Whatsapp testa il Picture-In-Picture su Android

Come già sperimentato sull’app Android nella sua versione Android, ecco che per operare sarà necessario semplicemente selezionare la nota di proprio interesse e subito dopo nella barra degli strumenti a comparsa sulla parte alta del display, sarà visibile un semplice cestino che in maniera eloquente ci invita ad eliminare la nota.

Si tratta della possibilità di avvalersi della modalità “picture-in-picture”, già introdotta a Maggio anche da Google Duo, per le videochiamate: secondo quanto è possibile vedere dagli screenshots diffusi in Rete, quando si sarà impegnati in una telefonata multimediale, si potrà ridurre l’interlocutore in una finestra flottante, che potrà essere disposta ovunque si voglia, o ridimensionata, in modo da poter fare anche altre cose mentre si sta colloquiando con un proprio contatto. La nuova funzionalità consente di visualizzare il contenuto di una videochiamata all’interno di qualsiasi schermata del sistema operativo e, forse, anche “su” altre app in esecuzione.

L’annuncio giunge dalla pagina Twitter di WABetaInfo, community di sviluppatori nota per anticipare quelle che saranno le nuove funzioni di WhatsApp in arrivo su iOS e Android con le versioni aggiornate.

L’app di messaggistica istantanea più amata dagli utenti sta facendo molti passi avanti ed è probabile che le WhatsApp rilasci le videochiamate PiP anche per Android 6 Marshmallow e Android 7 Nougat, magari insieme all’attesissimo WhatsAppRecall, funzione che permette di annullare i messaggi entro cinque minuti dall’invio (a patto che il destinatario non abbia già aperto la chat). La funzione non è ancora “ufficiale” ed è stata riportata dai soliti canali.

Ricordiamo che il PiP per le chiamate video in Whatsapp è disponibile solo nelle versioni beta per Android dalla numero 2.17.265 eseguite su Android O (8.0). WhatsApp si è da sempre contraddistinta per la sua semplicità d’uso e la scarsa complessità in fase di “personalizzazione”, tuttavia negli ultimi anni la situazione si è totalmente stravolta con diverse migliorie su tutti i fronti.

WhatsApp aggiornamenti sui file. ALLARME HACKER: VIRUS E MALWARE SU WHATTSAPP

WhatsApp aggiorna sull’invio di file, ma scatta l’allarme degli esperti sulla App. Vero che è un bel vantaggio potersi scambiare tutti i tipi file (anche i file eseguibili) con la prossima versione della chat, ma questo potrebbe portare ad attacchi di Hacker e di file con Malware. Insomma, allarme virus.

WhatsApp aggiornamenti sui file. ALLARME HACKER: VIRUS E MALWARE SU WHATTSAPP – Come proteggersi

Su WhatsApp arriveranno in condivisione i file eseguibile (Zip, far, api, exe): fate molta attenzione ad aprirli, anche se dovessero esservi inviati dai vostri contatti: è un attimo che i virus prendano in ‘ostaggio’ il vostro cellulare.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP

WhatsApp lancia una nuova funzione: si potrà condividere ogni tipo di file. Ma arrivano anche foto alta qualità in modalità night mode. Le novità su WhatsApp? Ve le raccontiamo tutte.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – SVOLTA SUI FILE

WhatsApp ha avviato la distribuzione dell’atteso aggiornamento per Android. Finiti i test ecco quattro novità, tra cui la possibilità di inviare qualsiasi tipo di documento. Le nuove funzionalità di WhatsApp sono incluse nella versione 2.17.254 disponibile a tutti nelle prossime ore.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – ECCO I FILE PER TUTTI

WhatsApp fino ad ora permetteva di condividere solo alcuni tipi di file, come .pdf, .docx e .xlsx. Quando sarà installato l’aggiornamento si potrà inviare qualsiasi tipo di file, inclusi .apk, .zip, musica, foto e video. La procedura dei file su WhatsApp è classica: apertura della chat, tocco sull’icona della graffetta e quindi scelta del documento presente sullo smartphone.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – NOVITA’ FOTOCAMERA

WhatsApp regalerà una seconda novità che riguarda la fotocamera. L’utente può vedere tutte le foto e tutti i video con un scrolling verso l’alto. Le immagini inviate e ricevute in blocco saranno mostrate in una gallery nella loro qualità originale, senza compressione.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP –  NOVITA’ SUL TESTO

WhatsApp  avrà anche la formattazione del testo. Se l’utente seleziona il testo con un tap&hold viene mostrato un menu floating con quattro opzioni (grassetto, corsivo, barato e monospazio). Non sarà più obbligatorio utilizzare caratteri speciali prima e dopo il testo.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – NOVITA’ DESIGN SCHERMATA

WhatsApp ha migliorato il design della schermata visualizzata durante le chiamate vocali e le videochiamate. Chi non vuole attendere l’arrivo dell’aggiornamento può scaricare il file APK da APKMirror.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – Novità: versione Beta. Foto notturne e testo: WHATSAPP SVOLTA

WhatsApp novità aggiornamento con la versione beta. Per gli utenti ci sarà una nuova ricerca di emoji da inserire più velocemente nelle conversazioni. In più sarù possibile formattare il testo utilizzando parole in grassetto, corsivo e barrato.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – Cos’è Night Mode IOS E ANDROID

Ma l’ultima versione beta di WhatsApp porterà alla modalità notturna o night mode. Di cosa si tratta? All’interno della fotocamera dell’applicazione di messaggistica, quando verrà abilitata questa funzione di WhatsApp si potranno scattare foto migliori al buio. Già disponibile su IOS, arriverà anche sulla versione Android.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – Come si attiva Night Mode

Per attivare night mode su WhatsApp occorrerà toccare l’icona della Luna nella fotocamera interna all’applicazione. Tale opzione si troverà in alto a destra, a fianco all’icona del flash. Così facendo lo scatto sarà più brillante che in passato. Un bel vantaggio per chi ama fare le foto all’interno di WhatsApp.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – Night Mode per foto e non video

Night mode su WhatsApp dovrebbe attivarsi in automatico. L’icona della Luna dovrebbe visualizzarsi solo quando il sensore della fotocamera individui cattive condizioni di luce. Attenti però: sembra che Nigh Mode sarà utilizzabile solo nelle foto e non nei video di WhatsApp. Già disponibile su iOS (versione 21.17.10 e seguenti) arriverà in un secondo momento sulla versione Android dell’app.

INVIARE QUALSIASI  TIPO DI FILE

WhatsApp non consente di inviare qualsiasi tipologia di file, ma con SendAnyFile è possibile aggirare questa l’imitazione. SendAnyFile è un’app che al momento non è presente su Google Play ma può essere scaricata da http://www.edmaster.it/url/6888/. Per installarla è necessario abilitare l’opzione Orìgini sconosciute da Impostazioni/Sicurezza. Al termine dell’installazione avviarla e fornire i permessi necessari. Quando si vuole inviare un file con WhatsApp, con un qualsiasi file manager selezionare il file e scegliere di condividerlo con SendAnyFile. Toccare quindi Choose app e questa volta scegliere di condividerlo con WhatsApp. Non resta che selezionare il destinatario: indipendentemente dal suo formato, la sua estensione verrà cambiata in •doc. È importante che anche il ricevente abbia a sua volta installato SendAnyFile e che utilizzi questa app per aprire il file .doc ricevuto. Nel caso dovesse apparire il messaggio che l’applicazione non risponde, rimanere tranquilli e toccare Wait.

USARE WHATSAPP SU SMARTPHONE E TABLET

L’app è stata pensata per essere utilizzata su un dispositivo con Sim, ma con una piccola app possiamo usarla contemporaneamente anche su un secondo device. Per farlo è necessario prima installare l’app Whatscan sul secondo dispositivo. Avviarla, scegliere la lingua italiana, ed eventualmente impostare una password di accesso. Andare quindi sul telefonino su cui è installata WhatsApp, recarsi in Impostazioni/WhatsApp Web e toccare Scannerizza il codice QR. Con la fotocamera del telefonino inquadrare il codice QR mostrato sul secondo dispositivo.

