Thermos con amianto shock: immediato il ritiro. L’allerta lanciata dal Ministero della salute

Sarebbero arrivate due segnalazioni da parte del Ministero della Salute per la presenza sul mercato di thermos cinesi con tracce di Amianto. Dopo i casi registrati Negli scorsi anni, un altro prodotto adesso sembra essere a rischio ed è stato identificato dal sistema comunitario di allerta tra gli Stati dell’Unione Europea sulla sicurezza dei prodotti del Rapex – Rapid Alert System for non-food dangerous products, su segnalazione del Ministero della salute italiano. Si tratterebbe del thermos Porta Pranzo capienza 0,35 LT articolo 2170297, codice a barre 8-029121702978, da 0,35 litri con esterno in plastica disponibile in varie dimensioni e colori provenienti dalla Cina, i quali sarebbero stati venduti in scatole di cartone. Il prodotto in questione è risultato importato da Galileo Spa con sede in Strada Galli, 27 – 00010 fraz. Villa Adriana Tivoli (RM) e venduto al dettaglio dalla Società La Satur s.r.l. in Corso Martiri della Libertà n.9 Brescia (BS).

Come sempre accade in questi casi, è intervenuto Giovanni D’Agata presidente dello sportello dei diritti il quale ha riferito che i thermos contenenti l’amianto, non vanno assolutamente utilizzati e invitato tutti coloro che ne fossero in possesso, di evitare di farli cadere o di rompere. Qualora il thermos contenente amianto possa cadere per terra o in qualche modo si possa essere rotto, deve essere immediatamente inserito in una busta e bisogna evitare di smuoverlo perché potrebbero diffondersi le fibre di Amianto. Dunque, tutti i consumatori che Abbiamo acquistato il thermos in questione e che dunque rispondono ai dati evidenziati, sono invitati a usare il prodotto con cura, evitando ogni possibilità di rottura e soprattutto di riportare il prodotto Presso il punto vendita Dove è stato effettuato l’acquisto.

Sempre nelle scorse ore, è stato ritirato dal mercato un lotto di farina biologica di grano duro per la presenza eccessiva di piombo. La farina in questione pare sia prodotta ad Arezzo, Presso lo stabilimento di Anghiari e macinata dall’azienda Gorsini. Il provvedimento è stato preso come misura cautelativa e riguarda pacchi di farina da un chilo con scadenza al 10 giugno 2018, perché purtroppo già si trovano in commercio. Si Invitano tutte le persone che hanno acquistato la farina a riportarla immediatamente presso il rivenditore dove è stata acquistata, il quale provvederà al rimborso del prodotto.

Pare sia stato lo stesso produttore della nota azienda biologica di Anghiari ad avvertire le autorità sanitarie competenti dell’anomalia riscontrata nel prodotto, attraverso dei controlli specifici effettuati sulla farina che hanno dato purtroppo esiti abbastanza pericolosi. Grazie alla professionalità dell’imprenditore, si è provveduto a dare tempestiva pubblicazione della notizia sul sito internet del Ministero della Salute. Sembra che l’eccessiva presenza di piombo all’interno del prodotto, sia stato causato da un problema verificatosi durante la lavorazione del prodotto per colpa di un macchinario che avrebbe dovuto pulire la farina, ma che invece è risultato difettoso.

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