Tony Essoubti, carcere in isolamento per paura dei detenuti: “Piange e chiede perdono”

Tony Essoubti Badre ha ammesso le proprie responsabilità nell’omicidio del piccolo Giuseppe, 7 anni, ucciso a Cardito, Napoli, domenica scorsa e si è detto pentito al gip, nel corso dell’udienza di convalida del fermo nel carcere di Poggioreale, ribadendo, come già fatto davanti agli investigatori della polizia, di aver colpito il bimbo e la sorellina, che è ancora ricoverata all’ospedale pediatrico Santobono, con calci, schiaffi pugni e anche di aver usato il manico di una scopa.

“Il ragazzo è in crisi, è distrutto, non riesce a capacitarsi di come possa aver fatto una cosa così grave”, ha spiegato all’Adnkronos il suo avvocato, Michele Coronella, che ha parlato di “momento di follia pura in cui non si è reso conto di cosa faceva”. Al gip il 24enne avrebbe anche detto che la compagna 30enne, madre di Giuseppe e Noemi, avrebbe provato invano a fermarlo. Tony ha detto di aver “sottovalutato la portata delle ferite” inferte al bambino, perdendo quelle due-tre ore risultate poi fatali per la sua sopravvivenza.

Il 24enne italo-tunisino, che al gip ha anche raccontato della difficile convivenza con la compagna, con cui aveva frequenti dissidi. è ora rinchiuso nel carcere napoletano con l’accusa è di omicidio volontario aggravato da futili motivi e lesioni aggravate. E proprio dal carcere emergono nuovi particolari dopo la visita del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. “Mi sono confrontato – spiega – con i vertici della struttura penitenziaria che nonostante le brutture con cui devono avere a che fare ogni giorno conservano una grande umanità. La direttrice sta anche facendo ridipingere i padiglioni con colori meno cupi grazie all’aiuto di alcuni detenuti che si sono offerti volontari per fare questo lavoro”.

Poi Borrelli racconta dell’incontro con Tony, cui ieri il tribunale del Riesame ha confermato la detenzione. Il 24enne è detenuto in isolamento per evitare atti di autolesionismo o aggressioni di altri detenuti, vista la natura del reato. “Quando mi ha visto piangeva e chiedeva perdono. Non sono riuscito a provare alcuna pietà per lui. Personalmente credo che chi uccide è un mostro in particolare se si tratta di bambini e merita una condanna durissima senza alcuna attenuante”, ha detto il consigliere.

L’autopsia sul corpicino di Giuseppe è stata svolta nella giornata di ieri, 30 gennaio, ma ci vorrà qualche giorno prima che arrivino i risultati. La sorella Noemi è fuori pericolo ma resta ricoverata nel reparto di Neurochirurgia del Santobono. In ospedale si è recata la pm Paola Izzo per un interrogatorio protetto della piccola, a cui hanno assistito assistenti sociali e psicologi. La bimba è stata ascoltata per acquisire altri dettagli su quanto avvenuto ma anche, con tutta probabilità, per accertare la posizione della mamma.

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