WhatsApp Business arriva la spunta verde, ma non per tutti: ecco cosa sono

Dalle pagine FAQ di WhatsApp il team di WABetaInfo ha scoperto una serie di novità relative ai profili WhatsApp verificati

WhatsApp arriva la spunta bianca-verde, ma non per tutti. WHATSAPP NOVITA’

Whatsapp novità: il servizio di messaggistica istantanea sta per introdurre la “spunta verde” per i profili verificati.

WhatsApp arriva la spunta bianca-verde, ma non per tutti. WHATSAPP MARCHIO DI SICUREZZA

Whatsapp  introduce la spunta verde come un “marchio” di sicurezza. Gli utenti dei social network saranno così sicuri di interagire proprio con l’entità (VIP o grande brand) identificata dal nome della pagina. WhatsApp si concentra su profili verificati e garantiti delle aziende che vorranno utilizzare l’app per comunicare coi propri clienti e che compariranno tra le chat che normalmente utilizziamo per restare in contatto con parenti ed amici. La spunta verde per ora riguarderà loro. Poi si vedrà.

WhatsApp arriva la spunta bianca-verde, ma non per tutti. WHATSAPP NOVITA’ -Spunta verde per le aziende verificate

Le aziende certificate avranno spunta bianca su sfondo verde, che dimostrerà agli utenti che si tratta proprio dell’azienda in questione e non di qualcuno che ne usa il nome, magari per qualche truffa. L’aggiornamento di WhatsApp per Android, potrebbe partire già a partire dalla prossima settimana. Il nome che l’utente di WhatsApp visualizzerà tra le chat sarà quello che l’azienda ha scelto per utilizzare, se il numero di telefono associato era già stato salvato sul dispositivo l’identificativo che comparirà sarà quello precedentemente salvato.

WhatsApp arriva la spunta bianca-verde, ma non per tutti. WHATSAPP E IL MILIARDO DI CLIENTI

Insomma Mark Zuckerberg dà il via all’era di WhatsApp Business con questa spunta bianca su sfondo verde, che permette alle aziende di tutto il mondo di entrare direttamente in contatto con una clientela potenziale che ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di utenti attivi mensilmente. WhatsApp Business potrebbe essere utilizzato dai grandi marchi per speciali promozioni o per il lancio di nuovi prodotti. Ma WhatsApp Business ha prospettibe d’uso locale anche con esercizi commerciali più piccoli capaci di focalizzarsi su una clientela locale per comunicare delle offerte. Care aziende attente però al rischo spam, che i clienti di WhatsApp certamente non apprezzano.

Che progetti ha Facebook?
Il successo diede i suoi frutti: nel 2014 Facebook acquisì WhatsApp per 19 miliardi di dollari (circa 17 miliardi di euro). Da allora, sono successe molte cose: non si paga più il piccolo importo annuale e sono state integrate le chiamate telefoniche e video (vedi trucco 1). Inoltre, è stata aggiunta la crittografia end-to-end.
Nel frattempo, Facebook vuole trasformare WhatsApp nel suo stesso DNA: nonostante i fondatori abbiano promesso di non inserire nessuna pubblicità nell’app, il corrispondente post sul blog del sito di WhatsApp è ormai scomparso. Naturalmente, Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook vuole monetizzare anche con questo messenger, e la pubblicità sarebbe una facile fonte di reddito, anche se tutto è ancora in una fase embrionale. Nel frattempo, WhatsApp viene regolarmente aggiornato con sempre nuove funzioni.

CHIAMATE E VIDEOCHIAMATE- WhatsApp offre molto più che non la semplice opportunità di chattare e condividere foto con gli amici: Con questo Messenger è possibile effettuare anche telefonate. Dal momento che le chiamate vengono inoltrate via Internet, basta avere una tariffa dati conveniente o una connessione Wi-Fi per abbattere le spese. Ad esempio, le chiamate WhatsApp sono l’ideale per chi ha amici e parenti all’estero e vuole comunque mantenere i contatti. E se avete voglia di vedere i vostri amici, nessun problema: potete sempre optare per una videochiamata. Con il Live View durante una videochiamata potrete anche mostrare la magnifica vista sulla spiaggia che si gode da casa vostra, o qualunque altra cosa vogliate; l’unico requisito per utilizzare questa funzione è che entrambi gli utenti abbiano installato WhatsApp!

RISPOSTE FACILI – Fastidioso se arriva un messaggio quando il telefono è bloccato occorre sbloccare il telefono, apri l’applicazione, cercare la chat e quindi rispondere. Però c’è un modo più semplice per farlo: IOS: Trascinate la notifica verso sinistra e tappate su Visualizza per fare apparire la tastiera. ANDROID: E verso il basso la notifica e tu rispondi. Infine da padre su chiodi.

PRIMA DI TUTTI CON LA BETA – Basta con le lunghe attese per gli aggiornamenti! Le Beta di WhatsApp permettono di scoprire in anteprima le nuove funzioni introdotte nella versione Android. Piccolo problema: se utilizzate una nuova Emoji, il vostro partner di chat potrà visualizzarla solo se utilizza anch’esso la versione beta del messenger. In qualche occasionale caso, potreste anche incorrere in errori e blocchi dell’app.
Per utilizzare le versioni beta: Aprite il Play Store e cercate “WhatsApp”. Cliccateci su, scorrete fino in fondo fino a trovare la sezione “Diventa un beta tester”. Tappate su “Sì” e poi su “Partecipa” e in pochi minuti verrete aggiunti al canale Beta. Non dovrete effettuare una nuova installazione e, quando vorrete, potrete ritornare alla versione normale.

BLOCCARE UN CONTATTO – Qualcuno vi manda tonnellate di messaggi, catene di S. Antonio o… foto di gattini? In WhatsApp potete bloccarlo facilmente, ma attenzione: Questo passaggio è radicale quasi quanto l’eliminazione di un contatto. Non potrete più chattare con lui o chiamarlo tramite WhatsApp e inoltre, dopo l’attivazione del blocco, non vedrete più l’icona del suo profilo. Se siete ancora convinti di volerlo fare, ecco come procedere: iOS: Tappate su Aggiungi Impostazioni, Account, Privacy, Bloccati e Aggiungi.
ANDROID: Tappate su Impostazioni, Account, Privacy, Contatti bloccati e tappate sull’icona con il in alto a destra.

LA CLASSIFICA DELLE CHAT Con chi chattate di più? Con il vostro partner, il capo, o vostra madre? Devi avere una visione d’insieme della chat procedendo come segue:
IOS: Selezionare Impostazioni, dati archivio, utilizzo archivio. Con un tappeto un contatto potrete vedere in dettaglio quanti messaggi, foto, gif, video, messaggi vocali e documenti avete scambiato con esso. È un modo pratico di visualizzare l’utilizzo della memoria di WhatsApp.
ANDROID: Con un dispositivo Android purtroppo potrete visualizzare soltanto una panoramica generale del consumo dei dati.

