WhatsApp, l’ultima bufala sulla “Danza Vottary”: ecco tutta la verità

Sono sempre più frequenti le bufale su Internet e nello specifico quelle che circolano su Whatsapp. Secondo quanto riferito negli ultimi giorni, sembra che una nuova bufala stia correndo sugli smartphone e dunque attenzione a come utilizzate la vostra applicazione di messaggistica istantanea.Il nuovo allarme, lanciato dalla Polizia di Stato riguarda appunto il sistema di messaggistica WhatsApp; la Polizia proprio nei giorni scorsi ha voluto avvisare tutti gli utenti attraverso la propria pagina Facebook “Una vita da social”. Secondo quanto riferito dalla Polizia Postale, sembra che stia circolando un messaggio su WhatsApp che parla di “La danza di vottary”, che risulta però totalmente falso. “Comunico a tutti coloro che ne siano interessati che presso l’UFFICIO SEGRETERIA o ANAGRAFE del vostro comune di residenza é possibile firmare per un referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni. Nella proposta di legge sarà potenziata la tutela della persona che difende la propria casa, i propri beni e i propri cari. La cosa più importante é che viene negato il risarcimento delle eventuali lesioni causate al ladro o agli eredi in caso di morte. Mi permetto di segnalarlo perché partiti, giornali e televisioni non ne stanno dando assolutamente notizia, pertanto vi prego di firmare e far firmare il maggior numero di persone.Grazie. C’è tempo fino a metà maggio circa. Necessaria la sola carta di identità in corso di validità ed essere residenti”, è questo nello specifico il testo del messaggio o meglio della bufala che sta circolando in questi giorni su WhatsApp.

Si tratterebbe di un virus, secondo quanto riferito dalla Polizia Postale, che formatta il tuo cellulare, ed è considerato molto pericoloso. Qualora, dunque, si dovesse ricevere questo messaggio WhatsApp, l’utente dovrà prestare molta attenzione ed ancora dovrà cestinarlo, trattandosi dell’ennesima bufala.“Anche voi avete ricevuto su whatsapp questo messaggio? ‘Per favore avvisa tutti i contatti della tua lista di non aprire il video chiamato ‘La danza di vottary’.È un virus che formatta il tuo cellulare. Attento è molto pericolosa, lo hanno annunciato oggi alla rai tv. Diffondi a tutti come puoi!’. Se si cestinatelo, trattasi dell’ennesima bufala”, è questo il testo del messaggio pubblicato dalla Polizia Postale, con il quale avverte gli utenti che quotidianamente utilizzano l’applicazione di messaggistica istantanea.

La Polizia, ha inoltre, consigliato di fare molta attenzione a cosa si riceve sul proprio telefono e di evitare di cliccare sui link di cui non si è sicuri.Inoltre, è importante avere lo smartphone sempre aggiornato.Il video della danza di Vottary su WhatsApp e la sua minaccia virus risulta essere soltanto l’ultimo messaggio bufala della prima serie del nuovo anno; proprio nei giorni scorsi era arrivata anche quella con oggetto la raccolta di sangue, ed ancora quella relativa ai falsi addetti Enel ed infine quella dei campioncini di profumo avvelenati.

Pirati e truffatori hanno diversi obiettivi: spillarci soldi, rubare i nostri dati personali, indirizzarci su siti pericolosi per installare programmi di ogni genere e molto altro ancora. Tutti, però, hanno in comune almeno una cosa. Per compiere i loro attacchi sfruttano sempre le piattaforme più utilizzate Se fino a qualche anno fa le email erano il principale vettore di infezione, ora le cose sono cambiate. Sempre più spesso vengono usati i sistemi di messaggistica istantanea su smartphone II re di queste applicazioni è WhatsApp e come tale è diventato il sorvegliato speciale numero uno. L’App più famosa per comunicare gratuitamente è entrata già da tempo nel mirino di truffatori e delinquenti. Nell’ultimo perìodo, infatti, è stata registrata un’escalation di fregature che hanno visto come principale strumento proprio WhatsApp.

