I videogiochi fanno male alla salute, nuovo studio shock: riducono la massa cerebrale,

I videogiochi fanno male alla salute è questo quanto riferito praticamente da sempre dai medici e adesso sembra che questo sia stato confermato da un nuovo studio arrivato dal Canada e portato avanti dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Montreal e dal Dipartimento di Psichiatria della McGill University.

I ricercatori che hanno effettuato lo studio pare abbiano rilevato che alcuni videogiochi di azione, porterebbero ad una riduzione della massa cerebrale con una contrazione dell’ippocampo. Come abbiamo detto, lo studio in questione è stato pubblicato da medici e psichiatri che hanno preso in analisi 50 persone di età compresa tra i 18 ed i 30 anni; i giocatori sono stati suddivisi in tre gruppi ed hanno giocato a titoli d’azione sia in prima che in terza persona oltre che ad alcuni platform. L’esperimento è andato avanti per circa 12 settimane con una sessione da 2 o 4 ore al giorno, per 3 giorni alla settimana con l’obiettivo principale che ogni soggetto accumulasse un totale di almeno 90 ore di gioco.

Ebbene,  i risultati sono stati sorprendenti visto che nel periodo in esame si è osservata una riduzione della materia cerebrale di circa il 2% nell’aria dell’ippocampo e nonostante si possa pensare che si tratta di una percentuale molto bassa, secondo il dottor Gregory West che ha condotto la ricerca si tratta di dati molto importanti e anche preoccupanti. Lo stesso ha aggiunto che nonostante il 2% possa sembrare poco, non lo è se si tiene presente che l’arco di tempo preso in analisi è di soli tre mesi. Inoltre, si sta parlando di microstrutture in cui ogni cambiamento è davvero importante e il dottor Gregori Guest aggiunge che gli scannar utilizzati, non hanno una risoluzione elevatissima ma sono comunque riusciti a registrare la contrazione.

I giochi proposti a chi è stata sottoposto all’esperimento sono stati i seguenti: Fallout 3, Borderlands, Call of Duty, Battlefield, Medal of Honor, i tre episodi della saga Mario e il reboot di Tomb Raider. “L’ippocampo è la zona del cervello dove viene conservata la memoria dello spazio ed è la prima ad essere attaccata da malattie degenerative come l’Alzheimer”, spiega Massimo Tabaton che insegna neurologia all’Università di Genova. “Ma non è nell’ippocampo che risiede il senso di orientamento vero e proprio. Non capisco come mai si sia scelta quest’area per una ricerca di questo genere e come mai in soggetti così giovani ci sia stata una contrazione della materia cerebrale di quel livello senza un trauma”.

Circa l’ottanta 5% delle persone che hanno giocato per più di 6 ore alla settimana hanno evidenziato un  calo di materia ippocampale, questo significa fondamentalmente che giocare impatta negativamente sull’abilità di ricordare posti e questo può avere delle conseguenze sulla vita quotidiana. Le persone che hanno minore materia grigia nell’ippocampo, sono più esposte allo sviluppo del disordine da stress post traumatico e questo vale anche per la depressione in età giovanile e il morbo di Alzheimer con il passare degli anni.

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