Ventimiglia, denunciati tre francesi per aver dato cibo e tè ai migranti in strada: ordinanza shock

“Vietato dare da mangiare ai migranti” è questo il contenuto shock di un’ordinanza apparsa la scorsa estate e firmata da Enrico Iuculano, sindaco Pd della cittadina al confine tra Italia e Francia, ordinanza che ha fatto parecchio discutere nel corso dei mesi scorsi, ma della quale però non si era saputo più nulla fino allo scorso 20 marzo, quando la polizia avrebbe consegnato un verbale a tre volontari che arrivati dalla Francia, stavano distribuendo panini e tè caldo ad alcuni migranti che stazionano a Ventimiglia nell’attesa di poter passare in Francia appunto. Sul verbale della Polizia di Stato commissariato di Ventimiglia si legge: “Indagato per aver somministrato senza autorizzazione cibo ai migranti”.

I denunciati pare siano tutti e tre cittadini francesi, ed uno dei fermati mare si sia rifiutato di firmare la denuncia percbè nessuno era in grado di tradurre il documento e i contenuti in francese. “Siamo di fronte al capovolgimento di ogni logica. Utilizzare il diritto per colpire e punire episodi di solidarietà non può avere e trovare alcuna giustificazione”, è questo quanto dichiarato dal presidente di Antigone Patrizio Gonnella. Secondo quanto è emerso, sembra che l’ordinanza del primo cittadino di Ventimiglia, Enrico Ioculano, era nata adducendo motivi di ordine igienico-sanitario. La condanna è avvenuta anche da parte di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia, il quale ha dichiarato: “Questa sanzione non è che l’ennesimo segnale dell’avvio, anche in Italia, di un allarmante processo di criminalizzazione della solidarietà. Iniziano a moltiplicarsi i provvedimenti amministrativi e giudiziari, in varie parti d’Italia, ma soprattutto in liguria, che rischiano di avere un effetto raggelante nei confronti di chi intende manifestare solidarietà nel modo più pratico e semplice possibile, con l’effetto paradossale di andare a colpire persone e associazioni che si assumono la responsabilità di colmare le gravi lacune lasciate dalle istituzioni”.

 Secondo quanto riferito dall’Avvocato Alessandro Ballerini, l’ordinanza è inattuale perché fa riferimento a ragioni igienico-sanitarie correlate alle temperature medie della stagione estiva e si basa inoltre su una situazione diversa ovvero quella di agosto quando a Ventimiglia il centro predisposto dalla Prefettura e gestito dalla Croce Rossa italiana era aperto a tutti, mentre oggi l’accesso è vincolato alla disponibilità di lasciarsi identificare e avviare la richiesta di asilo.

“Siamo di fronte al capovolgimento di ogni logica. Utilizzare il diritto per colpire e punire episodi di solidarietà non può avere e trovare alcuna giustificazione“, dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone e della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili. La situazione a Ventimiglia sembra essere ancora piuttosto critica a distanza di mesi, benché da tempo si siano spenti i riflettori della ribalta nazionale; decine i stranieri ospiti dei centri di accoglienza delle associazioni di volontario, mentre altri arrivano alla spicciolata.

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