Ridotto in fin di vita lo scorso 21 ottobre. Il 17enne si è svegliato dal coma e ha raccontato quello che gli è accaduto, terribile

Un ragazzino di 17 anni è stato investito e ridotto in fin di vita da un parcheggiatore abusivo e da suo figlio lo scorso 21 ottobre a Caserta e, dopo essere uscito dal coma ha indicato i responsabili e la dinamica dell’incidente di cui era stato vittima. Il ragazzo ha riportato gravi lesioni permanenti.  Ieri l’arresto dell’uomo e del suo congiunto che sono stati fermati a Marcianise con l’accusa di tentato omicidio. La vicenda è stata raccontata oggi da Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi che, con un lungo post su Facebook corredato dalle foto del ragazzo dopo l’aggressione e l’investimento, spiega come abbia riportato danni permanenti. Borrelli, oltre a chiedere condanne esemplari per i due arrestati, parla dei parcheggiatori di una “categoria composta da delinquenti”, chiedendo di accendere ancora i riflettori su un fenomeno dai contorni criminali.

“Gli ha provocato lo scoppio di tre vertebre, la frattura del bacino in più punti, lesioni agli arti e danni tali che hanno determinato la perdita dell’uso di una mano. Lo ha costretto a tre operazioni chirurgiche, a soli diciassette anni. – si legge –  La furia animalesca del parcheggiatore abusivo che ha deliberatamente investito un ragazzo a bordo di uno scooter, con il solo obiettivo di fargli del male, mette i brividi. Non smetterò mai di ripeterlo – prosegue Borrelli – siamo di fronte ad una categoria composta da delinquenti dall’altissima pericolosità sociale. Questi individui sono dei violenti, totalmente avulsi dal normale contesto del vivere civile. Pensano ed agiscono secondo logiche criminali. Quale orrendo disegno mentale spinge un ultraquarantenne ad inseguire e speronare un ragazzino con il solo obiettivo di tentare di ucciderlo? La giustizia deve agire con la massima severità. Questi criminali dovranno essere colpiti da una pena esemplare”.

Nella denuncia anche le parole della mamma del 17enne: “È solo un caso che mio figlio non sia morto. Solo dopo il coma ci ha spiegato chi lo aveva ridotto così. Se non si fosse svegliato, non avrei mai saputo il nome dell’assassino. Mio figlio è stato lasciato a terra, agonizzante, dopo essere stato travolto deliberatamente. È rimasto sul selciato per diverse decine di minuti. Quando è arrivato in ospedale era in fin di vita, a pochi minuti dalla morte. Ora dovrà fare i conti con i danni permanenti provocati da questa azione assurda e criminale. I medici non sono ottimisti sulle sue condizioni, dovrà sottoporsi ad una lunga rieducazione”.

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