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Rocco Casalino fa il bullo con i giornalisti


Ah, vita infame, starsene rinchiusi mentre il sole spacca le pietre, e a che fare? A commentare le gesta di Rocco Casalino, dico, Rocco Casalino:come se l’attuale portavoce del presidente del Consiglio (che infatti non ha una voce: interessa pochissimo ai media) non fosse già così ampiamente sputtanato da aver raggiunto da tempo l’effetto saturazione, rigetto, quel qualcosa per cui potrebbe anche mettersi a fare il trampoliere nudo con una foca in equilibrio sul naso, domattina, e ti sembrerebbe normale, un ordinario ornamento di questo tempo ultralight e infame: non il Titanic che affonda, ma direttamente gli abissi, a sbirciare certi mostri di profondità saliti a galla pervia dei vortici del transatlantico che s’inabbissava.

Uno è Casalino, uno che – tanto per dare la notizia, perché ormai chiamiamo notizie anche queste – è stato fotografato nell’unica visibilissima spiaggetta di Ponza (l’altra, Chiaia di Luna, è chiusa) in un abominevole quadretto frocio-ki- tch: lui, le gambe a x, fisicamente sfatto come capita a quelli che fanno pesistica e poi smettono, coi pettorali cadenti effetto-tette e gli anelli di grasso al posto degli addominali, in compagnia di un nerboruto cubano, stile telefilm Narcos, che invece pesistica chiaramente la fa ancora (pure troppa) ed esibisce il pacco-slip e nessun capello, stessa strada lentamente e visibilmente inbeccata dall’amore suo Rocco.

Mancava un bel cagnolino bastardello e infatti c’è: un bell’animalino da signora, di quelli da portare in braccio a fare il bagnetto. Secondo Dagospia (quindi è la verità) l’attuale premier Giuseppe Conte si sarebbe formalmente lamentato col suo vice Luigi Di Maio per quelle foto: pare che avrebbe definito poco sobrio il comportamento del suo addetto stampa e che avrebbe invocato la censura direttamente con Alfonso Signorini, direttore del Settimanale Chi che ha pubblicato il tutto. Probabilmente è l’esibita familiarità gaia ad aver indispettito il presidente del Consiglio: nessuno, infatti, si era lamentato quando lo stesso Casalino aveva portato il nerboruto anche alla festa del 2 giugno, forse coniuso con qualche bodyguard.

Ma poi ci sarebbe la seconda notizia di cui dare conto: Casalino, nei giorni scorsi, si è rivolto a un giornalista del Foglio e gli ha detto: «Ora che il tuo giornale chiude, cosa fai?». «Intimidazione» ha subito gridato e scritto Salvatore Merlo, il giornalista del Foglio. Tutto questo accadeva durante quella buffonata con Brindisi e palloncini improvvisato in piazza Montecitorio per festeggiare il taglio dei vitalizi. E tutti a cascarci, da Andrea Romano (Pd) che ha chiesto di fare «piena luce sulle minacce e intimidazioni rivolte da Casalino» al collega di Fratelli d’Italia Guido Crosetto a solidarizzare, come se fosse stata una cosa seria. Intanto il senatore grillino Elio Lannutti, altro noto genio eletto nei grillini, dava invece man forte e diceva «Bravo Rocco, basta parassiti», e il signore sì che se ne intende.

E tutti a non capire che non c’è nessuno scandalo, non c’è gossip, non c’è nessun problema di sobrietà, non c’è intimidazione alla libertà di stampa: c’è solo, miseramente, Rocco Casalino. E ci siamo noi che ci ostiniamo a occuparcene, anche rinchiusi mentre il sole spacca le pietre. Stiamo parlando di chi è soprannominato «forno forte al governo», di colui che appena approdato nel suo nuovo ufficio a Palazzo Chigi disse «la stanza è un po’ piccolina per essere quella del portavoce del premier, e l’arredamento è da rimodernare».

Giuseppe Conte forse manco lo sa che il suo portavoce nel curriculum vanta psicoterapie, il Grande Fratello, la scuderia di Lele Mora, comingout misti (etero, gay, bisessuale, specialista nei trenini di Buona Domenica) e insomma «un uomo che non vedi l’ora di incontrare negli spogliatoi», come scrisse il periodico Tutto uomini. Un «omo» abituato a relazionare a Grillo anche la frequenza delle sue sedute in bagno, nonché abituato a interdire dai programmi televisivi i
giornalisti sgraditi. Uno di cui torneremo a parlare anche quando cercherà di avere un figlio con surrogazione di maternità: lo vuole, l’ha detto lui.
Ovviamente, nel suo curriculum, comparve un master in Economia presso la Shenandoah University a Winchester (Virginia) che fu platealmente smentito dalla stessa università. Insomma, era l’uomo giusto per Giuseppe Conte: il quale, non abbia a lamentarsi.

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