Vincenzo De Luca da della “chiattona” alla consigliera M5s

Allora è un vizio! il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, lo ha fatto di nuovo. “C’è una signora che disturba anche quando è a cento metri di distanza, questa chiattona”. Dopo le offese a Rosy Bindi e al Sindaco di Roma Virginia Raggi è toccato al capogruppo 5 stelle.

Tutto ha inizio al termine di una riunione del consiglio regionale della Campania mentre si discuteva la Legge di Stabilità 2017, alla fine della discussione De Luca si è fermato con gli organi di stampa. A pochi metri, appena fuori il parlamento campano, Valeria Ciarambino, era intenta a registrare una video con voce molto alta. Mentre i due rivali politici rispondevano alle domande dei giornalisti, De Luca si lascia andare pronunciando frasi che hanno immediatamente alzato un polverone mediatico.

“Non ho fatto nomi, non ho fatto nomi. Stavo parlando dei miei amici che stanno passando li”.Immediatamente scoppia la polemica. Beppe Grillo su twitter scrive: “Questo è l’apparato dirigente dl Pd. Forza Valeria”.

La capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione Campania, Valeria Ciarambino, è “una consigliera che disturba anche a cento metri di distanza, una chiattona (grassa, ndr)”. A dirlo è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, parlando quest’oggi con i giornalisti a margine del Consiglio regionale. Il riferimento, chiarissimo, è alla Ciarambino, anche se De Luca ha provato con scarsa convinzione a spiegare che parlava di suoi amici.

Poco prima, la Ciarambino per protestare contro la scelta di De Luca di chiedere il voto di fiducia per il collegato alla legge di stabilità regionale, poi approvato con 32 voti a favore su 46 votanti, aveva esposto dei cartelli con la scritta “Siamo in delucrazia”. Una frase di cui nelle scorse ore la Ciarambino aveva spiegato il senso, affermando: “La fiducia posta dal presidente De Luca su un importante provvedimento di legge come il collegato al Bilancio significa impedire ogni dibattito e ogni discussione in aula. È un segno di grandissima debolezza, una visione distorta della democrazia: la chiamerei delucrazia”. Il collegato alla legge di stabilità regionale, aveva aggiunto la Ciarambino, “è un testo blindato usato contro il Movimento 5 Stelle per farci pagare il prezzo di non esserci piegati al ricatto politico, alla proposta indecente della maggioranza. Ci avevano chiesto, infatti, di non discutere in aula tutti i nostri emendamenti e in cambio avrebbero garantito l’approvazione sicura di 3 o 4 nostri provvedimenti”.

“Io credo che non ci sia neanche bisogno di commentare un presidente di Regione che si esprime in questo modo. Questa è la consistenza umana, prima che politica, del presidente della terza Regione d’Italia”, ha affermato ai microfoni di Fanpage.it la Ciarambino dopo aver saputo delle offese che le sono state rivolte dal presidente della Giunta regionale. “I campani – ha aggiunto la Ciarambino – non meritano di essere rappresentati da un presidente così indegno. De Luca, dopo le dichiarazioni odierne, per me come persona vale zero, ma io mi limito al piano politico e dico che anche come politico vale zero, visto il livello in cui sta sprofondando la Campania. Dovrebbe avere il coraggio – ha concluso la Ciarambino – di risponderci nel merito, invece dimostra la sua debolezza e il suo nervosismo perché non ha argomenti politici”.

Unanime il coro di condanna alle parole di De Luca. “Che De Luca fosse un cafone lo sapevamo, ma ha oltrepassato il limite. Questa è la classe dirigente del Pd. Forza Valeria, sei una roccia!”, ha dichiarato il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio. “De Luca chieda immediatamente scusa perché è un’offesa gratuita che non ha nulla a che vedere con la politica”, ha detto invece il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ai microfoni di Radio Kiss Kiss. “Il presidente sta un po’ nervoso – ha aggiunto de Magistris – perché mai il Governo aveva impugnato il bilancio di una Regione? Deve esserci qualcosa di veramente grave”.

Non è la prima volta che De Luca offende personalmente esponenti del Movimento 5 Stelle. Una lunga lista: dal “bambolina imbambolata” rivolto alla sindaca di Roma Virginia Raggi alle offese rivolte al trio Di Maio, Fico e Di Battista, definiti da De Luca “tre mezze pippe, falsi come di Giuda” (vai all’articolo). Il governatore non ha tuttavia risparmiato neanche esponenti del Pd. Come quando definì la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, “un’infame, da uccidere”. Il motivo? L’inserimento di De Luca nella lista dei cosiddetti “impresentabili” alla vigilia delle elezioni 2015 da parte della commissione Antimafia (vai all’articolo).

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