I pirati ci conoscono fin troppo bene Gli argomenti per trarci in inganno e gli obiettivi cambiano, ma il sistema è sempre lo stesso. Si fa leva sulla nostra propensione a ottenere qualcosa a costo zero o con la minima spesa: promozioni, offerte o addirittura smartphone e tablet in regalo. Ciò che di volta in volta attira di più viene utilizzato dai malintenzionati come esca per farci abboccare all’amo. La miglior difesa per non essere ingannati è conoscere le principali bufale ed evitare di cadere in trappola. Non ci sono antivirus o programmi che possono aiutarci. Tutto dipende da come ci comportiamo. In quest’ottica, i suggerimenti sono pochi ma validi. Non apriamo mai link sospetti, anche se provengono da contatti conosciuti. Se veniamo inseriti a nostra insaputa in un gruppo a cui siamo estranei, usciamo immediatamente. Non crediamo a chi ci propone sconti, offerte o qualsiasi oggetto gratis.

Uno degli schemi migliori per attirarci in una truffa consiste nello stabilire un rapporto di fiducia e poi proporre un affare “imperdibile”. Non si tratta di un sistema nato con Internet, ma funziona benissimo anche in Rete. Nel caso di WhatsApp, la fiducia viene “data per scontata” da molti quando il messaggio truffaldino proviene da un contatto conosciuto, magari un amico di vecchia data o addirittura un parente. Nessuno, almeno all’inizio, pensa che una persona cara possa fregarlo. In effetti è così. Chi ci invia il messaggio è a sua volta una vittima. Ecco la truffa in breve. Riceviamo da uno dei nostri contatti l’invito a svolgere un sondaggio, apparentemente innocuo. In cambio avremo un buono sconto di 150 euro da spendere in vestiti di marca. Dopo aver fatto tap con il dito sul collegamento presente nel messaggio, veniamo rimandati a un sito che a una prima occhiata sembra sicuro. Qui dobbiamo rispondere ad alcune domande che prendono in considerazione le nostre preferenze su abbigliamento, usi e consumi. Una volta giunti al termine del questionario, per ricevere il buono sconto, veniamo invitati a inoltrare la proposta di sondaggio ad almeno 10 contatti nella nostra rubrica. Naturalmente il primo impulso è quello di procedere. Dopotutto non abbiamo rilevato niente di strano, solo un questionario come ce ne sono tanti in giro. Pensiamo con orgoglio di aver guadagnato senza intoppi e in pochi minuti i nostri 150 euro da spendere in una boutique. Peccato che l’inganno sia proprio dietro l’angolo. Per difenderci dobbiamo ricordare che i soldi facili non esistono. Infatti, dopo aver inviato accadrà a molte delle persone che abbiamo coinvolto. Penseranno che di noi si fidano e che non può succedere loro nulla di male. Saremo costretti anche a scusarci…

La possibilità di ricevere in regalo un nuovo prodotto che sul mercato ha un costo molto elevato è uno degli stratagemmi più utilizzati dai truffatori. Se l’esca è molto buona, l’elemento più difficile da rendere credibile è la provenienza dell’annuncio. Quando ci viene inviato uno sconto molto grande da un’attività sconosciuta o che ha un nome ingannevole nessuno di noi fa tap sul link, palesemente pericoloso. Se però nel messaggio-truffa viene in qualche modo citato un colosso come Amazon, le cose cambiano radicalmente. La truffa di cui stiamo parlando e che circola su WhatsApp fa riferimento a una lotteria. Iscrivendoci ci viene spiegato che potremmo essere tra i fortunati vincitori di uno tra i 300 iPhone 6S messi in palio. Un telefono del genere, al netto di promozioni, viene la bellezza di 779 euro. La chimera del regalo a costo zero da un colosso che tutti usiamo per lo shopping online è quasi irresistibile. I guai, però, iniziano non appena selezioniamo il collegamento incriminato. Infatti, invece che essere reindirizzati sul più importante sito ecommerce del Web, veniamo rimandati a un sito pieno zeppo di software spazzatura. Diventiamo così facile preda di virus e malware di ogni tipo che andranno a corrompere le difese del nostro telefono. I bersagli di questo attacco sono tanti: prima di tutto i nostri dati personali, poi le credenziali delle carte di credito, le email e molto altro ancora. Tutte informazioni che i malintenzionati venderanno ad altri truffatori in Rete.

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