Vendeva merendine a scuola ai compagni, multato di 5000 euro dai vigili urbani

Non sembrano terminare le cattive notizie per il giovane alunno del Pininfarina di Moncalieri il quale nei mesi scorsi è stato sorpreso vendere all’interno dell’istituto scolastico delle merendine, acquistate nei discount, ai compagni a prezzi inferiori rispetto a quelli che si trovavano nei distributori automatici a scuola. Una volta venuta alla luce questa incredibile vicenda, il giovane era stato sospeso da scuola ed aveva recapitato un 6 in condotta che se confermato anche nel secondo quadrimestre, significa bocciatura, ma purtroppo per lui, i guai non sembrano essere finiti, visto che nei giorni scorsi gli sarebbe stata notificata a casa, una multa da ben 5000 euro. A recapitare la multa al giovane sono stati i vigili urbani di Moncalieri, i quali gli hanno contestato la violazione delle leggi sul commercio, elevandogli una contravvenzione di poco superiore ai 5000 euro, importo che supera di gran lunga il suo guadagno in due anni di spaccio “clandestino” di merendine.

Nei mesi scorsi, però, il giovane era stato premiato con una borsa di studio della Fondazione Luigi Einaudi di Roma, per lo spirito imprenditoriale, premio piuttosto contestato soprattutto dai compagni de “venditore di merendine”, che proprio contro questa borsa di studio avevano organizzato persino una manifestazione di protesta, in quanto ritenevano non giusto premiare un comportamento illecito, come quello tenuto dal giovane. Sulla questione della borsa di studio, pare sia intervenuta l’Assessora all’Istruzione della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, la quale ha dichiarato: “E’ comprensibile che la decisione della Fondazione Einaudi di assegnare una borsa di studio allo studente del Pininfarina, sospeso per aver venduto abusivamente merendine, susciti un certo sconcerto tra i suoi compagni. Credo infatti sia sbagliato far passare il messaggio secondo il quale non rispettare le regole viene letto come un’innovativa capacità imprenditoriale”.

L’alunno, una volta scoperto il suo inganno, sembra aver riferito di aver fatto tutto ciò per aiutare la famiglia guadagnano qualche spicciolo con gli snack comprati nei discount e rivendute poi a scuola a prezzi inferiori rispetto a quelli dei distributori automatici. “Lo avevamo già avvisato abbiamo anche parlato con la famiglia: quel tipo di attività, oltre a non essere legale, poteva anche causare problemi di sicurezza alimentare. Evidentemente, però, il ragazzo non si è ancora reso conto che il suo comportamento non va bene“, avrebbero riferito i dirigenti scolastici che una volta venuta alla luce la notizia, hanno immediatamente preso le distanze dal giovane. Secondo la polizia municipale, infatti, il ragazzo vendendo snack abitualmente ai compagni di scuola avrebbe violato le leggi sul commercio e quindi va sanzionato; anche questa volta il giovane avrà fatto infuriare i genitori, i quali però nei mesi scorsi hanno anche denunciato un accanimento nei confronti del figlio, decidendo anche di cambiargli scuola.

One comment

  1. Agli studenti che protestano bastava non comprare i suoi prodotti. Mah! Comunque i soldi per rifornirsi dove li prendeva? Come è stato detto suo padre probabilmente era socio se non addirittura la mente di tutto. Poi vabbé, c’ è stata grazie o per colpa del premio, la tiritera mediatica. Sbagliato premiarlo e ora sbagliato accanirsi. Doveva pensarci la scuola e basta.
    Poi vabbé, si fa tiritera sul “Allora perché non si puniscono questo e quello?”. Effettivamente gli ambulanti nei luoghi turistici come mai ci stanno tranquillamente a vendere la merce presa chissà dove? Boh!

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