Zucchero Killer per il fegato dei bambini: fruttosio crea dipendenza come fumo e alcool

Attenzione al fruttosio perchè questo potrebbe seriamente danneggiare il fegato dei vostri bambini. E’ questo l’allarme lanciato dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che hanno voluto illustrati gli effetti negativi del fruttosio sulla salute dei più piccoli; secondo quanto riferito dagli esperti, ogni grammo in più fa crescere di 1,5 volte il rischio di malattie epatiche gravi, e lo dimostra lo studio appena pubblicato sul Journal of Hepatology. Lo zucchero ed il fruttosio sono considerati dei veleni subdoli,il cui abuso può rivelarsi davvero dannoso per la salute in generale ma soprattutto per i più piccoli ed ha praticamente gli stessi effetti dell’alcol.

A differenza del glucosio che può essere utilizzato quasi da ogni cellula del nostro corpo, il fruttosio può essere metabolizzato soltanto dal fegato, perchè questo è l’unico organo in cui è presente il suo trasportatore. I ricercatori nello specifico hanno effettuato uno studio su un campione di 271 bambini da fegato grasso i quali sono stati seguiti per un periodo di tempo piuttosto lungo, ovvero quattro anni; tutti partecipanti sono stati sottoposti a degli esami specifci, ed i risultati sono stati sorprendenti visto che 1 bambino su 2 presentava purtroppo elevati livelli di acido urico in circolo. Si tratta di un dato piuttosto allarmante, visto che l’acido urico quando viene prodotto in grani quantità, diventa tossico per l’organismo e può provocare lo sviluppo di diverse patologie; ulteriori studi hanno permesso agli scienziati di trovare un’associazione tra alti livelli di acido urico e l’aggravarsi del danno al fegato.

Quanto più zucchero ingerivano con la dieta abituale, tanto maggiore era il danno riportato dalle loro cellule epatiche.”Gli spuntini dei bambini dovranno essere solo eccezionalmente a base di succhi di frutta o merendine confezionate e non la regola quotidiana”, sottolinea l’esperto Valerio Nobili, responsabile di Malattie Epato-metabolich dell’istituto romano. Va ricordato che il fruttosio è uno zucchero naturale presente in diversi alimenti e soprattutto nella frutta, ma anche nei vegetali e nelle farine utilizzate per la produzione della pasta, del pane e della pizza; ovviamente questo non significa che non devono essere consumati questi alimenti, ma bisogna seguire una dieta bilanciata evitando abusi e soprattutto cercando di limitare al massimo i prodotti industriali.“Diversi studi hanno provato che l’elevato consumo di zucchero è associato a numerose patologie sempre più frequenti in età pediatrica come l’obesità, il diabete di tipo II e le malattie cardiovascolari.Ma poco si sapeva del suo effetto sul tessuto epatico, almeno fino a oggi”, spiega Valerio Nobili, responsabile di Malattie Epato-metaboliche del Bambino Gesù.Bisogna, dunque, limitare al massimo l’apporto di zucchero soprattutto per i nostri bambini e ricordiamo che succhi di frutta già confezionati e merendine devono essere ingeriti eccezionalmente e non quotidianamente come purtroppo spesso accade.

Il fruttosio è un monosaccaride, uno zucchero semplice presente in natura nella frutta (da cui il nome) e nel miele. Combinato con il glucosio dà il saccarosio, il comune zucchero che usiamo in cucina. Il fruttosio ha un basso indice glicemico ma un elevato potere dolcificante (quasi il doppio del glucosio): ciò significa che pur apportando le stesse calorie come tutti i carboidrati (4 Kcal/g) se ne usa di meno perché dolcifica di più. Per questo motivo molti (soprattutto coloro che seguono un regime dietetico) hanno ritenuto bene di utilizzarlo al posto del normale zucchero ma, andando a vedere meglio il metabolismo del fruttosio, ci si accorge che non è tutto oro quello che luccica.

Il fruttosio viene assorbito lentamente a livello dei villi intestinali ed entra negli enterociti (cellule intestinali) per diffusione facilitata tramite un particolare trasportatore sulla membrana apicale della cellula detto GLUT5. Un altro trasportatore (GLUT2) si trova invece sulla parte opposta e fa sì che il fruttosio sia immesso in circolo. Circa l’80% di fruttosio arriva al fegato, il restante 20% arriva ai reni, al tessuto adiposo e al tessuto muscolare.

