Vittorio Feltri shock: “Non scendo in Sicilia per rischio malaria e piattole” sito attaccato da Hacker

Il direttore editoriale di Libero, Vittorio Feltri, ha espresso la sua visione sull’immigrazione spregiudicata in Italia e sulla vicenda della bimba morta di malaria a Trento. Ai microfoni de ‘La Zanzara’ Feltri ha espresso termini forti, per certi versi estremi e contrari senza dubbio a tutto ciò che ruota attorno all’integrazione. Anche il conduttore della trasmissione, David Parenzo, è rimasto perplesso, sottolineando che non sussiste alcun legame tra la morte della ragazzina di Trento e le due minorenni del Burkina Faso. Per Vittorio Feltri, invece, il nesso c’è, eccome. Soffermandosi sul titolo di un articolo recentemente pubblicato su Libero, ‘Dopo la miseria, portano le malattie’, il direttore editoriale di Libero ha puntualizzato:

 “Noi di Libero non siamo impazziti e non facciamo dei titoli inventati e campati per aria. Gli immigrati portano la miseria, è un dato di fatto. E portano anche le malattie, visto che anche i casi di tbc sono raddoppiati negli ultimi sei mesi. Questa immigrazione incontrollata e massiccia porta malattie che erano state sconfitte definitivamente: non solo la malaria, ma anche la tbc”, ha continuato Feltri a La Zanzara. “Queste malattie – dice Feltri – hanno ripreso a mietere vittime e quindi sostenere che portano malattie significa dire la verità, una verità che l’ipocrisia della sinistra in particolare cerca di diminuire e coprire. Chi ci critica o è in malafede o è cretino”.
 
Queste però sono solo le ultime parole pronunciate da Feltri sulla questione immigrati: “Gli immigrati non danno nessun fastidio a noi che viviamo in quartieri puliti e di un certo livello. Ma ai poveracci di Quarto Oggiaro e di altri quartieri periferici di tante città creano tanti problemi. Questi si trovano ogni giorno di fronte a situazioni imbarazzanti create dai migranti. Sono estranei che non hanno un alloggio, né un lavoro e faticano ad integrarsi. Le persone che non sono abbienti e non abitano in zone infestate da immigrati, se ne strafregano degli immigrati”. Ma hai preso una metro o un autobus?:“No, la metro mai. Così non incontro neri e abbronzati. Non posso lamentarmi di loro, perché non so chi siano, non li vedo. Per cui me ne frego del problema degli immigrati. Se ho preso l’autobus? Si, l’ho preso in anni in cui non esistevano immigrati. Li abbiamo sempre chiamati negri. Il problema è che a Bergamo ce n’era uno solo e quando lo vedevano in giro, lo guardavano ma non perché fossero razzisti. Ma perché non ne avevano mai visto uno. Se ce ne sono 100 mila a Milano, è chiaro che incominciano a rompere i coglioni”. Ma lo prenderesti oggi un bus a Milano?: “Ma neanche morto. Me ne strafrego degli immigrati perché non li frequento”, furono le parole di Vittorio Feltri al La Zanzara lo scorso 14 luglio 2017.

CI VOGLIONO MORTI
Le nostre colpe: scrivere la verità e aumentare il numero di lettori

Vivissimi complimenti alla Federazione della stampa e all’Ordine nazionale dei giornalisti. A forza di accusarci di usare il linguaggio dell’odio invece di quello della ipocrisia, sono riusciti a scatenare una guerra cyberterroristi- ca contro Libero, il cui sito web è stato bombardato, silenziato e oscurato dai banditi tecnologici.

Questa è la dimostrazione che i cultori dell’odio non siamo noi bensì la categoria cui non ci onoriamo di appartenere, la quale mettendoci all’indice e minacciandoci di sanzioni solo perché diciamo la verità sugli immigrati, ha incitato i malviventi a uccidere la libertà di informazione. Il sito del giornale infatti è stato assassinato con le sue 60 milioni di pagine.
Mentre scrivo le presenti note segnalo che l’Ordine e la Federazione tacciono, forse – e me lo auguro – si vergognano di averci linciati provocando il misfatto, cioè il proditorio assalto dei criminali alla testata che curiamo con scrupolo.

Le parole che i due citati enti hanno dedicato ai miei colleghi, e anche a me, sono state di una tale violenza da avere indotto i terroristi a colpirci, privando i lettori di una fonte giornalistica anticonformista e non allineata al cosiddetto pensiero unico. Ordine e Federazione dovrebbero essere al servizio del libero pensiero, invece sono complici di coloro che desiderano imbavagliarci e sono capaci di farlo con estrema facilità grazie a tecniche telematiche.
Trattasi di uno scandalo da denunciarsi pubblicamente nella speranza che qualcuno intervenga per ripristinare i principi di democrazia. Un organo di informazione non va mortificato al punto da non essere in grado di esprimersi causa una manomissione delinquenziale. E che ciò avvenga con iltacito consenso dell’Albo e del sindacato costituisce un precedente di inaudita drammaticità.

Di quali colpe ci saremmo resi responsabili? Abbiamo scritto che i migranti portano miseria. Non è forse vero? Abbiamo scritto che portano malattie. Non è forse vero? Oggi scriviamo che i bambini compatrioti sono obbligati a vaccinarsi per frequentare la scuola, quando viceversa a ogni straniero non facciamo neanche le analisi del sangue complete. Pertanto qui entra chiunque, inclusa gente affetta da chissà quali patologie. Ovvio o no? Precisare questi concetti significa essere razzisti o realisti?

Niente da fare, inutile discutere. La logica e la ragione non hanno diritto di cittadinanza. Lo ius soli è riservato agli extraterrestri, a noi è negato dai farabutti terroristi e nessuno interviene per fare giustizia. Ci massacrano sotto gli occhi indifferenti delle autorità e della squallida corporazione dei pennini. Che fa il governo per ripristinare la legalità?
Naturalmente i colleghi ridono sotto i baffi. Sono felici che Libero, essendo in crescita esponenziale sia nel mirino deicancheri- manovrati da chi? – che ambiscono a fucilare chi non si piega al politicamente corretto e non frequenta la bottega delle banalità di regime.
La redazione mi comunica che la Federazione, a conoscenza della situazione in cui ci troviamo, vittime di un attentato, ha emesso un comunicato in cui, dopo una riga di pelosa solidarietà, ribadisce la sua condanna a Libero accusandolo addirittura di apologia del fascismo. Cosa c’entri il fascismo in questa storia non è dato sapere. Qui occorre il soccorso di qualche psichiatra di valore.

Apprendo in questo istante che puntano a processarci perché abbiamo riportato sul cartaceo i verbali dello stupro di Rimini. Documenti ufficiali, non chiacchiere. La stampa ha divulgato per anni atti giudiziari, intercettazioni comprese, riguardanti inchieste varie e mai nessuno ha avuto da obiettare. Noi riferiamo di una aggressione a sfondo sessuale che ha indignato la nazione e siamo perseguiti. Da chi? Dagli avvoltoi.
Aggiungo che i cyberterroristi ce l’hanno col sottoscritto, personalmente. Sostengono che se a me non importa niente degli immigrati, a loro non importa nulla di me. Giusto. Ma se per loro conto zero come mai sparano su questo giornale?

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