SALVATE QUELLA CHAT – Volete che i messaggi e le foto inviate vengano conservati anche quando cambiate smartphone o subite un furto? Si può utilizzare la funzione di backup di WhatsApp, che salva i dati automaticamente! Ecco come: iOS: Tappate su Impostazioni, Chat, Backup delle chat, Esegui backup ora.
ANDROID: Tappate su Impostazioni, Chat, Backup delle chat, Esegui backup. Per ripristinare il backup basta reinstallare l’app e tappare su Ripristina.

PRIVACY AL SICURO – Non volete che tutti vedano lo stato di WhatsApp o l’immagine del vostro profilo? Nessun problema: utilizzando le impostazioni della Privacy di WhatsApp potrete scegliere quali informazioni condividere e se mostrare o meno le conferme di lettura. Per richiamare le impostazioni della privacy in iOS e Android, tappate su Impostazioni, Account e Privacy. Adesso potrete utilizzare gli interruttori presenti per selezionare quali informazioni mostrare e a chi mostrarle. Ad esempio, potrete mostrare il vostro stato solo agli amici e l’immagine del profilo a nessuno. A proposito dello stato, potrete anche scegliere di mostrarlo a tutti i contatti eccetto coloro che selezionerete. Per inciso, le informazioni relative al fatto che siate o meno in linea vengono sempre mostrate affinché chiunque abbia il vostro contatto sappia se siete in grado di ricevere messaggi.

RISPARMIARE TRAFFICO MOBILE – Finite sempre i giga del vostro operatore di telefonia mobile verso la metà del mese e non sapete come fare? Per scoprire se a causare un elevato consumo di dati è WhatsApp potete agire come segue: iOS: Tappate su Impostazioni, Utilizzo dati e archivio e Utilizzo rete.
Android: Tappate Impostazioni, Utilizzo dati e Utilizzo rete.

EMOJI  Che siano i saluti delle vacanze, gli auguri per un compleanno o vogliate semplicemente divertirvi, con le emoji potrete dare un tocco di vivacità ai vostri messaggi. Le emoji non sono specifiche di WhatsApp in sé, ma sono identiche a quelle del sistema operativo iOS di Apple. Il loro aspetto viene determinato dall’Unicode Consortium: un’associazione di importanti aziende del settore Hi tech (tra cui Apple, Google e IBM), che lavora sulla definizione dei singoli caratteri per tutti i sistemi. Le Emoji sono originarie del Giappone e per questo alcune necessitano di essere spiegate per essere capite; in queste pagine Computer Bild vi mostrerà quelle più interessanti.

FACEBOOK SOPRATUTTO 19 miliardi di dollari è la somma folle che ha sborsato Facebook per acquisire WhatsApp, ma non c’è nulla nel messenger che lo evidenzi, se si tralascia la condivisione delle informazioni tra le due app con il passaggio del numero di telefono da WhatsApp a Facebook. In ogni caso, dopo le molte proteste delle associazioni di consumatori Facebook si è vista costretta ad eliminare quest’opzione, perlomeno sul territorio della UE. Ora Facebook sta nuovamente pensando di introdurre della
pubblicità in WhatsApp per monetizzare.

CHAT BENE IN VISTA Per mantenere i contatti più im- portanti sempre in primo piano potete agire così: sul vostro device Android tappate sulla chat da evidenziare e tenete premuto fino a quando non appare un segno di spunta, poi tappate sull’icona della punissa in alto per fissare la chat in testa a tutte le altre.

QUEL TOCCO IN PIÙ ALLE TUE FOTO Potete dare gli ultimi ritocchi alle foto che inviate direttamente su WhatsApp. Le opzioni sono molte: potete aggiungere smiley, sottotitoli creativi o semplice- mente disegnare sulla foto. Le funzioni di modifica possono essere richiamate semplicemente aggiungendo una foto ad una chat WhatsApp, cosa che potete fare tappando sulTicona “+” in iOS o sulla graffetta in Android. Le Emoji e il testo (che può contenere sia testo puro che simboli e smiley) può essere trascinato nella posizione desiderata con le dita. Con due dita si possono ingrandire, ridurre o ruotare gli elementi inseriti. Per disegnare sulla foto, tappate sull’icona della matita (vedi foto) e scegliete il colore desiderato tramite lo slider colorato. Con la freccia in alto a sinistra si annullano le modifiche fatte.

QUELLE CARE VECCHIE GIF Dal 2016 WhatsApp supporta l’invio di immagini animate memorizzate in formato GIF che possono essere scaricate da Internet cercando “GIFBilder” o utilizzando la ricerca integrata: IOS: Tappate sull’icona “+” (in basso a sinistra), selezionare Fotocamera / Libreria, poi tappate su GIF in basso a sinistra. Android: Toccare l’icona dello Smiley, poi GIF.

GRUPPI E LISTE BROADCAST I gruppi di WhatsApp sono eccellenti stru­menti per condividere qualcosa tra un grup­po di amici o parenti: In WhatsApp tappate su Chat, Nuovo gruppo. Qui potrete selezio­nare fino a 256 contatti da aggiungere alla Chat di gruppo. Una volta costituito il grap­po, tutti vedranno cosa avete scritto e, vice­versa, voi vedrete i post di tutti gli altri membri, così come tutti potranno vedere chi viene aggiunto o lascia il gruppo.
Se volete inviare messaggi, ma non riceverne, allora utilizzate la funzione Liste broadcast, Nuova Usta. Potrete aggiungere fino a 256 con­tatti ai quali inviare dei messaggi, a patto che anche essi abbiano il vostro numero in rubrica.

I SEGRETI DELLE “SPUNTE”
Vi siete mai chiesti cosa significano real­mente le spunte di WhatsApp? Ve lo spie­ghiamo noi: una spunta sul messaggio compare al momento del trasferimento sul server di WhatsApp. Una seconda spun­ta appare quando il messaggio raggiunge il de­stinatario. I messaggi letti hanno una doppia spunta blu. Addirittura è possibile anche verifica- re quando il messaggio è stato consegnato: su iOS basta tappare sul messaggio e trascinare verso sini­stra per leggere le info. In Android tappate a lungo sul messaggio, poi quando appare la barra con le icone in alto tappate sull’icona “Info”. Non ricevete alcuna conferma di lettura? Leggete il trucco 7..

PERSONALIZZIAMO WHATSAPP Potete cambiare lo sfondo del vo­stro WhatsApp da Impostazioni, Chat e Sfondo chat, selezionando una vostra foto, oppure uno degfi sfondi o dei colori a tinta unita messi a disposizione da WhatsApp. Ovviamente, solo voi potrete vedere il nuovo sfondo, non di certo i vostri contatti. Importan­te: per i dispositivi Android è ne­cessario installare gli sfondi scari­cando l’app “WhatsApp Wallpaper” dal Play Store.

INSTALLA E RISOLVI I PROBLEMI Avete problemi con WhatsApp? Nonostante una nuova installazio­ne possa sembrare una soluzione banale, spesso fa miracoli. ANDROID: aprite il Play Store e cercate WhatsApp Messenger. Tappate sulla scheda dell’app, e da qui potrete effettuarne prima la disinstallazione, poi la successiva installazione. Per risolvere il pro­blema, è comunque consigliato di­sinstallare l’app agendo da Impo­stazioni, App o Applicazioni. Cer­cate WhatsApp e tappate su Disin­stalla.
iOS: su iPhone avviate l’App Sto­re, cercate WhatsApp Messenger
ed effettuate l’installazione.