Dopo una serie di buoni feedback ottenuti, risolti alcuni piccoli fix, è venuto il momento di distribuire in forma stabile gran parte delle novità che abbiamo già avuto modo di accennare nel recente passato. Il primo importante cambiamento è la possibilità di inviare qualsiasi tipo di file. Il sistema di accesso allo share content non cambia, e per condividere sarà sufficiente cliccare semplicemente sul riferimento grafico che appare al loro fianco.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP

WhatsApp lancia una nuova funzione: si potrà condividere ogni tipo di file. Ma arrivano anche foto alta qualità in modalità night mode. Le novità su WhatsApp? Ve le raccontiamo tutte.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – SVOLTA SUI FILE

WhatsApp ha avviato la distribuzione dell’atteso aggiornamento per Android. Finiti i test ecco quattro novità, tra cui la possibilità di inviare qualsiasi tipo di documento. Le nuove funzionalità di WhatsApp sono incluse nella versione 2.17.254 disponibile a tutti nelle prossime ore.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – ECCO I FILE PER TUTTI

WhatsApp fino ad ora permetteva di condividere solo alcuni tipi di file, come .pdf, .docx e .xlsx. Quando sarà installato l’aggiornamento si potrà inviare qualsiasi tipo di file, inclusi .apk, .zip, musica, foto e video. La procedura dei file su WhatsApp è classica: apertura della chat, tocco sull’icona della graffetta e quindi scelta del documento presente sullo smartphone.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – NOVITA’ FOTOCAMERA

WhatsApp regalerà una seconda novità che riguarda la fotocamera. L’utente può vedere tutte le foto e tutti i video con un scrolling verso l’alto. Le immagini inviate e ricevute in blocco saranno mostrate in una gallery nella loro qualità originale, senza compressione.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP –  NOVITA’ SUL TESTO

WhatsApp  avrà anche la formattazione del testo. Se l’utente seleziona il testo con un tap&hold viene mostrato un menu floating con quattro opzioni (grassetto, corsivo, barato e monospazio). Non sarà più obbligatorio utilizzare caratteri speciali prima e dopo il testo.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – NOVITA’ DESIGN SCHERMATA

WhatsApp ha migliorato il design della schermata visualizzata durante le chiamate vocali e le videochiamate. Chi non vuole attendere l’arrivo dell’aggiornamento può scaricare il file APK da APKMirror.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – Novità: versione Beta. Foto notturne e testo: WHATSAPP SVOLTA

WhatsApp novità aggiornamento con la versione beta. Per gli utenti ci sarà una nuova ricerca di emoji da inserire più velocemente nelle conversazioni. In più sarù possibile formattare il testo utilizzando parole in grassetto, corsivo e barrato.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – Cos’è Night Mode IOS E ANDROID

Ma l’ultima versione beta di WhatsApp porterà alla modalità notturna o night mode. Di cosa si tratta? All’interno della fotocamera dell’applicazione di messaggistica, quando verrà abilitata questa funzione di WhatsApp si potranno scattare foto migliori al buio. Già disponibile su IOS, arriverà anche sulla versione Android.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – Come si attiva Night Mode

Per attivare night mode su WhatsApp occorrerà toccare l’icona della Luna nella fotocamera interna all’applicazione. Tale opzione si troverà in alto a destra, a fianco all’icona del flash. Così facendo lo scatto sarà più brillante che in passato. Un bel vantaggio per chi ama fare le foto all’interno di WhatsApp.

WhatsApp aggiornamenti Android e Ios. FOTO E FILE: NOVITA’ WHATSAPP – Night Mode per foto e non video

Stai per sostituire il tuo vecchio smartphone Android con l’ultimo modello di iPhone? Allora ci sono alcune cose che devi assolutamente sapere. Le due piattaforme mobile, Android e iOS, mettono a disposizione un sistema per trasferire rubrica telefonica, messaggi, foto e filmati dal vecchio al nuovo dispositivo. Ma nessuno dei due sistemi, però, ci permette di trasferire anche le chat di WhastApp e soprattutto di importale nell’applicazione. Il noto social, infatti, consente di trasferire le chat da un vecchio smartphone a uno nuovo a patto che entrambi utilizzino lo stesso sistema operativo: da Android ad Android o da iPhone ad iPhone. Nel primo caso sarà sufficiente eseguire un backup su GDrive(lo spazio cloud di Google), mentre nel secondo si esegue un backup delle chat su iCloud o iTunes .

LA SOLUZIONE
Sul mercato non esistono, al momento, soluzioni gratuite in grado di gestire il backup dei messaggi Whatsapp. Abbiamo scovato in Rete solo software a pagamento a prezzi contenuti: se abbiamo dati importanti da salvare, il gioco vale la candela. Per trasferire le chat dal vecchio iPhone al nuovo dispositivo Android, utilizzeremo l’app Wazzap Migrator che prevede un costo d’acquisto pari a 3.69€ in aggiunta al software gratuito iPhone Backup Extractor. Per il passaggio inverso, invece, da Android ad iPhone, utilizzeremo BackupTrans, un ottimo software per PC che in versione free limita il trasferimento ad un massimo di 20 messaggi, se decideremo quindi di trasferire le intere conversazioni, saremo “obbligati” al pagamento di un canone una tantum di 19.996.

Whatsapp, in arrivo un altro messaggio truffa da non diffondere

A poche settimane di distanza ritorna la bufala che è girata già con grande foga sia su WhatsApp sia su Facebook. Numerosi utenti hanno segnalato la presenza di nuove catene (con tantissimi iscritti) segnalanti la presenza di un fantomatico numero dannoso per il proprio cellulare. Il modello è sempre lo stesso: “Non accettare telefonate da questo tizio, altrimenti il tuo smartphone sarà formattato/distrutto/spolpato di tutto il credito”.

Il messaggio che sta circolando con grande frequenza lo proponiamo qui nella sua forma testuale:

Per favore avvisa tutti i contatti della tua lista di non accettare la chiamata di +39-347-6301xxx è un virus che formatta il tuo cellulare. Attenti è molto pericoloso.. L’hanno annunciato oggi alla Rai TV. Diffondi più che puoi”.

Trattasi ovviamente di grandi bugie. Come prima cosa la “RAI TV” non ha annunciato alcunché riguardo problemi di genere. In seconda battuta il numero di telefono che viene riportato dal testo è un normalissimo contatto di un utente qualunque (per questo abbiamo oscurato le ultime tre cifre, visibili invece in chat).

Nessun pericolo, ma anzi molta attenzione da fare. Continuiamo a ripetere sino allo sfinimento che queste catene rappresentano un male incredibile di WhatsApp, male da evitare a tutti i costi.

A questo proposito, riproponiamo i nostri piccoli consigli per non finire nel vortice delle catene di Sant’Antonio su WhatsApp.

Whatsapp si aggiorna, arrivano 3 importanti novità

In questi giorni WhatsApp sta provando a migliorare sempre di più l’applicazione, grazie ad un aggiornamento che consentirà di migliorare alcune funzioni che semplificheranno le esigenze dell’utente.

L’aggiornamento dovrebbe essere scaricabile dal Google Play Store nelle prossime ore e potreste averlo già ricevuto.

In cosa consiste l’aggiornamento

Una delle prime novità di WhatsApp sarà quella di supportare l’invio di più tipi di file. Fino a ieri, l’applicazione era in grado di supportare solamente PDF e documenti. Con questo nuovo update, l’app potrà usufruire di una nuova funzione, ovvero, la possibilità di condividere con i contatti anche file zip (e altri file compressi, inclusi gli APK di Android), documenti Office, file di testo e altro.

La condivisione è semplice, dato che il metodo non cambia rispetto al passato, cambiano solo i file supportati. Vi basterà premere sull’immagine di condivisione, selezionare Documento e potrete inviare qualsiasi tipo di file ai vostri contatti, cliccando sull’icona della freccia, a fianco dei file inviati.

Un’altra novità riguardante questo aggiornamento, è la semplificazione della formattazione del testo in corsivo, grassetto o barrato. In poche parole, bisogna selezionare la parola che si desidera formattare tenendola premuta; dopodiché, si aprirà un menu il quale bisogna cliccare sui tre puntini alla sua estrema destra, per avere la possibilità di selezionare vari stili di formattazione per la parola scelta.

Infine, l’ultima novità è la possibilità di vedere la galleria dall’interfaccia della fotocamera, oltre a dei miglioramenti relativi al design per chiamate vocali e videochiamate.

WhatsApp, arrivano molte novità: una su tutte il Night Mode

La prima riguarda la possibilità di formattare il testo, la seconda è la Night Mode. Di seguito ne andremo a parlare nel dettaglio per vedere di cosa si tratta. È la funzione notte o “night mode”: in pratica tale funzione dovrebbe assicurare sia scatti migliori (da condividere) in scarsa condizione di luce, sia una migliore qualità delle videochiamate.

Il team dell’applicazione messaggistica più utilizzata al mondo, acquistata da Facebook nel 2014, sta lavorando per portare una nuova novità che renderà l’utilizzo di WhatsApp, sempre più piacevole nei confronti degli utenti. Tra queste, la possibilità di effettuare una ricerca delle emoji per poterle inserire nei messaggi più facilmente. Si può formattare il testo, andando ad utilizzare parole in corsivo, grassetto o barrato. Dal menù delle opzioni contestuali che si apre, gli utenti dovranno selezionare l’icona con tre pallini verticali e li scegliere la formattazione della parola che sarà immediatamente applicata.

Per adesso non si tratta di una funzionalità presente nemmeno nella versione beta dell’applicazione, per cui vi invitiamo a prendere il tutto con il beneficio del dubbio. Tutte però che spaziano dalla grafica al comparto foto e immagini, ma ancora la funzione relativa alla cancellazione dei messaggi inviati per errore, quella che in molti avevano ribattezzato ‘revoke’ ancora non si vede. Certo è che, sfruttando un semplice “workaround”, è possibile ottenere lo stesso beneficio della presunta “Modalità Notturna” di WhatsApp con l’app fotocamera proprietaria dello smartphone, condividendolo poi dalla galleria. In pratica, una volta abilitata, questa funzione dovrebbe consentire di scattare foto migliori al buio.

