Virus Chikungunya si allarga l’epidemia, accertato nuovo caso nelle Marche: è allarme

Continua l’emergenza Chikungunya,  visto che dopo i casi segnalati nelle scorse settimane, nella giornata di ieri è stato registrato un nuovo caso nelle Marche.  Secondo quanto riferito, si tratterebbe di un uomo di 65 anni residente a Castelplanio Ancona, il quale è stato ricoverato all’ospedale di Fabriano al rientro dal soggiorno di 3 vacanze in una città del Lazio. 

L’uomo presentava sintomi quali febbre molto alta, dolori muscolari e articolari che hanno fatto ipotizzare che potesse essere stato contagiato dal virus Chikungunya,  diagnosi che poi è stata confermata dagli esami effettuati presso il Centro di riferimento regionale di virologia dell’azienda Ospedali Riuniti di Ancona.

Fortunatamente il paziente è stato sottoposto ad una terapia farmacologica e nel giro di pochi giorni è guarito e ed è stato dimesso, ma ciò che fa preoccupare è che pare si stia diffondendo una vera e propria epidemia che fino ad ora ha colpito perlopiù la Regione Lazio. Come abbiamo già detto, l’uomo è risultato positivo agli esami e dunque contagiato dal virus Chikungunya è risultato residente nella Vallesina ma fino allo scorso mese di agosto era stata ad Anzio, il centro Laziale epicentro del contagio che ha provocato ben 47 casi in Italia.  La notizia è stata diffusa proprio nella giornata di venerdì dal sindaco di Fabriano, il quale ha spiegato che l’Istituto Zooprofilattico si è attivato annunciando anche che sarà effettuata una maxi disinfestazione della zona adiacente all’ospedale dove l’uomo è stato ricoverato.

La Regione  Marche informa che sono state attivate le procedure e sono stati allertati i comuni di Castelplanio e Fabriano, i quali come già detto, provvederanno ad effettuare la disinfestazione già a partire dalle prossime ore.  È stato inoltre attivato il centro di riferimento entomologico dell’Istituto Zooprofilattico Umbria Marche per effettuare la cattura di zanzare adulte e verificare i focolai larvali con lo scopo di verificare l’efficacia delle misure messe in atto e monitorare la presenza delle zanzare. Va ricordato che nelle aree interessate dall’erogazione con prodotti disinfettanti è consigliabile restare a casa durante il periodo del trattamento con finestre e porte ben chiuse inoltre, è anche consigliabile trattenere all’interno delle abitazioni animali domestici che solitamente vengono lasciati in giardino per un periodo di almeno 8 ore successive al trattamento.

Inoltre è anche consigliabile allontanare i bambini, gli anziani e le persone con problemi respiratori e allergici durante l’erogazione del prodotto. Nessun allarmismo, dunque, almeno nel nostro Paese visto che i focolai in corso nel nostro Paese sono sotto osservazione anche da parte dell’OMS, il quale ha consigliato a chi si recherà nelle zone colpite, di proteggersi dalle zanzare.  Tuttavia non viene escluso che nei prossimi giorni possono essere diagnosticati ulteriori casi.

L’Italia non è considerata più un paese dove è sicuro viaggiare. Almeno per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che, dopo aver lanciato qualche mese fa l’allerta morbillo, ora considera il nostro paese come una delle nazioni a rischio a causa dei focolai di chikungunya registrati soprattutto nel Lazio. In un documento pubblicato nella sezione online «emer- gencies response», l’Oms consiglia a chi va nelle zone a rischio contagio come Roma di proteggersi dalle zanzare, specificando che non si escludono nuovi casi di contagio. Aumentano in modo vertiginoso i casi di contagioso: 64 le persone contagiate secondo il Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive).

