WhatsApp, come condividere live la posizione geografica in Tempo Reale (anche nei gruppi)

Questa formidabile funzione sarà disponibile su WhatsApp tra poche settimane ma azienda proprietaria di Facebook ha già divulgato come funzionerà.Ogni persona che usa WhatsApp ha la possibilità di scegliere se condividere sì o no la propria posizione geografica. Così facendo, gli amici o familiari possono sapere in tempo reale quanto tempo ci vuole prima che vuoi raggiungere la destinazione.Questa formidabile funzione per la divulgazione della posizione in tempo reale è scritto gravata and to end, allo stesso funzionamento di qualsiasi messaggio inviato su WhatsApp, ed è in grado di stabilire con quali contatti viene condivisa la propria informazione sulla posizione geografica per quanto tempo.

WhatsApp non si ferma mai, i cambiamenti sulla chat verde infatti continuano imperterriti. Così, dopo l’arrivo di WhatsApp Business e della possibilità sia di eliminare i messaggi inviati per sbaglio che effettuare chiamate di gruppo ora sarà possibile anche far visualizzare la propria posizione in tempo reale. Infatti dopo i test nella versione non definitiva dell’applicazione, la funzione ora è ufficialmente disponibile per gli utenti di iPhone e smartphone Android con rilascio graduale nelle prossime settimane. Lo annuncia la chat di proprietà di Facebook sul suo blog.

Sul blog ufficiale dell’azienda, si dice che si può utilizzare per “incontrare i propri amici, far sapere che si è salvi o condividere il proprio percorso”. Quando un utente condivide la propria posizione volontariamente, potrà selezionare tra diversi frame per indicare il track live. Ad esempio, se una persona ha bisogno di incontrarsi con un’altra in un certo caffè, può condividere la propria posizione live per una durata di 15min o un’ora, eliminando quindi la necessità di inviare aggiornamenti costanti. Un utente può scegliere anche una durata di 8 ore, tempo massimo a cui è stato limitato.
“Oggi lanciamo una nuova funzione che ti permette di condividere la tua posizione in tempo reale con la tua famiglia o i tuoi amici – si legge in un post sul blog ufficiale dell’app – la funzione “posizione attuale” è un modo semplice e sicuro per dire a qualcuno dove ti trovi: puoi usarla per incontrare un gruppo di amici, avvisare i tuoi familiari che sei al sicuro o far sapere tra quanto tempo raggiungerai la tua destinazione”. WhatsApp si allinea così all’offerta di concorrenti come TelegramMessaggi di Apple o Messenger che, in misure diverse, più o meno elastiche, consentono la stessa cosa.
Tra le impostazioni della privacy si potranno gestire le persone che potranno vedere la posizione in base agli aggiornamenti. Se in un gruppo ci sono diverse persone che mandano la posizione, vengono tutte visualizzate in un’unica mappa.
Una volta mandata la posizione, sulla mappa apparirà una puntina con il tempo rimanente. L’utente però potrà decidere di interrompere la condivisione in qualsiasi momento. La funzionalità criptata end-to-end garantisce la riservatezza della posizione condivisa.

WhatsApp, ultima truffa accesso a internet illegale, la Polizia lancia l’allarme

Moltissimi utenti di smartphone hanno divulgato una nuova truffa attualmente presente sui propri telefonini. Il malcapitato arriverà un SMS dell’imminente blocco del suo cellulare da parte della polizia postale per essersi collegato alla rete Internet in modo illegale. Tutto questo viene accompagnato dall’assurdo messaggio di un pagamento di riscatto per sbloccare il dispositivo e continuare ad usare legalmente il proprio smartphone.

Ovviamente è tutto falso. La Polizia non avvisereb

WhatsApp, ultima truffa accesso a internet illegale, la Polizia lancia l’allarme

Moltissimi utenti di smartphone hanno divulgato una nuova truffa attualmente presente sui propri telefonini. Il malcapitato arriverà un SMS dell’imminente blocco del suo cellulare da parte della polizia postale per essersi collegato alla rete Internet in modo illegale. Tutto questo viene accompagnato dall’assurdo messaggio di un pagamento di riscatto per sbloccare il dispositivo e continuare ad usare legalmente il proprio smartphone.

Ovviamente è tutto falso. La Polizia non avviserebbe mai un cittadino di una multa tramite messaggio sul cellulare. E a denunciare il fatto è stata la stessa pagina Facebook della Polizia di Stato, Commissariato di PS Online – Italia.  Non si tratta della prima truffa del genere. In passato un messaggio di blocco simile aveva creato il panico per alcuni utenti di WhatsApp. Quasi sempre la vittima della frode viene accusata di aver scaricato materiale illegale o di aver navigato in siti poco raccomandabili. E quasi sempre c’è una multa da pagare. Per fortuna riconoscere truffe di questo tipo è molto semplice.

Come difendersi

Questo è il testo della nuova truffa denunciata dalla Polizia di Stato: “La polizia avverte. Italia: l’accesso a Internet è limitato a causa della violazione di legge. Tutte le azioni fatte su questo dispositivo mobile sono state registrate. Tutti i vostri file sono stati criptati. La dimensione della Sua multa è 100€. Se si lascia che siano trascorse 24 ore senza pagamento, il tuo Google Account verrà bloccato e sarà oggetto di procedimento penale. La multa si può pagare con l’aiuto dei voucher PaySafeCard. Questo metodo di pagamento consente di effettuare un pagamento anonimo. PaySafeCard è disponibile in tutta sicurezza vicino a te in Italia”. Capire che si tratta di una truffa non è difficile. Partiamo dall’italiano, abbastanza maccheronico. Sicuramente i cyber criminali stanno generando una frode globale e hanno usato un traduttore online per trascrivere dall’inglese questo messaggio. Perché poi la polizia dovrebbe bloccare il nostro Account Google e l’azienda di Mountain View non ci ha avvisato di nessuna operazione sul nostro profilo? Attenzione infine al metodo di pagamento richiesto. L’anonimato non è a vantaggio della nostra privacy ma serve ai cyber criminali per non essere scoperti.

WhatsApp con Can’t Talk si potrà rispondere ai messaggi in automatico

La maggior parte dei telefoni android hanno a disposizione l’opzione per rispondere automaticamente tramite SMS quando perdiamo una chiamata. Adesso si può fare anche con WhatsApp grazie all’applicazione Can’t Talk. Funziona molto semplicemente, bisogna impostare un messaggio personalizzato scegliere l’applicazione che si vuol utilizzare attuale e attivare la risposta automatica. In grado di funzionare anche con chat di gruppo. Inoltre si può anche impostare il tempo per cui l’applicazione deve aspettare prima di rispondere automaticamente.

Oltre al testo possiamo scegliere degli orari nei quali inviare delle risposte automatiche. E possiamo anche decidere il lasso di tempo da far passare prima di inviare la risposta standard. Per esempio, se un amico o un collega ci invia un messaggio potremo impostare di lasciar passare 10 o 15 minuti prima di inviare la risposta preimpostata. In questo modo se noi dovessimo accedere al servizio in quel lasso di tempo potremo rispondere altrimenti lasceremo un feedback al nostro interlocutore. Inviare di getto una risposta automatica potrebbe infatti essere controproducente, specie a lavoro. Poiché più che informare il mittente sembra che non vogliamo essere rintracciati. Can’t Talk è gratuita nella sua versione di prova di due settimane. Poi ha un costo di 1,29 euro per un anno o 3,69 a vita. Al momento si tratta di un programma ancora in fase beta, e che quindi verrà migliorato nel corso del tempo, ma si tratta comunque di uno dei servizi più intuitivi e comodi da usare su WhatsApp per generare delle risposte automatiche.

Incrociando i dati con quelli di altri utenti, si potrebbe addirittura risalire a chi ha parlato con chi e per quanto tempo; il che è anche più preoccupante. Senza parlare del fatto che, in grandi quantità, questi dati potrebbero tornare utili alle aziende dell’advertising – chissà, se uno dorme in modo irregolare magari gli interessano annunci sui sonniferi. Come abbiamo detto è un problema comune a buona parte delle piattaforme social/instant messaging che non si può “correggere” con una patch. I social funzionano così; gli instant messenger funzionano così. Sarà interessante capire l’eventuale risposta di WhatsApp, ma è meglio non aspettarsi miracoli. Per fortuna l’estensione di cui parla Heaton esiste solo a livello teorico.

WhatsApp fenomenale: adesso può svelare quando vai a letto e quando ti svegli

WhatsApp pare abbia presentato una vulnerabilità che permette di scoprire le abitudini di una persona, come andare a dormire o a che ora si alza al mattino. Più che di vulnerabilità si potrebbe definire una debolezza dell’applicazione che permette di violare la privacy delle persone Sembra che uno dei difetti dell’applicazione di messaggistica istantanea di Facebook sia quello d consentire di verificare quando un utente è online e quando è stata l’ultima volta che ha avuto accesso all’applicazione. Sostanzialmente si tratta di funzionalità che permettono di capire quando una persona utilizza l’applicazione di messaggistica istantanea. Per Whatsaapp però la situazione è diversa, perchè non permette di nascondere la propria presenza online o meno. Se da una parte questi dati potrebbero risultare innocui, dall’altra parte non lo sono perché permettono di capire e conoscere le abitudini di una persona e nello specifico quanto tempo trascorrono sull’app, a che ora vanno a letto ed a che ora si alzano.

E’ questo l’allarme lanciato da Rob Heaton, un esperto di sicurezza, il quale per poter dimostrare come questi dati possano essere utilizzati per violare la privacy delle persone, ha ipotizzato la realizzazione di una semplice estensione per il browser Chrome, seguendo e registrando le attività dei propri contatti attraverso WhatsApp Web. Dai dati è stato possibile conoscere parte delle abitudini delle giornate delle persone.Il ricercatore, ha inoltre aggiunto che questi dati potrebbero poi essere venduti ad aziende esterne a scopi pubblicitari. Non si tratta di una debolezza tipica di WhatsApp ma anche altri social network sembra presentino questa debolezza.

“Per gli utenti più assidui l’ultimo e il primo orario di collegamento all’app sono una buona approssimazione dell’ora a cui vanno a letto o si alzano”, è questo quanto scritto dall’esperto sul suo blog. Dunque, questo sembra essere un problema comune a buona parte delle piattaforme social/instant messaging che non si può correggere con una patch.L’analisi dell’ingegnere si basa sullo stato dell’utente bersaglio e nello specifico l’estensione per il browser che ha facilmente programmato ne registra ogni 10 secondi la situazione annotando se risulti o meno online e ricavano degli schermi, piuttosto semplici da utilizzare che comunicheranno le proprie abitudini.

Incrociando questi dati con quelli di altri utenti si potrebbe risalire alle persone con cui si parla e saper anche per quanto tempo si ci è parlato, tracciando un allineamento fra le diverse abitudini d’uso dell’applicazione. Whatsapp che è applicazione di messaggistica più famosa e disponibile sia per Android che per iOS da anni ha ormai sostituti gli sms ed è pronta a lanciare settimanalmente degli aggiornamenti. Sapete sicuramente come bloccare un utente ma, sapete se a vostra volta siete stati bloccati? Ecco come capirlo. Innanzitutto quando un utente vi ha bloccato, non vedete più se è online o meno e non vedete nemmeno più la foto profilo, ed ancora i messaggi inviati a questa persona avranno soltanto una spunta invece di due.

SPIARE LE CONVERSAZIONI DI WHATSAPP: TRUCCHI

I nostri negozi virtuali, i playstore, sono colmi di applicazioni di tutte le specie e per gli usi più svariati e, tra l’altro, la maggior parte di queste app sono gratuite. dobbiamo solo cercarle, scaricarle e sul nostro dispositivo potremmo disporre di un dizionario virtuale, la nostra mail, il collegamento diretto ai nostri social network preferiti, il meteo che ci avvisa se uscire con l’ombrello o meno e tante altre cose. Tra queste, cari e care mie, ci anche sono applicazioni che ci permettono di spiare le chat di WhatsApp da un altro telefono. Noi ve le vogliamo suggerire ribadendovi, però, che è una cosa che non si fa! E piuttosto che fare queste cose di nascosto, provate a chiedere alla persona interessata se c’è qualcosa che non va, il dialogo è alla base di tutto. Se col dialogo non risolverete nulla, a mali estremi estremi rimedi: ecco le applicazioni che fanno al caso vostro.

COME SPIARE WHATSAPPA DA UN ALTRO TELEFONO: LE APP MIGLIORI

Come promesso, ecco le applicazioni che vi toglieranno qualche dubbio e, se decideste di usarle per spiare qualcuno, noi vi auguriamo di trovare #solocosebelle:

Mspy: è probabilmente l’applicazione migliore che c’è in quanto è stata ideata per controllare i propri figli, i propri dipendenti; è bravissima a intercettare messaggi e tracciare le telefonate.
Flexyspy: tramite l’installazione possiamo essere in grado di sapere qualsiasi cosa si stia facendo da quel telefono. Terminata l’installazione il programma permette di registrare, in segreto, tutte le azioni svolte da quel telefono, dalle mail, ai messaggi, all’accesso ai social network.
Spyrix: quest’ultima applicazione risulta efficace in ambito professionale; è in grado di agire sulla tastiera, sui social network e, ovviamente, su Whatsapp.
Per poter spiare di nascosto le conversazioni di WhatsApp, il malintenzionato deve riuscire a mettere le mani su telefonino della vittima per qualche minuto. Il viaggio si tempo di installare configurare Cerbus, un’applicazione grata come antifurto ma che può essere sfruttata anche per spiare lo smartphone di qualcuno. Per mettere in atto il suo scopo, malintenzionato deve essere certo che telefonino ad anche i permessi di root: in caso contrario provvede ad ottenere utilizzando un apposito tool. Dopo aver configurato l’applicazione, la spia riconsegna telefonino alla vittima che non sospetterà nulla perché l’applicazione sarà invisibile non comparirà insieme alle altre. Quando la vittima inizia una conversazione su WhatsApp è, la spia se ne accorge perché il suo stato di ventola nel e provvede a catturare dalle modo uno screenshot della chat con i messaggi scambiati. Gli screenshot verranno inviati dall’applicazione viene il all’indirizzo di posta specificata dalla spia.

Recentemente, WhatsApp ha rilasciato un nuovo aggiornamento sull’Apple App Store, portando la versione dell’app alla numero 2.17.60 e tutti i dettagli inerenti le modifiche in questo aggiornamento, compatibile con iOS 11, sono specificati al seguente link. Le due possono quindi convivere fianco a fianco, in modo da separare sfera lavorativa e privata.

Fatta eccezione per quesa novità, esteticamente è pressoché uguale se non si conta la barra del titolo in alto che è targata WhatsApp Business e l’ icona principale che ha la B bianca al centro. Nello specifico, seguendo ciò che di buono è stato visto con alcuni dei più diretti avversari, tra cui citiamo Viber, Telegram, e WeChat, anche la chat mobile per eccellenza sembra orientata verso il rilascio di un’opzione che darà la possibilità di eliminare definitivamente un messaggio inoltrato, prima che lo stesso venga letto dal destinatario di turno.

Dal punto di vista dei clienti, contattando un profilo business ci sarà una piccola finestra di spiegazione che si tratta di un profilo business appunto, e se questo è stato o meno già verificato. QUANTO ci farebbe comodo qualcuno che rispondesse per noi ai messaggi che riceviamo incessantemente su WhatsApp. Oltre a partner gelosi questi dati potrebbero essere raccolti e rivenduti a compagnie di terze parti, che potrebbero utilizzarli per scopi commerciali, anche se le uniche compagnie interessate saranno quelle che producono sonniferi.

La prima cosa importante da dire è che WhatsApp Business è un’app stand alone e non collegata in nessun modo a WhatsApp.

Come potete vedere dall’immagine qui sotto in galleria, i pacchetti di adesivi sono presi in prestito direttamente da FacebookMessenger ed è probabile che, in un primo momento, verranno inclusi solamente i più basilari.

Per poter spiare di nascosto le conversazioni di WhatsApp, il malintenzionato deve riuscire a mettere le mani su telefonino della vittima per qualche minuto. Il viaggio si tempo di installare configurare Cerbus, un’applicazione grata come antifurto ma che può essere sfruttata anche per spiare lo smartphone di qualcuno. Per mettere in atto il suo scopo, malintenzionato deve essere certo che telefonino ad anche i permessi di root: in caso contrario provvede ad ottenere utilizzando un apposito tool. Dopo aver configurato l’applicazione, la spia riconsegna telefonino alla vittima che non sospetterà nulla perché l’applicazione sarà invisibile non comparirà insieme alle altre. Quando la vittima inizia una conversazione su WhatsApp è, la spia se ne accorge perché il suo stato di ventola nel e provvede a catturare dalle modo uno screenshot della chat con i messaggi scambiati. Gli screenshot verranno inviati dall’applicazione viene il all’indirizzo di posta specificata dalla spia.

COSÌ LA CIA CI SPIA

La conferma di tutto questo arriva da WikiLeaks che lo scorso marzo ha rilasciato in rete una corposa documentazione chiamata Vault 7 contenente un archivio segreto di documenti riservati in cui sono descritte le tecniche di intrusione  e gli exploit usati dall’intelligence americana per penetrare i vari sistemi informatici. Questo corposo archivio contiene oltre 8.761 documenti, pari a 16.000 pagine, e 943 allegati. Una montagna di informazioni che vanno dalle intercettazioni nelle abitazioni tramite televisori hackerati, al sabotaggio tecnologico di automobili e aerei, senza tralasciare lo spionaggio di smartphone e computer.

Attraverso Vault 7 si scopre che la CIA possiede tutti gli strumenti per raggirare la cifratura delle conversazioni di tutti i messenger più diffusi (Signal, Telegram, WhatsApp…) e ascoltare le conversazioni che vengono svolte davanti alle TV dotate di microfono.

FALLE NASCOSTE

Per portare a termine i loro attacchi informatici, i servizi di intelligence sfruttano gli exploit “zero-day”, ovvero exploit relativi a falle che non sono ancora state rese pubbliche: i servizi di intelligence studiano i principali software (ma anche firmware e driver) in circolazione alla ricerca di punti deboli che possono essere sfruttati per impossessarsi di dati personali di possibili terroristi. Quando trovano una vulnerabilità, a differenza degli esperti di sicurezza, non lo comunicano pubblicamente: in questo modo il produttore non verrà a sapere del bug nel suo prodotto e dunque non potrà correggerlo.

CRITTOGRAFIA AGGIRATA

Attraverso i documenti rivelati dall’organizzazione di Julian Assange si scopre che la CIA è interessata in particolar modo alla messaggistica istantanea poiché viene usata per trasmettere una mole enorme di informazioni. Terroristi, ladri e altri criminali si organizzano e comunicano tra loro proprio usando smartphone e app di messaggistica criptate. Molte di queste, tra cui anche WhatsApp, impiegano un sistema di crittografica end-to-end che garantisce l’invio crittografato dei messaggi, così chi dovesse riuscire ad intercettarli non sarebbe comunque in grado di leggerli. Sebbene questo sia vero, la CIA ha capito che per leggere i messaggi serviva un metodo diverso: raggirare la crittografia andando a leggere direttamente i contenuti sul dispositivo della vittima. In altre parole, la crittografia protegge i messaggi dallo smartphone del mittente a quello del destinatario, ma sui due dispositivi i messaggi appaio in chiaro, perfettamente leggibili sullo schermo.