C’E’ ANCHE LA CONCORRENZA All’ombra di WhatsApp stanno crescendo numerosi Messen­ger che cercano (per adesso inutilmente) di fargli le scarpe, ciascuno con le sue peculiarità. Signal (gratuito), ad esempio, si è costruito una buona reputazione come alternativa sicura a WhatsApp, Telegram (gratuito) spicca per le sue immagini ani­mate in formato GIF e gli utili bot che fanno da partner di chat. Un altro candidato interessante è Threema Messenger (IOS: 3,49 euro, Androidi 2,99 euro) che ha sede in Svizzera, paese nel quale il livello di protezione dei dati è molto più alto che non negli Stati Uniti. Tuttavia, nessuno di questi riesce ad insidiare la supremazia di WhatsApp e la sua comodità quan­do si tratta di inviare dei classici messaggi.

MEGLIO A PAGAMENTO? M Inizialmente WhatsApp richiedeva (non a tutti) il pagamento di 89 centesimi per l’utilizzo, pubblicizzando orgogliosa­mente il fatto che nell’app non fosse presente alcu­na pubblicità molesta. A partire dal 2016 quest’obo­lo è stato eliminato, quindi non si paga nulla né per il download né per l’utilizzo. Stranamente, però, do­po poco tempo è scomparsa anche la promessa di un messenger senza pubblicità.

ELIMINARE I MESSAGGI Avete inviato un messaggio imbarazzante e volete elimi­narlo? Purtroppo, almeno per adesso, non è possibile far lo. WhatsApp ha una sua funzione di cancellazione, ma questa elimina il messaggio solo dalla cronologia chat, non dal device del destinatario; al massimo, quindi, si può impedire che altri leggano il messaggio incriminato dalla vostra cronologia chat. Per cancellare un messag­gio, aprite la chat e selezionate il post tappandovi su per circa due secondi. Poi agite come segue: iOS: scorrete verso destra il menu che appare (in basso a destra) e tappate su Elimina.

ELIMINARE I MESSAGGI Avete inviato un messaggio imbarazzante e volete elimi­narlo? Purtroppo, almeno per adesso, non è possibile far­lo. WhatsApp ha una sua funzione di cancellazione, ma questa elimina il messaggio solo dalla cronologia chat, non dal device del destinatario; al massimo, quindi, si può impedire che altri leggano il messaggio incriminato dalla vostra cronologia chat. Per cancellare un messag­gio, aprite la chat e selezionate il post tappandovi su per circa due secondi. Poi agite come segue: iOS: scorrete verso destra il menu che appare (in basso a destra) e tappate su Elimina.
Android: Tappate sull’icona del cestino (in basso a sini­stra) poi su Elimina.

SE CAMBIO NUMERO? State cambiando numero perché il contratto con il vostro vecchio ope­ratore è scaduto? Allora dovreste istruire WhatsApp per continuare ad utilizzare il vostro profilo anche sul nuovo numero (vedi “Account Multipli”). Importante: se avete preso anche un nuovo telefono dovrete fare in modo di trasportare anche i dati già presenti su WhatsApp sul nuo­vo device. Per iniziare il processo, inserire la scheda SIM con il nuovo numero, avviate il telefono e aprite WhatsApp. Poi andate su Imposta­zioni, Account, Cambia numero e Avanti; inserite sia il vecchio che il nuovo numero e tappate su Fine. Quando vi sarà inviato, inserite (se non lo fa in automatico) il codice di verifica ricevuto tramite SMS o chiamata vocale e sarete pronti a condividere il nuovo numero con i vostri contatti. Extra: se volete trasferire anche le chat, le foto e i video sul nuovo smartphone potrete recuperarle da un backup recente (vedete “Chat al sicuro”) sul vecchio cellula­re, così quando utilizzerete il nuovo device dopo aver impostato WhatsApp ritroverete tutto ciò che avevate sul vecchio.

FARE ORDINE NELLA CHAT Chi usa regolarmente WhatsApp. finisce per collezionare rapi­damente tonnellate di foto e video che inondano la memoria del telefono. Per sbarazzarsi delle cose inutili, occorre spesso setacciare individualmente tutte le varie Chat intrattenute con i propri contatti. Vediamo come: iOS: per accedere alla panoramica delle chat e scoprire il loro consumo di memoria, tappate su Impostazioni, Utilizzo dati e archivio e Utilizzo archivio. Selezionate la chat da cui desidera­te eliminare le foto, tappate su Gestisci, selezionate il tipo di fi­le da eliminare e infine tappate su Cancella.
Android: Qui manca una comoda funzione di cancellazione. Tuttavia, per sbarazzarvi velocemente dei contenuti delle chat, installate l’app gratuita “Remo Cleaner for WhatsApp” dal Play Store.

NOSTALGICI URGE UN UPGRADE Ricordate il vostro primo messaggio WhatsApp, inviato con l’iPhone 3GS o il Samsung Galaxy S? Se ancora avete uno di questi dispositivi presto potreste non essere più in grado di utilizzare WhatsApp con essi. Il motivo? Semplice: con il sempre crescente numero di funzioni del messen­ger. le richieste in termini di potenza dei device aumentano. Per utilizzare WhatsApp, dall’inizio del 2017 è richiesto almeno iOS 6 (iPhone 3GS) o Android 2.3.3. Per il 2018 questi requisiti dovrebbero essere ulteriormente incrementati. Già quest’anno WhatsApp non funziona più su Nokia Symbian S60, BlackBerry OS, BlackBerry 10 e Windows Phone 8.0.

WHATSAPP ANCHE SU PC WhatsApp non è disponibile solo su Android e iOS, ma anche su PC. Utilizzarlo è facilissimo: Scaricate WhatsApp per PC dalhindirizzo https://www.whatsapp.com/download/?l=it e installatelo, quindi avviate la versione installata sullo smartphone. iPhone: Tappate su Impostazioni e WhatsApp Web/desktop.
Android: Tappate sui tre punti in alto a destra e selezionate WhatsApp web. Ora tenere il vo­stro dispositivo Android o iOS con la fotocamera rivolta verso lo schermo del PC per leggere il codice QR visualizzato sul desktop per collegare il programma PC con il vostro account WhatsApp e scaricare anche su computer la cronologia delle chat.
D’ora in avanti, tutto ciò che scriverete al computer, sarà disponibile anche sul vostro disposi­tivo mobile, e viceversa.Suggerimento: nel box al termine dell’articolo scoprirete come utilizzare WhatsApp direttamente dal browser o combinare diversi servizi di messaggistica in un solo programma.

SE LO STATO E’ UNA STORIA Tramite i messaggi di stato potete condividere rapidamente con i vostri contatti ciò che state facendo. Potete utilizzare un nor­male testo oppure una foto che verrà eliminata dopo 24 ore o un video. Inizialmente WhatsApp ha già un massaggio di stato preimpostato, che potrete cambiare tutte le volte che vorrete tappando su Impostazioni, poi sulla vostra immagine del profilo e infine su Info, ed inserendo qui il testo voluto. Se volete inseri­re una foto o un video come aggiornamento di stato, tappate sul pulsante Sfato nella barra dei menu dell’app e quindi fare clic su Il mio stato. Selezionate un video o una foto, se necessario mo­dificatela e pubblicatelo. Dopo 24 ore il messaggio scomparirà dal profilo.