Un’altra criticità di WhatsApp riguarda la condivisione di informazioni con Facebook per motivi pubblicitari. Durante l’estate del 2016, l’app ha modificato alcune clausole della propria politica sulla privacy, richiedendo di accettare l’integrazione dei dati con il social network. Ad autunno, Garante della Privacy e Antitrust hanno dato il via a più indagini per verificare che questo passaggio fosse rispettoso dei termini previsti dal Codice del Consumo. A maggio 2017, le istruttorie si sono concluse con una sanzione di 3 milioni di euro per WhatsApp. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti ritenuto la società colpevole “di aver indotto gli utenti ad accettare integralmente le modifiche apportate ai Termini di utilizzo dell’applicazione, con, in particolare, pre-impostata l’opzione di condividere con Facebook alcuni dati personali del proprio account WhatsApp, per l’utilizzo dei medesimi da parte di Facebook a fini di profilazione commerciale e pubblicitari”.

I social network sono ormai lo strumento principale usato per comunicare con amici, parenti e conoscenti, ma sono anche il mezzo preferito dai criminali per adescare possibili vittime nelle proprie attività illecite. Facebook viene usato per capire le abitudini delle persone, scoprire quando sono in casa o sono in vacanza, per esempio. LinkedIn serve anche a contattare persone per proporre finti affari, improbabili investimenti e così via. Perfino WhatsApp può essere usato in maniera illecita per inviare catene di sant’Antonio, offerte truffaldine che si diffondono velocemente fra i nostri contatti e hanno in realtà il solo scopo di far scaricare virus, ransomware, programmi fraudolenti che spiano le nostre attività o rubano i dati e via discorrendo. Ma allora è così pericoloso usare questi strumenti che la tecnologia ci ha messo a disposizione? Non c’è una risposta semplice. Il buonsenso ci dice che, se nella vita reale non conviene spiattellare ai quattro venti che per 15 giorni saremo fuori casa, non ha alcun senso scriverlo su Facebook…

Ci sono invenzioni come radio, televisione, internet e automobile che hanno trasformato radicalmente le nostre abitudini, i modi di comunicare, muoversi, imparare e divertirsi. Sono pietre miliari del cammino umano, motori instancabili dell’evoluzione sociale e culturale. Pochi, però, sanno chi li abbia inventati. Discorso opposto vale per l’ultimo anello della catena, per il più acrobatico salto in avanti del progresso tecnologico: l’iPhone. È arrivato nei negozi il 29 giugno del 2007.

E se chiedete a chiunque sul pianeta chi lo abbia partorito, riceverete sempre una sola e immediata risposta: Steve Jobs, il fondatore della Apple. Da quel giorno di dieci anni fa (sì, sono solo dieci, anche se sembra di parlare di un’epoca giurassica) il telefonino ha cambiato nome, è diventato smartphone.

Uno strumento che ha stravolto il modo di interagire con la tecnologia. Chi è nato dopo quella data, quando si trova davanti a un display, resta stupito se non è touch, ossia in grado di rispondere a comandi tattili. I bambini provano a toccare anche lo schermo della tv in salotto. I gesti e i movimenti delle dita sul display sono diventati il nuovo modo di dialogare con la tecnologia, un linguaggio universale tanto quanto la parola e la scrittura.

Steve Jobs è l’uomo che ha inventato quello che non c’era. Ha trasformato il vecchio telefonino in un computer tascabile sempre connesso al web, in grado di riprodurre video e musica. Un oggetto del desiderio capace di fondere in un piccolo spazio i dispositivi rivoluzionari delle generazioni precedenti.

L’iPhone e tutte le successive declinazioni di altre marche sono diventati la bussola del mondo (chi si vuole perdere deve veramente impegnarsi), risposta a ogni domanda digitata su Google, estensione del corpo in grado di farci trovare un taxi, giocare e pagare, fotografare e condividere, comprare, commentare e litigare, immergerci con gli occhi e la mente in un altrove sterminato. Di ammanettarci a una nuova schiavitù frutto delle sue tante virtù lo maneggiamo 2.617 volte al giorno dati Dscout), più di un qualsiasi amuleto, utensile, feticcio; lo usiamo fino a quattro ore non consecutive ogni 24 ore; nell’87 per cento dei casi, lo accendiamo di notte almeno una volta a settimana. Preoccupati di perderci qualcosa, cruciale o marginale poco importa. Ansiosi di leggere l’ultima notifica, di rimanere dentro la «telepatia elettronica» (la definizione è di Edward Snowden): il flusso travolgente di pensieri altrui espressi da faccine e selfie, messaggi scritti e vocali, videochiamate e aggiornamenti sui social network.
Dal 2007 sono stati venduti 7,1 miliardi di smartphone, quanto la popolazione del pianeta, 1,5 miliardi solo nel 2016 (fonte Gartner). Di questa cifra enorme, 1,2 miliardi hanno la Mela scolpita nel guscio. Un successo senza eguali che ha trasformato la società di Cupertino in una compagnia con una capitalizzazione in Borsa da record, superiore agli 800 miliardi di dollari. Otto volte più del 2007, come ricorda il Wall Street Journal. In Italia, secondo la società di ricerca ComScore, i cellulari con la connettività e l’intelligenza di serie sono usati da 33 milioni di persone: il 19,2 per cento esibiscono il marchio Apple, il 71,6 per cento hanno un cuore Android. Ovvero il sistema operativo targato Google, lanciato nel 2008 dal motore di ricerca proprio per arginare lo tsunami della mela e adottato dai suoi principali rivali, in prima fila gli asiatici Samsung e Huawei, che a fine 2016 occupavano il primo e il terzo posto del mercato tricolore, rispettivamente con una quota del 40 e 12 per cento.
Gli smartphone rappresentano la quintessenza di una dinamica che è ricorrente e ricercata in Silicon Valley: sono «disruptive». Dirompenti, nel senso distruttivo e progressivo del termine. Hanno fatto stragi commerciali, strozzando per esempio il mercato delle macchine fotografiche: gli analisti dell’americana InfoTrends stimano che entro il prossimo dicembre l’85 per cento delle immagini globali saranno generate dai telefonini, quasi il 5 per cento dai tablet, pronte per essere pubblicate su Instagram e dintorni. Peggio è andata ai lettori musicali e al formato mp3, dichiarato ufficialmente defunto perché la musica si ascolta in streaming su YouTube, Spotify (30 milioni di canzoni a disposizione) ed epigoni. Anche gli sms sono stati assassinati, consegnando a WhatsApp e Facebook Messenger (oltre un miliardo di utenti per ciascuno) il compito di farci comunicare.

Infine, ne è uscito azzoppato il settore dei computer da scrivania e portatili, che circa due lustri dopo l’iPhone vendono 55 milioni di pezzi in meno l’anno: 219 milioni nel 2016, 264 milioni nel 2007. Fino al 29 giugno 2007 il mondo viaggiava ancora sulle ali della visione di Bill Gates. Il fondatore della Microsoft, 30 anni fa, aveva preconizzato: «Nel futuro vedo un computer in ogni casa e uno su ogni scrivania». Ma al rivale Steve Jobs è bastato un discorso di 14 minuti per mandare in pensione le teorie di Gates. «Ogni tanto» disse il padre dell’iPhone dal palco di San Francisco «arriva un prodotto in grado di cambiare tutto. Noi abbiamo reinventato il telefono. Siamo cinque anni avanti agli altri». È stata questa capacità di muoversi in anticipo l’arma vincente di Apple, che per almeno due anni non ha avuto concorrenti seri.

Un vantaggio strategico favorito e ingigantito da un errore di valutazione, da un clamoroso autogol di Steve Ballmer, allora amministratore delegato di Microsoft. In un’intervista al quotidiano Usa Today disse: «Non c’è alcuna possibilità che l’iPhone possa ottenere una quota di mercato significativa». Ma nei primi tre mesi dall’uscita, il «melafonino» raggiunse 1,4 milioni di pezzi venduti e il magazine Time lo elesse prodotto dell’anno. Il resto è storia: il tentativo di Microsoft di recuperare goffamente terreno comprando Nokia per 5,4 miliardi di euro nel 2013; la scomparsa di BlackBerry; il pensionamento della tastiera fisica; gli schermi che diventano sempre più grandi e definiti; i chip sempre più veloci e performanti.

Oggi uno smartphone ha più potere di calcolo di tutti i computer usati dalla Nasa per sbarcare sulla luna, macchinari da 3,5 milioni di dollari l’uno, grandi quanto un’automobile.
L’estrema miniaturizzazione e il galoppo della tecnologia sono la chiave di volta per lo sviluppo delle applicazioni (i programmi che fanno funzionare i telefonini). È la consacrazione di una nuova economia: le app per il solo mondo-Apple a fine 2016 avevano generato 1,2 milioni di posti di lavoro nel Vecchio continente, distribuendo dal 2008 quasi 10 miliardi di euro di profitti. C’è un software per qualsiasi esigenza: trovare l’anima gemella o solamente vivere un’avventura, in base alle preferenze sessuali; saltare la fila alla posta, prenotare le vacanze. Un elenco anche lunghissimo risulterebbe troppo parziale. Se in molti Paesi, dice ComScore, nei settori del banking e del turismo l’esperienza da mobile ha sopravanzato quella da pc, in altri è già accaduto per il consumo dei video.

