Voucher Inps, ultime novità: stop alla corsa dopo norme sulla tracciabilità, vendite in calo nel 2016 crescono solo del 23%

Oggi torniamo ad occuparsi di voucher Inps sempre più utilizzati negli ultimi anni. Secondo quanto è emerso dagli ultimi dati, sembra che solo nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2016 sono stati venduti oltre 133,8 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio del valore nominale di 10 euro; nel periodo sopra citato, ci sarebbe stato, dunque, un incremento rispetto all’anno precedente pari del 23,9%, è questo quanto rilevato dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps. I voucher o buono lavoro, altro non sono che una nuova modalità di retribuzione per lavoro occasionale di tipo accessorio. Questo tipo di pagamento ha inevitabilmente dei vantaggi, ovvero il committente può beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro senza dover rischiare conseguenze come vertenze sulla natura della prestazione e senza dover obbligatoriamente stipulare alcun tipo di contatto; vantaggi anche per il prestatore che può integrare le sue entrate attraverso queste prestazioni, il cui compenso è esente da ogni imposizione fiscale e non va ad incidere sullo stato di disoccupato o inoccupato.

Tornando ai committenti, questi possono essere famiglie, enti soggetti senza fini di lucro, soggetti non imprenditori, imprese familiari, imprenditori agricoli, imprenditori operanti in tutti i settori e committenti pubblici; ad ogni modo,i committenti avranno l’obbligo di comunicare alla Direzione territoriale del lavoro competente ancor prima dell’inizio della prestazione i dati anagrafici, il codice fiscale del lavoratore ed il luogo della prestazione lavorativa, per un arco temporale che non dovrà superare i 30 giorni.Nella seconda metà del mese di ottobre, sono entrate in vigore le nuove norme sulla tracciabilità dei voucher e con queste pare si sia fermata la corsa all’acquisto dei buoni lavoro che a dicembre resta comunque in linea con quello di dicembre dello scorso anno. E’ questo quanto scrive l’Inps nel Rapporto sul precariato pubblico, spiegando che nel mese di dicembre sono stati venduti oltre 115 milioni di voucher a fronte degli 11,4 milioni venduti nel mese di dicembre del 2015.Riguardo gli altri dati, secondo quanto emerso sembra che nei primi 11 mesi del 2006 siano stati stipulati 1.506.413 contratti a tempo indeterminato a fronte di 1.440.424 cessazioni di rapporti stabili.

Il saldo positivo è di 65.989 unità con un -90% su quello di primi 11 mesi 2015 (660.626), quando però per le assunzioni a tempo indeterminato era in vigore l’esonero totale dei contributi.Dopo ottobre, dunque, il Governo ha promesso di intervenire ancora sui voucher, e pare proprio che il prossimo passo sia quello di frenare l’utilizzo improprio dei voucher.“Noi non stiamo immaginando di fare maquillage per evitare il voto“, ha spiegato nei giorni scorsi il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Lo stesso, ha poi aggiunto: “La nostra volontà di intervenire sui voucher non c’entra nulla con il fatto che si voti o meno, ma per avere una buona legge”.

Dopo essere stati al centro di una polemica che si trascina da oltre un anno i voucher sono crollati negli ultimi mesi del 2016. L’anno si chuiude con una crescita del 23%, contro il +57% del 2015. Merito anche delle nuove condizioni di utilizzo introdotte dal governo. Ecco una breve guida, sotto forma di domande e risposte, per impiegarli senza correre rischi.
Cosa sono i voucher?
«Sono dei buoni prepagati per compensare prestazioni lavorative occasionali e saltuarie. Con il voucher, non si costituisce un contratto di lavoro subordinato. Il loro valore nominale è pari a 10 euro, comprensivi dei contributi Inps e Inail. Il lavoratore incassa 7,50 euro netti per ogni voucher.
A chi si indirizzano?
«I voucher sono stati introdottinel 2003 e potevano essere utilizzati solo per determinate attività: agricolo-stagiona- li, lavori domestici, giardinaggio, manutenzione di edifici, insegnamento privato. Inoltre, erano rivolti solo a certe categorie di beneficiari: casalinghe, studenti, pensionati disabili ed extracomunitari. Conlari- forma Fornero, nel 2012, l’utilizzo del voucher è stato esteso a tutti i settori ad eccezione degli appalti di opere e servizi, salvo specifiche deroghe».
Chi può utilizzare i voucher?
«Chiunque voglia fruire di una prestazione lavorativa di un lavoratore: famiglie, enti senza fini di lucro, soggetti non imprenditori, imprese familiari, agricoltori, imprenditori in genere e committenti pubblici».
Possono essere utilizzati anche da chi percepisca forme di sostegno al reddito, come l’indennità di disoccupazione?
«Si, in tutti i settori produttivi, con il limite di 3.000 euro per anno civile. Oltre sono previste decurtazioni alle prestazioni medesime».
E in agricoltura?
«Nel settore agricolo il voucher è ammesso per le attività stagionali svolte da determinati soggetti come pensionati e giovani con meno di 25 anni, per attività prestate verso produttori agricoli con volume d’affari annuo entro i 7.000 euro».
Che tasse si pagano sui redditi ottenuti con i voucher?
«Dedottiicontributi Inps e Inailgiàpaga- ti con l’acquisto del voucher, il compenso netto percepito dal lavoratore è esente da ogni imposizione fiscale ed è cumulabile con i trattamenti pensionistici».
Dove si possono acquistare i voucher?
«Presso l’Inps o i tabaccai che aderiscono alla convenzione Inps. Ma anche presso le banche abilitate o gli uffici postali».
Come si usano?
«Dopo le modifiche apportate al Jobs Act entrate in vigore lo scorso settembre, è necessaria una comunicazione preventiva almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa. La persona che intende utilizzare il voucher è tenuta a comunicare alla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro mediante sms o posta elettronica, illuogo, giorno e l’ora di ini- zioe difinedellapresta- zione. Se il committente è un imprenditore agricolo ha fino a 3 giorni. Questa comunicazione si aggiunge a quella all’Inps già prevista dalla precedente disciplina».
E cosa può accadere se non si rispetta il termine di comunicazione?
«È prevista una sanzione amministrativa da 400 a 2.400 euro per ciascun lavoratore per cui è stata omessala comunicazione».
Ci sono altre condizioni da rispettare? «Oltre alla comunicazione, vanno rispettati i limiti economici: ciascun lavoratore può ricevere pagamenti tramite voucher fino a un massimo di 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) dalla totalità dei committenti per i quali ha prestato la propria opera nel corso dell’anno civile».
E qualora il committente fosse uno solo?
«In questo caso i compensi non possono superare i 2.000 euro (2.667 lordi). Nel caso di superamento dei limiti, l’attività verrà convertita in un normale contratto di lavoro subordinato od autonomo»

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