Un eccesso di fruttosio è causa di alterazioni metaboliche che finiscono col creare seri problemi all’organismo.

Nel fegato avviene la glicolisi ossia quel procedimento metabolico che permette di ottenere energia (sotto forma di ATP e NADH) partendo dal glucosio. La glicolisi è data da diversi passaggi chimici e ci sono dei punti di controllo che ne permettono la regolazione in base alle esigenze dell’organismo. Il controllo maggiore sulla glicolisi è svolto da un enzima chiamato fosfofruttochinasi. Si tratta di un enzima allosterico che esiste in due forme, una attivatrice e una inibitrice. Se nel nostro organismo c’è sufficiente energia (ATP) la fosfofruttochinasi viene inibita e si rallenta la glicolisi per non avere sintesi di ATP che sarebbe inutile; viceversa se c’è bisogno di energia la fosfofruttochinasi viene stimolata e la glicolisi aumenta la velocità.

Il fruttosio, però, sfugge al controllo della fosfofruttochinasi inserendosi nella glicolisi in una tappa successiva a quella del controllo così che la glicolisi procederebbe anche nel caso in cui fosse arrivato un segnale di rallentamento. La glicolisi incontrollata determina un accumulo di lattato e piruvato, un aumento della lipogenesi e della formazione di trigliceridi e anche un aumento di formazione di acido urico con conseguente iperuricemia.

Inoltre il fruttosio avendo un indice glicemico basso non determina il rilascio di insulina e rimane bassa anche la leptina. È risaputo che insulina e leptina regolano il bilancio energetico dell’organismo e sono responsabili del senso di sazietà dopo i pasti: il fatto che, invece, con il fruttosio i loro livelli rimangano bassi porta a una mancanza di sazietà e a un maggiore stimolo della fame. A lungo andare si assiste a un aumento del peso, del colesterolo e dei trigliceridi, della pressione, dell’adiposità viscerale, dell’insorgenza dell’insulino-resistenza e dell’obesità con tutte le problematiche che ne possono seguire.

Questi effetti negativi si hanno nel caso in cui si esageri con la quantità di fruttosio.

La quantità consigliata è stata stimata tra il 10 e il 12% dell’introito totale calorico, ma è necessario stare attenti poiché questo quantitativo può essere facilmente raggiunto e superato se consideriamo che il fruttosio è anche utilizzato come dolcificante per la preparazione di bibite e dolci industriali e dunque non dobbiamo limitarci a calcolare solo il fruttosio che mettiamo nel caffè.

Se la quantità di fruttosio rimane inferiore al 10% dell’introito totale gli effetti sono irrilevanti negli individui sani e addirittura nei diabetici si assiste a un migliore controllo glicemico e a una maggiore sensibilità all’insulina. Se, invece, la quantità di fruttosio supera il 20% dell’introito calorico totale si assiste nel tempo all’insorgenza degli effetti negativi sopra descritti.

Creano dipendenza come fumo, alcol e danni seri al nostro corpo. Come sostituirlo ed evitare molte malattie. Non ci sono dubbi che il cibo che mangiamo ha degli effetti sul nostro corpo
e sulla nostra salute. A breve termine il consumo di dolci e cibo spazzatura porta a : aumento di peso, acne, alito pesante, stanchezza, problemi ai denti, gonfiore intestinale, cistiti e candida, ecc. Ma è a lungo termine, dopo anni di continuo abuso che le cose cominciano ad andare davvero male, le conseguenze portano a: obesità, diabete di tipo 2, problemi cardiaci, Alzheimer, demenza, cancro. Lo zucchero e altri cibi spazzatura, a causa del loro potente effetto sui centri di ricompensa del cervello, hanno funzione simile a droghe, come la cocaina e la nicotina, più ne mangiamo, più avremo bisogno di quantità maggiori per ottenere lo stesso livello di ricompensa.

