Donna carbonizzata in auto: “Uccisa con 4 coltellate alla schiena”, fermato l’ex marito

Dopo un lungo interrogatorio andato avanti per tutta la notte davanti al magistrato e agli uomini della squadra mobile della polizia è stato posto in stato di fermo l’ex marito di Ghizlan El Hadraoui, la donna di 37 anni residente a Modena il cui corpo mercoledì mattina è stato trovato carbonizzato nella sua auto, una Nissan, nella zona dell’inceneritore. Ad anticipare la notizia della svolta nel caso è la Gazzetta di Modena. L’uomo fermato si chiama Khalil Laamane. La Procura si era subito mossa nella direzione dell’omicidio. La donna sarebbe stata uccisa con quattro coltellate alla schiena. L’ex marito, secondo quanto ipotizzano gli inquirenti, l’avrebbe colpita perché non accettava la separazione in corso decisa dalla donna circa otto mesi fa. A quanto si apprende, l’uomo non avrebbe fatto alcuna ammissione ma gli investigatori sono convinti che abbia avuto un ruolo nella morte della 37enne, che viveva in Italia da oltre dieci anni, lavorava come badante ed era madre di due bimbi piccoli. A quanto si apprende, l’alibi fornito dall’ex marito di Ghizlan El Hadraoui non avrebbe convinto chi indaga. Così, dinanzi a questi sospetti e al pericolo di fuga o inquinamento delle prove, è stato deciso di fermarlo. Nei confronti del sospettato, ha spiegato il procuratore capo di Modena Lucia Musti, non risultano denunce pregresse da parte della donna. L’indagato si è sbarazzato del portachiavi della vittima, poi rinvenuto dagli inquirenti e questo elemento è stato determinante per le indagini, dato che il portachiavi, come il cellulare, era sparito dalla borsa della donna.

Subito escluso il suicidio – Ad accorgersi mercoledì mattina del cadavere nell’auto, ferma nei pressi dell’inceneritore di Modena, è stato un carabiniere fuori servizio che era nei paraggi. L’uomo ha notato il fumo proveniente dalla vettura e si è insospettito, dunque si è avvicinato e ha fatto la macabra scoperta. Dopo l’allarme, sul posto sono accorsi i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area, i sanitari del 118 e gli uomini della squadra mobile della polizia di stato. “Le condizioni del corpo non consentono di stabilire in che modo la vittima sia stata uccisa, ce lo dirà la medicina legale ma si procede per omicidio volontario a carico di ignoti”, aveva detto subito il procuratore, aggiungendo che proprio dalle condizioni del corpo è stato possibile stabilire che si è trattato di un omicidio e non di un suicidio.

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