Ce n’è abbastanza per generare dipendenza. «Ci sentiamo nudi senza telefonino» ha dovuto ammettere Larry Page, fondatore di Google e artefice dell’acquisizione di Android. È un sintomo della nomofobia, patologia ormai riconosciuta che si manifesta con ansia e stress, attacchi di panico nei casi estremi, quando scatta la paura di non essere raggiungibili, senza credito o con la batteria in rosso. Impossibile stimare il numero degli «infetti», facile riconoscersi nei sintomi: «Ne siamo così ossessionati da non vedere nulla intorno a noi» rimarca Martin Lindstrom, autore bestseller, esperto di nuovi media. Lo smartphone sta rovinando il piacere di godersi il mondo in diretta, un concerto o un paesaggio, perché si preferisce fotografarlo e postarlo anziché viverlo.

Può ucciderci: secondo l’Aci è tra le principali cause di morte sulle strade italiane. Può rovinarci: gli affidiamo tutti i dati personali e se finisce nelle mani sbagliate possono esserci conseguenze devastanti. Di sicuro, minacce degli hacker a parte, ci spia costantemente. Sa dove siamo, conosce le nostre abitudini, tenta di venderci prodotti tagliati su misura sui nostri gusti e sulla nostra posizione.

Siamo dunque ben oltre il piano della vastità dei contenuti, il cellulare intelligente < è un’irrinunciabile supporto. Oramai maneggiamo con destrezza il touch, alfabeto di gesti e movimenti, linguaggio ecumenico, un rito in perenne evoluzione: da pochi giorni, con Apple Pay, possiamo saldare il conto nei negozi facendoci riconoscere dallo smartphone tramite l’impronta digitale, valida anche per pensionare le vecchie password alfanumeriche, puntando in parallelo sulla scansione dell’iride e sul riconoscimento facciale dalla fotocamera del telefono. Nuove modalità d’interazione, che al centro mettono anche la voce: Siri ha la metà degli anni dell’iPhone (è stata lanciata nell’ottobre 2011) e solo adesso la sua capacità di comprensione supera i suoi proverbiali, irritanti equivoci. Ma è grazie al continuo supporto dell’intelligenza artificiale, che arriverà a sorprenderci, rispondendo con coerenza a un ventaglio immenso di domande, conversando con noi con disinvoltura. Lo stesso intendono fare Google Assistant, Cortana di Microsoft e Alexa di Amazon, cancellando l’intermediazione del display, funzionando come instancabili concierge virtuali al ritmo delle parole anziché dei tocchi.

E Facebook già guarda oltre: lo scorso aprile ha mostrato un modo per interagire con il social network tramite il cervello: dettando testi semplicemente pensandoli, senza muovere un dito o pronunciare una vocale. «Sembra impossibile, ma ci siamo vicini» ha assicurato Regina Dugan, vicepresidente delle attività ingegneristiche di Facebook ed ex direttore della Darpa, l’agenzia che sviluppa i progetti d’avanguardia del Dipartimento della difesa americano, il luogo dove sono state messe le basi di internet.

Alla prossima generazione degli smartphone, alle loro funzioni di bordo, lavorano alcuni tra i migliori cervelli del pianeta. Puntando a traguardi oggi impensabili, come conferma a Panorama Carlo Barlocco, presidente di Samsung Electronics Italia, l’azienda rivale numero uno della mela morsicata, in grado di vendere 44 mila telefoni nel mondo ogni ora. «Pensate» spiega Barlocco «come potrebbe cambiare l’esperienza di fruizione dei contenuti se uno schermo grande come quello di un tablet fosse capace di arrotolarsi e diventare poco più grande di una penna da mettere nel taschino. E non è fantascienza».

In media gli italiani utilizzano Facebook Messenger appena 1 ora al mese, il che significa che, rispetto alle lunghe conversazioni di gruppo su WhatsApp, la chat di Facebook viene in prevalenza utilizzata per comunicazioni molto brevi ed intra-personali sempre in accordo con l’analisi e le stime formulate dall’esperto di social media Vincenzo Cosenza.

Il servizio si è imposto sul mercato per la sua semplicità di utilizzo, basato su un meccanismo di iscrizione (basta avere un numero di cellulare) e di avvio (usa la rubrica telefonica quindi non bisogna costruire una rete di contatti) immediati. WhatsApp è l’app di messaggistica più utilizzata dagli utenti italiani. Secondo l’analisi, WhatsApp rimane largamente l’app di messaggistica più utilizzata dagli italiani, tanto per tempo di utilizzo che per numero di utenti: si parla 11 ore e 30 minuti al mese per ogni persona, e di persone che utilizzano WhatsApp in Italia ce ne sono ben 22 milioni (su 1,2 miliardi di utenti al mondo). Alla seconda posizione tra le app di messaggistica più utilizzate in Italia troviamo Facebook Messenger, utilizzata da 15 milioni di italiani (1,2 miliardi di utenti attivi al mondo), con un +25% rispetto allo scorso anno. Infatti gli heavy user sono soprattutto quelli appartenenti alla fascia dei 25-44enni.

Gli heavy users sono nella fascia 25-44 e anche qui l’uso per persona si ferma ad 1 ora al mese. Al terzo posto c’è Skype, con 8 milioni di utilizzatori italiani (300 milioni d’utenti nel mondo) e un calo del 16% dei fruitori, mentre in grande crescita è Telegram, che si piazza sorprendentemente al quarto posto. L’utenza più attiva è quella dei 15-24enni, che lo usano per le sue caratteristiche di segretezza (è stato il primo ad introdurre una criptatura end-to-end) e per la presenza di BOT, che automatizzano il delivery dei messaggi. Viber è usato da circa 1 milione di italiani, in calo del 40% rispetto al 2016 (ma nel mondo è apprezzato quanto da 260 milioni di persone). “Queste funzioni stimolano un’attività media di 2 ore e 30 minuti a persona”. Le app di social messaging meno usate, invece, sono WeChat e Windows Live Messenger, che hanno fatto registrare una ‘caduta libera’ sul campo dell’utenza.

Il display, che così tanto rapisce e distrae, ne uscirà marginalizzato, accartocciato su se stesso, stimolato da parole e pensiero. Più avanti ancora, il cellulare potrebbe finire condensato in un auricolare, strizzato in un chip sottopelle: protesi invisibile del nostro corpo, non più solo sua figurata estensione tascabile. Il nuovo numero uno della Apple, Tim Cook, d’altronde, non vede i primi dieci anni dell’iPhone come un traguardo, ma come un punto di partenza. «Abbiamo appena cominciato» ha detto poche settimane fa. «Il meglio deve ancora arrivare». (Twitter: @HoBisognoDiTech; @MarMorello).

WhatsApp si appresta a rilasciare nuove funzionalità che serviranno a consolidare il ruolo di leadership tra le app di messaggistica.
Al momento queste novità sono disponibili solo nella versione beta: bisognerà pazientare ancora prima di effettuare l’aggiomamento dell’applicazione sul proprio dispositivo.
Grazie a WABetalnfo, fonte piuttosto affidabile per quanto riguarda le novità in arrivo su WhatsApp, siamo comunque venuti a conoscenza delle nuove funzionalità.
COSA CI ASPETTA
Alcune “features” sono già state rilasciate nell’ultima release, in particolare la possibilità di fissare in alto le chat che ci interessano e la risposta veloce; per le altre invece occorrerà attendere ancora ed in particolare la tanto richiesta “revoca dei messaggi” ed il meno popolare “tracciamento in tempo reale della posizione”. Se queste ultime sono già state annunciate ufficialmente, per la nuova interfaccia dedicata alla ricerca delle GIF, che ritroveremo suddivise in categorie con la possibilità di visualizzare le recenti, sul ritorno degli adesivi e sul nuovo editor che trasformerà in GIF i nostri video, c’è ancora del riserbo e non è ben chiaro quando e se verranno rilasciate insieme alla tanta vociferata nuova interfaccia. Di sicuro pochi avranno notato la marcia indietro sulle storie, uno dei flop più clamorosi dell’app di Zuckerberg, mentre tra le funzionalità che si attendono ancora con ansia c’è quella dei videomessaggi che Telegram ha già introdotto nella scorsa release.

Davanti ad lina platea di 4.000 persone si è tenuta in California l’F8, l’annuale conferenza dedicata agli sviluppatori dove Facebook ha illustrato i piani per il futuro. Il social network, che conta oltre 30 milioni di utenti solo in Italia, ha investito negli ultimi 10 anni per mettere in contatto le persone, ma come illustrato nel suo intervento iniziale da Mark Zuckerberg, i prossimi sforzi saranno orientati a realizzare un nuovo e più ambizioso obiettivo: creare delle vere e proprie community utilizzando i nuovi strumenti che la tecnologia mette a disposizione: Intelligenza Artificiale e Realtà Aumentata. Esperienze sempre più interattive e mondi virtuali sono quello che ci aspetta nel prossimo futuro; un futuro per certi aspetti preoccupante perché l’esperienza virtuale potrebbe anche avere un risultato opposto, ovvero allontanare ancora di pili le persone dalla vita reale. Ma vediamo nel dettaglio tutte le novità presentate all’F8, dai Developer Circles a facebook Space, senza tralasciare la nuova versione del Messenger.

