Segui Newsitaliane.it su Facebook

Vittorio Sgarbi condannato a 6 mesi di carcere. Diffamato il PM di Matteo


Vittorio Sgarbi è stato condannato a 6 mesi di reclusione per un articolo pubblicato lo scorso 2 gennaio del 2014 sul quotidiano Il Giornale,  dal titolo ” Quando la mafia si combatte soltanto a parole”. È stato invece condannato a 3 mesi per omesso controllo il direttore del quotidiano Alessandro Sallusti. Da quanto sembra Entrambi hanno ottenuto la sospensione della pena. La  condanna nei confronti di Vittorio Sgarbi è arrivata secondo il tribunale di Monza perché  Il critico d’arte con quel pezzo pubblicato sul giornale ha diffamato il magistrato palermitano Nino Di Matteo definendolo un complice di Totò Riina.

Nello specifico sembra proprio che l’autore di quell’articolo prendete spunto dalla divulgazione di alcune intercettazioni del boss di Cosa nostra mentre si trovava detenuto in carcere e durante le quali Totò Riina pare avesse anche minacciato di morte lo stesso di Matteo sottoponendolo Così al massimo livello di sicurezza. “Riina non è nemico di Di Matteo, nei fatti è suo complice”, è stata questa nello specifico la frase che ha fatto scattare la querela nei confronti del critico d’arte.

In seguito alla querela che era stata presentata da di Matteo il magistrato aveva detto che dopo la pubblicazione successiva al deposito processuale delle intercettazioni di numerose conversazioni nelle quali Rina si riferisce ripetutamente alla sua persona anche manifestato la sua volontà di ucciderlo Paradossalmente iniziata quella che lo stesso ritiene una vera e propria campagna di stampa che partendo dal travisamento chiaro dei fatti tende ad accreditare delle versioni che lo indicano come autore di condotte e comportamenti che lo stesso dice di non avere mai tenuto.

Il PM ha ancora aggiunto “Non posso accettare  che si continui a speculare impunemente perfino su vicende che tanto incidono anche sulla mia vita personale e familiare”. In quell’occasione però vengono anche citati e querelati altri giornalisti come Giuliano Ferrara e Filippo Facci. A distanza di tempo soltanto adesso è arrivata la sentenza del tribunale di Monza che effettivamente ha dato ragione al magistrato ed anche riconosciuto una provvisionale di €40000 in favore proprio del PM, sostituto della direzione nazionale antimafia.

Privacy Policy