Quali dolcificanti naturali possiamo utilizzare? Quali sono i più pericolosi? Il consumo di zucchero è in aumento Il consumo dello zucchero, in questi ultimi decenni è aumentato in modo vertiginoso. Questo, purtroppo, ha causato l’abitudine al sapore dolce, che ricerchiamo in ogni pietanza, anche se non ne siamo sempre consapevoli. Abusiamo di zucchero perché è ovunque, addirittura aggiunto al pane confezionato, alle salse, ai sughi, a tutti i condimenti preparati industrialmente, è il primo ingrediente in cioccolate, snack e biscotti per non parlare delle bevande gassate, succhi di frutta industriali, tè freddo (nella sua peggiore variante sintetica: aspartame!) e in molti altri alimenti comunemente consumati. Quindi non venite a dirmi che non mangiate dolci, perché lo zucchero, quello raffinato, quello bianco e lindo, gradito al palato e alla vista, non si nasconde solo nei peccati di gola.

Il procedimento di produzione Dalla barbabietola o dalla canna da zucchero viene estratto il succo zuccherino grezzo che è sottoposto a complesse trasformazioni industriali. Per la prima depurazione viene fatta l’aggiunta di latte di calce che ne provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio. In seguito il prodotto viene trattato con anidride carbonica per eliminare la calce che è rimasta in eccesso, quindi subisce ancora un trattamento con acido solforoso per eliminare il colore scuro. Successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione. Si arriva così allo zucchero grezzo. Nella seconda fase di lavorazione, lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale epoi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il
colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno).

Il prodotto finale è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene venduta per dolcificare gli alimenti. Alcuni dati significativi: negli Usa gli zuccheri costituiscono una delle maggiori fonti di calorie per la nutrizione. La crescita nel consumo dizuccheri negli ultimi 300 anni è impressionante:
nel 1700 il consumo annuo pro capite è stato di 1,8 Kg;
nel 1800 il consumo annuo pro capite è stato di circa 8 kg;
nel 1900 il consumo pro capite annuo è salito a 40 Kg;
nel 2009 il 50% degli americani ha consumato in media oltre gli 80 Kg di
zucchero all’anno.

I casi di diabete dalla fine del 1800 ad oggi sono passati da 3 casi su 100.000 persone a 8.000 sempre su 100.000 persone. Dalla fine del 1800 ad oggi, si è passati dal 3,4% di persone obese al 32%. Va poi aggiunto un altro 33% di persone in sovrappeso. Ciò significa che i 2/3 degli americani attualmente sono a rischio di gravi patologie e devono ricorrere a medici nutrizionisti, diete alimentari, palestre, cure mediche e medicine che spesso non
funzionano e a volte sono solo dannose. Quanto zucchero si consuma in Italia In Italia da diversi anni viene registrato un consumo medio annuo pro capite pressochè costante di 25 kg. ma, l’esperienza ci insegna che con il tempo anche noi italiani seguiamo i comportamenti americani. Un dato che fa riflettere.

Fino agli anni ’70 in Italia si consumava il 60% di zucchero semplice acquistato nei negozi mentre il 40% proveniva da alimenti confezionati. Oggi le proporzioni si sono invertite per cui si assume prevalentemente zucchero contenuto nei cibi elaborati, in particolare dall’industria. Certamente non ci rendiamo conto di quanto zucchero è contenuto nei cibi largamente pubblicizzati e destinati sopratutto ai bambini ed ai ragazzi. E’ una buona abitudine quella di leggere gli ingredienti riportati sulle etichette applicate ai prodotti che acquistiamo: troveremo delle belle sorprese (non solo per il glucosio, il destrosio, il fruttosio, il saccarosio, il maltosio…in essi contenuto). Spesso occorre una certa attenzione per scovarli poichè sono scritti con caratteri molto piccoli o ben nascosti.

