Virilità maschile: la dimensione del pene è in aumento: ecco le misure

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Bellissime notizie per noi maschietti. Le dimensioni del pene sarebbero in netta crescita. Stando ad un’indagine condotta lo scorso anno in Inghilterra da SKYN, nota marca di preservativo e dalla King College di Londra, la lunghezza media dell’organo maschile era di 13,1 centimetri. Ma nel 2017 le cose sarebbero cambiate…

 Come riporta il Mirror, una nuova ricerca ha messo in luce che la dimensione media sarebbe aumentata passando a circa 15,5 centimetri. A beneficiare “dell’improvvisa crescita” sarebbe la generazione dei millenials, i ragazzi compresi tra i 18 e i 34 anni.

Spesso sentiamo dire che il pene “funziona” tanto meglio quanto più è grande, ma è veramente così?
In realtà, il pene deve avere le dimensioni adatte alle misure dell’organo femminile, la vagina, la quale ha una profondità che va da sette a dodici centimetri.
Il mito del pene grande non è altro che un luogo comune, senza fondamento e amplificato dalle immagini di organi anormalmente grandi proposte daN’industria pornografica. Ecco cosa dovremmo sapere al proposito…

La storia delle dimensioni e la sindrome da spogliatoio

L’organo maschile può avere dimensioni diverse, con una notevole varietà da un individuo all’altro. Mediamente, durante l’erezione il pene raggiunge una lunghezza compresa fra 12 e 16 centimetri, con una circonferenza di circa 12 centimetri. Possono però esserci variazioni rispetto a questi numeri, sia in eccesso che in difetto, e rientrano perfettamente nella norma. Dal punto di vista medico un pene viene invece definito piccolo quando durante l’erezione non supera i 7 centimetri, perché in questo caso l’organo maschile non riesce a penetrare adeguatamente il canale vaginale femminile. Quando il pene non è in erezione le sue misure possono variare molto ed essere legate a fattori fisiologici, come ad esempio la temperatura (quando è caldo il pene si distende, quando è freddo si restringe), o alla struttura anatomica dell’individuo. Inoltre ci sono situazioni che possono mascherare le reali dimensioni del pene, ad esempio se si è Sovrappeso l’aumento del grasso nella zona pubica fa apparire il pene più piccolo di quanto non sia e lo stesso effetto è determinato da un’anomala curvatura dell’asta oppure da una eccessiva estensione della cute che lo riveste.

Indipendentemente dalle effettive dimensioni del pene, alcune persone sviluppano la cosiddetta sindrome da Spogliatoio: un malessere psicologico che ci porta a convincerci che il nostro organo maschile non ha dimensioni soddisfacenti. Il nome di questo disagio deriva dal fatto che riguarda principalmente i giovani, anche se non solo loro, e nasce soprattutto quando incominciamo a condividere la doccia con i compagni dopo una attività sportiva, e quindi a confrontarci. All’origine di tutto vi è una errata percezione del nostro aspetto fisico che in questo caso si concentra sul pene, di cui non accettiamo le misure nonostante siano oggettivamente normali. Dal punto di vista medico disturbi di questo tipo si chiamano dismorfofobie e possono riguardare diversi aspetti del corpo, ad esempio nell’anoressia una dismorfofobia porta persone magrissime a considerarsi sovrappeso. Spesso la sindrome da spogliatoio nasce da un semplice effetto visivo: se l’auto-osservazione viene fatta guardando dall’alto al basso, la prospettiva ci fornisce una immagine più accorciata e meno proporzionata di quella che otteniamo invece guardando una persona che ci sta di fronte.
Per rendercene conto, basta fare la prova, osservandoci prima abbassando lo sguardo verso i nostri organi maschili e poi frontalmente guardandoci allo specchio. Inoltre la sindrome da spogliatoio nasce dal fissare la nostra attenzione sulle dimensioni del pene a riposo, nonostante queste misure non abbiano né importanza da un punto di vista funzionale né una qualche correlazione con le dimensioni in erezione.
Alcuni pensieri tipici della sindrome da spogliatoio sono:
» Penso alle dimensioni del mio pene tutto II giorno
» Proverei vergogna se qualcuno mi potesse vedere
» Sono preoccupato per gli effetti che le dimensioni del mio pene possono avere sulla mia vita sessuale o sulla mia fertilità
» Sono preoccupato perché non mi vedo attraente per una ragazza
Chi ha la sindrome da spogliatoio potrebbe
:: provare “paura” o “insicurezza” verso i rapporti con le ragazze, nel timore di un rifiuto a causa delle dimensioni del pene, al punto di non tentare neppure un primo contatto o avvicinamento avere un calo nell’autostima e provare disagio fino ad evitare di incontrare persone o amici  evitare di guardarsi allo specchio. È importante parlare delle nostre paure con un andrologo, in modo da poterle affrontare adeguatamente e superare.