«Di questi – fa sapere la Regione Lazio – 54 sono i casi che hanno residenza ad Anzio o che via hanno soggiornato nei 15 giorni precedenti, 7 casi sono a Roma e 3 a Latina». «Un danno d’immagine ed economico non indifferente per la Capitale» tuonano le associazioni di categoria di Confcom- mercio e Confesercenti Roma che puntano il dito contro «la mancata prevenzione da parte del Campidoglio». La Regione Lazio ha convocato luendì i rappresentati dei Comuni coinvolti (Roma, Anzio, Latina) e ha chiesto all’Istituto Superiore di Sanità verifiche sui metodi di disinfestazione usati.

L’ALLARME
«C’è il rischio di una ulteriore trasmissione – scrivono gli esperti dell’Oms – perché la zanzara Aedes Albopictus è ormai stanziale nel bacino del Mediterraneo. Il vettore ha dimostrato in passato la capacità di sostenere focolai di chi- kungunya nel passato. L’area dove si sono verificati i casi è densamente popolata e molto turistica, soprattutto nei mesi estivi». Le raccomandazioni dell’Oms per chi viaggia in Italia sono le stesse date a coloro che viaggiano per paesi dove, oltre al rischio chikungunya, c’è anche quello di altre malattie infettive più gravi, come l’Africa. Si raccomanda di evitare il contatto con le zanzare usando un abbigliamento corretto e i repellenti. «La malattia si verifica di solito in Africa, Asia e Americhe, oltre che nel subcontinente indiano – aggiunge l’Oms -. Nel 2007 la trasmissione è stata documentata per la prima volta in Europa, in Emilia Romagna, con 217 casi accertati». Al momento c’è un altro focolaio autoctono nel dipartimento di Var, in Francia: al 4 settembre ci sarebbero 13 casi tra quelli confermati e sospettati. Un nuovo caso è stato accertato a Ca- stelplanio, in provincia di Ancona. Si tratta di un uomo di 65 anni, che aveva trascorso tre settimane ad Anzio. Dopoil rientro a casa è stato ricoverato all’ospedale Profili di Fabriano con i sintomi tipici della malattia, poi confermata dagli esami del centro di Virologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Intanto continua la raccolta straordinaria di sangue con sacche che arrivano dalla Valle d’Aosta e dai carabinie- ridi Firenze.

«Non siamo un paese del Terzo Mondo, eppure l’Oms raccomanda alcune precauzioni ai turisti creando una danno d’immagine ed economico – dice Valter Giammaria, presidente Confesercenti Roma – prima l’emergenza rifiuti, poi i topi e le buche, i turisti sono scoraggiati. Ovvio che il Campidoglio avrebbe dovuto agire sulla prevenzione, cosa che non ha fatto». Parla di «figuraccia internazionale» Fabio Spada, presidente Fipe-Conf- commercio Roma, settore pubblici esercizi (ristoratori) e aggiunge: «L’emergenza chikungunya sta azzoppando il turismo. Possibile che nel 2017 la zanzara tigre diventi un’emergenza a Roma?». Giuseppe Roscioli, presidente Federlaber- ghi Lazio ricorda “Zoolandia”, alias Roma: «Ci mancavano solo le zanzare dopo topi, cinghiali, gabbiani, immondizia e buche, di certo questa emergenza non aiuta Roma, l’amministrazione avrebbe dovuto pensare prima ad affrontare il problema, ma non si riesce a entrare nell’ordinario, diventa tutto un’emergenza». Punta il dito contro la «mancata prevenzione» anche Massimiliano De Toma, presidente di FederModa Roma. «Nella Capitale – dice De Toma – sta sempre di più emergendo il problema della mancata prevenzione: sul tema delle zanzare, ma anche sul decoro, la sporcizia, per noi il turismo è fondamentale, la chikungunya comporterà una flessione del turismo: più durerà l’emergenza e più sarà rilevante il danno per il commercio». «Una settimana di ritardo nell’awio delle operazioni di disinfestazione sta comportando una pericolosa estensione del contagio» ha dichiarato il consigliere del PD capitolino Marco Palumbo.

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