Reddito di Cittadinanza ultim’ora: Furbetti in coda all’Inps per il sussidio

Oggi il caos. E domani il rischio che il reddito di cittadinanza scenda al di sotto dei già miseri (in confronto alle aspettative) 390 euro medipro capite. L’esultanza frettolosa dei Cinque Stelle, che per invertire il crollo nei sondaggi hanno brindato prima ancora che il decreto uscisse in Gazzetta ufficiale, ha scatenato infatti la corsa agli sportelli dell’Inps nelle regioni meridionali, oltre ai prevedibilissimi trucchi attuati per moltiplicare l’assegno tra i membri della stessa famiglia: divorzi fittizi, “ritocchi” dell’Isee e così via. Pratiche che ieri hanno spinto Matteo Salvini a lanciare un avvertimento: «C’è già qualche fenomeno che sta facendo cambi di residenza, separazioni, cambi di nuclei familiari… Io gli dico amico mio, fai attenzione che c’è la finanza».

L’onda è partita, insomma, cogliendo impreparati sia gli uffici pubblici sia il governo, dove si inizia a temere che la platea di richiedenti in possesso (almeno formalmente) dei requisiti sia più ampia degli 1,7 milioni di individui previsti. Situazione nella quale scatterebbe la «rimodulazione dell’ammontare del beneficio», ovvero la sua riduzione.

AVVERTIMENTO È stato il presidente del consiglio d’indirizzo e vigilanza dell’Inps, Guglielmo Loy, a dare l’allarme. «Sono stato a Bari», ha detto, «e mi hanno segnalato che negli uffici dell’istituto si cominciano a vedere code di persone che chiedono informazioni su come accedere al reddito di cittadinanza. È chiaro che chi ha bisogno, viste le immagini in tv in cui si dice che è tutto pronto, si catapulta per sapere quando potrà riceverlo ». Scene simili a quelle che si stanno vedendo in altre città del Mezzogiorno. Il problema è che gli addetti dell’Inps non sanno quali pesci prendere: le domande, infatti, dovranno essere presentate online o agli sportelli delle Poste. «L’istituto di previdenza entrerà in gioco dopo, quando Poste ci girerà le domande per verificare i dati e incrociarli con quelli di Pra, Agenzia delle Entrate e Anagrafe dei comuni», avverte Loy.

Comanda la confusione, quindi, e i governatori ieri hanno avvertito Luigi DiMaio che la macchina, destinata in teoria a erogare il sussidio nel mese di aprile, corre il pericolo di non partire mai o di incepparsi subito. «Rischiamo un caos operativo incredibile», ha detto il presidente della conferenza delle Regioni, l’emiliano Stefano Bonaccini. Il problema numero uno, ovviamente, sono i soldi: «In legge di Bilancio non ci sono i fondi per tutto quello che era stato promesso ». Il secondo, prosegue il presidente dell’Emilia-Romagna, riguarda «tutta la trafila di assunzioni e di nuovi dipendenti presso i centri per l’impiego». Le Regioni stanno ancora aspettando le 1.600 persone che dovevano potenziare il personale, «ora si parla di altri quattromila, poi si parla di migliaia di “navigator”… ma non riusciamo a capire da dove proverranno e chi li formerà».

LE RISORSE Anche perché non c’è traccia delle piattaforme informatiche che dovrebbero gestire tutta l’operazione e ci vorranno mesi prima che i quattromila nuovi addetti dei centri per l’impiego arrivino negli uffici: tra decreto di ripartizione delle risorse alle diverse regioni, variazioni dei bilanci regionali, annuncio, svolgimento e graduatorie dei concorsi, un anno è una stima realistica. Sempre ammesso che quattromila assunzioni bastino: solo la Campania, ieri, ha chiesto al governo i soldi per farne più di 500. Intanto è uscita la relazione tecnica del “decretone” che disciplina reddito di cittadinanza e nuovo regime previdenziale. La novità riguarda la clausola per evitare sforamenti di spesa: quest’anno il monitoraggio delle domande di pensionamento da parte dell’Inps sarà mensile e non più bimestrale. Il governo prevede che, da qui a dicembre, con “quota 100” vadano in pensione 290mila persone: 100mila dipendenti pubblici, 88mila autonomi e 102mila lavoratori privati. Se i controlli dovessero evidenziare scostamenti da queste stime, il ministero dell’Economia interverrà con tagli di spesa e altre correzioni.

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