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Un omicidio brutale, da film dell’orrore. Ma il peggio deve ancora arrivare


Un banchiere russo di ventotto anni che si chiama Sergey Kovalchuk è stato condannato questa settimana a nove anni e mezzo di carcere dopo aver confessato di essere l’autore di un brutale omicidio. Il giovane avrebbe ucciso la sua fidanzata, la ventitreenne Vera Nurbaeva. Il corpo della ragazza, che l’uomo avrebbe fatto a pezzi dopo l’omicidio, non è mai stato trovato. Il delitto è avvenuto a Mosca, in Russia. Secondo quanto si legge sul tabloid britannico Daily Mail, il banchiere – che aveva conosciuto la ragazza su internet e che con lei aveva trascorso il Capodanno – avrebbe strangolato Vera nel suo appartamento in seguito a una lite furiosa per il telefono. Dopo averla uccisa stringendole il collo con le mani, prima il ventottenne sarebbe uscito a comprare le sigarette e poi, una volta tornato a casa, avrebbe messo il cadavere della ragazza nella vasca da bagno e sarebbe andato a dormire.

I resti della ragazza non sono mai stati trovati  – Solo quando si è risvegliato avrebbe deciso di fare a pezzi il corpo della donna. Per farlo avrebbe usato un coltello da cucina e poi avrebbe anche gettato alcuni resti degli organi interni nel water nel tentativo di sbarazzarsi del cadavere. Cadavere che poi avrebbe nascosto in quattro sacchi neri della spazzatura che poi avrebbe gettato in un lago vicino Mosca. I vestiti della ventitreenne invece sarebbero stati gettati in un bidone vicino al suo condominio. I resti della ragazza non sono mai stati trovati ma appunto a confessare il brutale delitto sarebbe stato lo stesso omicida, che proprio per la sua confessione e dimostrando di essere pentito avrebbe poi ottenuto una condanna lieve.

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