Se si riesce a prendere il controllo del dispositivo di una persona, allora sarà possibile leggerne i messaggi e qualsiasi altra informazione venga visualizzata sul suo schermo, sia esso uno smartphone che un PC.

SIAMO TUTTI A RISCHIO

La CIA non ha confermato l’autenticità dei documenti, e anzi è partita all’attacco di WikiLeaks accusandola di voler mettere in pericolo con le sue rivelazioni la sicurezza nazionale. L’operazione Vault 7, però, non ha diffuso gli strumenti di attacco usati dagli agenti segreti americani,  ma solo i documenti correlati contenenti centinaia di milioni di righe di codice. Inoltre il gruppo di Julian Assange ha promesso di fornire assistenza e provvedere a fornire ai vari produttori utili informazioni tecniche sui punti deboli dei software e delle periferiche hardware affinché i dispositivi possano essere aggiornati e messi in sicurezza. Anche per questo motivo i redattori di WikiLeaks hanno reso illeggibili interi paragrafi dei documenti riservati ritenuti particolarmente pericolosi. Di fatto comunque, queste rivelazioni dimostrano come chiunque di noi sia a rischio intercettazioni.

LA SPIA POTREBBE ESSERE CHIUNQUE

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Come svelato da Vault 7, per aggirare i sistemi di crittografia presenti sulle app di messaggi-stica basta poter accedere al dispositivo della vittima, cosa che anche uno smanettone potrebbe fare usando strumenti reperibili facilmente ovunque. Sfruttando un’applicazione antifurto come Cerberus, ad esempio, un malintenzionato può catturare da remoto le schermate delle conversazioni fatte sull’app di mes-saggistica di Facebook e farsele inviare via email senza che la vittima si accorga di nulla. Cerberus è un’app sviluppata per mettere al sicuro un dispositivo mobile da eventuali furti (quindi perfettamente legale), ma che può essere anche usata con l’inganno per  altri scopi. Tutto quello che deve fare il malintenzionato è riuscire a mettere le mani per qualche minuto sul telefonino della persona che vuole spiare per poter installare e configurare Cerberus. Dopo averlo fatto, l’applicazione sarà attiva in background e la vittima non si accorgerà della sua presenza. Proprio per mostrare come sia semplice spiare i messaggi di WhatsApp attraverso Cerberus, abbiamo testato il tutto nei nostri laboratori servendoci di uno smartphone Android Nexus 5X. Il nostro unico scopo è quello di mostrare la pericolosità di certi strumenti e di come sia fondamentale non lasciare che altri possano mettere le mani sul nostro telefonino o sul nostro computer senza la nostra esplicita autorizzazione.

WhatsApp, cancellare i messaggi inviati per errore e modalità Picture in Picture

WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea più famosa al mondo, è sempre pronta a presentare tante novità per far felice i propri utenti e dopo l’annuncio dell’arrivo delle videochiamate Pip e delle nuove spunte verdi per identificare i profili delle aziende e stare alla larga dalle truffe, adesso WhatsApp pare abbia introdotto una novità molto interessante. Curiosi di capire in cosa consiste?Secondo quanto emerso nelle ultime ore, sembra che ben presto su WhatsApp sarà possibile cancellare i messaggi inviati per così dire per errore. In realtà dell’introduzione di questa funzione se ne parla già da tempo, ma fino ad ora sembra ci siano state delle lacune e per questo motivo la novità non sarebbe stata mai lanciata ufficialmente, ma nelle scorse ore è trapelata la notizia secondo la quale a breve finalmente con il prossimo aggiornamento tutto questo potrebbe diventare realtà.

Si tratta di una delle funzionalità più attese dagli utilizzatori di quest’applicazione, visto che almeno una volta nella vita è capitato a tutti di inviare un messaggio attraverso WhatsApp magari facendo una figuraccia con un amico, un parente o ancora peggio con un collega di lavoro. Grazie a questa nuova funzionalità, però, ben presto si cambierà musica e i messaggi inviati per errore s potranno cancellare. Secondo alcune indiscrezioni, sembra che i server siano stati al momento configurati e sarebbero già predisposti, cosa che fa capire ce ben presto la nuova funzionalità potrebbe arrivare e dunque potrebbe essere pronta al lancio.

Non si sa ancora quando, ma si pensa che la possibilità di cancellare i messaggi inviati su WhatsApp potrebbe arrivare nei prossimi giorni, o al massimo nelle prossime settimane; va anche detto che questa funzione di cancellazione dei messaggi arriverà sia per iOS che per Android. Secondo alcune informazioni o meglio indiscrezioni, sembra che la funzione che permetterà di cancellare i messaggi inviati per errore, non soltanto non rimuoverà il messaggio dalla chat del mittente, ma anche dall’area notifiche del destinatario dove rimarrà, come unica e sola traccia, il solo avviso “This message was deleted”. L’opzione Elimina per tutti pare sia già apparso in una versione beta rilasciata lo scorso mese di agosto e  destinata al sistema operativo Windows Phone, e questo aveva fatto presagire l’imminente arrivo anche su sistemi operativi più diffusi al mondo ovvero Android e iOS, ma per adesso come già abbiamo detto, non ci sono informazioni precise al riguardo.

In termini di novità WhatsApp,  abbiamo parlato anche della modalità picture-in-picture ovvero uno strumento molto interessante che permette di creare delle piccole finestre galleggianti sullo schermo da utilizzare nel corso di una videochiamata in modo da poter continuare ad utilizzare il proprio smartphone per chattare su WhatsApp o fare qualche altra cosa come inviare una mail e file o senza dover dunque interrompere la videochiamata.

Tutti pazzi per WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea che ha riscosso davvero tantissimo successo negli ultimi anni contando milioni di utenti attivi ogni giorno. Sono tante le novità presentate quotidianamente dall’azienda e nello specifico oggi vogliamo parlarvi di alcuni trucchetti per utilizzare la piattaforma senza dover per forza avere un numero di telefono associato.

Ecco, dunque, qui di seguito una serie di consigli molto interessanti per utilizzare al meglio l’applicazione di messaggistica istantanea ovvero dei propri veri e propri trucchetti per ottimizzare al massimo la chat. Secondo quanto emerso pare esistano dei trucchetti per utilizzare WhatsApp senza numeri di telefono, e nello specifico il primo passo da fare sarà quello di disabilitare l’applicazione per installarla nuovamente, dopodiché bisognerà attivare la modalità “volo “aprire e aggiungere il numero WhatsApp.

L’applicazione non sarà in grado di riconoscere il numero di telefono o di inviare un messaggio al server in quanto è stata attivata la modalità “volo”. In questo modo otterrete dei messaggi prompt dalla applicazione al fine di verificare il vostro numero utilizzando un qualsiasi altro metodo alternativo; a questo punto dopo aver fatto quanto detto, selezionate verifica attraverso messaggi SMS e digitate il vostro indirizzo e-mail poi cliccate sul pulsante invia e immediatamente sul pulsante Annulla, al fine di evitare il processo di identificazione.

Dopo aver effettuato tutti questi passaggi, installate l’app Spoof Messages sul vostro smartphone e andate alla posta in uscita copiando i dati nella applicazione appena citata dopodiché inviati alla verifica spoofing. Utilizzate i dettagli indicati: A: +447900347295; Da: Provenienti da: +[prefisso internazionale] [numero di cellulare]; Messaggio: il vostro id di posta elettronica. Soltanto adesso il numero spoofing riceverà un messaggio e sarete in grado di utilizzare l’app senza il vostro numero di telefono o senza alcuna SIM inserita nel dispositivo.

Sapevate inoltre che è possibile leggere il contenuto delle note vocali  ricevute da amici e parenti? Vi sembrerà un’azione davvero impossibile, invece pare che esista un metodo e nello specifico bisognerà fare affidamento sull’ applicazione che prende il nome di Speechless, non ancora abbastanza famosa ma disponibile per iOS e Android. Questa applicazione sarà utile a trasformare le sorgenti audio in testo. Innanzitutto la prima cosa da fare sarà è quella di scaricare l’applicazione in questione dal Play Store o dall’App Store, installandolo sul vostro dispositivo, una volta fatto ciò dovete aprire WhatsApp e scegliere una conversazione dove è presente un messaggio vocale. Una volta scelto quest’ultimo vi basterà selezionarlo e scegliere condividi se scegliendo poi Speechless, come applicazione di condivisione a questo punto scegliete la lingua italiana ed eseguite la trascrizione in automatico. Va detto, comunque, che per una buona riuscita è importante che si parli chiaramente in italiano in modo che le applicazioni possa riconoscere ogni parola durante la registrazione.

Poi, occorre fare clic sul pulsante “Invia” e immediatamente sul pulsante “Annulla” per evitare il processo di autenticazione. Ora, installate l’App Spoof Messages sul vostro smartphone. Andate alla posta in uscita e copiate i dati nell’App Spoof Messages, dopodiché inviateli alla verifica spoofing. Utilizzate i dettagli indicati: A: +447900347295; Da: Provenienti da: +[prefisso internazionale] [numero di cellulare]; Messaggio: il vostro id di posta elettronica. A questo punto, il numero spoofing riceverà un messaggio. Adesso sarete in grado di usare la app senza il vostro numero di telefono e/o senza alcuna SIM installata sul dispositivo.

CHIAMATE E VIDEOCHIAMATE- WhatsApp offre molto più che non la semplice opportunità di chattare e condividere foto con gli amici: Con questo Messenger è possibile effettuare anche telefonate. Dal momento che le chiamate vengono inoltrate via Internet, basta avere una tariffa dati conveniente o una connessione Wi-Fi per abbattere le spese. Ad esempio, le chiamate WhatsApp sono l’ideale per chi ha amici e parenti all’estero e vuole comunque mantenere i contatti. E se avete voglia di vedere i vostri amici, nessun problema: potete sempre optare per una videochiamata. Con il Live View durante una videochiamata potrete anche mostrare la magnifica vista sulla spiaggia che si gode da casa vostra, o qualunque altra cosa vogliate; l’unico requisito per utilizzare questa funzione è che entrambi gli utenti abbiano installato WhatsApp!

RISPOSTE FACILI – Fastidioso se arriva un messaggio quando il telefono è bloccato occorre sbloccare il telefono, apri l’applicazione, cercare la chat e quindi rispondere. Però c’è un modo più semplice per farlo: IOS: Trascinate la notifica verso sinistra e tappate su Visualizza per fare apparire la tastiera. ANDROID: E verso il basso la notifica e tu rispondi. Infine da padre su chiodi.

PRIMA DI TUTTI CON LA BETA – Basta con le lunghe attese per gli aggiornamenti! Le Beta di WhatsApp permettono di scoprire in anteprima le nuove funzioni introdotte nella versione Android. Piccolo problema: se utilizzate una nuova Emoji, il vostro partner di chat potrà visualizzarla solo se utilizza anch’esso la versione beta del messenger. In qualche occasionale caso, potreste anche incorrere in errori e blocchi dell’app.
Per utilizzare le versioni beta: Aprite il Play Store e cercate “WhatsApp”. Cliccateci su, scorrete fino in fondo fino a trovare la sezione “Diventa un beta tester”. Tappate su “Sì” e poi su “Partecipa” e in pochi minuti verrete aggiunti al canale Beta. Non dovrete effettuare una nuova installazione e, quando vorrete, potrete ritornare alla versione normale.

BLOCCARE UN CONTATTO – Qualcuno vi manda tonnellate di messaggi, catene di S. Antonio o… foto di gattini? In WhatsApp potete bloccarlo facilmente, ma attenzione: Questo passaggio è radicale quasi quanto l’eliminazione di un contatto. Non potrete più chattare con lui o chiamarlo tramite WhatsApp e inoltre, dopo l’attivazione del blocco, non vedrete più l’icona del suo profilo. Se siete ancora convinti di volerlo fare, ecco come procedere: iOS: Tappate su Aggiungi Impostazioni, Account, Privacy, Bloccati e Aggiungi.
ANDROID: Tappate su Impostazioni, Account, Privacy, Contatti bloccati e tappate sull’icona con il in alto a destra.

LA CLASSIFICA DELLE CHAT Con chi chattate di più? Con il vostro partner, il capo, o vostra madre? Devi avere una visione d’insieme della chat procedendo come segue:
IOS: Selezionare Impostazioni, dati archivio, utilizzo archivio. Con un tappeto un contatto potrete vedere in dettaglio quanti messaggi, foto, gif, video, messaggi vocali e documenti avete scambiato con esso. È un modo pratico di visualizzare l’utilizzo della memoria di WhatsApp.
ANDROID: Con un dispositivo Android purtroppo potrete visualizzare soltanto una panoramica generale del consumo dei dati.

SALVATE QUELLA CHAT – Volete che i messaggi e le foto inviate vengano conservati anche quando cambiate smartphone o subite un furto? Si può utilizzare la funzione di backup di WhatsApp, che salva i dati automaticamente! Ecco come: iOS: Tappate su Impostazioni, Chat, Backup delle chat, Esegui backup ora.
ANDROID: Tappate su Impostazioni, Chat, Backup delle chat, Esegui backup. Per ripristinare il backup basta reinstallare l’app e tappare su Ripristina.

PRIVACY AL SICURO – Non volete che tutti vedano lo stato di WhatsApp o l’immagine del vostro profilo? Nessun problema: utilizzando le impostazioni della Privacy di WhatsApp potrete scegliere quali informazioni condividere e se mostrare o meno le conferme di lettura. Per richiamare le impostazioni della privacy in iOS e Android, tappate su Impostazioni, Account e Privacy. Adesso potrete utilizzare gli interruttori presenti per selezionare quali informazioni mostrare e a chi mostrarle. Ad esempio, potrete mostrare il vostro stato solo agli amici e l’immagine del profilo a nessuno. A proposito dello stato, potrete anche scegliere di mostrarlo a tutti i contatti eccetto coloro che selezionerete. Per inciso, le informazioni relative al fatto che siate o meno in linea vengono sempre mostrate affinché chiunque abbia il vostro contatto sappia se siete in grado di ricevere messaggi.

RISPARMIARE TRAFFICO MOBILE – Finite sempre i giga del vostro operatore di telefonia mobile verso la metà del mese e non sapete come fare? Per scoprire se a causare un elevato consumo di dati è WhatsApp potete agire come segue: iOS: Tappate su Impostazioni, Utilizzo dati e archivio e Utilizzo rete.
Android: Tappate Impostazioni, Utilizzo dati e Utilizzo rete.

EMOJI  Che siano i saluti delle vacanze, gli auguri per un compleanno o vogliate semplicemente divertirvi, con le emoji potrete dare un tocco di vivacità ai vostri messaggi. Le emoji non sono specifiche di WhatsApp in sé, ma sono identiche a quelle del sistema operativo iOS di Apple. Il loro aspetto viene determinato dall’Unicode Consortium: un’associazione di importanti aziende del settore Hi tech (tra cui Apple, Google e IBM), che lavora sulla definizione dei singoli caratteri per tutti i sistemi. Le Emoji sono originarie del Giappone e per questo alcune necessitano di essere spiegate per essere capite; in queste pagine Computer Bild vi mostrerà quelle più interessanti.

FACEBOOK SOPRATUTTO 19 miliardi di dollari è la somma folle che ha sborsato Facebook per acquisire WhatsApp, ma non c’è nulla nel messenger che lo evidenzi, se si tralascia la condivisione delle informazioni tra le due app con il passaggio del numero di telefono da WhatsApp a Facebook. In ogni caso, dopo le molte proteste delle associazioni di consumatori Facebook si è vista costretta ad eliminare quest’opzione, perlomeno sul territorio della UE. Ora Facebook sta nuovamente pensando di introdurre della
pubblicità in WhatsApp per monetizzare.

CHAT BENE IN VISTA Per mantenere i contatti più im- portanti sempre in primo piano potete agire così: sul vostro device Android tappate sulla chat da evidenziare e tenete premuto fino a quando non appare un segno di spunta, poi tappate sull’icona della punissa in alto per fissare la chat in testa a tutte le altre.

QUEL TOCCO IN PIÙ ALLE TUE FOTO Potete dare gli ultimi ritocchi alle foto che inviate direttamente su WhatsApp. Le opzioni sono molte: potete aggiungere smiley, sottotitoli creativi o semplice- mente disegnare sulla foto. Le funzioni di modifica possono essere richiamate semplicemente aggiungendo una foto ad una chat WhatsApp, cosa che potete fare tappando sulTicona “+” in iOS o sulla graffetta in Android. Le Emoji e il testo (che può contenere sia testo puro che simboli e smiley) può essere trascinato nella posizione desiderata con le dita. Con due dita si possono ingrandire, ridurre o ruotare gli elementi inseriti. Per disegnare sulla foto, tappate sull’icona della matita (vedi foto) e scegliete il colore desiderato tramite lo slider colorato. Con la freccia in alto a sinistra si annullano le modifiche fatte.

QUELLE CARE VECCHIE GIF Dal 2016 WhatsApp supporta l’invio di immagini animate memorizzate in formato GIF che possono essere scaricate da Internet cercando “GIFBilder” o utilizzando la ricerca integrata: IOS: Tappate sull’icona “+” (in basso a sinistra), selezionare Fotocamera / Libreria, poi tappate su GIF in basso a sinistra. Android: Toccare l’icona dello Smiley, poi GIF.

GRUPPI E LISTE BROADCAST I gruppi di WhatsApp sono eccellenti stru­menti per condividere qualcosa tra un grup­po di amici o parenti: In WhatsApp tappate su Chat, Nuovo gruppo. Qui potrete selezio­nare fino a 256 contatti da aggiungere alla Chat di gruppo. Una volta costituito il grap­po, tutti vedranno cosa avete scritto e, vice­versa, voi vedrete i post di tutti gli altri membri, così come tutti potranno vedere chi viene aggiunto o lascia il gruppo.
Se volete inviare messaggi, ma non riceverne, allora utilizzate la funzione Liste broadcast, Nuova Usta. Potrete aggiungere fino a 256 con­tatti ai quali inviare dei messaggi, a patto che anche essi abbiano il vostro numero in rubrica.

I SEGRETI DELLE “SPUNTE”
Vi siete mai chiesti cosa significano real­mente le spunte di WhatsApp? Ve lo spie­ghiamo noi: una spunta sul messaggio compare al momento del trasferimento sul server di WhatsApp. Una seconda spun­ta appare quando il messaggio raggiunge il de­stinatario. I messaggi letti hanno una doppia spunta blu. Addirittura è possibile anche verifica- re quando il messaggio è stato consegnato: su iOS basta tappare sul messaggio e trascinare verso sini­stra per leggere le info. In Android tappate a lungo sul messaggio, poi quando appare la barra con le icone in alto tappate sull’icona “Info”. Non ricevete alcuna conferma di lettura? Leggete il trucco 7..

PERSONALIZZIAMO WHATSAPP Potete cambiare lo sfondo del vo­stro WhatsApp da Impostazioni, Chat e Sfondo chat, selezionando una vostra foto, oppure uno degfi sfondi o dei colori a tinta unita messi a disposizione da WhatsApp. Ovviamente, solo voi potrete vedere il nuovo sfondo, non di certo i vostri contatti. Importan­te: per i dispositivi Android è ne­cessario installare gli sfondi scari­cando l’app “WhatsApp Wallpaper” dal Play Store.