UN PO’ DI SILENZIO PREGO Infastiditi dalle continue segnalazioni di nuovi post nel gruppo di calcio su WhatsApp? Potete mettere in “mute” WhatsApp. I messaggi continueranno ad arrivare, ma il messenger non vi informe­rà più di questo sulla schermata di bloc­co. Per silenziare una chat. in WhatsApp tappate sull’icona Chat iOS: Tappate sulla conversazione deside­rata. poi sul suo nome, in alto sullo scher­mo, quindi nelle opzioni su Silenzioso e scegliete per quanto tempo dev’essere attivata questa modalità.
ANDROID: Tappate per un paio di secon­di sulla chat da silenziare e quando ap­parirà la barra con le icone in alto tappa­te sull’altoparlante, quindi scegliete per quanto tempo silenziarla. Per attivare la funzione mute basta tappare su OK.

ANCHE VERSIONE TABLET? Chi preferisce chattare con un tablet scoprirà pre­sto che non esiste un’app per questi device, visto che WhatsApp è disponibile solo per i dispositivi che ricevono messaggi di testo o chiamate. In ogni caso, la versione Web funziona perfettamente a condizione che abbiate il messenger installato ed attivo anche sullo smartphone. Avviate il browser sul tablet, collegatevi su web.whatsapp.com as­sicurandovi di caricare la versione desktop della pagina (con la versione mobile il trucco non funzio­na). Gli utenti di Safari dovranno tappare sull’icona Condividi, quelli di Chrome sui tre punti, poi sele­zionare Richiedi sito desktop. Per acce­dere a WhatsApp, infine, basterà eseguire la scan­sione del codice QR con lo smartphone.

ANCHE IL TESTO E’ IMPORTANTE
Sapevate che è possibile formattare il testo inserito nelle chat per enfatizzare parole o concetti? Ecco come: per evidenziare qualco­sa in grassetto, racchiudete il testo tra asteri­schi (es: *Grassetto*).
Per formattare il testo in corsivo, usare il trat­tino basso (Esempio: .Corsivo J e per barra­re una parola utilizzate la tilde (esempio: -barrato-). Se utilizzate la beta in Android e non ricordate i simboli da usare, selezionare il testo e premere sui tre puntini nel menu che appare. Appariranno gli effetti che è pos­sibile applicare.

I giovanissimi “giurano” fedeltà a Snapchat e voltano le spalle a Facebook, alimentando la guerra fra i due big dei social media. Una battaglia a suon di utenti e pubblicità, con l’app dei messaggini che batte il colosso di Mark Zuckerberg e conquista la fascia di età dei teenager.

Per Facebook si tratta di un campanello di allarme che sembra confermare i timori degli analisti: il maggiore social network al mondo registrerà a breve il suo primo calo di termini di utilizzo in tutti i gruppi di età. Per Snapchat si tratta invece di un’iniezione di fiducia mentre i titoli in Borsa continuano a soffrire con i dubbi degli investitori sulla sostenibilità dell’app. I dati di eMar- keter non lasciano adito a dubbi. La nuova generazione di utenti dei social media potrebbe non iscriversi mai a Facebook, i cui amici fra i 12 e i 17 anni caleranno quest’anno del 3,4% a 14,5 milioni, ben al di sotto dei 15,8 milioni di teenager su Snapchat.

L’app dei messaggini che spariscono supera Facebook anche nella fascia di età fra i 13 e i 24 anni, raggiungendo più di 26 milioni di giovani al giorno con la pubblicità contro i 25-26 milioni di Snapchat. Una differenza quest’ultima che può sembrare limitata ma che in termini di raccolta pubblicitaria può valere milioni di dollari. «La buona notizia per Snap è che Snapchat continua a crescere. La cattiva notizia è che Facebook è molto grande e potente, e questo costringerà Snapchat a vivere ancora un pò nell’ombra» afferma Debra Aho Williamson, analista di eMarketer.

A favorire Facebook è Instagram, che continua a riscuotere successo fra i teenager: anche se Snapchat potrà contare quest’anno su più utenti di Facebook nella fascia di età 18-24 anni, con 24,4 milioni contro 23,5, Instagram ne conterà 22,1. «Per i teenager, Snapchat è la piattaforma preferita dove recarsi più volte al giorni. L’app piace – spiega Aho – perchè è più difficile per gli adulti capire come funziona e quindi è vista come un posto dove si può essere veramente se stessi».

WhatsApp è sempre pronta a lanciare novità per i propri utenti e sembra che stia per introdurre attraverso i prossimi aggiornamenti, una funzione che permette di effettuare dei pagamenti tra utenti dell’app. Al momento il condizionale sembra essere d’obbligo, perché non è ancora arrivata alcuna conferma ufficiale ma secondo quanto riferito da un famoso leaker, l’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp sembrerebbe sia al lavoro per introdurre questa funzione con la versione beta per Android. Si tratterebbe di una sezione nascosta che permette l’accesso ad un sistema di pagamento interno che si chiama Paiements, il quale permetterebbe di inviare delle piccole somme di denaro ai propri contatti, ad esempio per pagare un regalo di gruppo per il compleanno di un amico proprio come una sorta di piccola banca.

Si tratterebbe, dunque, della possibilità di effettuare dei piccoli pagamenti e dunque di cifre modiche. La novità non ancora confermata sembra abbia riscosso grande entusiasmo tra gli utenti, i quali sono curiosi di sapere se effettivamente questa funzione verrà presentata e soprattutto quando. Parlando di novità, sembra che nei giorni scorsi, sia stato svelato un trucco per sapere se un contatto di WhatsApp vi ha bloccato. È risaputo che WhatsApp permette ai propri utenti di bloccare un contatto, vietando a quella persona di scriverci, inviarci messaggi o file multimediali, ma anche di chiamarci o eseguire una videochiamata e farlo è molto semplice in quanto basterà avviare l’applicazione, aprire la conversazione di interesse e premere sul nome del contatto riportato in alto.

A questo punto, dalla finestra aperta si inizierà a scorrere le opzioni fino a individuare e selezionare “blocca” questo contatto, accettando il messaggio di conferma. Come scoprire, dunque, se un contatto ci ha bloccato su WhatsApp? Bisognerà controllare alcune cose come l’immagine del profilo, la quale sarà impossibile da visualizzare qualora un contatto ci ha bloccato; altro elemento da controllare è l’ultimo accesso e l’online, perchè se vi hanno bloccato sarà totalmente impossibile visualizzare sia lo stato corrente del contatto che il suo ultimo accesso. Inoltre, fate attenzione alla doppia spunta, perchè se vi hanno bloccato su WhatsApp i messaggi che inviamo non verranno mai recapitati al mittente.