Cosa provoca il consumo di zucchero nel nostro organismo?
L’assunzione di zuccheri semplici, con l’alimentazione, innalza rapidamente i
livelli di glucosio nel sangue (glicemia). Un normale livello di glicemia è
utile per fornire l’energia al nostro corpo e al cervello ma, livelli elevati
scatenano molte reazioni negative. La più conosciuta è l’aumento
dell’insulina che viene prodotta dal nostro organismo per evitare che gli
zuccheri nel sangue raggiungano livelli di tossicità pericolosi.
Cosa provoca l’aumento dell’insulina?
Trasforma gli zuccheri sottratti al sangue in glicogeno, il quale viene
immagazzinato nel fegato come riserva energetica;
stimola la produzione di grassi saturi a partire da zuccheri;
favorisce l’accumulo di grassi saturi nel tessuto adiposo;
impedisce l’utilizzo dei grassi presenti nel nostro corpo.
Con l’assunzione degli zuccheri semplici ad alto indice glicemico, si verifica
un immediato picco nella quantità di insulina prodotta dal pancreas; questa
abbassa repentinamente la glicemia, per cui compare lo stimolo della fame e
inizia un circolo vizioso che vanifica quasi tutte le diete che vengono
adottate. Soprattutto le diete che raccomandano di eliminare i grassi a favore
dei carboidrati (vedremo come i farinacei ad alto contenuto di amido siano
trasformati in zuccheri) non hanno possibilità di funzionare in quanto gli
zuccheri vengono comunque trasformati in grasso e depositati nel tessuto
adiposo.
Ma l’utilizzo degli zuccheri semplici provoca anche altri danni
Per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco ruba al nostro corpo
vitamine e sali minerali (in particolare il calcio e il cromo) per ricostituire
almeno, in parte, quell’armonia di elementi distrutta dalla raffinazione. Le
conseguenze di tale processo digestivo sono la perdita di calcio nei denti e
nelle ossa, con l’indebolimento dello scheletro e della dentatura. Ciò
favorisce la comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi, ecc.) e
delle carie dentarie che affliggono gran parte della civiltà occidentale.
Cosa provoca lo zucchero bianco iper raffinato a livello intestinale?
Provoca processi fermentativi con la produzione di gas, tensione addominale
e l’alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta.
I pericoli dell’abitudine al consumo di zuccheri raffinati sono provati:
riduzione delle difese immunitarie;
aggravamento dell’asma;
acidificazione del nostro corpo;
peggioramento delle malattie cardiache, del diabete, dei calcoli biliari, dell’
ipertensione, delle artriti, di alcuni tipi di cancro…;
in definitiva accorcia la vita.
E’ sorprendente anche lo studio di un medico inglese ricercatore in
psichiatria, Malcolm Peet, che ha riscontrato un forte legame fra l’elevato
consumo di zucchero e malattie mentali come la depressione e la schizofrenia.
Un altro grave pericolo: il fruttosio
Il nome riporta all’immagine del prodotto sano derivato dalla benefica frutta
ma in realtà lo troviamo spesso come sciroppo di fruttosio che viene ricavato
dal mais (quasi sempre transgenico negli USA) con un processo che lo priva
di ogni principio vitale come le vitamine, gli enzimi, i sali minerali e tutti i
fitonutrienti capaci di ridurne gli effetti metabolici nefasti. Lo sciroppo di
fruttosio viene impiegato nella produzione delle bevande gassate, succhi di
frutta e molti prodotti industriali e preparati dietetici sic! Diversamente dal
saccarosio (zucchero bianco da cucina), chimicamente, le molecole di
fruttosio e glucosio non sono legate fra di loro per cui vengono assorbite
immediatamente e vanno direttamente al fegato e trasformate in grassi.
Robert Lustig, professore nella Divisione di Endocrinologia dell’ Università
della California, ha svolto un ottimo lavoro sul metabolismo degli zuccheri
che ha messo in luce i disastri causati dall’eccessivo consumo di fruttosio:
aumento dell’acido urico che è in stretta relazione con l’obesità, con
l’elevata pressione arteriosa, le malattie cardiache, le malattie renali;
appesantimento del fegato con il rischio di serie patologie con
danneggiamenti simili a quelli dovuti all’abuso di alcol;
inganna il sistema di regolazione dello stimolo della fame e della sazietà;
porta alla insulino-resistenza e non fa abbassare la grelina (ormone della