INSTALLA E RISOLVI I PROBLEMI Avete problemi con WhatsApp? Nonostante una nuova installazio­ne possa sembrare una soluzione banale, spesso fa miracoli. ANDROID: aprite il Play Store e cercate WhatsApp Messenger. Tappate sulla scheda dell’app, e da qui potrete effettuarne prima la disinstallazione, poi la successiva installazione. Per risolvere il pro­blema, è comunque consigliato di­sinstallare l’app agendo da Impo­stazioni, App o Applicazioni. Cer­cate WhatsApp e tappate su Disin­stalla.
iOS: su iPhone avviate l’App Sto­re, cercate WhatsApp Messenger
ed effettuate l’installazione.

C’E’ ANCHE LA CONCORRENZA All’ombra di WhatsApp stanno crescendo numerosi Messen­ger che cercano (per adesso inutilmente) di fargli le scarpe, ciascuno con le sue peculiarità. Signal (gratuito), ad esempio, si è costruito una buona reputazione come alternativa sicura a WhatsApp, Telegram (gratuito) spicca per le sue immagini ani­mate in formato GIF e gli utili bot che fanno da partner di chat. Un altro candidato interessante è Threema Messenger (IOS: 3,49 euro, Androidi 2,99 euro) che ha sede in Svizzera, paese nel quale il livello di protezione dei dati è molto più alto che non negli Stati Uniti. Tuttavia, nessuno di questi riesce ad insidiare la supremazia di WhatsApp e la sua comodità quan­do si tratta di inviare dei classici messaggi.

MEGLIO A PAGAMENTO? M Inizialmente WhatsApp richiedeva (non a tutti) il pagamento di 89 centesimi per l’utilizzo, pubblicizzando orgogliosa­mente il fatto che nell’app non fosse presente alcu­na pubblicità molesta. A partire dal 2016 quest’obo­lo è stato eliminato, quindi non si paga nulla né per il download né per l’utilizzo. Stranamente, però, do­po poco tempo è scomparsa anche la promessa di un messenger senza pubblicità.

ELIMINARE I MESSAGGI Avete inviato un messaggio imbarazzante e volete elimi­narlo? Purtroppo, almeno per adesso, non è possibile far lo. WhatsApp ha una sua funzione di cancellazione, ma questa elimina il messaggio solo dalla cronologia chat, non dal device del destinatario; al massimo, quindi, si può impedire che altri leggano il messaggio incriminato dalla vostra cronologia chat. Per cancellare un messag­gio, aprite la chat e selezionate il post tappandovi su per circa due secondi. Poi agite come segue: iOS: scorrete verso destra il menu che appare (in basso a destra) e tappate su Elimina.

ELIMINARE I MESSAGGI Avete inviato un messaggio imbarazzante e volete elimi­narlo? Purtroppo, almeno per adesso, non è possibile far­lo. WhatsApp ha una sua funzione di cancellazione, ma questa elimina il messaggio solo dalla cronologia chat, non dal device del destinatario; al massimo, quindi, si può impedire che altri leggano il messaggio incriminato dalla vostra cronologia chat. Per cancellare un messag­gio, aprite la chat e selezionate il post tappandovi su per circa due secondi. Poi agite come segue: iOS: scorrete verso destra il menu che appare (in basso a destra) e tappate su Elimina.
Android: Tappate sull’icona del cestino (in basso a sini­stra) poi su Elimina.

SE CAMBIO NUMERO? State cambiando numero perché il contratto con il vostro vecchio ope­ratore è scaduto? Allora dovreste istruire WhatsApp per continuare ad utilizzare il vostro profilo anche sul nuovo numero (vedi “Account Multipli”). Importante: se avete preso anche un nuovo telefono dovrete fare in modo di trasportare anche i dati già presenti su WhatsApp sul nuo­vo device. Per iniziare il processo, inserire la scheda SIM con il nuovo numero, avviate il telefono e aprite WhatsApp. Poi andate su Imposta­zioni, Account, Cambia numero e Avanti; inserite sia il vecchio che il nuovo numero e tappate su Fine. Quando vi sarà inviato, inserite (se non lo fa in automatico) il codice di verifica ricevuto tramite SMS o chiamata vocale e sarete pronti a condividere il nuovo numero con i vostri contatti. Extra: se volete trasferire anche le chat, le foto e i video sul nuovo smartphone potrete recuperarle da un backup recente (vedete “Chat al sicuro”) sul vecchio cellula­re, così quando utilizzerete il nuovo device dopo aver impostato WhatsApp ritroverete tutto ciò che avevate sul vecchio.

FARE ORDINE NELLA CHAT Chi usa regolarmente WhatsApp. finisce per collezionare rapi­damente tonnellate di foto e video che inondano la memoria del telefono. Per sbarazzarsi delle cose inutili, occorre spesso setacciare individualmente tutte le varie Chat intrattenute con i propri contatti. Vediamo come: iOS: per accedere alla panoramica delle chat e scoprire il loro consumo di memoria, tappate su Impostazioni, Utilizzo dati e archivio e Utilizzo archivio. Selezionate la chat da cui desidera­te eliminare le foto, tappate su Gestisci, selezionate il tipo di fi­le da eliminare e infine tappate su Cancella.
Android: Qui manca una comoda funzione di cancellazione. Tuttavia, per sbarazzarvi velocemente dei contenuti delle chat, installate l’app gratuita “Remo Cleaner for WhatsApp” dal Play Store.

NOSTALGICI URGE UN UPGRADE Ricordate il vostro primo messaggio WhatsApp, inviato con l’iPhone 3GS o il Samsung Galaxy S? Se ancora avete uno di questi dispositivi presto potreste non essere più in grado di utilizzare WhatsApp con essi. Il motivo? Semplice: con il sempre crescente numero di funzioni del messen­ger. le richieste in termini di potenza dei device aumentano. Per utilizzare WhatsApp, dall’inizio del 2017 è richiesto almeno iOS 6 (iPhone 3GS) o Android 2.3.3. Per il 2018 questi requisiti dovrebbero essere ulteriormente incrementati. Già quest’anno WhatsApp non funziona più su Nokia Symbian S60, BlackBerry OS, BlackBerry 10 e Windows Phone 8.0.

WHATSAPP ANCHE SU PC WhatsApp non è disponibile solo su Android e iOS, ma anche su PC. Utilizzarlo è facilissimo: Scaricate WhatsApp per PC dalhindirizzo https://www.whatsapp.com/download/?l=it e installatelo, quindi avviate la versione installata sullo smartphone. iPhone: Tappate su Impostazioni e WhatsApp Web/desktop.
Android: Tappate sui tre punti in alto a destra e selezionate WhatsApp web. Ora tenere il vo­stro dispositivo Android o iOS con la fotocamera rivolta verso lo schermo del PC per leggere il codice QR visualizzato sul desktop per collegare il programma PC con il vostro account WhatsApp e scaricare anche su computer la cronologia delle chat.
D’ora in avanti, tutto ciò che scriverete al computer, sarà disponibile anche sul vostro disposi­tivo mobile, e viceversa.Suggerimento: nel box al termine dell’articolo scoprirete come utilizzare WhatsApp direttamente dal browser o combinare diversi servizi di messaggistica in un solo programma.

SE LO STATO E’ UNA STORIA Tramite i messaggi di stato potete condividere rapidamente con i vostri contatti ciò che state facendo. Potete utilizzare un nor­male testo oppure una foto che verrà eliminata dopo 24 ore o un video. Inizialmente WhatsApp ha già un massaggio di stato preimpostato, che potrete cambiare tutte le volte che vorrete tappando su Impostazioni, poi sulla vostra immagine del profilo e infine su Info, ed inserendo qui il testo voluto. Se volete inseri­re una foto o un video come aggiornamento di stato, tappate sul pulsante Sfato nella barra dei menu dell’app e quindi fare clic su Il mio stato. Selezionate un video o una foto, se necessario mo­dificatela e pubblicatelo. Dopo 24 ore il messaggio scomparirà dal profilo.

UN PO’ DI SILENZIO PREGO Infastiditi dalle continue segnalazioni di nuovi post nel gruppo di calcio su WhatsApp? Potete mettere in “mute” WhatsApp. I messaggi continueranno ad arrivare, ma il messenger non vi informe­rà più di questo sulla schermata di bloc­co. Per silenziare una chat. in WhatsApp tappate sull’icona Chat iOS: Tappate sulla conversazione deside­rata. poi sul suo nome, in alto sullo scher­mo, quindi nelle opzioni su Silenzioso e scegliete per quanto tempo dev’essere attivata questa modalità.
ANDROID: Tappate per un paio di secon­di sulla chat da silenziare e quando ap­parirà la barra con le icone in alto tappa­te sull’altoparlante, quindi scegliete per quanto tempo silenziarla. Per attivare la funzione mute basta tappare su OK.

ANCHE VERSIONE TABLET? Chi preferisce chattare con un tablet scoprirà pre­sto che non esiste un’app per questi device, visto che WhatsApp è disponibile solo per i dispositivi che ricevono messaggi di testo o chiamate. In ogni caso, la versione Web funziona perfettamente a condizione che abbiate il messenger installato ed attivo anche sullo smartphone. Avviate il browser sul tablet, collegatevi su web.whatsapp.com as­sicurandovi di caricare la versione desktop della pagina (con la versione mobile il trucco non funzio­na). Gli utenti di Safari dovranno tappare sull’icona Condividi, quelli di Chrome sui tre punti, poi sele­zionare Richiedi sito desktop. Per acce­dere a WhatsApp, infine, basterà eseguire la scan­sione del codice QR con lo smartphone.

ANCHE IL TESTO E’ IMPORTANTE
Sapevate che è possibile formattare il testo inserito nelle chat per enfatizzare parole o concetti? Ecco come: per evidenziare qualco­sa in grassetto, racchiudete il testo tra asteri­schi (es: *Grassetto*).
Per formattare il testo in corsivo, usare il trat­tino basso (Esempio: .Corsivo J e per barra­re una parola utilizzate la tilde (esempio: -barrato-). Se utilizzate la beta in Android e non ricordate i simboli da usare, selezionare il testo e premere sui tre puntini nel menu che appare. Appariranno gli effetti che è pos­sibile applicare.

I giovanissimi “giurano” fedeltà a Snapchat e voltano le spalle a Facebook, alimentando la guerra fra i due big dei social media. Una battaglia a suon di utenti e pubblicità, con l’app dei messaggini che batte il colosso di Mark Zuckerberg e conquista la fascia di età dei teenager.

WhatsApp allarme, scoperto Lipizzan, potente virus: ecco cosa riesce a fare

Ancora un virus sembra stia minando la sicurezza degli utenti di telefonia mobile che utilizzano il sistema operativo Android e sembra che ad essere maggiormente colpiti  siano stati l’applicazione WhatsApp e l’intero sistema operativo Android, i quali sono stati attaccati da un potente virus che pare abbia sfruttato la vulnerabilità riuscendo a prelevare i dati di ignari utenti.Ebbene si, sembra che il team di ricerca per la sicurezza di Google da poche ore abbia scoperto un nuovo pericolosissimo virus presente in oltre 20 applicazioni disponibili per il download all’interno del Google Play Store. Si tratterebbe di una minaccia piuttosto seria in grado di mettere in pericolo i dati personali degli utenti che attraverso un processo di verifica di licenza pare sia riuscita ad ottenere il controllo dello smartphone, con la possibilità di effettuare degli screenshot, fotografie, attivare il microfono e accedere al registro chiamate, attivare la localizzazione e molto altro, il tutto senza che l’utente si potesse accorgere di nulla.

Dunque, questa volta si tratterebbe davvero di un virus molto potente proveniente dal Google Play Store e in grado di prendere il controllo dello smartphone e prelevare tutte le conversazioni di WhatsApp per poi trasmetterle ad un server centrale da dove è possibile recuperare qualsiasi dato scambiato tramite il servizio di messaggistica istantanea.Questo nuovo virus per Android si chiama Lipizzan e sembra che nelle ultime ore sia stato scoperto come questo malware sia in grado di spiare le conversazioni WhatsApp, Skype e i messaggi di posta elettronica di Gmail, dunque, una vera e propria minaccia per la privacy degli utenti, ma fortunatamente gli esperti del colosso di Mountain View pare sia riuscito a rintracciarlo in tempo, prima che questo potesse fondersi tra gli utenti in modo virale.

“Le attività di keylogging e lo sfruttamento delle impostazioni di accessibilità sono un nuovo sviluppo del malware per il mobile banking e non siamo sorpresi di scoprire che Svpeng stia guidando il progresso. La famiglia di malware Svpeng è nota per l’innovazione, rappresentando una delle famiglie più pericolose in circolazione” affermano da Kaspersky Lab.

In prima analisi il malware è stato riscontrato negli applicativi prodotti da NFA Group sviluppatore iraniano che nel Play Store ha introdotto l’applicazione per la pulizia della memoria o il backup dei dati, ma purtroppo il virus informatico pare non fosse presente soltanto nelle 20 applicazioni appartenenti a NFA Group, ma in molte altre e dalle tipologie più disparate. Al riguardo ed è stato ritrovato il codice di Lipizzan in molte altre applicazioni per registrare audio, per gestire le sveglie del nostro telefono e per prendere appunti e solo a quel punto l’azienda è dovuta intervenire restringendo l’accesso in locale a tutte quelle applicazioni in cui è stato rilevato il codice del malware.

Cos’è WhatsApp

WhatsApp è l’applicazione di messaggistica gratuita più diffusa al mondo, ultimamente utilizzata non solo nella funzione privata di chat a due o di gruppo, ma anche come strumento di servizio pubblico, in cui uno (l’ente pubblico) parla a molti (i cittadini che accedono al servizio) attraverso singoli messaggi o liste broadcast che celano il numero di telefono degli iscritti salvaguardandone la privacy.
Perché un ente o azienda pubblica dovrebbe usare WhatsApp
Il cellulare è entrato nelle abitudini di chiunque, il suo utilizzo ha superato quello di PC e tablet. Velocità, semplicità e costi ridotti sono i valori aggiunti di questo canale, che copre un target di fruitori molto ampio e rappresenta uno strumento facile, utile e immediato di informazione e di dialogo. Come Comune di Ancona siamo partiti dal desiderio di ampliare l’offerta di canali di comunicazione: se un ente pubblico deve stare dove sono i cittadini e parlare con il loro linguaggio, ci è sembrato naturale aprire anche questo canale. Eravamo convinti che WhatsApp rappresentasse uno strumento di vicinanza e soprattutto di servizio pubblico efficace per la comunicazione di servizio, straordinario per quella di emergenza.
Il Comune di Ancona ha deciso di utilizzarlo non solo come mezzo di informazione, ma di aprirlo anche come servizio “in entrata”, alle richieste dei cittadini: le modalità di gestione che abbiamo adottato e che racconterò qui non sono naturalmente da interpretare in chiave assoluta, ma come un vestito che ci siamo ritagliati e che altri possono adattare al proprio ente; tenendo presente che ci muoviamo in un terreno non normato e poco conosciuto, e di una applicazione di proprietà privata. Proprio per questo motivo WhatsApp, pur diventando nel tempo un vero e proprio sportello, non può essere considerato se non come strumento di comunicazione “aggiuntivo”.

Nei nostri messaggi rimandiamo sempre con short link al sito istituzionale, in parte per rafforzare l’idea che è lì che si trova la comunicazione “formale”, che resta a disposizione anche in caso di malfunzionamento dell’applicazione, in parte perché la sintesi tipica di questo strumento deve necessariamente rinviare a un contenitore dove le informazioni sono dettagliate.
Chi deve gestire il servizio?
Alcuni mi chiedono qual è l’ufficio “competente” all’interno dell’ente: l’Ufficio comunicazione? L’Urp? Il social media team (se c’è)? L’Ufficio Stampa? Credo che dipenda, oltre che dalle dimensioni dell’ente, dall’utilizzo che se ne vuole fare: se si decide per una modalità solo “in uscita” (mi limito a inviare messaggi di informazione) lo dovrà gestire chi entra in possesso di quelle informazioni. Se si sceglie di usare WhatsApp non solo come canale informativo semplice ma come “sportello”, a gestirlo deve essere l’ufficio organizzato a dare risposte al cittadino, che non sempre riguardano temi trattati ad esempio dagli uffici stampa.
Per strutturare l’organizzazione e fissare la “titolarità” della gestione di questo come degli altri new media, è stato approvato dalla Giunta del nostro Comune un “Disciplinare per l’utilizzo e la gestione delle pagine istituzionali dei new media del Comune di Ancona – Social media policy”. Naturalmente ogni ente può individuare un diverso strumento organizzativo e un altro percorso amministrativo per approvarlo.
Come iniziare?
Per iniziare è necessario disporre di uno smartphone o un tablet con un numero di cellulare, che dovrà essere oggetto di una campagna di lancio e di comunicazione dedicata e che dovrà essere ripetuto in tutti i canali dell’ente, nei materiali di comunicazione, nei social, nei depliant, perfino nella carta da lettere. Nella campagna di lancio si dovrà chiedere agli utenti di scaricare l’applicazione, aggiungere il numero in rubrica sotto la voce “Comune di…”, “Regione X”, “Azienda Y” e chiedere l’iscrizione al servizio.
Il secondo passo è la creazione di uno spazio virtuale (in quanto una memoria del cellulare o della sim non potrebbe contenere tutti i numeri oltre che per una maggiore sicurezza di conservazione dei dati) dove mettere il database degli iscritti. Tutti i numeri di telefono di coloro che si sono iscritti li inseriamo in una rubrica web che poi replichiamo per sicurezza su un foglio Excel, un vero e proprio backup di carta dove salviamo tutti i dati che sono non sensibili: il numero di telefono abbinato a un numero progressivo al posto del nome del cittadino e il giorno deN’iscrizione. I numeri progressivi servono per creare le liste broadcast a cui inviare i messaggi: ogni lista può contenere al massimo 256 numeri di utenti. Il database serve anche per monitorare l’andamento delle iscrizioni e delle eventuali cancellazioni.
Dunque: abbiamo i primi iscritti, li abbiamo “memorizzati” e inseriti nelle liste broadcast dal telefonino. Questi primi passaggi vanno fatti necessariamente dallo smartphone, tutto il resto del lavoro sarà fatto attraverso WhatsApp Web (basta entrare nel sito e connettere attraverso il QR Code il cellulare), con cui si opererà da ora in poi nelle fasi di scrittura e di invio, che verranno fatte direttamente dalla tastiera del PC.
A coloro che sono entrati in contatto con questo servizio mandiamo un messaggio di benvenuto, che vuole essere insieme un atto di cura e di trasparenza e che suona più o meno così: Benvenuto nel nuovo servizio di informazione pubblica del Comune di XXXX. La invitiamo a prendere visione della nostra policy a questo link XXXX. Se vuole ricevere periodicamente le nostre informazioni su eventi, scadenze, avvisi ecc. ci scriva ISCRIVIMI, altrimenti risponderemo alle sue richieste di informazioni di volta in volta.
Due aspetti da sottolineare: la policy, che invitiamo a leggere, è un patto di trasparenza con cui diciamo con chiarezza cosa comunicheremo con questo strumento, a quali condizioni, a quali orari e con quali modalità. Va da sé che l’ufficio gestore del servizio di messaggistica deve individuare bene questi aspetti organizzativi al proprio interno. La seconda cosa da evidenziare è, appunto, la disponibilità che offriamo, negli orari indicati, a rispondere alle domande dei cittadini, al di là dell’iscrizione al servizio.
Promuovere il servizio WhatsApp
La comunicazione del nuovo servizio WhatsApp può essere fatta attraverso canali tradizionali (manifesti, depliant, ecc.) o solo sul web: naturalmente si deve mettere in evidenza il numero di cellulare e il senso generale del nuovo canale di comunicazione, i “plus” che esso offre, ecc. Una volta fatta la campagna di lancio, rimbalzata sui social istituzionali, sui giornali e in tutti i canali a disposizione, la comunicazione del servizio si alimenterà naturalmente con il passaparola. Vale la pena replicarla periodicamente, e soprattutto in occasione di eventi, pubblicazioni, ecc.

