Parla la prof colpita con una sedia da uno studente: “Non ritiro la denuncia”

Parla la prof colpita con una sedia da uno studente: “Non ritiro la denuncia”

Si chiama Venera Vitale e ha 55 anni la professoressa dell’Istituto tecnico Floriani di Vimercate, in provincia di Monza e Brianza, rimasta vittima di una violenta aggressione da parte di un suo studente di terza. Lo scorso 29 ottobre la professoressa di storia è stata colpita da una sedia scagliata dal ragazzo, un 16enne, mentre l’aula si trovava completamente al buio perché altri compagni avevano abbassato le tapparelle e spento la luce. Una sorta di agguato che la docente ha ripercorso durante il convegno “Docenti in trincea” che si è tenuto al liceo classico Carducci di Milano. La giornalista de “Il Giorno” Marianna Vazzana ha intervistato la professoressa che ha detto come l’atto di bullismo di cui è stata vittima sia il risultato di un “clima negativo” dovuto innanzitutto alle leggi che hanno costruito una scuola “basata sui numeri” che non privilegia il rapporto con i ragazzi.

La prof: Violenza che marchia il fisico e l’anima

Ma la docente, che non è di ruolo, ha soprattutto affermato di non essersi sentita sostenuta dalla dirigenza e soprattutto di non avere intenzione di ritirare la denuncia ai danni del 16enne nonostante le sue scuse, seppur tardive: “Il gesto grave resta, una violenza come questa marchia il fisico e l’anima”. Oltre alle conseguenze a livello disciplinare (quindici giorni di sospensione e lavori socialmente utili fino a giugno), il responsabile del lancio della sedia dovrà dunque fare i conti anche con gli aspetti penali del suo gesto. Il ragazzo aveva affermato di non aver trovato subito il coraggio di confessare l’accaduto perché schiacciato dalla grande visibilità che l’episodio aveva avuto su tutti i media. Sul caso era intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che aveva chiesto una “punizione esemplare” per il colpevole. Il sedicenne era stato coperto dai suoi compagni per circa due settimane e poi aveva trovato il coraggio di confessare, coraggio che però non gli basterà: dovrà dimostrare di avere davvero capito la gravità del suo comportamento per non rischiare la bocciatura e magari convincere la professoressa a ritirare la denuncia.

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