Una terrificante storia di violenze orribili, abusi e oppressione

È stata molestata sessualmente dal preside a scuola ma quando ha deciso di denunciare tutto alla polizia, invece di essere difesa, è stata umiliata e derisa, infine, quando è tornata a scuola, è stata aggredita e bruciata viva dai suoi stessi compagni di classe. È la terribile storia di violenza, abusi e oppressione della donna che arriva dal Bangladesh dove da settimane il Paese è diviso tra i sostenitori della giovane vittima di soli 19 anni e i suoi detrattori convinti che a sbagliare sia stata la ragazza abusata che avrebbe dovuto tacere. Il calvario di Nusrat Jahan Rafi era iniziato a fine marzo quando all’interno di una madrassa, una scuola coranica dove studiava, il preside l’ha chiamata nel suo ufficio e l’ha molestata palpandola. La diciannovenne era fuggita ma subito dopo aveva deciso di denunciare tutto alla polizia.Proprio nella caserma di polizia è iniziato per lei però un vero incubo. È stata derisa e umiliata da un agente che l’ha addirittura filmata mentre lei raccontava le molestie commentando che non si era trattato di “niente di grave”, poi il video è stato pubblicato online e Nusrat da vittima si è trasformata in accusata divenendo bersaglio di una campagna di odio. Quando il preside è stato arrestato, infine, per lui si sono mobilitati in migliaia che sono scesi in piazza a Dacca e a Feni per chiederne il rilascio, accusando la giovane di menzogna. La famiglia della 19enne è stata isolata e lei minacciata ma Nusrat si è presentata comunque a scuola il 6 aprile per svolgere gli esami finali. Qui è stata attirata in una trappola, fatta salire sul tetto con la scusa di metterla al sicuro, e uccisa. I responsabili avrebbero tentato di farle ritrattare le accuse ma quando lei si è rifiutata, le hanno dato fuoco.I giovani infine hanno tentato di simulare un suicidio ma la ragazza prima di morire in ospedale con ustioni sull’80 per cento del corpo, è riuscita a raccontare tutto e a registrare un audio sul cellulare del fratello. Dopo i fatti, la polizia ha rimosso dall’incarico l’agente che aveva girato il video mentre il ministro dell’Interno ha assicurato che “ogni persona coinvolta nell’omicidio sarà consegnata alla giustizia”. Purtroppo però nel Paese il clima di ostilità contro la famiglia della giovane è aumentato ancora .

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