Violenta la figlia ubriaca durante la prima notte di nozze: “Pensavo fosse la mia nuova moglie”

Avrebbe violentato la figlia durante la sua prima notte di nozze “perché pensava che fosse sua moglie“. L’orribile incidente è avvenuto nei pressi di Kolding, nel sud della Danimarca, lo scorso anno. Secondo i documenti giudiziari visionati dal giornale locale Jydske Vestkysten, il 50enne danese stava tenendo il suo ricevimento di nozze in una tenuta di campagna quando sua figlia di 20 anni avrebbe perso i sensi nella suite nuziale dopo aver bevuto troppo. Padre e figlia avevano perso i contatti per molti anni, ma l’uomo aveva ricontattato la giovane nel Natale 2017 proprio con lo scopo di invitarla al matrimonio.

Durante la festa, celebrata nell’aprile 2018, la figlia si sarebbe “ubriacata molto” e i membri della famiglia si resero conto che non sarebbe stata in grado di raggiungere l’hotel vicino dove avrebbe dovuto passare la notte prima di ripartire. È stata portata nella suite nuziale intorno alle 2.30 dal padre e da un altro ospite. Circa un’ora e mezza dopo, gli ‘sposini’ hanno raggiunto la stanza e il padre si sarebbe addormentato tra sua figlia e la nuova moglie. Ad un certo punto tra le 4 e le 4:45 l’uomo avrebbe “afferrato sua figlia”, secondo i documenti del tribunale visionati dai media danesi. Il rapporto diceva: “Quando lei gli ha chiesto di fermarsi e ha cercato di sedersi, lui l’ha spinta forte al petto. Dopo questo, mentre era sulla schiena, ha forzato un rapporto sessuale nonostante lei lo pregasse di fermarsi più volte”. I pubblici ministeri hanno spiegato alla Corte di Kolding che la ragazza non poteva difendersi perché era ubriaca. Nei giorni successivi all’incidente il padre si sarebbe scusato con sua figlia sostenendo di averla scambiata per sua moglie.

Secondo il sito web locale Ekstra Bladet, la giovane avrebbe poi detto al genitore: “Penso che dovremmo interrompere tutti i contatti. Quello a cui mi hai sottoposto è qualcosa che non posso accettare. Ti ho chiesto gentilmente di smetterla e tu hai continuato. Ho urlato, hai continuato, ti ho colpito, hai continuato”. Il padre ha replicato: “Mi dispiace. È stato un errore. Mi dispiace. Pensavo fosse [nome della moglie]. Non possiamo provare a rimanere in contatto? Mi dispiace”. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di stupro e condannato a 2 anni e sei mesi di carcere.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *