Cerca di far morire di fame il figlio: “Mia moglie l’ha avuto con un altro”. Il piccolo pesava 7 kg

Orrore in Ucraina, dove un uomo  ha tentato di far morire di fame il figlioletto perché sospettava non fosse suo: a salvare il piccolo, di appena 4 anni, sono stati gli assistenti sociali della città di Novoukrainka. Il bimbo era ormai allo stremo: pesava meno di 7 chili e viveva chiuso in una gabbia circondato dei suoi escrementi. A costringerlo in quelle condizioni il padre Aleksandr Molchenko, che ora rischia l’ergastolo dopo che un’inchiesta ha ricostruito la vicenda determinando il grave dolo dell’uomo. Vitaliy Dolug, portavoce dell’ufficio del pubblico ministero, ha spiegato: “L’inchiesta ha stabilito che il bambino non è stato nutrito di proposito. L’uomo pensava che non fosse suo figlio biologico e ha cercato di farlo morire di fame”.

Stando a quanto accertato dalle indagini, Molchenko riteneva che sua moglie Natalia fosse rimasta incinta di un altro uomo dopo aver dato alla luce il loro terzo figlio. Un test del Dna ha tuttavia dimostrato che era proprio lui il padre del bambino. Deve ora rispondere all’accusa di tentato omicidio ed è in custodia in attesa di processo. Natalia, che non ha fatto niente per aiutare il bambino, è stata accusata di complicità nel tentato omicidio ed è agli arresti domiciliari. Ora il piccolo e le sue tre sorelline sono stati trasferiti in una struttura per minori maltrattati.

Quando i poliziotti hanno condotto l’intervento hanno dovuto abbattere la porta della casa dei Molchenkos per salvarlo. E’ accaduto ad agosto del 2018. I medici hanno detto che il bimbo  aveva sofferto di malnutrizione per diversi mesi e sarebbe deceduto nel giro di pochi giorni se non fosse stato salvato in extremis. Il pediatra Ludmyla Lyashenko, che ha preso parte all’operazione della polizia, ha dichiarato: “Abbiamo trovato Vladik in una piccola gabbia di legno posizionata in un angolo della casa. Non riusciva a vedere la stanza dalla sua gabbia. Era coperto di vecchie feci e da uno sciame di mosche”.

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