fame scoperto solo una decina di anni fa) e non fa aumentare la leptina
(ormone della sazietà) si è portati ad assumere molto cibo;
aumento dell’obesità con l’accumulo del grasso principalmente nella
pancia e la comparsa della tipica forma dell’abituale bevitore di birra.
Negli USA il fruttosio è considerato il primo fattore che contribuisce
all’obesità. La quantità massima giornaliera da assumere dovrebbe essere
inferiore ai 25 grammi e, per coloro che sono in sovrappeso, inferiore ai 15
grammi (conteggiando anche il fruttosio che troviamo nella frutta). Consiglio
a coloro che conoscono l’inglese di vedere il filmato della conferenza tenuta
dal professor Robert Lustig poiché chiarisce molto bene il ruolo dello
zucchero, con rigore scientifico, ma anche in modo piacevolissimo: sugar –
the bitter truth.
In quali alimenti troviamo lo zucchero?
Non non solo nei dolci e nelle bevande gassate ma ormai in quasi tutti i cibi
elaborati, trasformati e confezionati. Si trova anche negli hamburger, nei
wurstel, nelle salse come il ketchup, nella senape, nella worchester sauce, in
molti tipi di pane, nei cibi in scatola o in quelli precotti, ecc. Ricordarsi di
leggere con attenzione gli ingredienti indicati nelle confezioni anche se scritti
con caratteri piccolissimi e difficili da trovare. Ovviamente lo zucchero è
anche contenuto nella frutta e in minor parte nella verdura ma legato a
tantissime sostanze vitali come le fibre, le vitamine, i sali minerali, gli
enzimi, e molti altri fitonutrienti che ne attutiscono gli effetti negativi.
Tuttavia anche la frutta e certi ortaggi ricchi di zuccheri o amidi come le
patate e le carote, vanno consumati con moderazione.
Una ulteriore minaccia per la salute dello zucchero: l’acido urico
Lo zucchero provoca un aumento di acido urico il quale, oltre a danneggiare i
reni e aumentare la pressione arteriosa, può portare ad una infiammazione
cronica con conseguenze anche gravi come l’ictus e altre malattie. Oltre 3000
articoli su studi scientifici, mettono in relazione l’aumento dell’acido urico
con molti dei mali dell’attuale periodo. Negli Usa i livelli medi dell’acido
urico dall’inizio del secolo scorso sono passati da 3,5 ml/dl a 6,5 ml/dl alla
fine dello stesso secolo. Se pensiamo che livelli di acido urico superiori a 5,5
ml/dl mettono a rischio la salute, possiamo credere che il consumo elevato di
zucchero costituisce una delle cause principali dei nostri mali,
invecchiamento precoce e morte prematura. Craig Thompson, direttore del
Memorial Sloan-Kettering Cancer Center in New York, è convinto che
“molte cellule pre-cancerose, non raggiungerebbero mai le mutazioni che li
trasformano in tumori maligni se non fossero guidate dall’isulina a utilizzare
e metabolizzare sempre più zucchero dal sangue”.
Ma cosa si può fare per stare meglio e prevenire molte malattie?
Risulta evidente, senza alcun dubbio, che per allontanare i rischi malattie
come il diabete, le malattie cardiache, il cancro e tanti altri problemi per la
propria salute, occorre adottare uno stile di vita sano dove l’eliminazione
dello zucchero in tutte le varie forme è fondamentale. Il modo più facile per
diminuire l’assunzione di zuccheri è quello di eliminare tutte le bevande dolci
compresi i succhi di frutta (le spremute fresche vanno bene), e tutti i cibi
elaborati industrialmente. E’ una buona regola assumere esclusivamente gli
zuccheri necessari al funzionamento del proprio corpo solo da fonti naturali
quali la frutta e la verdura tenendo conto che non si dovrebbero superare i 25
grammi al giorno di fruttosio.
Come lo zucchero crea dipendenza e indebolisce la volontà
Se nella tua vita hai provato a smettere di mangiare zucchero e i dolci, sai
bene quanto sia difficile. In alcuni casi sembra una battaglia impossibile, per
questo molte persone rinunciano. Ciò che rende questa rinuncia così difficile
è il fatto che quando introduciamo nel nostro corpo alimenti come lo
zucchero e altri cibi spazzatura, qualcosa nel cervello comincia a non
funzionare come dovrebbe. Il nostro cervello dovrebbe regolare la nostra
assunzione di cibo e impedirci di esagerare, prendere peso e ammalarci. Ma i
dolci e il cibo spazzatura mandano in tilt tutto il nostro sistema di
regolazione. Lo zucchero e i cibi spazzatura infatti possono sfasare la
