Niente scherzi. Lo dice a chiare lettere Maurizio Sarri, sul finire della conferenza. Bello e entusiasmante il suo Napoli, tre giorni fa ha schiantato il Verona. Ma l’esordio vincente in campionato non basta all’allenatore per allentare la tensione. «Il Nizza ci crede? E’ giusto, anche perché se loro sono ancora in corsa lo devono alle tante occasioni che abbiamo sprecato nella gara d’andata. Per noi non è una partita normale, ma è impensabile che non si superi il turno, sarebbe difficile da digerire una roba del genere, avrebbe contraccolpi psicologici sull’intero ambiente. Dunque, niente alibi, dobbiamo vincere». Più chiaro di così.
DOPPIO VANTAGGIO II suo Napoli scenderà in campo forte del doppio vantaggio conseguito nella gara d’andata, al San Paolo. Un risultato pieno, ma non soddisfacente, proprio perché tiene ancora in piedi le ambizioni del Nizza che potrà contare su Mario Balotelli e Wesley Sneijder che non avevano partecipato alla gara d’andata. «Sarà una partita completamente diversa, sarà un Nizza più offensivo e determinato, convinto dei propri mezzi, quindi, una gara più complicata», avverte il tecnico de Napoli.

MERTENS CI SARA’ La buona notizia l’ha avuta nella tarda mattinata, prima d’imbarcasi sul volo charter diretto a Nizza. «Ho parlato sia con il medico sia con il giocatore, entrambi mi hanno assicurato che non ci saranno problemi. Dries ha avuto un pò di difficoltà a calzare gli scarpini ed ho preferito farlo lavorare in palestra. Per domani sera (stasera ndr.) sarà completamente recuperato». Dunque, Mertens ci sarà. Una presenza importante per l’attacco napoletano che, tuttavia, può contare anche sul pieno recupero di Milik. Ma Sarri vuole andare sul sicuro, magari rischiando anche qualcosina se Mertens non sarà nelle condizione migliore.
PERICOLO BALOTELLI Troverà un ambiente caldo, stasera, il Napoli, perché il Nizza ci crede, qui sono convinti che con Balotelli e Sneijder il risultato si possa anche ribaltare. «Mario e Sneijder hanno alle spalle una storia importante, sono in piena efficienza fisica e possono incidere sulla partita in maniera importante. Dovremo essere più bravi a contenere le possibilità offensive del Nizza e, possibilmente, a chiudere la partita senza affanni». In campo ci andrà la formazione titolare dopo il turnover di Verona che ha evidenziato la crescita di quei giovani (Diawara, Zielinski, Rog) che un anno fa non avevano avuto la stessa considerazione di cui godono adesso.

Quanti motivi ha il Napoli per qualificarsi in Champions League? Almeno 31 milioni. Infatti sarebbero poco più di 31 i milioni di euro che i partenopei si assicurerebbero centrando la qualificazione alla fase a gironi della Coppa più prestigiosa del Vecchio Continente. Gli uomini di Sarti, forti del doppio vantaggio maturato all’andata al San Paolo (2-0), scenderanno dunque questa sera sul campo del Nizza di Mario Balotelli (ore 20.45 diretta tv su Premium Sport e Premium Sport HD) non solo per conquistarsi un posto nell’urna di Montecarlo, dalla quale giovedì usciranno gli 8 gruppi da 4 squadre ciascuno che comporranno il tabellone della nuova Champions League, ma anche per mettere in cascina un tesoretto da 31,35 milioni di euro che, sommato agli introiti delle cessioni dell’ultima ora, potrebbe poi essere reinvestito nel mercato prima della chiusura della sessione estiva.
Difatti, ai campani basterà non perdere con più di 2 gol di scarto in Costa Azzurra (con il 2-0 in favore dei padroni di casa però si andrebbe ai supplementari) per garantirsi sia i 2 milioni di euro destinati ai vincitori degli spareggi che i 12,7 milioni di euro che la Uefa distribuirà alle 32 squadre della fase finale della competizione. A questi vanno ad aggiungersi i proventi divisi in due franche del market pool (la cui quota destinata alla federazione italiana sarà simile a quella di 111 milioni di euro della scorsa edizione): ima prima parte fissa conseguente al posizionamento nell’ultimo campionato (il terzo posto in Serie A vale il 15% di metà budget assegnato alle italiane) che varrà circa 8,25 milioni di euro; e una seconda parte, variabile a seconda del cammino nella manifestazione delle 3 squadre italiane, che nella peggiore delle ipotesi (cioè nel caso il Napoli fosse eliminato ai gironi con Juventus e Roma in finale) regalerebbe comunque alle casse della società del presidente De Laurentiis 10,4 milioni di euro, vale a dire il 18,75% dell’altra metà della “torta”.

Introiti sicuri che sommati a quelli che dovrebbero arrivare alle pendici del Vesuvio dalle cessioni diZapata e Tonelli, sui quali c’è forte l’interesse della Sampdoria, Strinic, finito nel mirino di SpartakMosca e Dinamo Kiev, e Pavoletti, vicino al prestito (oneroso con obbligo di riscatto) al Cagliari, potrebbero poi essere reinvestiti per rinforzare la rosa a disposizione di Sarri. Ma tutto ciò deve obbligatoriamente passare dalla qualificazione ai gironi di Champions e quindi dalla importantissima gara di questa sera contro un Nizza che, a differenza dell’andata, potrà contare sia su Balotelli che su Sneijder e che crede ancora nella qualificazione. E Sarri lo sa bene («dovremo essere più bravi dell’andata a contenere il potenziale d’attacco del Nizza») e proprio per questo con molta probabilità si affiderà allo stesso 11 che 6 giorni fa al San Paolo si è imposto per 2-0. L’unico dubbio riguarda Mertens, alle prese con un dolore alla caviglia, che potrebbe quindi essere sostituito al centro dell’attacco da Milik.