DEVELOPER CIRCLES

Si tratta di un programma avviato da Facebook per mettere in contatto sviluppatori locali e favorire la collaborazione. Queste community sono pensate per ”sfornare” nuove app per la piattaforma sociale favorendo lo scambio di idee, conoscenze ed esperienze. 11 programma Developer Circles è stato pensato soprattutto per quelle aree del mondo dove le infrastrutture tecniche sono meno accessibili, tanto è vero che allo stato attuale ci sono circa una quarantina di Developer Circles e nessuna di queste è in Italia. Queste community sono accessibili a qualsiasi sviluppatore ne faccia richiesta: non è necessaria alcun prerequisito particolare e l’iscrizione è completamente gratuita. Sono solo i Circle Lead a decidere chi può iscriversi al loro gruppo locale o meno. In parole semplici potrebbe essere visto come una specie di social nel social. Su http://wvwv. edmaster.it/url/6863/ è possibile inoltrare a Facebook la richiesta per diventare un Developer Circles Lead mentre su http://www.edmaster.it/ url/6864/ è possibile trovare i Developer Circles già attivi.

CAMERA EFFECTS PLATFORM

Facebook ha lanciato la Piattaforma per gli effetti della fotocamera (www. facebook.com/flicameraeffects) che permette di creare effetti creativi con la fotocamera di Facebook. Si tratta di una suite di strumenti creativi che permettono ad artisti e sviluppatori di creare effetti per trasformare semplici fotogrammi in immagini interattive sfruttando le ultime tecnologie di realtà aumentata. La piattaforma include due prodotti: Frames Studio e AR Studio. Fraine Studio è un editor online che consente di applicare motivi divertenti alle immagini del profilo. Frante Studio si utilizza direttamente nel browser.

Attraverso lo strumento di progettazione si aggiungono gli elementi decoratiti, se ne visualizza l’anteprima e al termine lo si sottopone all’approvazione di Facebook. Si possono anche impostare i destinatari del motivo inserendo luogo, data di inizio, di fine e parole chiave. Quando il motivo viene approvato, diventa disponibile nella Fotocamera di Facebooko nei motivi del profilo è può essere usato da amici, familiari e fan.

AR Studio, invece, è uno strumento messo a disposizione degli artisti per creare maschere, effetti e animazioni avanzati che rispondono a movimenti, gesti, espressioni facciali e ambiente circostante sempre sfruttando le tecnologie di realtà aumentata. Queste maschere possono essere applicate sia nella fotocamera Facebook che nelle trasmissioni in diretta. Artisti e sviluppatori possono chiedere di partecipare alla versione beta di AR Studio.

PLACES GRAPH

Con PlacesGraph (https:/ develo-pers.facebook.com products places) Facebook offre accesso gratuito a dati su oltre 140 milioni di luoghi nel mondo, gli stessi dati utilizzati nelle funzionalità di localizzazione di Facebook, Messenger e Instagram. Si tratta di un database enorme che contiene di tutto: spazi pubblici, parchi, ristoranti, negozi e altre attività locali, con nomi, indirizzi, foto, valutazioni degli utenti di Facebook e altro ancora. Grazie a Places Graph gli sviluppatori possono creare applicazioni in grado di fornire esperienze basate sui luoghi, aiutando le persone a sapere dove sono e a prendere decisioni informate su dove andare e cosa fare.

FACEBOOK ANALYTICS

Già disponibile, ma ora migliorato con nuovi strumenti, Facebook Analytics mette a disposizione gratuitamente i dati statistici sul pubblico e sul comportamento dei clienti attraverso i vari canali, tra cui i hot, il Messenger e le Pagine Facebook. Attraverso l’analisi di questi dati è possibile migliorare l’esperienza dei clienti esistenti e prevedere l’andamento di quelli nuovi. Automated Insights (per ora in beta) utilizza il machine learning e l’intelligenza.

Perché dovrebbe essere più sicuro? Bisogna pensare che sui social valgono le stesse regole che tutti conosciamo bene: nel web si incontrano malintenzionati proprio come può accadere per strada, sui mezzi pubblici o in metropolitana. Non cambia nulla, dobbiamo sempre essere prudenti e pensare che Internet ci punta addosso molti più occhi di quanti possiamo immaginare.

L’altra faccia della medaglia

Ritornando al nostro discorso su social, tecnologia e sicurezza, cerchiamo di guardare la cosa da un punto di vista diverso. Se, da una parte, comunicare velocemente con tante persone può esporci a eventuali malintenzionati, può accadere anche il contrario. Ovvero, queste tecnologie possono essere usate per mettere in contatto gente onesta che può unirsi organizzando una barriera contro i criminali. Un ottimo strumento da usare a tale proposito è, per esempio, WhatsApp e l’uso che ne è stato fatto in un condominio di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Da qualche tempo, all’interno del palazzo c’erano stati dei furti e i condòmini vivevano una situazione di forte disagio dovuta al clima di insicurezza che si era venuto a creare. In questo condomino vive Lorenzo Cipriani, perito tecnico presso un’importante Essendo un grande appassionato di tecnologia, un giorno ha un’idea, semplice quanto brillante: creare un gruppo WhatsApp del condominio.

L’idea del gruppo

A che cosa serve un gruppo WhatsApp del proprio condominio? Serve ad allertare tutte le persone dello stabile se si notano movimenti strani. Bisogna però partire da due presupposti: il primo è che un condominio non è mai completamente vuoto. Se noi non siamo in casa, nel palazzo c’è sicuramente qualcun altro, e si sa che i ladri non amano ritrovarsi in compagnia o essere scoperti mentre operano. Il secondo presupposto è che un servizio di messaggistica istantanea può diventare un’arma potente perché è in grado di mettere velocemente in contatto un gran numero di individui e, se sono tutte brave persone, l’unione fa la forza! Partendo da queste basi, Lorenzo crea il gruppo e inizia a invitare i suoi condòmini. Bisogna spiegare a tutti l’utilità di una strategia del genere, però Lorenzo è convinto dell’efficacia di questo strumento e in breve il gruppo si popola. Ma come funziona questo sistema? Eccolo spiegato:

1 Un ladro o uno sconosciuto si introduce in un appartamento o all’interno del palazzo.
2 Il primo che sente un rumore sospetto, scrive sul gruppo WhatsApp per avvisare gli altri.
3 Tutti i condòmini ricevono la segnalazione e, se sono in casa, si affacciano sulle scale e iniziano a fare rumore.
4 I ladri scappano perché si rendono conto di essere stati scoperti.

La prova del nove

A distanza di qualche tempo dalla creazione del gruppo WhatsApp, mentre uno dei condòmini si trova fuori a cena, una vicina sente degli strani rumori provenienti dall’appartamento vuoto. È il momento di mettere alla prova il gruppo. Parte il messaggio su WhatsApp e tutti vengono avvisati. La risposta è immediata: i condòmini presenti all’interno dell’edificio cominciano a fare rumore ed escono sui pianerottoli. Tutto il baccano prodotto dai vari piani, mette in fuga il ladro che scappa senza avere il tempo di portare via niente.

Non solo WhatsApp

Quello che abbiamo raccontato è un esempio di come la tecnologia, se usata in maniera corretta, può essere un aiuto preziosissimo. Ma non è solo attraverso un gruppo di condominio che ci si può difendere. In molte città italiane stanno nascendo dei gruppi che coinvolgono interi quartieri così come su Facebook ci sono pagine che i cittadini creano spontaneamente per tenersia ggiornati o per segnalare alle varie amministrazioni comunali se qualcosa non funziona all’interno della propria città. Insomma, questo modo di intendere i social network è di certo quello più salutare e costruttivo. Quando parliamo di sicurezza, però, non dobbiamo pensare solo ai ladri. Ultimamente, soprattutto le persone anziane e più deboli sono le prede preferite da una schiera di impostori che citofonano alle porte spacciandosi per impiegati della luce o del gas allo scopo di intrufolarsi in casa, raggirare o derubare. Il gruppo WhatsApp di cui abbiamo parlato prima aiuta i condòmini anche in questo. Se qualcuno vede personaggi strani davanti al portone del palazzo, avvisa immediatamente tutti gli altri di non aprire o prestare molta attenzione.

Controllo del territorio

Da qualche tempo, in molti comuni italiani sono sorti gruppi di ogni tipo con l’unico scopo di difendersi dai criminali. In provincia di Udine, per esempio, ma anche in quelle di Pordenone e Gorizia, sono nati dei gruppi WhatsApp di gioiellieri che si tengono in contatto e, in tempo reale, si inviano segnalazioni su persone sospette che si aggirano intorno ai loro negozi. Ci teniamo a sottolineare che questi strumenti non sostituiscono assolutamente l’operato delle forze dell’ordine che sono da considerare sempre come la principale barriera contro la criminalità. Tuttavia, se queste “associazioni” di persone contribuiscono a rendere più difficile l’azione dei criminali, ben vengano.

La difesa del vicinato

Unirsi e fare fronte comune contro la criminalità non significa solo mandarsi dei messaggi con il telefono. I rapporti devono essere prima di tutto reali, bisogna pensare alle fasce deboli e conoscersi di persona per poter fare fronte comune a furti, truffe e raggiri. Per questo in tutta Italia sono sorti dei comitati di controllo del vicinato che stanno crescendo rapidamente e offrono supporto per la costituzione di nuovi gruppi. Sul sito www.controllodelvicinato.it per esempio, che fa capo all’Associazione Controllo del Vicinato, troviamo una lista di informazioni utili per comprendere meglio di cosa si tratta, mentre all’indirizzo http://bit. ly/2byafWX c’è una mappa di Google che viene aggiornata di continuo con i nuovi gruppi che si registrano. Ma qual è lo scopo dell’Associazione? È scritto proprio sulle pagine del sito: “La nostra Associazione è composta da una rete territoriale di soci volontari (Referenti di Zona) che forniscono consulenza e supporto gratuito alle Amministrazioni comunali, alle associazioni locali e a privati cittadini che intendono sviluppare nel proprio territorio programmi di sicurezza residenziale e organizzare gruppi di Controllo del Vicinato”. Sul sito leggiamo ancora: “Il programma prevede l’auto- organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alla propria abitazione. Questa attività è segnalata tramite la collocazione di appositi cartelli. Lo scopo è quello di comunicare a chiunque passi nell’area interessata al controllo che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all’interno dell’area”.