Se vi hanno bloccato su WhatsApp, sarà anche possibile effettuare delle chiamate e videochiamate, ma queste squilleranno senza trovare mai risposta; infine l’ultima prova da fare, quella più importante è quella di creare un gruppo dove tra i contatti dovrete inserire anche quello che credete vi abbia bloccato e nel caso in cui i vostri sospetti siano reali, al momento di aggiungere il contatto WhatsApp questo vi restituirà un messaggio di errore, con la dicitura “non sei autorizzato ad aggiungere questo contatto”. Qualora tutti i controlli diano esito positivo, è sicuro che il contatto in questione ha scelto di bloccarvi ma potrebbe anche essere che il vostro contatto non ha cambiato numero, ma ha perso il vostro.

 WhatsApp allarme, scoperto Lipizzan, potente virus: ecco cosa riesce a fare

Ancora un virus sembra stia minando la sicurezza degli utenti di telefonia mobile che utilizzano il sistema operativo Android e sembra che ad essere maggiormente colpiti  siano stati l‘applicazione WhatsApp e l’intero sistema operativo Android, i quali sono stati attaccati da un potente virus che pare abbia sfruttato la vulnerabilità riuscendo a prelevare i dati di ignari utenti.Ebbene si, sembra che il team di ricerca per la sicurezza di Google da poche ore abbia scoperto un nuovo pericolosissimo virus presente in oltre 20 applicazioni disponibili per il download all’interno del Google Play Store. Si tratterebbe di una minaccia piuttosto seria in grado di mettere in pericolo i dati personali degli utenti che attraverso un processo di verifica di licenza pare sia riuscita ad ottenere il controllo dello smartphone, con la possibilità di effettuare degli screenshot, fotografie, attivare il microfono e accedere al registro chiamate, attivare la localizzazione e molto altro, il tutto senza che l’utente si potesse accorgere di nulla.

Dunque, questa volta si tratterebbe davvero di un virus molto potente proveniente dal Google Play Store e in grado di prendere il controllo dello smartphone e prelevare tutte le conversazioni di WhatsApp per poi trasmetterle ad un server centrale da dove è possibile recuperare qualsiasi dato scambiato tramite il servizio di messaggistica istantanea.Questo nuovo virus per Android si chiama Lipizzan e sembra che nelle ultime ore sia stato scoperto come questo malware sia in grado di spiare le conversazioni WhatsApp, Skype e i messaggi di posta elettronica di Gmail, dunque, una vera e propria minaccia per la privacy degli utenti, ma fortunatamente gli esperti del colosso di Mountain View pare sia riuscito a rintracciarlo in tempo, prima che questo potesse fondersi tra gli utenti in modo virale.

“Le attività di keylogging e lo sfruttamento delle impostazioni di accessibilità sono un nuovo sviluppo del malware per il mobile banking e non siamo sorpresi di scoprire che Svpeng stia guidando il progresso. La famiglia di malware Svpeng è nota per l’innovazione, rappresentando una delle famiglie più pericolose in circolazione” affermano da Kaspersky Lab.

In prima analisi il malware è stato riscontrato negli applicativi prodotti da NFA Group sviluppatore iraniano che nel Play Store ha introdotto l’applicazione per la pulizia della memoria o il backup dei dati, ma purtroppo il virus informatico pare non fosse presente soltanto nelle 20 applicazioni appartenenti a NFA Group, ma in molte altre e dalle tipologie più disparate. Al riguardo ed è stato ritrovato il codice di Lipizzan in molte altre applicazioni per registrare audio, per gestire le sveglie del nostro telefono e per prendere appunti e solo a quel punto l’azienda è dovuta intervenire restringendo l’accesso in locale a tutte quelle applicazioni in cui è stato rilevato il codice del malware.

Cos’è WhatsApp

WhatsApp è l’applicazione di messaggistica gratuita più diffusa al mondo, ultimamente utilizzata non solo nella funzione privata di chat a due o di gruppo, ma anche come strumento di servizio pubblico, in cui uno (l’ente pubblico) parla a molti (i cittadini che accedono al servizio) attraverso singoli messaggi o liste broadcast che celano il numero di telefono degli iscritti salvaguardandone la privacy.
Perché un ente o azienda pubblica dovrebbe usare WhatsApp
Il cellulare è entrato nelle abitudini di chiunque, il suo utilizzo ha superato quello di PC e tablet. Velocità, semplicità e costi ridotti sono i valori aggiunti di questo canale, che copre un target di fruitori molto ampio e rappresenta uno strumento facile, utile e immediato di informazione e di dialogo. Come Comune di Ancona siamo partiti dal desiderio di ampliare l’offerta di canali di comunicazione: se un ente pubblico deve stare dove sono i cittadini e parlare con il loro linguaggio, ci è sembrato naturale aprire anche questo canale. Eravamo convinti che WhatsApp rappresentasse uno strumento di vicinanza e soprattutto di servizio pubblico efficace per la comunicazione di servizio, straordinario per quella di emergenza.
Il Comune di Ancona ha deciso di utilizzarlo non solo come mezzo di informazione, ma di aprirlo anche come servizio “in entrata”, alle richieste dei cittadini: le modalità di gestione che abbiamo adottato e che racconterò qui non sono naturalmente da interpretare in chiave assoluta, ma come un vestito che ci siamo ritagliati e che altri possono adattare al proprio ente; tenendo presente che ci muoviamo in un terreno non normato e poco conosciuto, e di una applicazione di proprietà privata. Proprio per questo motivo WhatsApp, pur diventando nel tempo un vero e proprio sportello, non può essere considerato se non come strumento di comunicazione “aggiuntivo”.