Il rosso e il nero e due numeri da giocare: il 9 e il 10. Mario Balotelli e Wesley Sneijder, gli eroi che Nizza aspetta alla prova in uno stadio che si chiama Al- lianz Riviera, sembra tedesco, è bello ma lontano dalle dolcezze di Nizza eppure si riempirà di tifosi caldissimi, che a Napoli non sono andati così come qui non dovrebbero arrivare napoletani. Un gentlemen’s agreement basato su qualche episodio del passato, città di mare, gente passionale, meglio evitare cocktail eccessivi all’ora dell’aperitivo. Un’ora cara anche alle generazioni perdute fra spiaggia, poca, e tanto casinò. Novant’anni fa si beveva champagne, si viaggiava su auto scoperte con le sciarpe al vento e a volte non era una buona idea. Parecchio più tardi, alla fine degli anni Cinquanta, le macchine erano più veloci, i drink di- versificati, la Costa Azzurra amatissima dal jet set e il Nizza ancora nella Coppa dei Campioni. Quasi sessantanni dopo, Mario Battelli e Wesley Sneijder provano a convogliare la fiducia sul rosso e nero della maglia del Nizza. Al Casinò non ci sono più i divi di una volta ma la fiducia resta.

MI MANDA GARIBALDI
«Esordire con fermezza è già metà della battaglia», frase attribuita a Garibaldi, dovrebbe restare scolpita nella mente di Mario all’ingresso in campo. L’Allianz Riviera è pieno di tifosi che lo adorano e sono corsi a comprare la sua maglia appena ha firmato con il club. Lo hanno amato subito, appena ha detto, chissà perché, «mi manda Garibaldi», nato a Nizza quando era italiana. A Nizza tanti cognomi sono italiani, accentati alla francese. L’accento sulla qualificazione in Champions invece dovrebbe metterlo Balotelli, arrivato fra mille scetticismi e capace di conquistare affetto e spazio. «Ogni tanto viene a  prendere il caffè da noi», dice Pasquale del Caffè Marekiaro, e non c’è bisogno di chiedergli per chi tifi oggi. «Perché non fondo un fan club del Napoli? Disturberemmo il condominio. Abbiamo visto Napoli-La- zio qui al bar qualche tempo fa e pareva di essere allo stadio. Gli abitanti del palazzo e della via mi hanno fatto capire che non era il caso. Ma con i tifosi del Nizza non ci sono problemi. Io ho preso subito i biglietti per la partita». Le vie strette al- ì’interno della Promenade sono state colpite duramente nella sera dell’attentato del 2016, ma la voglia di vivere resta. E la voglia di vincere anche, si tratti del Nizza o del Napoli adorato da tanti fra i proprietari di bar e ristoranti del centro turistico.

DOLCE MARE Centro poco frequentato per la verità da Mario, che abita a Villefranche, poco fuori Nizza, anche se pare abbia un piccolo appartamento sulla Promenade des Anglais dove si ferma spesso: è più comodo per vivere la città ogni tanto, o per andare agli allenamenti evitando il traffico. Wesley Sneijder deve ancora scoprirlo: sta cercando casa per sé, Yolanthe, il figlio piccolo, la tata eccetera. Mario ha una villa con piscina, nulla di che da queste parti. Sneijder ha scelto la Costa Azzurra per motivare se stesso, anche se la motivazione più grande potrà darla la partita del 30 agosto dell’Olanda contro la Francia, a Parigi: vincere è necessario per sperare di qualificarsi al Mondiale russo dopo i disastri dell’era Blind. «Mario e Wes hanno il calcio dentro, hanno giocato poco insieme qui nel Nizza ma sono motivati. Spero siano pronti per questa gara così importante», ha detto il tecnico del Nizza Favre. Probabilmente tutti e due risponderebbero che sono nati pronti.

FOTOGRAFIE E come dar loro torto ricordando l’era felice del Triplete interista, il Baio bambino che Wesley chiamava «il pazzo», e poi ancora per quel che riguarda Wes la neve di Istanbul e il gol grazie al quale il suo Galatasaray cacciò la Juve dal paradiso della Champions già nella fase a gironi. C’era la neve, una neve irregolare disse Conte, qui invece c’è un mare di un azzurro indecente, tifosi a frotte, magari non chic come quelli degli anni Venti e Trenta e Cinquanta, ma sempre pronti a divertirsi, come il pubblico deH’Allianz (ma che nome per uno stadio francese) spera di fare stasera. Nella boutique del Nizza aperta sulla piazza Massena nel 2013 gli stranieri sciamano e i commessi spiegano: «Non abbiamo perso la nostra identità, ma siamo più conosciuti a livello internazionale. Grazie a Balotelli prima e Sneijder adesso. Perché forse senza Mario neppure Wesley avrebbe scelto il Nizza. Non possiamo competere con il Psg ma stiamo crescendo, i clienti che entrano nel negozio non lo fanno per caso ma perché conoscono il club». Puntano sul rosso e il nero, sul 9 e il 10. Diceva, così raccontano, Che Guevara: «L’unico eroe del quale il mondo abbia mai avuto bisogno è Garibaldi». I giochi, visti da Nizza, non sono ancora fatti.

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