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Kate Middleton: Il marchio H&M ha copiato in versione low cost l’abito nuziale della duchessa di Cambridge


La duchessa di Cambridge è stata la prima altezza reale d’Europa a portare dentro a una corte due virtù cardinali dello stile contemporaneo: il riutilizzo dello stesso abito in appuntamenti formali diversi e la scelta dei capi tra le grucce dei brand low cost. Con queste innovazioni la scaltra Kate si è presentata all’opinione pubblica, che perciò l’ha subito etichettata come nuovo e ammirevole esempio di principessa al passo con i tempi.

Anche se, a dire il vero, questo stile, negli anni trascorsi a Kensington, Kate l’ha un po’ modificato: oggi è sempre meno raro sorprenderla con indosso pezzi griffatissimi, spesso italiani, di Prada per esempio, come l’abito sfoggiato per il ventennale della scomparsa di Lady Diana, o di Dolce&Gabbana, come quello con cui conquistò i sudditi canadesi nel 2016. Inevitabile, quindi, che ora siano proprio i capi d’alta moda indossati dalla duchessa a entrare nel mirino degli imitatori. L’impresa più ardita è stata compiuta dal colosso a buon mercato H&M: il brand svedese si è infatti spinto fino a proporre una copia dell’abito nuziale firmato Alexander McQueen con cui Kate attraversò la navata centrale dell’abbazia di Westminster il 29 aprile 2011.

Una creazione rimasta segreta fino al momento in cui la sposa scese dall’auto, tanto che alle sarte agli ordini della designer Sarah Burton (mente creativa della maison dal 2010, anno in cui morì McQueen) era stato comunicato che stavano lavorando a un abito che sarebbe comparso in un film. La realtà non si è discostata tanto dall’immaginazione, visto il contesto in cui è stato indossato. La replica firmata H&M costa 199 euro, versione davvero alla portata di tutte le tasche rispetto ai 287 mila euro e virgola dell’originale, e ha rispettato per quanto

possibile i fondamentali dell’abito McQueen: dalle maniche in pizzo trasparente, a completamento di un top bustier, alla scollatura smerlata a “V”. Tuttavia, le differenze ci sono, eccome: mancano la cintura a nastro intorno alla vita e spariscono i dettagli in pizzo nella parte inferiore della gonna. Certo, non si poteva pretendere che la replica potesse anche solo avvicinarsi a quello zenith raggiunto attraverso una sapiente alchimia tra innovazione e tradizione degli abiti nuziali di casa Windsor. Il corpetto, per esempio, nella versione originale è stato voluto imbottito sui fianchi e stretto in vita, caratteristica che ha dato all’abito un sapore vittoriano, ma che è al contempo uno dei tratti distintivi dello stile McQueen. E poi, quei 58 bottoni di gazar e organza che lo chiudono sul retro. Senza contare che la versione indossata dalla principessa aveva anche un nastro blu cucito all’interno, così da rispettare la tradizione secondo cui le spose devono indossare un dettaglio di quel colore il giorno del “sì”. Ma non si può ottenere tutto questo spendendo 199 euro.

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