Visite fiscali, Boeri: in malattia tutti reperibili a casa almeno 7 ore

Attualmente le ore di reperibilità, in cui farsi trovare a casa, sono quattro per il privato (tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19) e sette per il pubblico (9-13 e 15-18).La reperibilità a casa nei giorni di malattia dovrebbe essere di “almeno sette ore per tutti – ha affermato ieri il presidente dell’Inps, Tito Boeri, a margine di un convegno che si è svolto alla Camera -, non ha senso che ci siano differenze tra pubblico e privato“.

Ferma la presa di posizione della Cgil: “Anche oggi dobbiamo registrare l’ennesima esternazione del presidente dell’Inps su argomenti che in realtà competono al legislatore e, se è consentito, alle parti sociali (…) secondo Boeri sarebbe questa la strada da percorrere in vista del passaggio di competenze dalle Asl all’Inps in materia di controlli per i dipendenti pubblici per ‘ridurre le spese e svolgere i controlli in modo efficiente’“.

Naturalmente si tratta di bozze, e le decisioni politiche possono imporre un cambiamento di rotta:per allargare le fasce orarie di reperibilità dei dipendenti privati serve però un decreto del ministero del Lavoro, e non della Funzione pubblica, in un contesto del tutto diverso da quello della legge delega sulla Pubblica amministrazione. “Se una persona è malata starà in casa o in una struttura dedicata”.

Nessuna differenza tra dipendenti pubblici e dipendenti privati per quanto riguarda le ore di reperibilità in malattia. L’intento di Tito Boeri è di fare delle proposte normative per intervenire ai confini fra assistenza e previdenza e permettere che l’invecchiamento della popolazione italiana sia non solo finanziariamente, ma anche socialmente sostenibile. E di quel 36% che ha marcato visita si può stimare che i due terzi lo abbiano fatto per ragioni serie, reali.

In modo particolare, riferendosi alle prossime modifiche previste alle fasce orarie di reperibilità per le visite fiscali, Boeri ha sottolineato come queste debbano essere uguali sia per il settore pubblico che per quello privato e di ‘almeno sette ore per tutti’.

Le spese per la non autosufficienza sono destinate ad aumentare e non basteranno le risorse recuperate con la lotta agli sprechi e alle inefficienze. Questo contributo esistente per il settore pubblico, dovrebbe essere esteso anche al privato, grazie alla contrattazione collettiva.

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