Fedez, un disco intimista e accuse «Alcuni trapper sono pericolosi»

Un matrimonio, diventare papà, passare da 4 a 7 milioni di follower su Instagram, uno show a San Siro. Tutto in meno di un anno e mezzo. Famiglia e professione che girano nel verso giusto, eppure Fedez è pieno di paranoie. Tanto da raccoglierle tutte e piazzarle nel titolo, «Paranoia Airlines», del nuovo album che esce venerdì ed è stato presentato in una sala d’attesa dell’aeroporto di Linate mentre un gruppo di fan selezionati da Spotify era su un volo privato per un ascolto in anteprima.

«Il titolo riassume il mio modo di prendere l’esistenza. Ho paure che hanno molti, dall’ipocondria a quella di non sentirsi mai all’altezza che con la paternità si è accentuata ». Ne è uscito un disco dove il lato pop e scanzonato di Fedez è meno evidente. «L’ho fatto per stare bene io, al di là del risultati di vendita. Può sembrare cupo, preferisco definirlo introspettivo e terapeutico. Nei suoni ho scelto la emo-trap che mi ha conquistato per il suo mischiare elementi trap con il punk e l’emo, i generi della mia adolescenza. Nei testi parlo di come affronto i miei lati ombra e di come cerco di non farmi trascinare dalle paure». Check-in per la famiglia. «Prima di ogni cosa», il singolo che aveva anticipato l’uscita dell’album, è dedicato al figlio Leone («Un brano in cui non tutti si possono rispecchiare, non è universale, parlo di cose molto specifiche »). La title track è più che una dichiarazione d’amore per la moglie Chiara Ferragni. «Veniamo da due mondi diversi, dal nulla ci siamo inventati un futuro.

Stare con lei ha cambiato sia la mia esistenza che la professione: io vedo il sempre il bicchiere mezzo vuoto, lei mezzo pieno». Ai momenti privati fa eccezione «TVTB» in collaborazione con la Dark Polo Gang. Testo scivoloso quello del collettivo trap romano, ben oltre il doppio senso sessuale, le donne ridotte a oggetto. «Il contesto pesa più del contenuto. Quando fanno queste cose sui loro dischi non destano preoccupazioni, lo hanno fatto nel mio e finirò per essere incolpato di esibizione di misoginia. In realtà loro sono andati talmente sopra le righe che hanno reso macchiettistico il machismo». «L’Italia va cambiata/ il pannolino è pieno» è una delle rime di «Buongiornissimo ».

Un raro riferimento all’attualità di questo album personale. Fedez non sembra aver rivisto il suo appoggio ai 5 Stelle dopo il contratto di governo con la Lega. «Vorrei esimermi da una dichiarazione tipo “Salvini m…”. Mi sono scontrato con lui per le sue posizioni xenofobe, quindi è chiaro come io la pensi. Ma sul tema immigrazione Salvini fa quello che aveva dichiarato in campagna e visto che è stato votato chissene di quello che penso io. Credo nella democrazia e dopo anni di governi tecnici o illegittimi questo è un governo legittimo. Il focus è finalmente tornato sui provvedimenti politici e non sulle cenette di Berlusconi o il padre della Boschi. Non mi piace quando Toninelli secreta un atto, il reddito di cittadinanza è macchinoso, ma se quello che fanno è giusto o sbagliato si vedrà». Dopo la tragedia di Corinaldo e i morti al concerto di Sfera Ebbasta, la trap è finita sotto accusa. «Chi sta attorno a Sfera dovrebbe sapere che a fronte di certe richieste economiche la discoteca deve riempire il locale all’inverosimile per rientrare dai costi».

Qualcuno parla di incitamento al consumo di droga, di «cattivi maestri ». «Le inchieste finiranno in un nulla di fatto e la libertà artistica non è sotto attacco. Però ci vorrebbe più responsabilità per quello che si dice, sopratutto se non si è più degli emergenti. L’unica cosa che contesto a questi trapper è di aver reso di moda la lean (sciroppo alla codeina e Sprite ndr) che in Italia non esisteva: c’è un boom di ragazzi che si drogano in farmacia. La generazione precedente alla mia, i Club Dogo ad esempio, dava dignità artistico-letteraria al mondo della droga. Se sento molti dei nuovi, alla terza canzone sono già annoiato. Ma forse sto solo invecchiando ». L’età, l’ultima paranoia.

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