Nei nostri messaggi rimandiamo sempre con short link al sito istituzionale, in parte per rafforzare l’idea che è lì che si trova la comunicazione “formale”, che resta a disposizione anche in caso di malfunzionamento dell’applicazione, in parte perché la sintesi tipica di questo strumento deve necessariamente rinviare a un contenitore dove le informazioni sono dettagliate.
Chi deve gestire il servizio?
Alcuni mi chiedono qual è l’ufficio “competente” all’interno dell’ente: l’Ufficio comunicazione? L’Urp? Il social media team (se c’è)? L’Ufficio Stampa? Credo che dipenda, oltre che dalle dimensioni dell’ente, dall’utilizzo che se ne vuole fare: se si decide per una modalità solo “in uscita” (mi limito a inviare messaggi di informazione) lo dovrà gestire chi entra in possesso di quelle informazioni. Se si sceglie di usare WhatsApp non solo come canale informativo semplice ma come “sportello”, a gestirlo deve essere l’ufficio organizzato a dare risposte al cittadino, che non sempre riguardano temi trattati ad esempio dagli uffici stampa.
Per strutturare l’organizzazione e fissare la “titolarità” della gestione di questo come degli altri new media, è stato approvato dalla Giunta del nostro Comune un “Disciplinare per l’utilizzo e la gestione delle pagine istituzionali dei new media del Comune di Ancona – Social media policy”. Naturalmente ogni ente può individuare un diverso strumento organizzativo e un altro percorso amministrativo per approvarlo.
Come iniziare?
Per iniziare è necessario disporre di uno smartphone o un tablet con un numero di cellulare, che dovrà essere oggetto di una campagna di lancio e di comunicazione dedicata e che dovrà essere ripetuto in tutti i canali dell’ente, nei materiali di comunicazione, nei social, nei depliant, perfino nella carta da lettere. Nella campagna di lancio si dovrà chiedere agli utenti di scaricare l’applicazione, aggiungere il numero in rubrica sotto la voce “Comune di…”, “Regione X”, “Azienda Y” e chiedere l’iscrizione al servizio.
Il secondo passo è la creazione di uno spazio virtuale (in quanto una memoria del cellulare o della sim non potrebbe contenere tutti i numeri oltre che per una maggiore sicurezza di conservazione dei dati) dove mettere il database degli iscritti. Tutti i numeri di telefono di coloro che si sono iscritti li inseriamo in una rubrica web che poi replichiamo per sicurezza su un foglio Excel, un vero e proprio backup di carta dove salviamo tutti i dati che sono non sensibili: il numero di telefono abbinato a un numero progressivo al posto del nome del cittadino e il giorno deN’iscrizione. I numeri progressivi servono per creare le liste broadcast a cui inviare i messaggi: ogni lista può contenere al massimo 256 numeri di utenti. Il database serve anche per monitorare l’andamento delle iscrizioni e delle eventuali cancellazioni.
Dunque: abbiamo i primi iscritti, li abbiamo “memorizzati” e inseriti nelle liste broadcast dal telefonino. Questi primi passaggi vanno fatti necessariamente dallo smartphone, tutto il resto del lavoro sarà fatto attraverso WhatsApp Web (basta entrare nel sito e connettere attraverso il QR Code il cellulare), con cui si opererà da ora in poi nelle fasi di scrittura e di invio, che verranno fatte direttamente dalla tastiera del PC.
A coloro che sono entrati in contatto con questo servizio mandiamo un messaggio di benvenuto, che vuole essere insieme un atto di cura e di trasparenza e che suona più o meno così: Benvenuto nel nuovo servizio di informazione pubblica del Comune di XXXX. La invitiamo a prendere visione della nostra policy a questo link XXXX. Se vuole ricevere periodicamente le nostre informazioni su eventi, scadenze, avvisi ecc. ci scriva ISCRIVIMI, altrimenti risponderemo alle sue richieste di informazioni di volta in volta.
Due aspetti da sottolineare: la policy, che invitiamo a leggere, è un patto di trasparenza con cui diciamo con chiarezza cosa comunicheremo con questo strumento, a quali condizioni, a quali orari e con quali modalità. Va da sé che l’ufficio gestore del servizio di messaggistica deve individuare bene questi aspetti organizzativi al proprio interno. La seconda cosa da evidenziare è, appunto, la disponibilità che offriamo, negli orari indicati, a rispondere alle domande dei cittadini, al di là dell’iscrizione al servizio.
Promuovere il servizio WhatsApp
La comunicazione del nuovo servizio WhatsApp può essere fatta attraverso canali tradizionali (manifesti, depliant, ecc.) o solo sul web: naturalmente si deve mettere in evidenza il numero di cellulare e il senso generale del nuovo canale di comunicazione, i “plus” che esso offre, ecc. Una volta fatta la campagna di lancio, rimbalzata sui social istituzionali, sui giornali e in tutti i canali a disposizione, la comunicazione del servizio si alimenterà naturalmente con il passaparola. Vale la pena replicarla periodicamente, e soprattutto in occasione di eventi, pubblicazioni, ecc.

La gestione dei messaggi “in uscita” e “in entrata”
La social media policy, che abbiamo redatto per tutti i new media, mette in chiaro anche quali sono i contenuti che trattiamo nella messaggistica. Naturalmente ogni ente/azienda pubblica può scegliere quelli che ritiene opportuni. Noi abbiamo dato un taglio preciso e una forte impronta istituzionale e di pubblica utilità a questo servizio, ma le maglie potrebbero allargarsi o restringersi. Non inviamo messaggi politici/programmatici, ma notizie utili su bandi, scadenze, tasse, opportunità, quasi un “alert” nell’agenda del cittadino, eventi, informazioni di protezione civile, di emergenza e relative alla viabilità. Utilizziamo WhatsApp anche per l’invio di moduli o di piccoli video.
I possibili utilizzi – che vedremo in seguito – sono molti anche “in entrata”, da parte degli utenti: abbiamo usato, ad esempio, questo canale per chiedere ai cittadini di inviarci la “foto del cuore” in occasione dell’inaugurazione di una piazza storica e particolarmente vissuta: in questo senso WhatsApp si dimostra un mezzo molto “caldo” e utile a costruire un senso di comunità e a dare un’immagine smart dell’amministrazione.
La nostra organizzazione del servizio prevede l’invio di due “memo” contenenti 4/5 messaggi, ogni settimana, in modo da essere utili, ma non invasivi. Prima del weekend mandiamo la lista di tutti gli eventi e l’elenco delle farmacie di turno. In casi di emergenza – terremoto, chiusura improvvisa di una strada importante, maltempo, divieti di balneazione – il messaggio viene inviato quando, appunto, serve. Ogni messaggio contiene uno short link che rimanda ad approfondimenti o permette di scaricare moduli e modelli di domanda.
Se la lavorazione dei messaggi è semplice, l’invio alle liste broadcast è molto lungo e laborioso, e si fa attraverso WhatsApp Web manualmente, attraverso un operatore. Non esistono automatismi per far arrivare alle liste (che come detto contengono ognuna 256 numeri) i messaggi. Naturalmente, più sono gli iscritti più aumentano i tempi di invio. Tra l’altro questa applicazione – che non era nata per un invio così massiccio – porta con sé spesso qualche problema di ricezione. Ci sono utenti all’interno delle liste che non ricevono i memo e a cui dunque le informazioni vanno inviate singolarmente.
A differenza di Telegram – in cui ci si aggancia al canale dell’ente e non c’è invio a liste di utenti da parte di chi gestisce il servizio – il lavoro preparatorio e di invio di WhatsApp può richiedere molto tempo, tanto che appare improprio parlare di invio “in tempo reale”.
Capita anche, per mettere in chiaro le criticità che la gestione di questo servizio comporta, che si debbano “ripulire” frequentemente le liste dai messaggi inviati o dalle conversazioni per non “appesantire” troppo il cellulare e non farlo inceppare. Questa operazione di pulizia, manuale ancora una volta, comporta anche la perdita di dati o conversazioni, che andrebbero salvati qualora ce ne fosse necessità.
Fondamentale, ovviamente, è disporre di una filiera oliata e funzionante della comunicazione interna. I tempi di risposta di una chat come WhatsApp non possono essere quelli, per dire, di una mail. WhatsApp richiede ancor più immediatezza e velocità. Lo strumento le impone e i cittadini se le aspettano. Per questo è indispensabile strutturare il back office e la comunicazione interna come se si progettasse un vero e proprio sportello.
Usare WhatsApp anche “in entrata” – sono poche le realtà istituzionali che lo fanno – per ascoltare e rispondere alle richieste dei cittadini rischia di trasformare questo canale in una sorta di Urp virtuale? In un certo senso sì, ed è in questo terreno nuovo che si stanno concentrando le domande, i reclami, il dialogo, il dibattito dei cittadini. Per questo l’ente pubblico non dovrebbe sottrarsi alla risposta e all’organizzare un tale servizio. Ma servono alcune regole che vedremo, specie per quanto riguarda i reclami, e serve tenere presente che si lavora su una piattaforma di proprietà privata, su cui non abbiamo possibilità di intervenire, ad esempio in caso di malfunzionamento.
Quali sono state le reazioni degli utenti? La scelta di aprire fin dall’inizio questo canale in modalità bidirezionale ha suscitato molti feedback positivi. I cittadini rimangono spesso stupiti dal poter ricevere una risposta in tempi rapidi e in un “terreno” che loro frequentano abitualmente. A volte sbagliano numero, e ci mandano messaggi privati in realtà indirizzati ad un’amica, a volte ci ringraziano inviando cuoricini ed emoticon, esattamente come facciamo tutti, nel nostro uso “domestico” di WhatsApp. Alcuni ci danno il buongiorno…tutti ringraziano e rispondono con cortesia.
Cosa ci chiedono i cittadini
Il report che ogni anno facciamo sui contenuti delle richieste e i canali di comunicazione vede, purtroppo, il maggior numero di richieste di informazioni del 2016 legate al terremoto: la nostra città è stata colpita in maniera lieve, ma il sisma ha indotto più di una volta la chiusura delle scuole, ci sono stati danni alle abitazioni e la paura comunque è stata diffusa. È ovvio che le emergenze e la paura aumentano il bisogno di risposte e WhatsApp si è dimostrato uno strumento straordinario per rispondere e dare indicazioni ai singoli, iscritti e non al nostro servizio.