chimica del cervello per farcene desiderare sempre di più. L’iperstimolazione
dei centri di ricompensa del cervello provoca dipendenza. Lo zucchero fa
ingrassare e questo è dovuto principalmente al suo alto contenuto di fruttosio.
Ci sono diversi modi in cui lo zucchero ci induce a mangiarne troppo e ad
aumentare di peso, e il primo di questi meccanismi è il forte impatto sui
centri di ricompensa del cervello. Quando mangiamo cibi che contengono
zucchero, una massiccia quantità di dopamina viene rilasciata in una zona del
cervello chiamata Nucleo Accumbens. Quando mangiamo questi alimenti
tutti i giorni e in grandi quantità, i recettori della dopamina cominciano a
funzionare in maniera sbagliata. Questo significa che più ne mangiamo, più
avremo bisogno di quantità maggiori per ottenere lo stesso livello di
ricompensa. Lo zucchero e gli altri cibi spazzatura, a causa del loro potente
effetto sui centri di ricompensa del cervello, hanno una funzione simile a
droghe come la cocaina e la nicotina, danno dipendenza e assuefazione.
Quando li mangiamo infatti entrano in gioco esattamente gli stessi centri del
cervello. Le persone che hanno una certa predisposizione alla dipendenza,
diventano dipendenti da questi alimenti e perdono il controllo sul loro
consumo.
Dolcificanti naturali: 4 ottime alternative allo zucchero
Rinunciare allo zucchero (sia bianco che di canna) e sostituirlo con altri
dolcificanti naturali può essere dura all’inizio, ma considerato quanto può far
male, ne vale la pena. Fortunatamente non dobbiamo eliminare
completamente il sapore dolce dalla nostra vita, perché esistono alcuni
dolcificanti naturali che hanno poche calorie e fruttosio e un sapore molto
gradevole. Ecco i 4 migliori dolcificanti naturali che puoi usare.
Stevia
La stevia è uno dei dolcificanti naturali con poche calorie più conosciuto. Si
estrae dalle foglie di una pianta chiamata Stevia Rebaudiana. Questa pianta
è stata coltivata per secoli in America come dolcificante e per scopo medico.
Nelle foglie di Stevia sono stati trovati diversi composti dolci. I principali
sono lo stevioside e il rebaudioside. Entrambi hanno potere dolcificante 100
volte superiore a quello dello zucchero. Oltre ai glicosidi la foglia contiene
proteine, fibre, ferro, fosforo, calcio, potassio, sodio, magnesio, zinco,
rutina
(un flavonoide con proprietà antiossidanti), vitamina A e vitamina C. La
stevia è dolcissima, ma ha virtualmente 0 calorie. Alcuni studi fatti sugli
uomini hanno evidenziato che può portare interessanti benefici sulla salute:
quando la pressione sanguigna è alta, la Stevia può abbassarla del 6-14%,
ma non ha effetti su pressione normale o leggermente alta;
la Stevia abbassa i livelli di zuccheri nel sangue nei diabetici;
ci sono anche studi fatti sui topi che mostrano che la Stevia può migliorare
la sensibilità all’insulina e ridurre il colesterolo ossidato e la formazione
di placche nelle arterie (1,2).
Se devi dolcificare qualcosa, la Stevia è senza dubbio una delle migliori
alternative. Il suo sapore, però, è molto diverso da quello dello zucchero e a
molte persone non piace. Può cambiare a seconda dell’azienda che la
produce, quindi non partire prevenuto, ma provane tipi diversi prima di
decidere se ti piace o no.
Eritritolo
L’Eritritolo è un altro dolcificante con poche calorie. Fa parte dei polialcoli,
composti che si trovano naturalmente in alcuni frutti. Se acquisti Eritritolo in
polvere, però, molto probabilmente si tratta di un prodotto ottenuto tramite
un procedimento industriale. Contiene 0,24 calorie per grammo o circa il
6% di calorie come zucchero, con il 70% di potere dolcificante. L’Eritritolo
non alza i livelli di zucchero nel sangue o l’insulina e non ha effetti su
colesterolo e trigliceridi. E’ assorbito nel corpo dall’intestino, ma alla fine è
secreto così com’è dai reni Studi dimostrano che l’Eritritolo è sicuro.
Comunque, come gli altri polialcoli, può dare qualche problema digestivo se
ne consumi troppo tutto in una volta . L’Eritritolo ha un sapore molto simile
allo zucchero, sebbene possa avere un leggero retrogusto. L’Eritritolo non ha
particolari proprietà benefiche, ma di sicuro ha un buon sapore, non è
pericoloso per il corpo ed è ben tollerato.

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