La gestione dei messaggi “in uscita” e “in entrata”
La social media policy, che abbiamo redatto per tutti i new media, mette in chiaro anche quali sono i contenuti che trattiamo nella messaggistica. Naturalmente ogni ente/azienda pubblica può scegliere quelli che ritiene opportuni. Noi abbiamo dato un taglio preciso e una forte impronta istituzionale e di pubblica utilità a questo servizio, ma le maglie potrebbero allargarsi o restringersi. Non inviamo messaggi politici/programmatici, ma notizie utili su bandi, scadenze, tasse, opportunità, quasi un “alert” nell’agenda del cittadino, eventi, informazioni di protezione civile, di emergenza e relative alla viabilità. Utilizziamo WhatsApp anche per l’invio di moduli o di piccoli video.
I possibili utilizzi – che vedremo in seguito – sono molti anche “in entrata”, da parte degli utenti: abbiamo usato, ad esempio, questo canale per chiedere ai cittadini di inviarci la “foto del cuore” in occasione dell’inaugurazione di una piazza storica e particolarmente vissuta: in questo senso WhatsApp si dimostra un mezzo molto “caldo” e utile a costruire un senso di comunità e a dare un’immagine smart dell’amministrazione.
La nostra organizzazione del servizio prevede l’invio di due “memo” contenenti 4/5 messaggi, ogni settimana, in modo da essere utili, ma non invasivi. Prima del weekend mandiamo la lista di tutti gli eventi e l’elenco delle farmacie di turno. In casi di emergenza – terremoto, chiusura improvvisa di una strada importante, maltempo, divieti di balneazione – il messaggio viene inviato quando, appunto, serve. Ogni messaggio contiene uno short link che rimanda ad approfondimenti o permette di scaricare moduli e modelli di domanda.
Se la lavorazione dei messaggi è semplice, l’invio alle liste broadcast è molto lungo e laborioso, e si fa attraverso WhatsApp Web manualmente, attraverso un operatore. Non esistono automatismi per far arrivare alle liste (che come detto contengono ognuna 256 numeri) i messaggi. Naturalmente, più sono gli iscritti più aumentano i tempi di invio. Tra l’altro questa applicazione – che non era nata per un invio così massiccio – porta con sé spesso qualche problema di ricezione. Ci sono utenti all’interno delle liste che non ricevono i memo e a cui dunque le informazioni vanno inviate singolarmente.
A differenza di Telegram – in cui ci si aggancia al canale dell’ente e non c’è invio a liste di utenti da parte di chi gestisce il servizio – il lavoro preparatorio e di invio di WhatsApp può richiedere molto tempo, tanto che appare improprio parlare di invio “in tempo reale”.
Capita anche, per mettere in chiaro le criticità che la gestione di questo servizio comporta, che si debbano “ripulire” frequentemente le liste dai messaggi inviati o dalle conversazioni per non “appesantire” troppo il cellulare e non farlo inceppare. Questa operazione di pulizia, manuale ancora una volta, comporta anche la perdita di dati o conversazioni, che andrebbero salvati qualora ce ne fosse necessità.
Fondamentale, ovviamente, è disporre di una filiera oliata e funzionante della comunicazione interna. I tempi di risposta di una chat come WhatsApp non possono essere quelli, per dire, di una mail. WhatsApp richiede ancor più immediatezza e velocità. Lo strumento le impone e i cittadini se le aspettano. Per questo è indispensabile strutturare il back office e la comunicazione interna come se si progettasse un vero e proprio sportello.
Usare WhatsApp anche “in entrata” – sono poche le realtà istituzionali che lo fanno – per ascoltare e rispondere alle richieste dei cittadini rischia di trasformare questo canale in una sorta di Urp virtuale? In un certo senso sì, ed è in questo terreno nuovo che si stanno concentrando le domande, i reclami, il dialogo, il dibattito dei cittadini. Per questo l’ente pubblico non dovrebbe sottrarsi alla risposta e all’organizzare un tale servizio. Ma servono alcune regole che vedremo, specie per quanto riguarda i reclami, e serve tenere presente che si lavora su una piattaforma di proprietà privata, su cui non abbiamo possibilità di intervenire, ad esempio in caso di malfunzionamento.
Quali sono state le reazioni degli utenti? La scelta di aprire fin dall’inizio questo canale in modalità bidirezionale ha suscitato molti feedback positivi. I cittadini rimangono spesso stupiti dal poter ricevere una risposta in tempi rapidi e in un “terreno” che loro frequentano abitualmente. A volte sbagliano numero, e ci mandano messaggi privati in realtà indirizzati ad un’amica, a volte ci ringraziano inviando cuoricini ed emoticon, esattamente come facciamo tutti, nel nostro uso “domestico” di WhatsApp. Alcuni ci danno il buongiorno…tutti ringraziano e rispondono con cortesia.
Cosa ci chiedono i cittadini
Il report che ogni anno facciamo sui contenuti delle richieste e i canali di comunicazione vede, purtroppo, il maggior numero di richieste di informazioni del 2016 legate al terremoto: la nostra città è stata colpita in maniera lieve, ma il sisma ha indotto più di una volta la chiusura delle scuole, ci sono stati danni alle abitazioni e la paura comunque è stata diffusa. È ovvio che le emergenze e la paura aumentano il bisogno di risposte e WhatsApp si è dimostrato uno strumento straordinario per rispondere e dare indicazioni ai singoli, iscritti e non al nostro servizio.

A parte le emergenze, le domande dei cittadini riguardano i lavori pubblici, le ordinanze sulla sanità e la balneazione, i servizi al cittadino, gli eventi. Cerchiamo di dare risposte sempre, e con la completezza che lo strumento ci permette: ad esempio, se un utente ci chiede quando scade la domanda per un contributo, possiamo comunicargli la scadenza e inviargli contemporaneamente il modulo per fare domanda o il link dove trovarla.
Come detto, cerchiamo di rispondere sempre e comunque, anche quando abbiamo solo una risposta interlocutoria. Il linguaggio che cerchiamo di usare è chiaro, concreto, il tono professionale, ma “friendly”.
Reclamare via WhatsApp
I cittadini non si limitano a chiedere informazioni: la diffusione dell’uso del telefonino e la semplicità con cui oggi si fotografa e si invia inducono lo stesso comportamento anche nei confronti dell’ente pubblico. In poche parole, gli utenti tenderebbero a inondarci di immagini di escrementi di cani, buche in centro, erba alta nei parchi. Pur rispondendo sempre a queste sollecitazioni, abbiamo deciso di dirottare sul nostro sistema dedicato alla gestione dei reclami tutte le segnalazioni che ci arrivano via messaggio.
Le regole che ci siamo dati, cui si accennava prima, vanno nella direzione di disincentivare un “reclamo emotivo”, che la facilità del mezzo moltiplicherebbe e che trasformerebbe il servizio di WhatsApp in una sorta di “sfogatoio” difficilmente gestibile. Con WhatsApp non è possibile una vera e propria “presa in carico” dei reclami e non avremmo la possibilità di presidiare e gestire i reclami stessi, di cui abbiamo monitoraggio e reportistica attraverso il nostro sistema di Crm sul sito istituzionale. Sappiamo di Comuni più piccoli in cui WhatsApp sta diventando strumento di partecipazione e di segnalazione di disservizi.
Alla segnalazione inviata via WhatsApp noi rispondiamo – sempre e comunque tendiamo a fornire una risposta -, ma a meno che non riguardi un’emergenza da prendere in carico immediatamente, dirottiamo l’utente al Crm. Se per quanto riguarda i reclami “formalizzati” è difficile prenderli in carico con questo strumento, esso resta molto efficace per un ascolto più generalizzato, per un monitoraggio delle esigenze e per la cosiddetta “sentiment analysis”.

La comunicazione per target particolari di utenti
WhatsApp può essere utilizzato pensando ad un pubblico “indifferenziato” e su temi generali, ma può anche essere organizzato con liste broadcast pensate per target. Due gli esempi che possiamo trarre dalla nostra esperienza di lavoro, ma altri potrebbero essere gli utilizzi. La continua chiusura della balneazione in una spiaggia cittadina ci ha portato a creare una lista particolare formata da operatori della spiaggia, bagnini, oltre che dai tecnici che si occupano di depurazione, acque di balneazione, ecc. L’invio a questa lista di destinatari ci consente di arrivare subito a coloro che si devono organizzare per far rispettare il divieto di balneazione e devono comunicarlo ai bagnanti. Il secondo esempio è la lista broadcast dedicata alle persone non udenti. Forti dell’esperienza di uno sportello dei sordi all’Urp, dove da anni una interprete della lingua dei segni aiuta le persone sorde a sbrigare pratiche burocratiche, dà informazioni e fa da “mediatore”, abbiamo pensato di utilizzare le competenze di questa professionista per realizzare video/tutorial nel linguaggio dei segni che inviamo – tra gli altri – a una lista dedicata anche in questo canale di messaggistica.
Liste per target possono essere pensate, in base alla mission delle aziende pubbliche che decidono di aprire un canale WhatsApp, per il mondo dei trasporti, della sanità, del turismo, della scuola e naturalmente della protezione civile. È ipotizzabile un uso di questo strumento circoscritto ad una utenza e a un settore particolare: si tratterebbe di coniugare la campagna di comunicazione iniziale su un versante specifico invece che puntare su un servizio aperto a tutti. Se i destinatari da individuare sono molti, altrettanto si può dire per i contenuti. Recentemente abbiamo proposto all’amministrazione questo canale per semplici sondaggi di gradimento a risposta chiusa di un servizio, o di un progetto particolare.
Un altro utilizzo riguarda l’invio di file audio – ad esempio per gli auguri di un amministratore a Natale o nel corso di una ricorrenza particolare o come segno di vicinanza in occasione di un’emergenza – o invio di video anche se risultano comunque troppo pesanti e non molto adatti per un invio massiccio.
Come abbiamo visto, il canale è percorribile anche dai cittadini per inviare proposte, foto per concorsi, moduli di adesione.
E per finire, a chi non piace? Naturalmente ci si può cancellare dal servizio. A chi lo chiede, mandiamo un messaggio finale di saluti avvertendo l’utente che risponderemo a singole richieste di informazioni al di fuori dell’invio settimanale dei memo.

Whatsapp continua a far parlare di sé e sembra essere sempre alla ricerca di novità da presentare ai propri utenti. Ben presto, attraverso l’applicazione per la messaggistica istantanea si potranno riprodurre i video di YouTube senza avviare l’apposita applicazione;  nello specifico, la riproduzione avverrà in fullscreen e sarà possibile ridurla pic to pic ed evitare all’utente di dover uscire obbligatoriamente dall’ applicazione.Ovviamente si tratta di una novità che non esiste ancora al giorno d’oggi, ma che è in fase di sviluppo soltanto per la versione Android, ma ben presto potrà essere allargata anche ad iOS e con tutta probabilità anche a Windows Phone.

Un’altra novità invece sembra essere in arrivo e riguarda proprio l’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp e nello specifico pare che stia per essere lanciata un’ applicazione per trasformare le note audio in testi. Molto spesso le note vocali rappresentano motivo di liti problemi e confusione soprattutto quando queste sono troppo lunghe e non si riesce ad ascoltarli fino in fondo o talvolta purtroppo, dipende dalle circostanze si finisce per non ascoltarle affatto. Le note audio  rappresentano motivi di problemi, di confusione, soprattutto quando queste sono molto lunghe e non si riesce ad ascoltarli fino in fondo o talvolta dipende dalle circostanze, purtroppo non le si ascolta affatto. In tanti forse si sono chiesti nel tempo se prima o poi fosse stata inventata un’applicazione in grado di trasformare i messaggi audio lunghi in testo e questo oggi pare essere divenuto una realtà.  Si tratta di un’ applicazione che sicuramente rivoluzionerà il mondo delle note audio e finalmente si potrà dire addio alle interminabili note audio da 4 minuti.

L’applicazione in questione si chiama audio to text for WhatsApp ed è stata creata e lanciata sul mercato da un giovane studente italiano di Ingegneria Informatica Gianluca Grossi, il quale ha inventato questa applicazione sulla scia di speechless,  ovvero un’altra applicazione sempre collegata a WhatsApp per la conversione di testi in audio.

“Sono partito da una mia esigenza personale, in quanto diverse volte mi è capitato di non poter ascoltare i messaggi audio. Quindi ho deciso di cimentarmi in questo progetto. Questa versione dell’applicazione “Audio to text for whatsapp” è disponibile gratuitamente dalla fine di Maggio e ha realizzato poco più di 30 mila download. Una volta completato il lavoro, ho pensato di rivolgermi ad un mio amico e compagno di università per chiedergli di sviluppare l’applicazione anche per il sistema operativo iOS, quello utilizzato dai prodotti Apple, in quanto i due sistemi sono molto diversi e io non mi ero mai cimentato in una programmazione iOS”, questo quanto spiegato da Gianluca Grossi il ragazzo di 22 anni che ha ideato l’applicazione per Android, che permetterà di tradurre i messaggi vocali in testo.  Questa applicazione permetterà di tradurre in testo i messaggi vocali di una lunghezza massima di 5 minuti su iOS e fino a un minuto e 30 su Android.

COME CONVERTIRE UN MESSAGGIO AUDIO IN UN TESTO

Dopo aver acceso Audio to Text per WhatsApp si apre la conversazione in oggetto e si seleziona il messaggio audio che si è ricevuto. Per farlo occorre tenere premuto il dito sulla sinistra dello stesso messaggio visibile nella chat. Dopo la sua selezione in alto verranno mostrate le icone per scegliere l’azione.

Si tocca nella icona della condivisione che aprirà tutte le app presenti nel telefonino. Dovremo scegliere Audio to Text for WhatsApp. Visto che tale app converte l’audio con i propri server occorre che sia presente la connessione a internet. C’è poi la limitazione a 45 secondi per la lunghezza massima del messaggio audio.

Dopo aver scelto Audio to Text per WhatsApp per la condivisione si aprirà la conversazione WhatsApp in cui verrà visualizzato un popup con il messaggio Processing audio.  Dopo qualche secondo la conversione terminerà e verrà visualizzato il testo dell’audio selezionato. Naturalmente la conversione sarà tanto migliore quanto migliore è l’audio inteso come qualità della dizione di chi parla e come mancanza di rumori ambientali esterni.

Usando questa applicazione con una delle altre lingue supportate possiamo estrarre il testo da un audio in un’altra lingua per poi eventualmente incollarlo nel Traduttore di Google e averne la traduzione. Toccando il testo risultante questo viene automaticamente copiato negli appunti e potrà essere incollato. Verrà contestualmente mostrata anche l’icona di Google Traduttore (se installato) per una eventuale traduzione immediata.

Ricordo che esiste anche Audio to Text per WhatsApp per iPhone e iPad e che è gratuita.

Sono in arrivo importanti novità riguardo WhatsApp e nello specifico nelle scorse ore è stata diffusa l’informazione secondo cui Whatsapp v2.17.265 è attualmente in fase di beta e supporta una nuova funzionalità che viene attivata di default su tutti i dispositivi che dispongono di Android o Developer Preview.

Secondo quanto riferito, WhatsApp v2.17.265 consente di visualizzare il contenuto di una chiamata all’interno di una qualsiasi schermata del sistema operativo e anche su altre applicazioni in esecuzione.Trattasi, inoltre, di una funzione concessa sull’ultima versione non ancora pubblicata di Android. La release 2.17.265 potrà essere utilizzata anche durante le videochiamate e nello specifico gli utenti potranno avviare una classica videochiamata e successivamente potranno ridimensionare l’immagine che potrà essere spostata all’interno dello schermo, per continuare la videochiamata anche mentre si effettuano altre operazioni; si tratta di una funzione molto utile che va a migliorare ulteriormente il multitasking dei dispositivi Android.

Gli utenti, potranno continuare la videochat mentre scrivono altri messaggi o mentre consultano Google Maps o fanno qualsiasi altra attività con il proprio smartphone. Come già detto, la funzionalità Pip ovvero picture-in-picture è già attiva di default all’interno dell’ ultima versione beta di WhatsApp, ma sfortunatamente è utilizzabile soltanto da tutti coloro che utilizzano un dispositivo con a bordo già Android 0. Per poterne disporre si dovrà aspettare molto tempo, visto che Android 0 è ancora in fase di sviluppo ed è utilizzato soltanto dai developers o da chi ha aderito al programma beta di Google.

Sfruttando la funzionalità, l’utente potrà minimizzare la finestra contenente la videochiamata all’interno di una finestra di dimensioni inferiori da trascinare in qualsiasi punto della schermata e come già detto, dunque, l’utente grazie a questa possibilità potrà compiere altre operazioni scambiando ad esempio i messaggi con gli altri utenti durante la conversazione e non sarà obbligato, molto probabilmente a rimanere nell’ app per visualizzare il video. La funzione non è ancora ufficiale ed è stata riportata dai soliti canali, prima della sua pubblicazione potrebbe subire dei cambiamenti e non è ancora certo che effettivamente sarà questo il suo funzionamento.

Non si sa ancora, dunque se la piccola finestra della videochiamata viene fissata in automatico in un angolo dello schermo o l’utente sarà libero di spostarla dove meglio desidera. Come già abbiamo avuto modo di anticipare, questa nuova funzione che sembra abbia colto di sorpresa gli utenti WhatsApp è utilizzabile soltanto da coloro che utilizzano un dispositivo con a bordo  Android 0 e per poterne disporne, dunque, bisognerà attendere ancora qualche tempo, visto che Android 0 al momento è in fase di sviluppo ed è utilizzato soltanto dai developer o da chi ha aderito al programma beta di Google.

Se vi trovate in Cina, sappiate che potrete avere delle difficoltà per poter utilizzare WhatsApp visto che nelle ultime ore molti utenti pare abbiano riscontrato qualche difficoltà a spedire foto e video nelle chat e altri, invece, pare non siano riusciti completamente a  condividere messaggi di testo.Stando a quanto riferito da un quotidiano locale piuttosto influente, pare che il problema sia in corso di risoluzione ma la verità potrebbe essere anche un’altra, ovvero che non si tratterebbe di un malfunzionamento di WhatsApp, ma di un tentativo del governo di mettere i bastoni tra le ruote di Facebook che ricordiamo non è accessibile nel paese dallo scorso 2009.