Insomma, si tratta di una catena umana che segnala con tanto di cartelli attaccati ai portoni dei palazzi, l’appartenenza del condominio a un gruppo più ampio di monitoraggio. Questo dovrebbe già rappresentare un forte deterrente ai comportamenti criminali e la proliferazione di gruppi e adesioni sembra confermarlo.

I gruppi di quartiere

Difendersi dai criminali non è l’unico motivo che spinge tante persone a unirsi in gruppi di quartiere. La solidarietà fra vicini può essere una valida alternativa alla solitudine che sempre più spesso affligge le persone nella società odierna. Le Social Street, ovvero le pagine Facebook che mettono in contatto comuni cittadini, sono un fenomeno nato in Italia e ormai diffuso in tutto il mondo e può essere utile per scambiarsi favori reciprocamente. Lo scorso anno, un incendio devastò l’appartamento di una giovane coppia sempre a Sesto San Giovanni e sulla pagina Facebook del quartiere i vicini organizzarono una raccolta fondi per aiutare quei ragazzi. Nei giardini pubblici della zona venne allestito un mega picnic
e ognuno portò qualcosa da mangiare, non solo i privati, ma anche i ristoranti della zona. I partecipanti versarono una quota simbolica di 5 euro e in quella giornata vennero raccolti circa 1.700 euro da offrire a quei ragazzi. Questo è solo un esempio di cosa possono fare delle persone per bene quando si mettono insieme e decidono di operare per un interesse comune, senza secondi fini.

La nota applicazione per la messaggistica istantanea conta oltre un miliardo di utenti in tutto il mondo. Da quando Facebook l’ha acquistata, però, si sono moltiplicati i dubbi sul fatto che l’app non rispetti troppo la nostra privacy. Per fortuna, esistono diverse opzioni altrettanto valide e meno “invadenti”. Scopriamo insieme quali sono.

Le app per la messaggistica istantanea hanno mandato in pensione Sms ed Mms. Molte persone hanno scelto WhatsApp, perché offre molte funzioni e inoltre è gratuita. L’applicazione, nata nel 2009, è passata di mano nel 2014 con l’acquisto da parte di Facebook.

A febbraio 2016 contava ben un miliardo di utenti, una cifra che lascia veramente a bocca aperta. Gratuita, intuitiva e funzionale, WhatsApp ha conquistato il cuore della gente che la scarica non appena acquista un nuovo smartphone. La sua compa tibilità è pressoché totale. La troviamo disponibile per iOS, Android, BlackBerry, Nokia, Windows Phone, Windows e Mac. Grazie alla piattaforma WhatsApp Web, possiamo poi consultare e rispondere ai messaggi direttamente dal browser. Non solo, ma scaricando WhatsApp PC, siamo in grado di installarla in un computer al pari di qualsiasi altro programma. In definitiva, offre tutto quello di cui abbiamo bisogno. Tuttavia ci sono molte alternative altrettanto valide, che meritano di essere prese in considerazione soprattutto per la riservatezza.

Più rispetto della privacy. Perché dovremmo usare un’altra applicazione se WhatsApp ci soddisfa pienamente? Le risposte sono tante, ma la più importante riguarda la necessità di proteggere meglio la nostra privacy. WhatsApp, infatti, richiede di inviare ai propri server la nostra rubrica. Così facendo, è più semplice e veloce identificare chi usa la stessa app, ma al contempo siamo costretti a condividere informazioni che preferiremmo restassero private. I contatti vengono salvati sui server della società e sono quindi visibili agli stessi sviluppatori. Sul fronte dello scambio messaggi, l’app ha invece fatto un notevole passo avanti.

Nel 2016 è stata integrata la crittografia end-to-end che rende visibile il contenuto delle chat ai soli mittenti e destinatari. La stessa azienda non sarebbe, quindi, in grado di rilevarne i testi. Sono però emerse alcune polemiche sul funzionamento di questo sistema. Un ricercatore, dell’Università della California Berkeley, ha scoperto una vulnerabilità che consentirebbe a WhatsApp di accedere proprio ai messaggi che gli utenti si scambiano in chat. Il colosso, quindi, potrebbe cedere a un potenziale intervento governativo che richieda l’intercettazione dei contenuti. Il tutto sfruttando proprio un’anomalia nella generazione delle chiavi che sono alla base della crittografia end- to-end. Questo problema, è importante ricordarlo, non riguarda invece altre applicazioni che usano lo stesso principio. Facebook, in qualità di proprietaria di WhatsApp, ha comunque cercato di tranquillizzare i propri utenti, precisando che non ha alcuna intenzione di fornire dati alle organizzazioni governative. Inoltre, ha sottolineato che tutte le richieste in questo senso vengono rese note e sono state pubblicate nel Rapporto sulle richieste provenienti dagli enti governativi (https://govtrequests. facebook.com).

Telegram, http://telegram.org è un’ottima alternativa a WhatsApp, soprattutto per chi è alla ricerca di un’app capace di garantire sicurezza e rispetto della privacy. Oltre ad Android e iOS, è compatibile con Windows Phone, ma possiamo utilizzarla anche su PC, Mac e Linux, sotto forma di programma installato. C’è poi la versione Web utile per collegarsi tramite browser, in modo simile a quanto possiamo fare con WhatsApp. Telegram è open source e basa la propria infrastruttura sulla Cloud, consentendo la sincronizzazione istantanea dei messaggi su tutti i dispositivi che utilizziamo. Supporta due tipi di crittografia: end-to-end per le chat cosiddette segrete e client-server per quelle pubbliche e private. La prima garantisce che il contenuto sia completamente criptato e visibile solo tra gli interlocutori. La seconda, invece, protegge il tragitto del messaggio dal nostro dispositivo al server che lo riceve e da quest’ultimo all’apparecchio del destinatario. Tale sistema ha però un difetto: le conversazioni rimangono accessibili sui server di Telegram e in teoria possono essere lette dall’azienda. L’app consente poi di autodistruggere i messaggi inviati, che vengono cancellati anche sul dispositivo del ricevente.Permette, infine, di inviare file di qualunque dimensione.

Line, https://line.me, nasce in Giappone nel 2011 ed è una delle app per la messaggistica più usate. È disponibile per Android, iOS, Windows Phone, Blackberry e Nokia. In più, possiamo utilizzarla sul PC sotto forma di programma da installare. Supporta la crittografia end-to-end tra mittente e destinatario in tutte le chat, compresi i gruppi, ma non ha alcuna funzione per autodistruggere i messaggi. Line consente di lanciare chiamate video e audio gratuitamente. La qualità, pur essendo accettabile, non è tuttavia al pari di quella fornita da WhatsApp. Come nelle ultime versioni di quest’ultimo, in cui sono state inserite le Storie, Line mette a disposizione la funzione Timeline. Utilizzandola possiamo evidenziare il nostro stato e condividerlo con i contatti. Uno degli aspetti più interessanti è lo store. Da qui, infatti, preleviamo una gran quantità di contenuti per personalizzare l’app. Ci sono gli Sticker, personaggi divertenti che aggiungono creatività alle chat, i temi per integrare l’interfaccia e perfino diversi giochi. Tra le applicazioni supplementari citiamo Line Here, che consente di sapere dove si trova un contatto, Popocorn Buzz utile per generare chat di gruppo fino a 200 partecipanti, Line Camera che incorpora oltre 5.000 effetti creativi per le foto, Line Tools che integra una serie di strumenti interessanti per gestire nel dettaglio l’applicazione e Line Antivirus per metterci al sicuro da malware e affini.

Viber, www.viber.com  vanta circa 800 milioni di utenti attivi nel mondo. È disponibile per tutti i dispositivi mobile e per il nostro PC tramite il programma da installare (Viber Desktop). Non richiede alcuna registrazione, ma solo l’inserimento del numero di telefono. Una volta all’interno del circuito, sfruttiamo gratuitamente le funzioni dell’applicazione. Tra queste, oltre allo scambio dei messaggi, citiamo le chiamate vocali che si distinguono per l’ottima qualità in trasmissione e ricezione. Grazie all’opzione Viber Out, usiamo Viber per chiamare perfino i contatti che non utilizzano la stessa app. Il tutto contando su un prezzo vantaggioso rispetto alle principali compagnie telefoniche. Sul fronte della sicurezza, troviamo la crittografia end-to-end per le chat, gruppi inclusi. Chi usa il telefono per lavoro, può sfruttare la soluzione Business. Permette di creare un account pubblico, utile a entrare in contatto con i propri clienti in modo professionale, con tanto di sticker promozionali.