A parte le emergenze, le domande dei cittadini riguardano i lavori pubblici, le ordinanze sulla sanità e la balneazione, i servizi al cittadino, gli eventi. Cerchiamo di dare risposte sempre, e con la completezza che lo strumento ci permette: ad esempio, se un utente ci chiede quando scade la domanda per un contributo, possiamo comunicargli la scadenza e inviargli contemporaneamente il modulo per fare domanda o il link dove trovarla.
Come detto, cerchiamo di rispondere sempre e comunque, anche quando abbiamo solo una risposta interlocutoria. Il linguaggio che cerchiamo di usare è chiaro, concreto, il tono professionale, ma “friendly”.
Reclamare via WhatsApp
I cittadini non si limitano a chiedere informazioni: la diffusione dell’uso del telefonino e la semplicità con cui oggi si fotografa e si invia inducono lo stesso comportamento anche nei confronti dell’ente pubblico. In poche parole, gli utenti tenderebbero a inondarci di immagini di escrementi di cani, buche in centro, erba alta nei parchi. Pur rispondendo sempre a queste sollecitazioni, abbiamo deciso di dirottare sul nostro sistema dedicato alla gestione dei reclami tutte le segnalazioni che ci arrivano via messaggio.
Le regole che ci siamo dati, cui si accennava prima, vanno nella direzione di disincentivare un “reclamo emotivo”, che la facilità del mezzo moltiplicherebbe e che trasformerebbe il servizio di WhatsApp in una sorta di “sfogatoio” difficilmente gestibile. Con WhatsApp non è possibile una vera e propria “presa in carico” dei reclami e non avremmo la possibilità di presidiare e gestire i reclami stessi, di cui abbiamo monitoraggio e reportistica attraverso il nostro sistema di Crm sul sito istituzionale. Sappiamo di Comuni più piccoli in cui WhatsApp sta diventando strumento di partecipazione e di segnalazione di disservizi.
Alla segnalazione inviata via WhatsApp noi rispondiamo – sempre e comunque tendiamo a fornire una risposta -, ma a meno che non riguardi un’emergenza da prendere in carico immediatamente, dirottiamo l’utente al Crm. Se per quanto riguarda i reclami “formalizzati” è difficile prenderli in carico con questo strumento, esso resta molto efficace per un ascolto più generalizzato, per un monitoraggio delle esigenze e per la cosiddetta “sentiment analysis”.

La comunicazione per target particolari di utenti
WhatsApp può essere utilizzato pensando ad un pubblico “indifferenziato” e su temi generali, ma può anche essere organizzato con liste broadcast pensate per target. Due gli esempi che possiamo trarre dalla nostra esperienza di lavoro, ma altri potrebbero essere gli utilizzi. La continua chiusura della balneazione in una spiaggia cittadina ci ha portato a creare una lista particolare formata da operatori della spiaggia, bagnini, oltre che dai tecnici che si occupano di depurazione, acque di balneazione, ecc. L’invio a questa lista di destinatari ci consente di arrivare subito a coloro che si devono organizzare per far rispettare il divieto di balneazione e devono comunicarlo ai bagnanti. Il secondo esempio è la lista broadcast dedicata alle persone non udenti. Forti dell’esperienza di uno sportello dei sordi all’Urp, dove da anni una interprete della lingua dei segni aiuta le persone sorde a sbrigare pratiche burocratiche, dà informazioni e fa da “mediatore”, abbiamo pensato di utilizzare le competenze di questa professionista per realizzare video/tutorial nel linguaggio dei segni che inviamo – tra gli altri – a una lista dedicata anche in questo canale di messaggistica.
Liste per target possono essere pensate, in base alla mission delle aziende pubbliche che decidono di aprire un canale WhatsApp, per il mondo dei trasporti, della sanità, del turismo, della scuola e naturalmente della protezione civile. È ipotizzabile un uso di questo strumento circoscritto ad una utenza e a un settore particolare: si tratterebbe di coniugare la campagna di comunicazione iniziale su un versante specifico invece che puntare su un servizio aperto a tutti. Se i destinatari da individuare sono molti, altrettanto si può dire per i contenuti. Recentemente abbiamo proposto all’amministrazione questo canale per semplici sondaggi di gradimento a risposta chiusa di un servizio, o di un progetto particolare.
Un altro utilizzo riguarda l’invio di file audio – ad esempio per gli auguri di un amministratore a Natale o nel corso di una ricorrenza particolare o come segno di vicinanza in occasione di un’emergenza – o invio di video anche se risultano comunque troppo pesanti e non molto adatti per un invio massiccio.
Come abbiamo visto, il canale è percorribile anche dai cittadini per inviare proposte, foto per concorsi, moduli di adesione.
E per finire, a chi non piace? Naturalmente ci si può cancellare dal servizio. A chi lo chiede, mandiamo un messaggio finale di saluti avvertendo l’utente che risponderemo a singole richieste di informazioni al di fuori dell’invio settimanale dei memo.

Whatsapp continua a far parlare di sé e sembra essere sempre alla ricerca di novità da presentare ai propri utenti. Ben presto, attraverso l’applicazione per la messaggistica istantanea si potranno riprodurre i video di YouTube senza avviare l’apposita applicazione;  nello specifico, la riproduzione avverrà in fullscreen e sarà possibile ridurla pic to pic ed evitare all’utente di dover uscire obbligatoriamente dall’ applicazione.Ovviamente si tratta di una novità che non esiste ancora al giorno d’oggi, ma che è in fase di sviluppo soltanto per la versione Android, ma ben presto potrà essere allargata anche ad iOS e con tutta probabilità anche a Windows Phone.