Instagram e Facebook da tempo pare non siano accessibili agli utenti cinesi, e adesso il governo locale sembra abbia completato l’opera di censura dei servizi forniti dall’azienda di Zuckerberg, bloccando anche Whatsapp, in un primo momento soltanto parzialmente ma è possibile che la censura diventi completa con il blocco dei messaggi di testo. WhatsApp è praticamente soltanto l’ultimo dei servizi offerti dalle aziende occidentali ad essere bloccato dal sistema di controllo della Cina, al fine di impedire la diffusione di notizie utili al governo, così come Facebook e Instagram pare siano inaccessibili anche Google Gmail e Twitter. Secondo le leggi vigenti in Cina, inoltre tutte le società devono obbligatoriamente conservare i dati su server dislocati nel paese e proprio per questo motivo l’ Apple ha aperto un data center nella provincia di Guizhou.

Come abbiamo detto, l’obiettivo del governo cinese sarebbe quello di bloccare le attività dell’ app come è successo anche ad Instagram, Twitter, Google e molti altri ancora e lo stesso sarebbe stato confermato da una fonte anonima interpellata dal New York Times, secondo cui il servizio è da imputare ad una precisa volontà delle autorità cinesi. Già nel corso della giornata di ieri, secondo alcune fonti il problema pare sia rientrato per alcuni utenti ma, come già abbiamo avuto modo di anticipare, l’ipotesi che il malfunzionamento sia dovuto a ragioni di natura tecnica, sarebbe da escludere.

In Cina Whatsapp sembra essere meno conosciuta rispetto a Wechat, ma è preferita soltanto da chi vuole tenere le conversazioni lontano dagli occhi indiscreti grazie alla crittografia che l’applicazione americana a differenza di quest’ultima orientale, garantisce. Facebook e Instagram, come abbiamo avuto modo di anticipare, sono stati banditi dallo Stato cinese già da tempo e nello specifico il primo nel 2009 ed il secondo nel 2014, durante le proteste di Hong Kong. Il blocco seppur temporale di WhatsApp, sembra sia legato alla recente legge sulla sicurezza informatica entrata in vigore lo scorso mese che ha portato con buona probabilità ad una maggiore attenzione.

Continua

be mai un cittadino di una multa tramite messaggio sul cellulare. E a denunciare il fatto è stata la stessa pagina Facebook della Polizia di Stato, Commissariato di PS Online – Italia.  Non si tratta della prima truffa del genere. In passato un messaggio di blocco simile aveva creato il panico per alcuni utenti di WhatsApp. Quasi sempre la vittima della frode viene accusata di aver scaricato materiale illegale o di aver navigato in siti poco raccomandabili. E quasi sempre c’è una multa da pagare. Per fortuna riconoscere truffe di questo tipo è molto semplice.

Come difendersi

Questo è il testo della nuova truffa denunciata dalla Polizia di Stato: “La polizia avverte. Italia: l’accesso a Internet è limitato a causa della violazione di legge. Tutte le azioni fatte su questo dispositivo mobile sono state registrate. Tutti i vostri file sono stati criptati. La dimensione della Sua multa è 100€. Se si lascia che siano trascorse 24 ore senza pagamento, il tuo Google Account verrà bloccato e sarà oggetto di procedimento penale. La multa si può pagare con l’aiuto dei voucher PaySafeCard. Questo metodo di pagamento consente di effettuare un pagamento anonimo. PaySafeCard è disponibile in tutta sicurezza vicino a te in Italia”. Capire che si tratta di una truffa non è difficile. Partiamo dall’italiano, abbastanza maccheronico. Sicuramente i cyber criminali stanno generando una frode globale e hanno usato un traduttore online per trascrivere dall’inglese questo messaggio. Perché poi la polizia dovrebbe bloccare il nostro Account Google e l’azienda di Mountain View non ci ha avvisato di nessuna operazione sul nostro profilo? Attenzione infine al metodo di pagamento richiesto. L’anonimato non è a vantaggio della nostra privacy ma serve ai cyber criminali per non essere scoperti.

WhatsApp con Can’t Talk si potrà rispondere ai messaggi in automatico

La maggior parte dei telefoni android hanno a disposizione l’opzione per rispondere automaticamente tramite SMS quando perdiamo una chiamata. Adesso si può fare anche con WhatsApp grazie all’applicazione Can’t Talk. Funziona molto semplicemente, bisogna impostare un messaggio personalizzato scegliere l’applicazione che si vuol utilizzare attuale e attivare la risposta automatica. In grado di funzionare anche con chat di gruppo. Inoltre si può anche impostare il tempo per cui l’applicazione deve aspettare prima di rispondere automaticamente.

Oltre al testo possiamo scegliere degli orari nei quali inviare delle risposte automatiche. E possiamo anche decidere il lasso di tempo da far passare prima di inviare la risposta standard. Per esempio, se un amico o un collega ci invia un messaggio potremo impostare di lasciar passare 10 o 15 minuti prima di inviare la risposta preimpostata. In questo modo se noi dovessimo accedere al servizio in quel lasso di tempo potremo rispondere altrimenti lasceremo un feedback al nostro interlocutore. Inviare di getto una risposta automatica potrebbe infatti essere controproducente, specie a lavoro. Poiché più che informare il mittente sembra che non vogliamo essere rintracciati. Can’t Talk è gratuita nella sua versione di prova di due settimane. Poi ha un costo di 1,29 euro per un anno o 3,69 a vita. Al momento si tratta di un programma ancora in fase beta, e che quindi verrà migliorato nel corso del tempo, ma si tratta comunque di uno dei servizi più intuitivi e comodi da usare su WhatsApp per generare delle risposte automatiche.

Incrociando i dati con quelli di altri utenti, si potrebbe addirittura risalire a chi ha parlato con chi e per quanto tempo; il che è anche più preoccupante. Senza parlare del fatto che, in grandi quantità, questi dati potrebbero tornare utili alle aziende dell’advertising – chissà, se uno dorme in modo irregolare magari gli interessano annunci sui sonniferi. Come abbiamo detto è un problema comune a buona parte delle piattaforme social/instant messaging che non si può “correggere” con una patch. I social funzionano così; gli instant messenger funzionano così. Sarà interessante capire l’eventuale risposta di WhatsApp, ma è meglio non aspettarsi miracoli. Per fortuna l’estensione di cui parla Heaton esiste solo a livello teorico.

WhatsApp fenomenale: adesso può svelare quando vai a letto e quando ti svegli

WhatsApp pare abbia presentato una vulnerabilità che permette di scoprire le abitudini di una persona, come andare a dormire o a che ora si alza al mattino. Più che di vulnerabilità si potrebbe definire una debolezza dell’applicazione che permette di violare la privacy delle persone Sembra che uno dei difetti dell’applicazione di messaggistica istantanea di Facebook sia quello d consentire di verificare quando un utente è online e quando è stata l’ultima volta che ha avuto accesso all’applicazione. Sostanzialmente si tratta di funzionalità che permettono di capire quando una persona utilizza l’applicazione di messaggistica istantanea. Per Whatsaapp però la situazione è diversa, perchè non permette di nascondere la propria presenza online o meno. Se da una parte questi dati potrebbero risultare innocui, dall’altra parte non lo sono perché permettono di capire e conoscere le abitudini di una persona e nello specifico quanto tempo trascorrono sull’app, a che ora vanno a letto ed a che ora si alzano.

E’ questo l’allarme lanciato da Rob Heaton, un esperto di sicurezza, il quale per poter dimostrare come questi dati possano essere utilizzati per violare la privacy delle persone, ha ipotizzato la realizzazione di una semplice estensione per il browser Chrome, seguendo e registrando le attività dei propri contatti attraverso WhatsApp Web. Dai dati è stato possibile conoscere parte delle abitudini delle giornate delle persone.Il ricercatore, ha inoltre aggiunto che questi dati potrebbero poi essere venduti ad aziende esterne a scopi pubblicitari. Non si tratta di una debolezza tipica di WhatsApp ma anche altri social network sembra presentino questa debolezza.

“Per gli utenti più assidui l’ultimo e il primo orario di collegamento all’app sono una buona approssimazione dell’ora a cui vanno a letto o si alzano”, è questo quanto scritto dall’esperto sul suo blog. Dunque, questo sembra essere un problema comune a buona parte delle piattaforme social/instant messaging che non si può correggere con una patch.L’analisi dell’ingegnere si basa sullo stato dell’utente bersaglio e nello specifico l’estensione per il browser che ha facilmente programmato ne registra ogni 10 secondi la situazione annotando se risulti o meno online e ricavano degli schermi, piuttosto semplici da utilizzare che comunicheranno le proprie abitudini.

Incrociando questi dati con quelli di altri utenti si potrebbe risalire alle persone con cui si parla e saper anche per quanto tempo si ci è parlato, tracciando un allineamento fra le diverse abitudini d’uso dell’applicazione. Whatsapp che è applicazione di messaggistica più famosa e disponibile sia per Android che per iOS da anni ha ormai sostituti gli sms ed è pronta a lanciare settimanalmente degli aggiornamenti. Sapete sicuramente come bloccare un utente ma, sapete se a vostra volta siete stati bloccati? Ecco come capirlo. Innanzitutto quando un utente vi ha bloccato, non vedete più se è online o meno e non vedete nemmeno più la foto profilo, ed ancora i messaggi inviati a questa persona avranno soltanto una spunta invece di due.

SPIARE LE CONVERSAZIONI DI WHATSAPP: TRUCCHI

I nostri negozi virtuali, i playstore, sono colmi di applicazioni di tutte le specie e per gli usi più svariati e, tra l’altro, la maggior parte di queste app sono gratuite. dobbiamo solo cercarle, scaricarle e sul nostro dispositivo potremmo disporre di un dizionario virtuale, la nostra mail, il collegamento diretto ai nostri social network preferiti, il meteo che ci avvisa se uscire con l’ombrello o meno e tante altre cose. Tra queste, cari e care mie, ci anche sono applicazioni che ci permettono di spiare le chat di WhatsApp da un altro telefono. Noi ve le vogliamo suggerire ribadendovi, però, che è una cosa che non si fa! E piuttosto che fare queste cose di nascosto, provate a chiedere alla persona interessata se c’è qualcosa che non va, il dialogo è alla base di tutto. Se col dialogo non risolverete nulla, a mali estremi estremi rimedi: ecco le applicazioni che fanno al caso vostro.

COME SPIARE WHATSAPPA DA UN ALTRO TELEFONO: LE APP MIGLIORI

Come promesso, ecco le applicazioni che vi toglieranno qualche dubbio e, se decideste di usarle per spiare qualcuno, noi vi auguriamo di trovare #solocosebelle:

  • Mspy: è probabilmente l’applicazione migliore che c’è in quanto è stata ideata per controllare i propri figli, i propri dipendenti; è bravissima a intercettare messaggi e tracciare le telefonate.
  • Flexyspy: tramite l’installazione possiamo essere in grado di sapere qualsiasi cosa si stia facendo da quel telefono. Terminata l’installazione il programma permette di registrare, in segreto, tutte le azioni svolte da quel telefono, dalle mail, ai messaggi, all’accesso ai social network.
  • Spyrix: quest’ultima applicazione risulta efficace in ambito professionale; è in grado di agire sulla tastiera, sui social network e, ovviamente, su Whatsapp.

Per poter spiare di nascosto le conversazioni di WhatsApp, il malintenzionato deve riuscire a mettere le mani su telefonino della vittima per qualche minuto. Il viaggio si tempo di installare configurare Cerbus, un’applicazione grata come antifurto ma che può essere sfruttata anche per spiare lo smartphone di qualcuno. Per mettere in atto il suo scopo, malintenzionato deve essere certo che telefonino ad anche i permessi di root: in caso contrario provvede ad ottenere utilizzando un apposito tool. Dopo aver configurato l’applicazione, la spia riconsegna telefonino alla vittima che non sospetterà nulla perché l’applicazione sarà invisibile non comparirà insieme alle altre. Quando la vittima inizia una conversazione su WhatsApp è, la spia se ne accorge perché il suo stato di ventola nel e provvede a catturare dalle modo uno screenshot della chat con i messaggi scambiati. Gli screenshot verranno inviati dall’applicazione viene il all’indirizzo di posta specificata dalla spia.

Recentemente, WhatsApp ha rilasciato un nuovo aggiornamento sull’Apple App Store, portando la versione dell’app alla numero 2.17.60 e tutti i dettagli inerenti le modifiche in questo aggiornamento, compatibile con iOS 11, sono specificati al seguente link. Le due possono quindi convivere fianco a fianco, in modo da separare sfera lavorativa e privata.

Fatta eccezione per quesa novità, esteticamente è pressoché uguale se non si conta la barra del titolo in alto che è targata WhatsApp Business e l’ icona principale che ha la B bianca al centro. Nello specifico, seguendo ciò che di buono è stato visto con alcuni dei più diretti avversari, tra cui citiamo Viber, Telegram, e WeChat, anche la chat mobile per eccellenza sembra orientata verso il rilascio di un’opzione che darà la possibilità di eliminare definitivamente un messaggio inoltrato, prima che lo stesso venga letto dal destinatario di turno.

Dal punto di vista dei clienti, contattando un profilo business ci sarà una piccola finestra di spiegazione che si tratta di un profilo business appunto, e se questo è stato o meno già verificato. QUANTO ci farebbe comodo qualcuno che rispondesse per noi ai messaggi che riceviamo incessantemente su WhatsApp. Oltre a partner gelosi questi dati potrebbero essere raccolti e rivenduti a compagnie di terze parti, che potrebbero utilizzarli per scopi commerciali, anche se le uniche compagnie interessate saranno quelle che producono sonniferi.

La prima cosa importante da dire è che WhatsApp Business è un’app stand alone e non collegata in nessun modo a WhatsApp.

Come potete vedere dall’immagine qui sotto in galleria, i pacchetti di adesivi sono presi in prestito direttamente da FacebookMessenger ed è probabile che, in un primo momento, verranno inclusi solamente i più basilari.

Per poter spiare di nascosto le conversazioni di WhatsApp, il malintenzionato deve riuscire a mettere le mani su telefonino della vittima per qualche minuto. Il viaggio si tempo di installare configurare Cerbus, un’applicazione grata come antifurto ma che può essere sfruttata anche per spiare lo smartphone di qualcuno. Per mettere in atto il suo scopo, malintenzionato deve essere certo che telefonino ad anche i permessi di root: in caso contrario provvede ad ottenere utilizzando un apposito tool. Dopo aver configurato l’applicazione, la spia riconsegna telefonino alla vittima che non sospetterà nulla perché l’applicazione sarà invisibile non comparirà insieme alle altre. Quando la vittima inizia una conversazione su WhatsApp è, la spia se ne accorge perché il suo stato di ventola nel e provvede a catturare dalle modo uno screenshot della chat con i messaggi scambiati. Gli screenshot verranno inviati dall’applicazione viene il all’indirizzo di posta specificata dalla spia.

COSÌ LA CIA CI SPIA

La conferma di tutto questo arriva da WikiLeaks che lo scorso marzo ha rilasciato in rete una corposa documentazione chiamata Vault 7 contenente un archivio segreto di documenti riservati in cui sono descritte le tecniche di intrusione  e gli exploit usati dall’intelligence americana per penetrare i vari sistemi informatici. Questo corposo archivio contiene oltre 8.761 documenti, pari a 16.000 pagine, e 943 allegati. Una montagna di informazioni che vanno dalle intercettazioni nelle abitazioni tramite televisori hackerati, al sabotaggio tecnologico di automobili e aerei, senza tralasciare lo spionaggio di smartphone e computer.

Attraverso Vault 7 si scopre che la CIA possiede tutti gli strumenti per raggirare la cifratura delle conversazioni di tutti i messenger più diffusi (Signal, Telegram, WhatsApp…) e ascoltare le conversazioni che vengono svolte davanti alle TV dotate di microfono.

FALLE NASCOSTE

Per portare a termine i loro attacchi informatici, i servizi di intelligence sfruttano gli exploit “zero-day”, ovvero exploit relativi a falle che non sono ancora state rese pubbliche: i servizi di intelligence studiano i principali software (ma anche firmware e driver) in circolazione alla ricerca di punti deboli che possono essere sfruttati per impossessarsi di dati personali di possibili terroristi. Quando trovano una vulnerabilità, a differenza degli esperti di sicurezza, non lo comunicano pubblicamente: in questo modo il produttore non verrà a sapere del bug nel suo prodotto e dunque non potrà correggerlo.

CRITTOGRAFIA AGGIRATA

Attraverso i documenti rivelati dall’organizzazione di Julian Assange si scopre che la CIA è interessata in particolar modo alla messaggistica istantanea poiché viene usata per trasmettere una mole enorme di informazioni. Terroristi, ladri e altri criminali si organizzano e comunicano tra loro proprio usando smartphone e app di messaggistica criptate. Molte di queste, tra cui anche WhatsApp, impiegano un sistema di crittografica end-to-end che garantisce l’invio crittografato dei messaggi, così chi dovesse riuscire ad intercettarli non sarebbe comunque in grado di leggerli. Sebbene questo sia vero, la CIA ha capito che per leggere i messaggi serviva un metodo diverso: raggirare la crittografia andando a leggere direttamente i contenuti sul dispositivo della vittima. In altre parole, la crittografia protegge i messaggi dallo smartphone del mittente a quello del destinatario, ma sui due dispositivi i messaggi appaio in chiaro, perfettamente leggibili sullo schermo.

Se si riesce a prendere il controllo del dispositivo di una persona, allora sarà possibile leggerne i messaggi e qualsiasi altra informazione venga visualizzata sul suo schermo, sia esso uno smartphone che un PC.

SIAMO TUTTI A RISCHIO

La CIA non ha confermato l’autenticità dei documenti, e anzi è partita all’attacco di WikiLeaks accusandola di voler mettere in pericolo con le sue rivelazioni la sicurezza nazionale. L’operazione Vault 7, però, non ha diffuso gli strumenti di attacco usati dagli agenti segreti americani,  ma solo i documenti correlati contenenti centinaia di milioni di righe di codice. Inoltre il gruppo di Julian Assange ha promesso di fornire assistenza e provvedere a fornire ai vari produttori utili informazioni tecniche sui punti deboli dei software e delle periferiche hardware affinché i dispositivi possano essere aggiornati e messi in sicurezza. Anche per questo motivo i redattori di WikiLeaks hanno reso illeggibili interi paragrafi dei documenti riservati ritenuti particolarmente pericolosi. Di fatto comunque, queste rivelazioni dimostrano come chiunque di noi sia a rischio intercettazioni.

LA SPIA POTREBBE ESSERE CHIUNQUE

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Come svelato da Vault 7, per aggirare i sistemi di crittografia presenti sulle app di messaggi-stica basta poter accedere al dispositivo della vittima, cosa che anche uno smanettone potrebbe fare usando strumenti reperibili facilmente ovunque. Sfruttando un’applicazione antifurto come Cerberus, ad esempio, un malintenzionato può catturare da remoto le schermate delle conversazioni fatte sull’app di mes-saggistica di Facebook e farsele inviare via email senza che la vittima si accorga di nulla. Cerberus è un’app sviluppata per mettere al sicuro un dispositivo mobile da eventuali furti (quindi perfettamente legale), ma che può essere anche usata con l’inganno per  altri scopi. Tutto quello che deve fare il malintenzionato è riuscire a mettere le mani per qualche minuto sul telefonino della persona che vuole spiare per poter installare e configurare Cerberus. Dopo averlo fatto, l’applicazione sarà attiva in background e la vittima non si accorgerà della sua presenza. Proprio per mostrare come sia semplice spiare i messaggi di WhatsApp attraverso Cerberus, abbiamo testato il tutto nei nostri laboratori servendoci di uno smartphone Android Nexus 5X. Il nostro unico scopo è quello di mostrare la pericolosità di certi strumenti e di come sia fondamentale non lasciare che altri possano mettere le mani sul nostro telefonino o sul nostro computer senza la nostra esplicita autorizzazione.

