Deve fare un intervento all’utero, ma le cose si mettono male. Ecco cosa c’era nel corpo della donna…

Un banale intervento si è trasformato in tragedia. E’ accaduto all’ospedale di Brindisi, in Puglia, dove una donna di 70 anni era stata ricoverata perché accusava dei disturbi all’apparato riproduttivo. Così il 24 marzo è stata operata per un intervento istero-annessiectomia. Prima di entrare in sala operatoria ha salutato i parenti, sicura del fatto che sarebbe andato tutto bene.

Secondo quanto è stato in seguito denunciato, la donna avrebbe atteso due ore prima di essere operata, facendo ritorno, pertanto, nella sua camera solo nel tardo pomeriggio, ovvero 9 ore dopo l’arrivo in sala. Infatti, sempre secondo quanto è stato denunciato, l’intervento si sarebbe protratto così tanto per “difficoltà tecniche nell’operazione chirurgica”, ma anche perché, al termine dell’intervento gli operatori della sala operatoria si sono accorti della perdita di un manipolo (parte di uno strumento chirurgico), poi recuperato dal corpo della donna. Da quel momento per la donna inizia un vero e proprio incubo.

La donna, originaria di Squinzano, è un’ex insegnante di scuola superiore ora in pensione, e adesso è in coma da oltre un mese, in seguito alle complicanze dell’operazione chirurgica per l’asportazione dell’utero eseguita all’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi. L’equipe medica infatti sarebbe stata costretta ad un intervento suppletivo per “recuperare” uno strumento chirurgico “dimenticato” nel corpo della paziente. I suoi familiari a questo punto hanno presentato un esposto alla procura locale, facendo richiedendo la cartella clinica alla struttura sanitaria. L’obiettivo è quello di chiarire possibili responsabilità da parte dello staff medico, in merito all’intervento eseguito con la tecnica della laparoscopia e durato sette ore. La documentazione medica a questo punto sarà sottoposta al vaglio della magistratura, per stabilire se l’operazione sia stata eseguita rispettando tutti i protocolli di sicurezza.

La situazione della donna dopo l’intervento è stata ritenuta dai parenti anomala. Infatti, appena è rientrata nella sua stanza, dopo poco ha perso conoscenza. I sanitari sono immediatamente intervenuti, sottoponendola a un massaggio cardiaco e a quel punto è stata trasferita nel reparto di rianimazione. In queso momento la 70enne si trova nella clinica Villa Verde. Secondo il parere dei medici l’arresto cardio-circolatorio è stato causato da una pregressa brachicardia, ma secondo i suoi familiari la donna non aveva mai sofferto di patologie cardiache. Sarà la procura a fare chiarezza.

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