Signal, https://signal.org è probabilmente l’applicazione che più di ogni altra mette in primo piano la sicurezza e la privacy dei propri utenti. Oltre alla crittografia end-to-end per qualsiasi chat, è disponibile la funzione per l’autodistruzione dei messaggi. In più, è possibile lanciare chiamate audio criptate per evitare qualsiasi tipo di intercettazione. L’app, inoltre, non conosce alcun contenuto o altro dato che scambiamo con i nostri contatti. Perfino il numero di telefono viene inviato ai server necessari al funzionamento dell’applicazione in forma del tutto anonima. Sempre per una questione di sicurezza, Signal non supporta i backup, né consente di fare uno screenshot delle schermate di chat. Una nota dolente riguarda invece la compatibilità. Rispetto alle altre applicazioni, Signal è più selettiva. Il basso numero di utenti che la utilizza ne fa inoltre una soluzione di nicchia. Le restrizioni più forti le sentiamo se abbiamo un iPhone: l’app è compatibile con iOS solo dalla versione 8.0 in poi. Per Android non ci sono, invece, problemi, la installiamo dalla release 2.3 in poi. Tramite Signal Desktop è comunque possibile sfruttare l’applicazione sul nostro computer. Se non siamo ancora conviti riguardo all’ottima protezione della sicurezza messa in campo dall’app, basta ricordare che lo stesso Edward Snowden ha dichiarato di essere un soddisfatto utente Signal.

Threema, https://threema.ch, è un’applicazione per la messaggistica a pagamento (costa 2,99 euro). Come Signal, mette al centro la privacy di chi la utilizza. È disponibile per Android, iOS e Windows Phone. Grazie a Thre- emaWeb e alla sincronizzazione immediata, la usiamo anche nel browser al pari di WhatsApp Web. L’app non colleziona alcun dato su di noi, inoltre sfrutta la crittografia end-to-end per rendere sicure le conversazioni, estendendola anche ai gruppi. Per servirsi di Threema non è neppure necessario fornire il numero di telefono o un’email. L’applicazione genera un ID specifico per ciascun utente. Questa soluzione viene utilizzata insieme alla crittografia a chiave pubblica. Il Threema ID è, infatti, legato alla chiave salvata nei server dell’app, utilizzata per il nostro riconoscimento tramite la chiave privata memorizzata nel dispositivo che impieghiamo. Molto utile è anche la possibilità di creare dei sondaggi nei gruppi, così come la funzione per bloccare l’app con un codice pin.

Ennesimo avviso della polizia postale, il profilo Facebook una vita da social è stato lanciato questa allarme:

“Torna in auge il video della danza di vottary – scrivono gli agenti della polizia postale – . Se hai ricevuto il tanto atteso messaggio/monito e stai già pensando di correre ai ripari in qualche modo, stai tranquillo perché nessun filmato o clip con questo nome nasconde una minaccia per il telefono”.

E la postale va avanti: “Nonostante nel messaggio si faccia riferimento ad un presunto servizio Rai che ha denunciato il pericolo – si legge sul post di Una vita da social – , non c’è da preoccuparsi, almeno nell’immediato (per assurdo, a breve, qualche hacker potrebbe anche inventare un malware del genere). Insomma, in questo caso, lo scopo degli ideatori dell’allarme è solo quello di destare scompiglio e panico sfruttando un canale come WhatsApp. Meglio non cascarci ed evitare di diffondere ulteriormente il contenuto”.

Molti di voi ricorderanno la colossale bufala emergenza sangue, questo oltre ad essere di cattivo gusto, rischio le vere urgenze e richieste d’aiuto reali. Al lupo al lupo….

WhatsApp, sangue per Elisa ma è il solito appello-bufala Da giorni circola attraverso diversi gruppi, un appello disperato, che cerca donatori di sangue per una grave emergenza ospedaliera.
Ecco il testo in questione: “Mi hanno chiesto di diffonderlo dal policlinico per il reparto pediatria…Mi aiuti a diffonderlo? C’è bisogno di sangue A RH negativo x una bambina che sta molto male.. aiutate a diffonderlo. La referente è Elisa Montagnoli – tel. 345 08….. Mandalo ai tuoi contatti WhatsApp per favore. grazie”.

Tale iniziativa ci è apparsa da subito sospetta, sia per il tipo di messaggio, sia perchè al numero in questione non risponde nessuno e perchè non è esaustivo nei dettagli. Ebbene
controllando e facendo le nostre verifiche abbiamo scoperto, che questa è una bufala colossale, messa in atto da qualche buontempone, che si diverte alle spalle degli ignari cittadini facendo leva su questioni così delicate, quale la necessità di sangue per bambini malati. Sulla vicenda, è dovuta intervenire anche la polizia postale, che mette in guardia i cittadini, in quanto tale fenomeno dilagante, ha colpito numerosi utenti in tutta Italia.

Ancora una volta Whatsapp viene sfruttata per una “catena di Sant’Antonio” da cui è meglio stare alla larga. Nello specifico, il messaggio non ha altri fini, virus o tentativi di estorsione ma è solo un inutile messaggio di SPAM. La raccomandazione è, dunque, di evitare di inoltrare questi inutili catene di Sant’Antonio che fanno solo perdere tempo e rischiano di far cestinare eventuali messaggi veritieri. Putroppo non essendoci un indebito arricchimento o uno scopo di lucro, la polizia non può aprire un inchiesta per ndividuare il demente che ha avviato questa sciocca quanto dannosa attività. Quello che resta grave è che inventare una
bufala incentrata su una trasfusione di sangue non può certo essere definito un divertimento, ma uno scherzo di pessimo gusto che denota seri problemi mentali in chi l’ha ideata.

WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea sarebbe pronta a presentare ancora una novità. Ebbene si, l’applicazione di messaggistica più utilizzata al mondo secondo quanto riferito dallo staff di Jan Koum sarebbe pronta a rilasciare, nella beta di Android, la funzione che permette di evidenziare le chat importanti e sta lavorando ad un feature, che presto introdurrà le risposte predefinite. La prima funzionalità che avrà l’obiettivo di mettere in evidenza le chat importanti, è stata avvistata nella versione beta 2.17.163 di WhatsApp per Android, e funziona nello stesso modo di quanto visto sul rivale Telegram. Qualora l’utente voglia mantenere una conversazione in primo piano, nonostante il sopraggiungere di altre chat più recenti, dovrà selezionare quest’ultima, e tippare l’icona della puntina che compare in alto, a sinistra di quella del cestino. Pare esista la funzione ricerca, ma non sembra essere particolarmente veloce ed una volta che si è iniziato a scorrere verso il basso risulta più comodo continuare per questa strada.

Adesso, nella versione beta di WhatsApp sembra che fissare in alto le conversazioni di WhatsApp sarà molto semplice. Come abbiamo anticipato, per poter mettere in evidenza fino a tre conversazioni, bisognerà premere per qualche secondo una chat, e tra le varie opzioni in alto apparirà anche uno spillo che servirà a fissarla in alto; questa funzione è presente nella versione beta 2.17162 disponibile al momento sullo Store e siete nel programma Beta dell’App, altrimenti potrete scaricare l’ultima versione da apk Mirror. L’ opzione è usufruibile selezionando la conversazione che ci interessa e cliccando per impostarla in evidenza. Una volta bloccata, la chat mostrerà il relativo simbolo vicino al testo del messaggio e rimarrà in cima alle altre nonostante arrivino nuovi messaggi in altre conversazioni.

Grazie al prossimo aggiornamento di WhatsApp saremo noi a decidere qualche conversazione singola o di gruppo potrà mettere in evidenza, personalizzando ancora di più l’utilizzo dell’applicazione.Secondo quanto confermato dagli user del noto Messenger, sembra che questa novità sia arrivata anche nella versione web browser di WhatsApp seppur con modalità di funzionamento leggermente differenti, ed in questo caso per poter usufruire della messa in evidenza, bisognerà selezionare la chat, e scegliere dal menu contestuale, la voce Fissa Chat.

La funzione, presa in prestito dagli Sms è relativa alla possibilità di pre-impostare dei messaggi preconfezionati sullo stile di al momento non posso rispondere o sto guidando.Ultimamente sembra essersi diffusa la notizia secondo la quale WhatsApp starebbe per lanciare una guida che ci dice come spiare le conversazioni WhatsApp, ma sostanzialmente è un monito per chi non è al corrente della procedura e potrebbe ritrovarsi vulnerabile in questo senso.Diciamo subito che chi intende spiare dovrà avviare l’iter con il proprio device, accedendo a WhatsApp Web, attivando tramite le impostazioni del brower la visualizzazione Desktop del sito in questione, apparirà subito il codice QR.

Grande novità per tutti gli utenti di WhatsApp per iPhone, visto che nella prossima versione del servizio di messaggistica istantanea compare la funzione che permetterà Siri di accedere ai messaggi in arrivo e leggerli. Si tratta di una grande innovazione che consentirà di trasformare i messaggi in voce e favorire una lettura confortevole anche quando abbiamo le mani occupate. Ad introdurre la novità, sembra essere stato il team di sviluppo della nota applicazione di messaggistica istantanea mobile & desktop WhatsApp Messenger, con l’ultimo aggiornamento programmato per dispositivi iOS, e nello specifico la nuova revisione software targata 2.17.20 consente a Siri di poter accedere ai messaggi delle chat in lettura e scrittura tramite comandi vocali.