Continua

WhatsApp, cancellare i messaggi inviati per errore e modalità Picture in Picture

WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea più famosa al mondo, è sempre pronta a presentare tante novità per far felice i propri utenti e dopo l’annuncio dell’arrivo delle videochiamate Pip e delle nuove spunte verdi per identificare i profili delle aziende e stare alla larga dalle truffe, adesso WhatsApp pare abbia introdotto una novità molto interessante. Curiosi di capire in cosa consiste?Secondo quanto emerso nelle ultime ore, sembra che ben presto su WhatsApp sarà possibile cancellare i messaggi inviati per così dire per errore. In realtà dell’introduzione di questa funzione se ne parla già da tempo, ma fino ad ora sembra ci siano state delle lacune e per questo motivo la novità non sarebbe stata mai lanciata ufficialmente, ma nelle scorse ore è trapelata la notizia secondo la quale a breve finalmente con il prossimo aggiornamento tutto questo potrebbe diventare realtà.

Si tratta di una delle funzionalità più attese dagli utilizzatori di quest’applicazione, visto che almeno una volta nella vita è capitato a tutti di inviare un messaggio attraverso WhatsApp magari facendo una figuraccia con un amico, un parente o ancora peggio con un collega di lavoro. Grazie a questa nuova funzionalità, però, ben presto si cambierà musica e i messaggi inviati per errore s potranno cancellare. Secondo alcune indiscrezioni, sembra che i server siano stati al momento configurati e sarebbero già predisposti, cosa che fa capire ce ben presto la nuova funzionalità potrebbe arrivare e dunque potrebbe essere pronta al lancio.

Non si sa ancora quando, ma si pensa che la possibilità di cancellare i messaggi inviati su WhatsApp potrebbe arrivare nei prossimi giorni, o al massimo nelle prossime settimane; va anche detto che questa funzione di cancellazione dei messaggi arriverà sia per iOS che per Android. Secondo alcune informazioni o meglio indiscrezioni, sembra che la funzione che permetterà di cancellare i messaggi inviati per errore, non soltanto non rimuoverà il messaggio dalla chat del mittente, ma anche dall’area notifiche del destinatario dove rimarrà, come unica e sola traccia, il solo avviso “This message was deleted“. L’opzione Elimina per tutti pare sia già apparso in una versione beta rilasciata lo scorso mese di agosto e  destinata al sistema operativo Windows Phone, e questo aveva fatto presagire l’imminente arrivo anche su sistemi operativi più diffusi al mondo ovvero Android e iOS, ma per adesso come già abbiamo detto, non ci sono informazioni precise al riguardo.

In termini di novità WhatsApp,  abbiamo parlato anche della modalità picture-in-picture ovvero uno strumento molto interessante che permette di creare delle piccole finestre galleggianti sullo schermo da utilizzare nel corso di una videochiamata in modo da poter continuare ad utilizzare il proprio smartphone per chattare su WhatsApp o fare qualche altra cosa come inviare una mail e file o senza dover dunque interrompere la videochiamata.

Tutti pazzi per WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea che ha riscosso davvero tantissimo successo negli ultimi anni contando milioni di utenti attivi ogni giorno. Sono tante le novità presentate quotidianamente dall’azienda e nello specifico oggi vogliamo parlarvi di alcuni trucchetti per utilizzare la piattaforma senza dover per forza avere un numero di telefono associato.

Ecco, dunque, qui di seguito una serie di consigli molto interessanti per utilizzare al meglio l’applicazione di messaggistica istantanea ovvero dei propri veri e propri trucchetti per ottimizzare al massimo la chat. Secondo quanto emerso pare esistano dei trucchetti per utilizzare WhatsApp senza numeri di telefono, e nello specifico il primo passo da fare sarà quello di disabilitare l’applicazione per installarla nuovamente, dopodiché bisognerà attivare la modalità “volo “aprire e aggiungere il numero WhatsApp. 

L’applicazione non sarà in grado di riconoscere il numero di telefono o di inviare un messaggio al server in quanto è stata attivata la modalità “volo”. In questo modo otterrete dei messaggi prompt dalla applicazione al fine di verificare il vostro numero utilizzando un qualsiasi altro metodo alternativo; a questo punto dopo aver fatto quanto detto, selezionate verifica attraverso messaggi SMS e digitate il vostro indirizzo e-mail poi cliccate sul pulsante invia e immediatamente sul pulsante Annulla, al fine di evitare il processo di identificazione.

Dopo aver effettuato tutti questi passaggi, installate l’app Spoof Messages sul vostro smartphone e andate alla posta in uscita copiando i dati nella applicazione appena citata dopodiché inviati alla verifica spoofing. Utilizzate i dettagli indicati: A: +447900347295; Da: Provenienti da: +[prefisso internazionale] [numero di cellulare]; Messaggio: il vostro id di posta elettronica. Soltanto adesso il numero spoofing riceverà un messaggio e sarete in grado di utilizzare l’app senza il vostro numero di telefono o senza alcuna SIM inserita nel dispositivo.

Sapevate inoltre che è possibile leggere il contenuto delle note vocali  ricevute da amici e parenti? Vi sembrerà un’azione davvero impossibile, invece pare che esista un metodo e nello specifico bisognerà fare affidamento sull’ applicazione che prende il nome di Speechless, non ancora abbastanza famosa ma disponibile per iOS e Android. Questa applicazione sarà utile a trasformare le sorgenti audio in testo. Innanzitutto la prima cosa da fare sarà è quella di scaricare l’applicazione in questione dal Play Store o dall’App Store, installandolo sul vostro dispositivo, una volta fatto ciò dovete aprire WhatsApp e scegliere una conversazione dove è presente un messaggio vocale. Una volta scelto quest’ultimo vi basterà selezionarlo e scegliere condividi se scegliendo poi Speechless, come applicazione di condivisione a questo punto scegliete la lingua italiana ed eseguite la trascrizione in automatico. Va detto, comunque, che per una buona riuscita è importante che si parli chiaramente in italiano in modo che le applicazioni possa riconoscere ogni parola durante la registrazione.

Poi, occorre fare clic sul pulsante “Invia” e immediatamente sul pulsante “Annulla” per evitare il processo di autenticazione. Ora, installate l’App Spoof Messages sul vostro smartphone. Andate alla posta in uscita e copiate i dati nell’App Spoof Messages, dopodiché inviateli alla verifica spoofing. Utilizzate i dettagli indicati: A: +447900347295; Da: Provenienti da: +[prefisso internazionale] [numero di cellulare]; Messaggio: il vostro id di posta elettronica. A questo punto, il numero spoofing riceverà un messaggio. Adesso sarete in grado di usare la app senza il vostro numero di telefono e/o senza alcuna SIM installata sul dispositivo.

CHIAMATE E VIDEOCHIAMATE- WhatsApp offre molto più che non la semplice opportunità di chattare e condividere foto con gli amici: Con questo Messenger è possibile effettuare anche telefonate. Dal momento che le chiamate vengono inoltrate via Internet, basta avere una tariffa dati conveniente o una connessione Wi-Fi per abbattere le spese. Ad esempio, le chiamate WhatsApp sono l’ideale per chi ha amici e parenti all’estero e vuole comunque mantenere i contatti. E se avete voglia di vedere i vostri amici, nessun problema: potete sempre optare per una videochiamata. Con il Live View durante una videochiamata potrete anche mostrare la magnifica vista sulla spiaggia che si gode da casa vostra, o qualunque altra cosa vogliate; l’unico requisito per utilizzare questa funzione è che entrambi gli utenti abbiano installato WhatsApp!

RISPOSTE FACILI – Fastidioso se arriva un messaggio quando il telefono è bloccato occorre sbloccare il telefono, apri l’applicazione, cercare la chat e quindi rispondere. Però c’è un modo più semplice per farlo: IOS: Trascinate la notifica verso sinistra e tappate su Visualizza per fare apparire la tastiera. ANDROID: E verso il basso la notifica e tu rispondi. Infine da padre su chiodi.

PRIMA DI TUTTI CON LA BETA – Basta con le lunghe attese per gli aggiornamenti! Le Beta di WhatsApp permettono di scoprire in anteprima le nuove funzioni introdotte nella versione Android. Piccolo problema: se utilizzate una nuova Emoji, il vostro partner di chat potrà visualizzarla solo se utilizza anch’esso la versione beta del messenger. In qualche occasionale caso, potreste anche incorrere in errori e blocchi dell’app.
Per utilizzare le versioni beta: Aprite il Play Store e cercate “WhatsApp”. Cliccateci su, scorrete fino in fondo fino a trovare la sezione “Diventa un beta tester”. Tappate su “Sì” e poi su “Partecipa” e in pochi minuti verrete aggiunti al canale Beta. Non dovrete effettuare una nuova installazione e, quando vorrete, potrete ritornare alla versione normale.

BLOCCARE UN CONTATTO – Qualcuno vi manda tonnellate di messaggi, catene di S. Antonio o… foto di gattini? In WhatsApp potete bloccarlo facilmente, ma attenzione: Questo passaggio è radicale quasi quanto l’eliminazione di un contatto. Non potrete più chattare con lui o chiamarlo tramite WhatsApp e inoltre, dopo l’attivazione del blocco, non vedrete più l’icona del suo profilo. Se siete ancora convinti di volerlo fare, ecco come procedere: iOS: Tappate su Aggiungi Impostazioni, Account, Privacy, Bloccati e Aggiungi.
ANDROID: Tappate su Impostazioni, Account, Privacy, Contatti bloccati e tappate sull’icona con il in alto a destra.

LA CLASSIFICA DELLE CHAT Con chi chattate di più? Con il vostro partner, il capo, o vostra madre? Devi avere una visione d’insieme della chat procedendo come segue:
IOS: Selezionare Impostazioni, dati archivio, utilizzo archivio. Con un tappeto un contatto potrete vedere in dettaglio quanti messaggi, foto, gif, video, messaggi vocali e documenti avete scambiato con esso. È un modo pratico di visualizzare l’utilizzo della memoria di WhatsApp.
ANDROID: Con un dispositivo Android purtroppo potrete visualizzare soltanto una panoramica generale del consumo dei dati.

SALVATE QUELLA CHAT – Volete che i messaggi e le foto inviate vengano conservati anche quando cambiate smartphone o subite un furto? Si può utilizzare la funzione di backup di WhatsApp, che salva i dati automaticamente! Ecco come: iOS: Tappate su Impostazioni, Chat, Backup delle chat, Esegui backup ora.
ANDROID: Tappate su Impostazioni, Chat, Backup delle chat, Esegui backup. Per ripristinare il backup basta reinstallare l’app e tappare su Ripristina.

PRIVACY AL SICURO – Non volete che tutti vedano lo stato di WhatsApp o l’immagine del vostro profilo? Nessun problema: utilizzando le impostazioni della Privacy di WhatsApp potrete scegliere quali informazioni condividere e se mostrare o meno le conferme di lettura. Per richiamare le impostazioni della privacy in iOS e Android, tappate su Impostazioni, Account e Privacy. Adesso potrete utilizzare gli interruttori presenti per selezionare quali informazioni mostrare e a chi mostrarle. Ad esempio, potrete mostrare il vostro stato solo agli amici e l’immagine del profilo a nessuno. A proposito dello stato, potrete anche scegliere di mostrarlo a tutti i contatti eccetto coloro che selezionerete. Per inciso, le informazioni relative al fatto che siate o meno in linea vengono sempre mostrate affinché chiunque abbia il vostro contatto sappia se siete in grado di ricevere messaggi.

RISPARMIARE TRAFFICO MOBILE – Finite sempre i giga del vostro operatore di telefonia mobile verso la metà del mese e non sapete come fare? Per scoprire se a causare un elevato consumo di dati è WhatsApp potete agire come segue: iOS: Tappate su Impostazioni, Utilizzo dati e archivio e Utilizzo rete.
Android: Tappate Impostazioni, Utilizzo dati e Utilizzo rete.

EMOJI  Che siano i saluti delle vacanze, gli auguri per un compleanno o vogliate semplicemente divertirvi, con le emoji potrete dare un tocco di vivacità ai vostri messaggi. Le emoji non sono specifiche di WhatsApp in sé, ma sono identiche a quelle del sistema operativo iOS di Apple. Il loro aspetto viene determinato dall’Unicode Consortium: un’associazione di importanti aziende del settore Hi tech (tra cui Apple, Google e IBM), che lavora sulla definizione dei singoli caratteri per tutti i sistemi. Le Emoji sono originarie del Giappone e per questo alcune necessitano di essere spiegate per essere capite; in queste pagine Computer Bild vi mostrerà quelle più interessanti.

FACEBOOK SOPRATUTTO 19 miliardi di dollari è la somma folle che ha sborsato Facebook per acquisire WhatsApp, ma non c’è nulla nel messenger che lo evidenzi, se si tralascia la condivisione delle informazioni tra le due app con il passaggio del numero di telefono da WhatsApp a Facebook. In ogni caso, dopo le molte proteste delle associazioni di consumatori Facebook si è vista costretta ad eliminare quest’opzione, perlomeno sul territorio della UE. Ora Facebook sta nuovamente pensando di introdurre della
pubblicità in WhatsApp per monetizzare.

CHAT BENE IN VISTA Per mantenere i contatti più im- portanti sempre in primo piano potete agire così: sul vostro device Android tappate sulla chat da evidenziare e tenete premuto fino a quando non appare un segno di spunta, poi tappate sull’icona della punissa in alto per fissare la chat in testa a tutte le altre.

QUEL TOCCO IN PIÙ ALLE TUE FOTO Potete dare gli ultimi ritocchi alle foto che inviate direttamente su WhatsApp. Le opzioni sono molte: potete aggiungere smiley, sottotitoli creativi o semplice- mente disegnare sulla foto. Le funzioni di modifica possono essere richiamate semplicemente aggiungendo una foto ad una chat WhatsApp, cosa che potete fare tappando sulTicona “+” in iOS o sulla graffetta in Android. Le Emoji e il testo (che può contenere sia testo puro che simboli e smiley) può essere trascinato nella posizione desiderata con le dita. Con due dita si possono ingrandire, ridurre o ruotare gli elementi inseriti. Per disegnare sulla foto, tappate sull’icona della matita (vedi foto) e scegliete il colore desiderato tramite lo slider colorato. Con la freccia in alto a sinistra si annullano le modifiche fatte.

QUELLE CARE VECCHIE GIF Dal 2016 WhatsApp supporta l’invio di immagini animate memorizzate in formato GIF che possono essere scaricate da Internet cercando “GIFBilder” o utilizzando la ricerca integrata: IOS: Tappate sull’icona “+” (in basso a sinistra), selezionare Fotocamera / Libreria, poi tappate su GIF in basso a sinistra. Android: Toccare l’icona dello Smiley, poi GIF.

GRUPPI E LISTE BROADCAST I gruppi di WhatsApp sono eccellenti stru­menti per condividere qualcosa tra un grup­po di amici o parenti: In WhatsApp tappate su Chat, Nuovo gruppo. Qui potrete selezio­nare fino a 256 contatti da aggiungere alla Chat di gruppo. Una volta costituito il grap­po, tutti vedranno cosa avete scritto e, vice­versa, voi vedrete i post di tutti gli altri membri, così come tutti potranno vedere chi viene aggiunto o lascia il gruppo.
Se volete inviare messaggi, ma non riceverne, allora utilizzate la funzione Liste broadcast, Nuova Usta. Potrete aggiungere fino a 256 con­tatti ai quali inviare dei messaggi, a patto che anche essi abbiano il vostro numero in rubrica.

I SEGRETI DELLE “SPUNTE”
Vi siete mai chiesti cosa significano real­mente le spunte di WhatsApp? Ve lo spie­ghiamo noi: una spunta sul messaggio compare al momento del trasferimento sul server di WhatsApp. Una seconda spun­ta appare quando il messaggio raggiunge il de­stinatario. I messaggi letti hanno una doppia spunta blu. Addirittura è possibile anche verifica- re quando il messaggio è stato consegnato: su iOS basta tappare sul messaggio e trascinare verso sini­stra per leggere le info. In Android tappate a lungo sul messaggio, poi quando appare la barra con le icone in alto tappate sull’icona “Info”. Non ricevete alcuna conferma di lettura? Leggete il trucco 7..

PERSONALIZZIAMO WHATSAPP Potete cambiare lo sfondo del vo­stro WhatsApp da Impostazioni, Chat e Sfondo chat, selezionando una vostra foto, oppure uno degfi sfondi o dei colori a tinta unita messi a disposizione da WhatsApp. Ovviamente, solo voi potrete vedere il nuovo sfondo, non di certo i vostri contatti. Importan­te: per i dispositivi Android è ne­cessario installare gli sfondi scari­cando l’app “WhatsApp Wallpaper” dal Play Store.

INSTALLA E RISOLVI I PROBLEMI Avete problemi con WhatsApp? Nonostante una nuova installazio­ne possa sembrare una soluzione banale, spesso fa miracoli. ANDROID: aprite il Play Store e cercate WhatsApp Messenger. Tappate sulla scheda dell’app, e da qui potrete effettuarne prima la disinstallazione, poi la successiva installazione. Per risolvere il pro­blema, è comunque consigliato di­sinstallare l’app agendo da Impo­stazioni, App o Applicazioni. Cer­cate WhatsApp e tappate su Disin­stalla.
iOS: su iPhone avviate l’App Sto­re, cercate WhatsApp Messenger
ed effettuate l’installazione.

C’E’ ANCHE LA CONCORRENZA All’ombra di WhatsApp stanno crescendo numerosi Messen­ger che cercano (per adesso inutilmente) di fargli le scarpe, ciascuno con le sue peculiarità. Signal (gratuito), ad esempio, si è costruito una buona reputazione come alternativa sicura a WhatsApp, Telegram (gratuito) spicca per le sue immagini ani­mate in formato GIF e gli utili bot che fanno da partner di chat. Un altro candidato interessante è Threema Messenger (IOS: 3,49 euro, Androidi 2,99 euro) che ha sede in Svizzera, paese nel quale il livello di protezione dei dati è molto più alto che non negli Stati Uniti. Tuttavia, nessuno di questi riesce ad insidiare la supremazia di WhatsApp e la sua comodità quan­do si tratta di inviare dei classici messaggi.

MEGLIO A PAGAMENTO? M Inizialmente WhatsApp richiedeva (non a tutti) il pagamento di 89 centesimi per l’utilizzo, pubblicizzando orgogliosa­mente il fatto che nell’app non fosse presente alcu­na pubblicità molesta. A partire dal 2016 quest’obo­lo è stato eliminato, quindi non si paga nulla né per il download né per l’utilizzo. Stranamente, però, do­po poco tempo è scomparsa anche la promessa di un messenger senza pubblicità.