Un’altra novità invece sembra essere in arrivo e riguarda proprio l’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp e nello specifico pare che stia per essere lanciata un’ applicazione per trasformare le note audio in testi. Molto spesso le note vocali rappresentano motivo di liti problemi e confusione soprattutto quando queste sono troppo lunghe e non si riesce ad ascoltarli fino in fondo o talvolta purtroppo, dipende dalle circostanze si finisce per non ascoltarle affatto. Le note audio  rappresentano motivi di problemi, di confusione, soprattutto quando queste sono molto lunghe e non si riesce ad ascoltarli fino in fondo o talvolta dipende dalle circostanze, purtroppo non le si ascolta affatto. In tanti forse si sono chiesti nel tempo se prima o poi fosse stata inventata un’applicazione in grado di trasformare i messaggi audio lunghi in testo e questo oggi pare essere divenuto una realtà.  Si tratta di un’ applicazione che sicuramente rivoluzionerà il mondo delle note audio e finalmente si potrà dire addio alle interminabili note audio da 4 minuti.

L’applicazione in questione si chiama audio to text for WhatsApp ed è stata creata e lanciata sul mercato da un giovane studente italiano di Ingegneria Informatica Gianluca Grossi, il quale ha inventato questa applicazione sulla scia di speechless,  ovvero un’altra applicazione sempre collegata a WhatsApp per la conversione di testi in audio.

“Sono partito da una mia esigenza personale, in quanto diverse volte mi è capitato di non poter ascoltare i messaggi audio. Quindi ho deciso di cimentarmi in questo progetto. Questa versione dell’applicazione “Audio to text for whatsapp” è disponibile gratuitamente dalla fine di Maggio e ha realizzato poco più di 30 mila download. Una volta completato il lavoro, ho pensato di rivolgermi ad un mio amico e compagno di università per chiedergli di sviluppare l’applicazione anche per il sistema operativo iOS, quello utilizzato dai prodotti Apple, in quanto i due sistemi sono molto diversi e io non mi ero mai cimentato in una programmazione iOS“, questo quanto spiegato da Gianluca Grossi il ragazzo di 22 anni che ha ideato l’applicazione per Android, che permetterà di tradurre i messaggi vocali in testo.  Questa applicazione permetterà di tradurre in testo i messaggi vocali di una lunghezza massima di 5 minuti su iOS e fino a un minuto e 30 su Android.

COME CONVERTIRE UN MESSAGGIO AUDIO IN UN TESTO

Dopo aver acceso Audio to Text per WhatsApp si apre la conversazione in oggetto e si seleziona il messaggio audio che si è ricevuto. Per farlo occorre tenere premuto il dito sulla sinistra dello stesso messaggio visibile nella chat. Dopo la sua selezione in alto verranno mostrate le icone per scegliere l’azione.
Si tocca nella icona della condivisione che aprirà tutte le app presenti nel telefonino. Dovremo scegliere Audio to Text for WhatsApp. Visto che tale app converte l’audio con i propri server occorre che sia presente la connessione a internet. C’è poi la limitazione a 45 secondi per la lunghezza massima del messaggio audio.
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Dopo aver scelto Audio to Text per WhatsApp per la condivisione si aprirà la conversazione WhatsApp in cui verrà visualizzato un popup con il messaggio Processing audio.  Dopo qualche secondo la conversione terminerà e verrà visualizzato il testo dell’audio selezionato. Naturalmente la conversione sarà tanto migliore quanto migliore è l’audio inteso come qualità della dizione di chi parla e come mancanza di rumori ambientali esterni.

Usando questa applicazione con una delle altre lingue supportate possiamo estrarre il testo da un audio in un’altra lingua per poi eventualmente incollarlo nel Traduttore di Google e averne la traduzione. Toccando il testo risultante questo viene automaticamente copiato negli appunti e potrà essere incollato. Verrà contestualmente mostrata anche l’icona di Google Traduttore (se installato) per una eventuale traduzione immediata.

Ricordo che esiste anche Audio to Text per WhatsApp per iPhone e iPad e che è gratuita.

Sono in arrivo importanti novità riguardo WhatsApp e nello specifico nelle scorse ore è stata diffusa l’informazione secondo cui Whatsapp v2.17.265 è attualmente in fase di beta e supporta una nuova funzionalità che viene attivata di default su tutti i dispositivi che dispongono di Android o Developer Preview.

Secondo quanto riferito, WhatsApp v2.17.265 consente di visualizzare il contenuto di una chiamata all’interno di una qualsiasi schermata del sistema operativo e anche su altre applicazioni in esecuzione.Trattasi, inoltre, di una funzione concessa sull’ultima versione non ancora pubblicata di Android. La release 2.17.265 potrà essere utilizzata anche durante le videochiamate e nello specifico gli utenti potranno avviare una classica videochiamata e successivamente potranno ridimensionare l’immagine che potrà essere spostata all’interno dello schermo, per continuare la videochiamata anche mentre si effettuano altre operazioni; si tratta di una funzione molto utile che va a migliorare ulteriormente il multitasking dei dispositivi Android.

Gli utenti, potranno continuare la videochat mentre scrivono altri messaggi o mentre consultano Google Maps o fanno qualsiasi altra attività con il proprio smartphone. Come già detto, la funzionalità Pip ovvero picture-in-picture è già attiva di default all’interno dell’ ultima versione beta di WhatsApp, ma sfortunatamente è utilizzabile soltanto da tutti coloro che utilizzano un dispositivo con a bordo già Android 0. Per poterne disporre si dovrà aspettare molto tempo, visto che Android 0 è ancora in fase di sviluppo ed è utilizzato soltanto dai developers o da chi ha aderito al programma beta di Google.

Sfruttando la funzionalità, l’utente potrà minimizzare la finestra contenente la videochiamata all’interno di una finestra di dimensioni inferiori da trascinare in qualsiasi punto della schermata e come già detto, dunque, l’utente grazie a questa possibilità potrà compiere altre operazioni scambiando ad esempio i messaggi con gli altri utenti durante la conversazione e non sarà obbligato, molto probabilmente a rimanere nell’ app per visualizzare il video. La funzione non è ancora ufficiale ed è stata riportata dai soliti canali, prima della sua pubblicazione potrebbe subire dei cambiamenti e non è ancora certo che effettivamente sarà questo il suo funzionamento.

Non si sa ancora, dunque se la piccola finestra della videochiamata viene fissata in automatico in un angolo dello schermo o l’utente sarà libero di spostarla dove meglio desidera. Come già abbiamo avuto modo di anticipare, questa nuova funzione che sembra abbia colto di sorpresa gli utenti WhatsApp è utilizzabile soltanto da coloro che utilizzano un dispositivo con a bordo  Android 0 e per poterne disporne, dunque, bisognerà attendere ancora qualche tempo, visto che Android 0 al momento è in fase di sviluppo ed è utilizzato soltanto dai developer o da chi ha aderito al programma beta di Google.

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