Dunque, la nuova versione è in arrivo con la 2.17.20 sia per iPhone che iPad; riguardo il suo funzionamento, questo sembra molto semplice, nel senso che per far funzionare il sintetizzazione vocale sarà necessario pronunciare “Hey Siri leggi i messaggi di WhatsApp”. In questo modo Siri andrà a leggere gli ultimi messaggi ricevuti di WhatsApp . Andando nello specifico, per poter attivare la nuova funzione, bisognerà per prima cosa portare l’iPhone alla versione 10 di iOS e per farlo bisognerà cliccare su Impostazioni poi Generali ed infine Aggiornamento Software; nel caso in cui si vorrà utilizzare un computer, bisognerà commettere lo smartphone via USB ed aprire iTunes, poi una volta trovato l’aggiornamento il sistema farà tutto in automatico. Siri potrà essere attivata controllando in Impostazioni che ci sia la spunta blu sul servizio; fatto questo, basterà tenenre premuto il pulsante Home per qualche secondo, fino a quando si vedrà comparire l’icona dell’assistente vocale pronta all’ascolta.

Infine, bisognerà dare il comando “Manda un messaggio a Chiara su WhatsApp”, ed il software chiederà cosa scrivere e prima di inviare il messaggio vorrà conferma da parte dell’utente.Il nuovo aggiornamento Whatsapp, chiaramente compatibile con i terminali delle linee iPhone ed iPad, consentirà quindi di chiedere a Siri di inviare un messaggio semplicemente dettandolo a voce. Al momento non sembrano esserci novità rilevanti in merito ai comandi vocali per le foto o i messaggi vocali registrati, visto che in queste circostanze Siri non è in grado di intervenire; sembra che con molto probabilità, gli sviluppatori prevederanno un maggior numero di funzioni correlate in futuro, in vista di ulteriori aggiornamenti applicativi che interverranno soprattutto sulle funzioni di registrazione vocale.

Ben presto potrebbero essere presentate altre novità, tra le quali i nuovi aggiornamenti di WhatsApp, quella particolarmente attesa è quella dedicata a chi ha cambiato il proprio numero di telefono; in caso di cambio di numero telefonico l’app di messaggistica istantanea invierà automaticamente a tutti i contatti presenti in rubrica e a tutte le chat, una notifica. Stando a quanto è emerso, la stessa procedura sarebbe attivata anche per i gruppi, evitando agli amministratori la fatica di intervenire con modifiche manuali.

Per prima cosa andiamo nella rubrica del nostro telefonino e creiamo un nuovo contatto che possiamo chiamare come preferiamo, ad esempio bot di ricerca. Al nuovo contatto assegniamo il numero telefonico +917397682861 e salviamolo in rubrica.

Tocchiamo Nuovo gruppo in alto a destra per creare un nuovo gruppo. Aggiungiamo al gruppo il solo contatto bot di ricerca creato precedentemente, facciamo Avanti, diamo un nome al gruppo (ad esempio Motore di ricerca) e tocchiamo crea.

… inviando un messaggio nel gruppo Motore di ricerca scrivendo Search seguito dal termine da cercare. Possiamo anche conoscere il meteo digitando Weather seguito dal nome della città o eseguire operazioni aritmetiche usando il comando cale.

BLOCCARE L’ACCESSO A WHATSAPP CON UN PIN

Se qualcuno entrasse in possesso del nostro telefonino, potrebbe accedere a WhatsApp e leggere tutti i nostri messaggi, anche quelli più segreti. Possiamo impedire che questo avvenga utilizzando un’app come Whats Messenger blocco scaricabile dal Play Store. Dopo averla avviata, si deve innanzitutto fornire le autorizzazioni e impostare un codice PIN di protezione a 4 cifre. Fatto ciò, si deve selezionare l’applicazione da proteggere (nel nostro caso WhatsApp) e confermare inserendo il PIN. Da questo momento in poi ogni volta che WhatsApp viene avviata, è necessario inserire prima il codice PIN.

ATTIVA LE CHAT CON LE BOLLE

Alcune app di messaggistica per Android consentono di visualizzare le notifiche dei messaggi ricevuti attraverso delle bolle sulla home. WhatsApp è priva di questa funzione, ma con WhatsBubbles – Chat Bubbles scaricabile dal Play Store si può aggiungere. Dopo averla installata, si deve avviarla e fornire i permessi necessari. A questo punto tornare all’applicazione e settare le varie impostazioni in base alle proprie preferenze. Ora quando riceveremo una notifica da WhatsApp, una bolla sullo schermo ci permetterà di visualizzare il messaggio e rispondere velocemente.

LEGGERE I MESSAGGI SENZA INVIARE LA NOTIFICA DI LETTURA

Quando leggiamo un messaggio, WhatsApp lo notifica al mittente con la doppia spa blu. Possiamo disabilitare questa funzione dalle impostazioni sulla privacy, ma se lo facciamo a nostra volta non riceviamo più le notifiche dei messaggi che inviamo. Per non inviare la notifica di lettura senza doverla disabilitare da WhatsApp possiamo usare l’app Unseen – Nascondi e leggi scaricabile dal Play Store. Al primo avvio tocchiamo il pulsante Attiva accessibilità per fornire i permessi all’applicazione. A questo punto torniamo all’applicazione e dalle impostazioni scegliamo con quale app utilizzarla: oltre a WhatsApp funziona anche con Telegram, Messenger e Viber. Per non inviare la doppia spunta blu al mittente, basterà quindi leggere il messaggio direttamente da Unseen.

CONTROLLARE LO STATO ANCHE DI CHI 4 ™ NON È IN RUBRICA

Da WhatsApp possiamo controllare lo stato di tutte le persone che abbiamo salvato nella nostra rubrica. Per quelli non presenti, non è possibile farlo. Ci sono però diverse applicazioni che ci permettono di controllare lo stato di una persona anche se non abbiamo il numero tra i nostri contatti. Tra queste app c’è ad esempio WeProfile, scaricabile dal Play Store. Usarla è semplicissimo: basta inserire il numero di telefono e toccare il tasto per l’interrogazione.

DIAMO ALLA VOCE UN TONO DIVERSO

Vogliamo prendere in giro i nostri amici o fargli credere che ci troviamo in un posto diverso? Con l’app Voice Changer for Whatsapp per Android possiamo modificare la nostra voce con diversi effetti. Possiamo ad esempio cambiarla con quella di un alieno, aggiungere il rumore di un treno di sottofondo e altro ancora. Usarla è semplicissimo. Basta toccare il microfono, registrare il messaggio vocale e ritoccare il microfono per interrompere la registrazione. Non resta che selezionare l’effetto e toccare sull’icona di WhatsApp per inviare la registrazione vocale modificata come allegato a un messaggio.

CREARE FINTI MESSAGGI

Vuoi far credere a un amico di aver ricevuto un messaggio da una persona importante? Niente di più facile con Fake Chat for WhatsApp. Questa app consente di creare fale conversazioni su WhatsApp capaci di ingannare chiunque. Puoi impostare il nome della persona, inserire la sua foto, lo stato, digitare la falsa conversazione, modificare lo stato, la data e altro ancora. Puoi persino aggiungere file multimediali per rendere il tutto ancora più credibile.

Wossip, l’app Android per spiare i contatti WhatsApp

Wossip consente agli utenti di monitorare l’uso che i propri contatti fanno di WhatsApp, tra cui il tempo passato online e quello offline

Molte persone, se potessero, occuperebbero le proprie giornate a spiare i propri contatti. Non importa la piattaforma: il loro obiettivo è ficcare il naso nella vita altrui. Wossip è un’applicazione progettata appositamente per loro: permette di tenere sotto controllo gli amici su WhatsApp.

Chiariamo subito una cosa: l’applicazione non consente di intercettare e di leggere i messaggi scambiati tra i contatti di un utente. D’altronde, sarebbe illegale. La caratteristica principale di Wossip, disponibile sul Google Play Store, è quella di permettere agli iscritti dell’app di messaggistica istantanea più popolare di monitorare l’attività dei propri contatti. Cerchiamo di essere più espliciti. Attraverso il programmino, sviluppato da Mobile Innovation, è possibile conoscere quanto tempo i nostri amici sono stati online su WhatsApp oppure se hanno aggiornato l’immagine di profilo e altro ancora.

Come funziona Wossip

Wossip non solo fornisce informazioni sul numero di ore e di minuti passati dai contatti su WhatsApp, ma offre molto di più. Gli utenti, infatti, possono conoscere anche l’orario in cui gli amici sono stati disponibili online. Con buona pace di tutti coloro che, normalmente, per giustificare la mancata lettura di un messaggio, accampano come scusa quella di essere stati offline. E non è tutto. Wossip, giusto per complicare la vita a chi non ama essere disturbato, invia delle notifiche ogni volta che una persona cambia immagine, il suo stato torna a essere online o esce da WhatsApp.

Non è gratuita

Oltre al fatto di essere di dubbia utilità – potrebbe essere utilizzata, come scrivono i programmatori, dai genitori per controllare l’utilizzo di WhatsApp dei propri figli – Wossip è anche a pagamento. Dopo 24 ore di prova gratuita, per poterla utilizzare, infatti, è necessario acquistare un abbonamento che può essere di sette giorni, mensile oppure semestrale. Per sei mesi di utilizzo è necessario sborsare poco più di dieci euro.

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