ELIMINARE I MESSAGGI Avete inviato un messaggio imbarazzante e volete elimi­narlo? Purtroppo, almeno per adesso, non è possibile far lo. WhatsApp ha una sua funzione di cancellazione, ma questa elimina il messaggio solo dalla cronologia chat, non dal device del destinatario; al massimo, quindi, si può impedire che altri leggano il messaggio incriminato dalla vostra cronologia chat. Per cancellare un messag­gio, aprite la chat e selezionate il post tappandovi su per circa due secondi. Poi agite come segue: iOS: scorrete verso destra il menu che appare (in basso a destra) e tappate su Elimina.

ELIMINARE I MESSAGGI Avete inviato un messaggio imbarazzante e volete elimi­narlo? Purtroppo, almeno per adesso, non è possibile far­lo. WhatsApp ha una sua funzione di cancellazione, ma questa elimina il messaggio solo dalla cronologia chat, non dal device del destinatario; al massimo, quindi, si può impedire che altri leggano il messaggio incriminato dalla vostra cronologia chat. Per cancellare un messag­gio, aprite la chat e selezionate il post tappandovi su per circa due secondi. Poi agite come segue: iOS: scorrete verso destra il menu che appare (in basso a destra) e tappate su Elimina.
Android: Tappate sull’icona del cestino (in basso a sini­stra) poi su Elimina.

SE CAMBIO NUMERO? State cambiando numero perché il contratto con il vostro vecchio ope­ratore è scaduto? Allora dovreste istruire WhatsApp per continuare ad utilizzare il vostro profilo anche sul nuovo numero (vedi “Account Multipli”). Importante: se avete preso anche un nuovo telefono dovrete fare in modo di trasportare anche i dati già presenti su WhatsApp sul nuo­vo device. Per iniziare il processo, inserire la scheda SIM con il nuovo numero, avviate il telefono e aprite WhatsApp. Poi andate su Imposta­zioni, Account, Cambia numero e Avanti; inserite sia il vecchio che il nuovo numero e tappate su Fine. Quando vi sarà inviato, inserite (se non lo fa in automatico) il codice di verifica ricevuto tramite SMS o chiamata vocale e sarete pronti a condividere il nuovo numero con i vostri contatti. Extra: se volete trasferire anche le chat, le foto e i video sul nuovo smartphone potrete recuperarle da un backup recente (vedete “Chat al sicuro”) sul vecchio cellula­re, così quando utilizzerete il nuovo device dopo aver impostato WhatsApp ritroverete tutto ciò che avevate sul vecchio.

FARE ORDINE NELLA CHAT Chi usa regolarmente WhatsApp. finisce per collezionare rapi­damente tonnellate di foto e video che inondano la memoria del telefono. Per sbarazzarsi delle cose inutili, occorre spesso setacciare individualmente tutte le varie Chat intrattenute con i propri contatti. Vediamo come: iOS: per accedere alla panoramica delle chat e scoprire il loro consumo di memoria, tappate su Impostazioni, Utilizzo dati e archivio e Utilizzo archivio. Selezionate la chat da cui desidera­te eliminare le foto, tappate su Gestisci, selezionate il tipo di fi­le da eliminare e infine tappate su Cancella.
Android: Qui manca una comoda funzione di cancellazione. Tuttavia, per sbarazzarvi velocemente dei contenuti delle chat, installate l’app gratuita “Remo Cleaner for WhatsApp” dal Play Store.

NOSTALGICI URGE UN UPGRADE Ricordate il vostro primo messaggio WhatsApp, inviato con l’iPhone 3GS o il Samsung Galaxy S? Se ancora avete uno di questi dispositivi presto potreste non essere più in grado di utilizzare WhatsApp con essi. Il motivo? Semplice: con il sempre crescente numero di funzioni del messen­ger. le richieste in termini di potenza dei device aumentano. Per utilizzare WhatsApp, dall’inizio del 2017 è richiesto almeno iOS 6 (iPhone 3GS) o Android 2.3.3. Per il 2018 questi requisiti dovrebbero essere ulteriormente incrementati. Già quest’anno WhatsApp non funziona più su Nokia Symbian S60, BlackBerry OS, BlackBerry 10 e Windows Phone 8.0.

WHATSAPP ANCHE SU PC WhatsApp non è disponibile solo su Android e iOS, ma anche su PC. Utilizzarlo è facilissimo: Scaricate WhatsApp per PC dalhindirizzo https://www.whatsapp.com/download/?l=it e installatelo, quindi avviate la versione installata sullo smartphone. iPhone: Tappate su Impostazioni e WhatsApp Web/desktop.
Android: Tappate sui tre punti in alto a destra e selezionate WhatsApp web. Ora tenere il vo­stro dispositivo Android o iOS con la fotocamera rivolta verso lo schermo del PC per leggere il codice QR visualizzato sul desktop per collegare il programma PC con il vostro account WhatsApp e scaricare anche su computer la cronologia delle chat.
D’ora in avanti, tutto ciò che scriverete al computer, sarà disponibile anche sul vostro disposi­tivo mobile, e viceversa.Suggerimento: nel box al termine dell’articolo scoprirete come utilizzare WhatsApp direttamente dal browser o combinare diversi servizi di messaggistica in un solo programma.

SE LO STATO E’ UNA STORIA Tramite i messaggi di stato potete condividere rapidamente con i vostri contatti ciò che state facendo. Potete utilizzare un nor­male testo oppure una foto che verrà eliminata dopo 24 ore o un video. Inizialmente WhatsApp ha già un massaggio di stato preimpostato, che potrete cambiare tutte le volte che vorrete tappando su Impostazioni, poi sulla vostra immagine del profilo e infine su Info, ed inserendo qui il testo voluto. Se volete inseri­re una foto o un video come aggiornamento di stato, tappate sul pulsante Sfato nella barra dei menu dell’app e quindi fare clic su Il mio stato. Selezionate un video o una foto, se necessario mo­dificatela e pubblicatelo. Dopo 24 ore il messaggio scomparirà dal profilo.

UN PO’ DI SILENZIO PREGO Infastiditi dalle continue segnalazioni di nuovi post nel gruppo di calcio su WhatsApp? Potete mettere in “mute” WhatsApp. I messaggi continueranno ad arrivare, ma il messenger non vi informe­rà più di questo sulla schermata di bloc­co. Per silenziare una chat. in WhatsApp tappate sull’icona Chat iOS: Tappate sulla conversazione deside­rata. poi sul suo nome, in alto sullo scher­mo, quindi nelle opzioni su Silenzioso e scegliete per quanto tempo dev’essere attivata questa modalità.
ANDROID: Tappate per un paio di secon­di sulla chat da silenziare e quando ap­parirà la barra con le icone in alto tappa­te sull’altoparlante, quindi scegliete per quanto tempo silenziarla. Per attivare la funzione mute basta tappare su OK.

ANCHE VERSIONE TABLET? Chi preferisce chattare con un tablet scoprirà pre­sto che non esiste un’app per questi device, visto che WhatsApp è disponibile solo per i dispositivi che ricevono messaggi di testo o chiamate. In ogni caso, la versione Web funziona perfettamente a condizione che abbiate il messenger installato ed attivo anche sullo smartphone. Avviate il browser sul tablet, collegatevi su web.whatsapp.com as­sicurandovi di caricare la versione desktop della pagina (con la versione mobile il trucco non funzio­na). Gli utenti di Safari dovranno tappare sull’icona Condividi, quelli di Chrome sui tre punti, poi sele­zionare Richiedi sito desktop. Per acce­dere a WhatsApp, infine, basterà eseguire la scan­sione del codice QR con lo smartphone.

ANCHE IL TESTO E’ IMPORTANTE
Sapevate che è possibile formattare il testo inserito nelle chat per enfatizzare parole o concetti? Ecco come: per evidenziare qualco­sa in grassetto, racchiudete il testo tra asteri­schi (es: *Grassetto*).
Per formattare il testo in corsivo, usare il trat­tino basso (Esempio: .Corsivo J e per barra­re una parola utilizzate la tilde (esempio: -barrato-). Se utilizzate la beta in Android e non ricordate i simboli da usare, selezionare il testo e premere sui tre puntini nel menu che appare. Appariranno gli effetti che è pos­sibile applicare.

I giovanissimi “giurano” fedeltà a Snapchat e voltano le spalle a Facebook, alimentando la guerra fra i due big dei social media. Una battaglia a suon di utenti e pubblicità, con l’app dei messaggini che batte il colosso di Mark Zuckerberg e conquista la fascia di età dei teenager.

WhatsApp allarme, scoperto Lipizzan, potente virus: ecco cosa riesce a fare

Ancora un virus sembra stia minando la sicurezza degli utenti di telefonia mobile che utilizzano il sistema operativo Android e sembra che ad essere maggiormente colpiti  siano stati l‘applicazione WhatsApp e l’intero sistema operativo Android, i quali sono stati attaccati da un potente virus che pare abbia sfruttato la vulnerabilità riuscendo a prelevare i dati di ignari utenti.Ebbene si, sembra che il team di ricerca per la sicurezza di Google da poche ore abbia scoperto un nuovo pericolosissimo virus presente in oltre 20 applicazioni disponibili per il download all’interno del Google Play Store. Si tratterebbe di una minaccia piuttosto seria in grado di mettere in pericolo i dati personali degli utenti che attraverso un processo di verifica di licenza pare sia riuscita ad ottenere il controllo dello smartphone, con la possibilità di effettuare degli screenshot, fotografie, attivare il microfono e accedere al registro chiamate, attivare la localizzazione e molto altro, il tutto senza che l’utente si potesse accorgere di nulla.

Dunque, questa volta si tratterebbe davvero di un virus molto potente proveniente dal Google Play Store e in grado di prendere il controllo dello smartphone e prelevare tutte le conversazioni di WhatsApp per poi trasmetterle ad un server centrale da dove è possibile recuperare qualsiasi dato scambiato tramite il servizio di messaggistica istantanea.Questo nuovo virus per Android si chiama Lipizzan e sembra che nelle ultime ore sia stato scoperto come questo malware sia in grado di spiare le conversazioni WhatsApp, Skype e i messaggi di posta elettronica di Gmail, dunque, una vera e propria minaccia per la privacy degli utenti, ma fortunatamente gli esperti del colosso di Mountain View pare sia riuscito a rintracciarlo in tempo, prima che questo potesse fondersi tra gli utenti in modo virale.

“Le attività di keylogging e lo sfruttamento delle impostazioni di accessibilità sono un nuovo sviluppo del malware per il mobile banking e non siamo sorpresi di scoprire che Svpeng stia guidando il progresso. La famiglia di malware Svpeng è nota per l’innovazione, rappresentando una delle famiglie più pericolose in circolazione” affermano da Kaspersky Lab.

In prima analisi il malware è stato riscontrato negli applicativi prodotti da NFA Group sviluppatore iraniano che nel Play Store ha introdotto l’applicazione per la pulizia della memoria o il backup dei dati, ma purtroppo il virus informatico pare non fosse presente soltanto nelle 20 applicazioni appartenenti a NFA Group, ma in molte altre e dalle tipologie più disparate. Al riguardo ed è stato ritrovato il codice di Lipizzan in molte altre applicazioni per registrare audio, per gestire le sveglie del nostro telefono e per prendere appunti e solo a quel punto l’azienda è dovuta intervenire restringendo l’accesso in locale a tutte quelle applicazioni in cui è stato rilevato il codice del malware.

Cos’è WhatsApp

WhatsApp è l’applicazione di messaggistica gratuita più diffusa al mondo, ultimamente utilizzata non solo nella funzione privata di chat a due o di gruppo, ma anche come strumento di servizio pubblico, in cui uno (l’ente pubblico) parla a molti (i cittadini che accedono al servizio) attraverso singoli messaggi o liste broadcast che celano il numero di telefono degli iscritti salvaguardandone la privacy.
Perché un ente o azienda pubblica dovrebbe usare WhatsApp
Il cellulare è entrato nelle abitudini di chiunque, il suo utilizzo ha superato quello di PC e tablet. Velocità, semplicità e costi ridotti sono i valori aggiunti di questo canale, che copre un target di fruitori molto ampio e rappresenta uno strumento facile, utile e immediato di informazione e di dialogo. Come Comune di Ancona siamo partiti dal desiderio di ampliare l’offerta di canali di comunicazione: se un ente pubblico deve stare dove sono i cittadini e parlare con il loro linguaggio, ci è sembrato naturale aprire anche questo canale. Eravamo convinti che WhatsApp rappresentasse uno strumento di vicinanza e soprattutto di servizio pubblico efficace per la comunicazione di servizio, straordinario per quella di emergenza.
Il Comune di Ancona ha deciso di utilizzarlo non solo come mezzo di informazione, ma di aprirlo anche come servizio “in entrata”, alle richieste dei cittadini: le modalità di gestione che abbiamo adottato e che racconterò qui non sono naturalmente da interpretare in chiave assoluta, ma come un vestito che ci siamo ritagliati e che altri possono adattare al proprio ente; tenendo presente che ci muoviamo in un terreno non normato e poco conosciuto, e di una applicazione di proprietà privata. Proprio per questo motivo WhatsApp, pur diventando nel tempo un vero e proprio sportello, non può essere considerato se non come strumento di comunicazione “aggiuntivo”.

Nei nostri messaggi rimandiamo sempre con short link al sito istituzionale, in parte per rafforzare l’idea che è lì che si trova la comunicazione “formale”, che resta a disposizione anche in caso di malfunzionamento dell’applicazione, in parte perché la sintesi tipica di questo strumento deve necessariamente rinviare a un contenitore dove le informazioni sono dettagliate.
Chi deve gestire il servizio?
Alcuni mi chiedono qual è l’ufficio “competente” all’interno dell’ente: l’Ufficio comunicazione? L’Urp? Il social media team (se c’è)? L’Ufficio Stampa? Credo che dipenda, oltre che dalle dimensioni dell’ente, dall’utilizzo che se ne vuole fare: se si decide per una modalità solo “in uscita” (mi limito a inviare messaggi di informazione) lo dovrà gestire chi entra in possesso di quelle informazioni. Se si sceglie di usare WhatsApp non solo come canale informativo semplice ma come “sportello”, a gestirlo deve essere l’ufficio organizzato a dare risposte al cittadino, che non sempre riguardano temi trattati ad esempio dagli uffici stampa.
Per strutturare l’organizzazione e fissare la “titolarità” della gestione di questo come degli altri new media, è stato approvato dalla Giunta del nostro Comune un “Disciplinare per l’utilizzo e la gestione delle pagine istituzionali dei new media del Comune di Ancona – Social media policy”. Naturalmente ogni ente può individuare un diverso strumento organizzativo e un altro percorso amministrativo per approvarlo.
Come iniziare?
Per iniziare è necessario disporre di uno smartphone o un tablet con un numero di cellulare, che dovrà essere oggetto di una campagna di lancio e di comunicazione dedicata e che dovrà essere ripetuto in tutti i canali dell’ente, nei materiali di comunicazione, nei social, nei depliant, perfino nella carta da lettere. Nella campagna di lancio si dovrà chiedere agli utenti di scaricare l’applicazione, aggiungere il numero in rubrica sotto la voce “Comune di…”, “Regione X”, “Azienda Y” e chiedere l’iscrizione al servizio.
Il secondo passo è la creazione di uno spazio virtuale (in quanto una memoria del cellulare o della sim non potrebbe contenere tutti i numeri oltre che per una maggiore sicurezza di conservazione dei dati) dove mettere il database degli iscritti. Tutti i numeri di telefono di coloro che si sono iscritti li inseriamo in una rubrica web che poi replichiamo per sicurezza su un foglio Excel, un vero e proprio backup di carta dove salviamo tutti i dati che sono non sensibili: il numero di telefono abbinato a un numero progressivo al posto del nome del cittadino e il giorno deN’iscrizione. I numeri progressivi servono per creare le liste broadcast a cui inviare i messaggi: ogni lista può contenere al massimo 256 numeri di utenti. Il database serve anche per monitorare l’andamento delle iscrizioni e delle eventuali cancellazioni.
Dunque: abbiamo i primi iscritti, li abbiamo “memorizzati” e inseriti nelle liste broadcast dal telefonino. Questi primi passaggi vanno fatti necessariamente dallo smartphone, tutto il resto del lavoro sarà fatto attraverso WhatsApp Web (basta entrare nel sito e connettere attraverso il QR Code il cellulare), con cui si opererà da ora in poi nelle fasi di scrittura e di invio, che verranno fatte direttamente dalla tastiera del PC.
A coloro che sono entrati in contatto con questo servizio mandiamo un messaggio di benvenuto, che vuole essere insieme un atto di cura e di trasparenza e che suona più o meno così: Benvenuto nel nuovo servizio di informazione pubblica del Comune di XXXX. La invitiamo a prendere visione della nostra policy a questo link XXXX. Se vuole ricevere periodicamente le nostre informazioni su eventi, scadenze, avvisi ecc. ci scriva ISCRIVIMI, altrimenti risponderemo alle sue richieste di informazioni di volta in volta.
Due aspetti da sottolineare: la policy, che invitiamo a leggere, è un patto di trasparenza con cui diciamo con chiarezza cosa comunicheremo con questo strumento, a quali condizioni, a quali orari e con quali modalità. Va da sé che l’ufficio gestore del servizio di messaggistica deve individuare bene questi aspetti organizzativi al proprio interno. La seconda cosa da evidenziare è, appunto, la disponibilità che offriamo, negli orari indicati, a rispondere alle domande dei cittadini, al di là dell’iscrizione al servizio.
Promuovere il servizio WhatsApp
La comunicazione del nuovo servizio WhatsApp può essere fatta attraverso canali tradizionali (manifesti, depliant, ecc.) o solo sul web: naturalmente si deve mettere in evidenza il numero di cellulare e il senso generale del nuovo canale di comunicazione, i “plus” che esso offre, ecc. Una volta fatta la campagna di lancio, rimbalzata sui social istituzionali, sui giornali e in tutti i canali a disposizione, la comunicazione del servizio si alimenterà naturalmente con il passaparola. Vale la pena replicarla periodicamente, e soprattutto in occasione di eventi, pubblicazioni, ecc.