 I problema delle “normali” dimensioni dell’organo sessuale maschile ha sempre costituito, a torto o a ragione, un argomento di dibattito sia a livello scientifico che “salottiero”. Molti uomini, almeno una volta nella vita, si sono domandati se la lunghezza e la larghezza del loro pene rientrava o meno nella norma. Tra questi molti hanno sottovalutato le proprie potenzialità. A dirlo è uno studio dell’Università di Pittsburgh, negli Stati Uniti. La ricerca ha infatti rivelato che sul totale degli uomini presi in esame il 26% considerava le dimensioni del pene come inferiori alla media, mentre solo il 5% aveva realmente ragione di preoccuparsi. Un’altra ricerca, svolta dall’Università di Saskatche-wan in Canada, sostiene invece che l’86% degli uomini ha visto sparire i propri timori circa le dimensioni, una volta compreso quale era il modo giusto di misurarlo.

La modalità corretta di misurazione della lunghezza del pene è a riposo e in trazione. Cosa vuol dire? La misurazione a riposo significa che deve essere utilizzato un metro da sarto e in stazione eretta, in un ambiente a temperatura standard, un’estremità di esso deve essere posizionata nel punto in cui la radice del pene e l’addome si incontrano, spingendo verso l’osso del pube fino a sentirlo sotto le dita, qualora vi fosse del grasso sottocutaneo in questa posizione, il metro poi deve essere posizionato dorsalmente al pene fino alla sua punta e a questo livello si legge la misurazione. Misurare un pene in trazione, che gli studi ci dicono corrispondere alla lunghezza raggiungibile al massimo della sua erezione, vuol dire, invece, sempre con lo stesso metro posizionato alla radice del pene, ma in posizione supina, stirare l’organo al massimo della sua estensione, prendendo il glande con una mano e frazionandolo e leggere la misurazione che si raggiunge alla punta del glande stesso, con il metro da sarto sempre posizionato dorsalmente all’organo.

Ma oltre alla lunghezza è anche importante la larghezza o circonferenza del pene, che deve essere misurata in stazione eretta in un ambiente a temperatura standard sempre con il metro da sarto avvolgendo il pene alla base e rilevando la misurazione.

Da studi scientifici effettuati con le modalità sopra riportate, presso l’Università degli Studi di Firenze nel 2002, si rileva che nella popolazione di razza bianca la lunghezza media di un pene a riposo è di 9 cm, quella in trazione è di 12,5 cm, mentre la circonferenza media è di 9,2 cm

Per definire quadri patologici delle dimensioni peniene, il termine medico è “micropene”, bisogna ricorrere a dei concetti di statistica medica.

Quando si parla di micropene?

La scienza ci dice che ci troviamo in questa situazione quando le dimensioni del pene siano inferiori di almeno 2,5 cm rispetto alle dimensioni medie del pene per quella popolazione.

Cosa vuol dire tutto questo?

Con estrema semplicità essendo l’unità di misura adottata per la determinazione del pene il centimetro, quando le misurazioni effettuate si discostano dalla media statistica-mente rilevata di 2,5 cm o più ci troviamo in una situazione patologica di micropene.

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