La gestione dei messaggi “in uscita” e “in entrata”
La social media policy, che abbiamo redatto per tutti i new media, mette in chiaro anche quali sono i contenuti che trattiamo nella messaggistica. Naturalmente ogni ente/azienda pubblica può scegliere quelli che ritiene opportuni. Noi abbiamo dato un taglio preciso e una forte impronta istituzionale e di pubblica utilità a questo servizio, ma le maglie potrebbero allargarsi o restringersi. Non inviamo messaggi politici/programmatici, ma notizie utili su bandi, scadenze, tasse, opportunità, quasi un “alert” nell’agenda del cittadino, eventi, informazioni di protezione civile, di emergenza e relative alla viabilità. Utilizziamo WhatsApp anche per l’invio di moduli o di piccoli video.
I possibili utilizzi – che vedremo in seguito – sono molti anche “in entrata”, da parte degli utenti: abbiamo usato, ad esempio, questo canale per chiedere ai cittadini di inviarci la “foto del cuore” in occasione dell’inaugurazione di una piazza storica e particolarmente vissuta: in questo senso WhatsApp si dimostra un mezzo molto “caldo” e utile a costruire un senso di comunità e a dare un’immagine smart dell’amministrazione.
La nostra organizzazione del servizio prevede l’invio di due “memo” contenenti 4/5 messaggi, ogni settimana, in modo da essere utili, ma non invasivi. Prima del weekend mandiamo la lista di tutti gli eventi e l’elenco delle farmacie di turno. In casi di emergenza – terremoto, chiusura improvvisa di una strada importante, maltempo, divieti di balneazione – il messaggio viene inviato quando, appunto, serve. Ogni messaggio contiene uno short link che rimanda ad approfondimenti o permette di scaricare moduli e modelli di domanda.
Se la lavorazione dei messaggi è semplice, l’invio alle liste broadcast è molto lungo e laborioso, e si fa attraverso WhatsApp Web manualmente, attraverso un operatore. Non esistono automatismi per far arrivare alle liste (che come detto contengono ognuna 256 numeri) i messaggi. Naturalmente, più sono gli iscritti più aumentano i tempi di invio. Tra l’altro questa applicazione – che non era nata per un invio così massiccio – porta con sé spesso qualche problema di ricezione. Ci sono utenti all’interno delle liste che non ricevono i memo e a cui dunque le informazioni vanno inviate singolarmente.
A differenza di Telegram – in cui ci si aggancia al canale dell’ente e non c’è invio a liste di utenti da parte di chi gestisce il servizio – il lavoro preparatorio e di invio di WhatsApp può richiedere molto tempo, tanto che appare improprio parlare di invio “in tempo reale”.
Capita anche, per mettere in chiaro le criticità che la gestione di questo servizio comporta, che si debbano “ripulire” frequentemente le liste dai messaggi inviati o dalle conversazioni per non “appesantire” troppo il cellulare e non farlo inceppare. Questa operazione di pulizia, manuale ancora una volta, comporta anche la perdita di dati o conversazioni, che andrebbero salvati qualora ce ne fosse necessità.
Fondamentale, ovviamente, è disporre di una filiera oliata e funzionante della comunicazione interna. I tempi di risposta di una chat come WhatsApp non possono essere quelli, per dire, di una mail. WhatsApp richiede ancor più immediatezza e velocità. Lo strumento le impone e i cittadini se le aspettano. Per questo è indispensabile strutturare il back office e la comunicazione interna come se si progettasse un vero e proprio sportello.
Usare WhatsApp anche “in entrata” – sono poche le realtà istituzionali che lo fanno – per ascoltare e rispondere alle richieste dei cittadini rischia di trasformare questo canale in una sorta di Urp virtuale? In un certo senso sì, ed è in questo terreno nuovo che si stanno concentrando le domande, i reclami, il dialogo, il dibattito dei cittadini. Per questo l’ente pubblico non dovrebbe sottrarsi alla risposta e all’organizzare un tale servizio. Ma servono alcune regole che vedremo, specie per quanto riguarda i reclami, e serve tenere presente che si lavora su una piattaforma di proprietà privata, su cui non abbiamo possibilità di intervenire, ad esempio in caso di malfunzionamento.
Quali sono state le reazioni degli utenti? La scelta di aprire fin dall’inizio questo canale in modalità bidirezionale ha suscitato molti feedback positivi. I cittadini rimangono spesso stupiti dal poter ricevere una risposta in tempi rapidi e in un “terreno” che loro frequentano abitualmente. A volte sbagliano numero, e ci mandano messaggi privati in realtà indirizzati ad un’amica, a volte ci ringraziano inviando cuoricini ed emoticon, esattamente come facciamo tutti, nel nostro uso “domestico” di WhatsApp. Alcuni ci danno il buongiorno…tutti ringraziano e rispondono con cortesia.
Cosa ci chiedono i cittadini
Il report che ogni anno facciamo sui contenuti delle richieste e i canali di comunicazione vede, purtroppo, il maggior numero di richieste di informazioni del 2016 legate al terremoto: la nostra città è stata colpita in maniera lieve, ma il sisma ha indotto più di una volta la chiusura delle scuole, ci sono stati danni alle abitazioni e la paura comunque è stata diffusa. È ovvio che le emergenze e la paura aumentano il bisogno di risposte e WhatsApp si è dimostrato uno strumento straordinario per rispondere e dare indicazioni ai singoli, iscritti e non al nostro servizio.

A parte le emergenze, le domande dei cittadini riguardano i lavori pubblici, le ordinanze sulla sanità e la balneazione, i servizi al cittadino, gli eventi. Cerchiamo di dare risposte sempre, e con la completezza che lo strumento ci permette: ad esempio, se un utente ci chiede quando scade la domanda per un contributo, possiamo comunicargli la scadenza e inviargli contemporaneamente il modulo per fare domanda o il link dove trovarla.
Come detto, cerchiamo di rispondere sempre e comunque, anche quando abbiamo solo una risposta interlocutoria. Il linguaggio che cerchiamo di usare è chiaro, concreto, il tono professionale, ma “friendly”.
Reclamare via WhatsApp
I cittadini non si limitano a chiedere informazioni: la diffusione dell’uso del telefonino e la semplicità con cui oggi si fotografa e si invia inducono lo stesso comportamento anche nei confronti dell’ente pubblico. In poche parole, gli utenti tenderebbero a inondarci di immagini di escrementi di cani, buche in centro, erba alta nei parchi. Pur rispondendo sempre a queste sollecitazioni, abbiamo deciso di dirottare sul nostro sistema dedicato alla gestione dei reclami tutte le segnalazioni che ci arrivano via messaggio.
Le regole che ci siamo dati, cui si accennava prima, vanno nella direzione di disincentivare un “reclamo emotivo”, che la facilità del mezzo moltiplicherebbe e che trasformerebbe il servizio di WhatsApp in una sorta di “sfogatoio” difficilmente gestibile. Con WhatsApp non è possibile una vera e propria “presa in carico” dei reclami e non avremmo la possibilità di presidiare e gestire i reclami stessi, di cui abbiamo monitoraggio e reportistica attraverso il nostro sistema di Crm sul sito istituzionale. Sappiamo di Comuni più piccoli in cui WhatsApp sta diventando strumento di partecipazione e di segnalazione di disservizi.
Alla segnalazione inviata via WhatsApp noi rispondiamo – sempre e comunque tendiamo a fornire una risposta -, ma a meno che non riguardi un’emergenza da prendere in carico immediatamente, dirottiamo l’utente al Crm. Se per quanto riguarda i reclami “formalizzati” è difficile prenderli in carico con questo strumento, esso resta molto efficace per un ascolto più generalizzato, per un monitoraggio delle esigenze e per la cosiddetta “sentiment analysis”.

La comunicazione per target particolari di utenti
WhatsApp può essere utilizzato pensando ad un pubblico “indifferenziato” e su temi generali, ma può anche essere organizzato con liste broadcast pensate per target. Due gli esempi che possiamo trarre dalla nostra esperienza di lavoro, ma altri potrebbero essere gli utilizzi. La continua chiusura della balneazione in una spiaggia cittadina ci ha portato a creare una lista particolare formata da operatori della spiaggia, bagnini, oltre che dai tecnici che si occupano di depurazione, acque di balneazione, ecc. L’invio a questa lista di destinatari ci consente di arrivare subito a coloro che si devono organizzare per far rispettare il divieto di balneazione e devono comunicarlo ai bagnanti. Il secondo esempio è la lista broadcast dedicata alle persone non udenti. Forti dell’esperienza di uno sportello dei sordi all’Urp, dove da anni una interprete della lingua dei segni aiuta le persone sorde a sbrigare pratiche burocratiche, dà informazioni e fa da “mediatore”, abbiamo pensato di utilizzare le competenze di questa professionista per realizzare video/tutorial nel linguaggio dei segni che inviamo – tra gli altri – a una lista dedicata anche in questo canale di messaggistica.
Liste per target possono essere pensate, in base alla mission delle aziende pubbliche che decidono di aprire un canale WhatsApp, per il mondo dei trasporti, della sanità, del turismo, della scuola e naturalmente della protezione civile. È ipotizzabile un uso di questo strumento circoscritto ad una utenza e a un settore particolare: si tratterebbe di coniugare la campagna di comunicazione iniziale su un versante specifico invece che puntare su un servizio aperto a tutti. Se i destinatari da individuare sono molti, altrettanto si può dire per i contenuti. Recentemente abbiamo proposto all’amministrazione questo canale per semplici sondaggi di gradimento a risposta chiusa di un servizio, o di un progetto particolare.
Un altro utilizzo riguarda l’invio di file audio – ad esempio per gli auguri di un amministratore a Natale o nel corso di una ricorrenza particolare o come segno di vicinanza in occasione di un’emergenza – o invio di video anche se risultano comunque troppo pesanti e non molto adatti per un invio massiccio.
Come abbiamo visto, il canale è percorribile anche dai cittadini per inviare proposte, foto per concorsi, moduli di adesione.
E per finire, a chi non piace? Naturalmente ci si può cancellare dal servizio. A chi lo chiede, mandiamo un messaggio finale di saluti avvertendo l’utente che risponderemo a singole richieste di informazioni al di fuori dell’invio settimanale dei memo.

Whatsapp continua a far parlare di sé e sembra essere sempre alla ricerca di novità da presentare ai propri utenti. Ben presto, attraverso l’applicazione per la messaggistica istantanea si potranno riprodurre i video di YouTube senza avviare l’apposita applicazione;  nello specifico, la riproduzione avverrà in fullscreen e sarà possibile ridurla pic to pic ed evitare all’utente di dover uscire obbligatoriamente dall’ applicazione.Ovviamente si tratta di una novità che non esiste ancora al giorno d’oggi, ma che è in fase di sviluppo soltanto per la versione Android, ma ben presto potrà essere allargata anche ad iOS e con tutta probabilità anche a Windows Phone.

Un’altra novità invece sembra essere in arrivo e riguarda proprio l’applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp e nello specifico pare che stia per essere lanciata un’ applicazione per trasformare le note audio in testi. Molto spesso le note vocali rappresentano motivo di liti problemi e confusione soprattutto quando queste sono troppo lunghe e non si riesce ad ascoltarli fino in fondo o talvolta purtroppo, dipende dalle circostanze si finisce per non ascoltarle affatto. Le note audio  rappresentano motivi di problemi, di confusione, soprattutto quando queste sono molto lunghe e non si riesce ad ascoltarli fino in fondo o talvolta dipende dalle circostanze, purtroppo non le si ascolta affatto. In tanti forse si sono chiesti nel tempo se prima o poi fosse stata inventata un’applicazione in grado di trasformare i messaggi audio lunghi in testo e questo oggi pare essere divenuto una realtà.  Si tratta di un’ applicazione che sicuramente rivoluzionerà il mondo delle note audio e finalmente si potrà dire addio alle interminabili note audio da 4 minuti.

L’applicazione in questione si chiama audio to text for WhatsApp ed è stata creata e lanciata sul mercato da un giovane studente italiano di Ingegneria Informatica Gianluca Grossi, il quale ha inventato questa applicazione sulla scia di speechless,  ovvero un’altra applicazione sempre collegata a WhatsApp per la conversione di testi in audio.

“Sono partito da una mia esigenza personale, in quanto diverse volte mi è capitato di non poter ascoltare i messaggi audio. Quindi ho deciso di cimentarmi in questo progetto. Questa versione dell’applicazione “Audio to text for whatsapp” è disponibile gratuitamente dalla fine di Maggio e ha realizzato poco più di 30 mila download. Una volta completato il lavoro, ho pensato di rivolgermi ad un mio amico e compagno di università per chiedergli di sviluppare l’applicazione anche per il sistema operativo iOS, quello utilizzato dai prodotti Apple, in quanto i due sistemi sono molto diversi e io non mi ero mai cimentato in una programmazione iOS“, questo quanto spiegato da Gianluca Grossi il ragazzo di 22 anni che ha ideato l’applicazione per Android, che permetterà di tradurre i messaggi vocali in testo.  Questa applicazione permetterà di tradurre in testo i messaggi vocali di una lunghezza massima di 5 minuti su iOS e fino a un minuto e 30 su Android.

COME CONVERTIRE UN MESSAGGIO AUDIO IN UN TESTO

Dopo aver acceso Audio to Text per WhatsApp si apre la conversazione in oggetto e si seleziona il messaggio audio che si è ricevuto. Per farlo occorre tenere premuto il dito sulla sinistra dello stesso messaggio visibile nella chat. Dopo la sua selezione in alto verranno mostrate le icone per scegliere l’azione.
Si tocca nella icona della condivisione che aprirà tutte le app presenti nel telefonino. Dovremo scegliere Audio to Text for WhatsApp. Visto che tale app converte l’audio con i propri server occorre che sia presente la connessione a internet. C’è poi la limitazione a 45 secondi per la lunghezza massima del messaggio audio.
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Dopo aver scelto Audio to Text per WhatsApp per la condivisione si aprirà la conversazione WhatsApp in cui verrà visualizzato un popup con il messaggio Processing audio.  Dopo qualche secondo la conversione terminerà e verrà visualizzato il testo dell’audio selezionato. Naturalmente la conversione sarà tanto migliore quanto migliore è l’audio inteso come qualità della dizione di chi parla e come mancanza di rumori ambientali esterni.

Usando questa applicazione con una delle altre lingue supportate possiamo estrarre il testo da un audio in un’altra lingua per poi eventualmente incollarlo nel Traduttore di Google e averne la traduzione. Toccando il testo risultante questo viene automaticamente copiato negli appunti e potrà essere incollato. Verrà contestualmente mostrata anche l’icona di Google Traduttore (se installato) per una eventuale traduzione immediata.

Ricordo che esiste anche Audio to Text per WhatsApp per iPhone e iPad e che è gratuita.

Sono in arrivo importanti novità riguardo WhatsApp e nello specifico nelle scorse ore è stata diffusa l’informazione secondo cui Whatsapp v2.17.265 è attualmente in fase di beta e supporta una nuova funzionalità che viene attivata di default su tutti i dispositivi che dispongono di Android o Developer Preview.

Secondo quanto riferito, WhatsApp v2.17.265 consente di visualizzare il contenuto di una chiamata all’interno di una qualsiasi schermata del sistema operativo e anche su altre applicazioni in esecuzione.Trattasi, inoltre, di una funzione concessa sull’ultima versione non ancora pubblicata di Android. La release 2.17.265 potrà essere utilizzata anche durante le videochiamate e nello specifico gli utenti potranno avviare una classica videochiamata e successivamente potranno ridimensionare l’immagine che potrà essere spostata all’interno dello schermo, per continuare la videochiamata anche mentre si effettuano altre operazioni; si tratta di una funzione molto utile che va a migliorare ulteriormente il multitasking dei dispositivi Android.

Gli utenti, potranno continuare la videochat mentre scrivono altri messaggi o mentre consultano Google Maps o fanno qualsiasi altra attività con il proprio smartphone. Come già detto, la funzionalità Pip ovvero picture-in-picture è già attiva di default all’interno dell’ ultima versione beta di WhatsApp, ma sfortunatamente è utilizzabile soltanto da tutti coloro che utilizzano un dispositivo con a bordo già Android 0. Per poterne disporre si dovrà aspettare molto tempo, visto che Android 0 è ancora in fase di sviluppo ed è utilizzato soltanto dai developers o da chi ha aderito al programma beta di Google.

Sfruttando la funzionalità, l’utente potrà minimizzare la finestra contenente la videochiamata all’interno di una finestra di dimensioni inferiori da trascinare in qualsiasi punto della schermata e come già detto, dunque, l’utente grazie a questa possibilità potrà compiere altre operazioni scambiando ad esempio i messaggi con gli altri utenti durante la conversazione e non sarà obbligato, molto probabilmente a rimanere nell’ app per visualizzare il video. La funzione non è ancora ufficiale ed è stata riportata dai soliti canali, prima della sua pubblicazione potrebbe subire dei cambiamenti e non è ancora certo che effettivamente sarà questo il suo funzionamento.

Non si sa ancora, dunque se la piccola finestra della videochiamata viene fissata in automatico in un angolo dello schermo o l’utente sarà libero di spostarla dove meglio desidera. Come già abbiamo avuto modo di anticipare, questa nuova funzione che sembra abbia colto di sorpresa gli utenti WhatsApp è utilizzabile soltanto da coloro che utilizzano un dispositivo con a bordo  Android 0 e per poterne disporne, dunque, bisognerà attendere ancora qualche tempo, visto che Android 0 al momento è in fase di sviluppo ed è utilizzato soltanto dai developer o da chi ha aderito al programma beta di Google.

Se vi trovate in Cina, sappiate che potrete avere delle difficoltà per poter utilizzare WhatsApp visto che nelle ultime ore molti utenti pare abbiano riscontrato qualche difficoltà a spedire foto e video nelle chat e altri, invece, pare non siano riusciti completamente a  condividere messaggi di testo.Stando a quanto riferito da un quotidiano locale piuttosto influente, pare che il problema sia in corso di risoluzione ma la verità potrebbe essere anche un’altra, ovvero che non si tratterebbe di un malfunzionamento di WhatsApp, ma di un tentativo del governo di mettere i bastoni tra le ruote di Facebook che ricordiamo non è accessibile nel paese dallo scorso 2009.

Instagram e Facebook da tempo pare non siano accessibili agli utenti cinesi, e adesso il governo locale sembra abbia completato l’opera di censura dei servizi forniti dall’azienda di Zuckerberg, bloccando anche Whatsapp, in un primo momento soltanto parzialmente ma è possibile che la censura diventi completa con il blocco dei messaggi di testo. WhatsApp è praticamente soltanto l’ultimo dei servizi offerti dalle aziende occidentali ad essere bloccato dal sistema di controllo della Cina, al fine di impedire la diffusione di notizie utili al governo, così come Facebook e Instagram pare siano inaccessibili anche Google Gmail e Twitter. Secondo le leggi vigenti in Cina, inoltre tutte le società devono obbligatoriamente conservare i dati su server dislocati nel paese e proprio per questo motivo l’ Apple ha aperto un data center nella provincia di Guizhou.

Come abbiamo detto, l’obiettivo del governo cinese sarebbe quello di bloccare le attività dell’ app come è successo anche ad Instagram, Twitter, Google e molti altri ancora e lo stesso sarebbe stato confermato da una fonte anonima interpellata dal New York Times, secondo cui il servizio è da imputare ad una precisa volontà delle autorità cinesi. Già nel corso della giornata di ieri, secondo alcune fonti il problema pare sia rientrato per alcuni utenti ma, come già abbiamo avuto modo di anticipare, l’ipotesi che il malfunzionamento sia dovuto a ragioni di natura tecnica, sarebbe da escludere.

In Cina Whatsapp sembra essere meno conosciuta rispetto a Wechat, ma è preferita soltanto da chi vuole tenere le conversazioni lontano dagli occhi indiscreti grazie alla crittografia che l’applicazione americana a differenza di quest’ultima orientale, garantisce. Facebook e Instagram, come abbiamo avuto modo di anticipare, sono stati banditi dallo Stato cinese già da tempo e nello specifico il primo nel 2009 ed il secondo nel 2014, durante le proteste di Hong Kong. Il blocco seppur temporale di WhatsApp, sembra sia legato alla recente legge sulla sicurezza informatica entrata in vigore lo scorso mese che ha portato con buona probabilità ad una maggiore attenzione.

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