Bossetti sta scrivendo un libro per raccontare la sua verità

Non c!è ancora un editore, ma la vicenda giudiziaria del mio assistito Massimo Bossetti potrebbe diventare un libro. Lo stiamo scrivendo a quattro mani. E sì, nel libro potrebbe esserci anche qualcosa che riguarda il nostro rapporto”. Lo dice l!avvocato Claudio Salvagni, il difensore di Massimo Bossetti, il muratore oggi 48enne condannato definitivamente all!ergastolo per l!omicidio della piccola Yara Gambirasio. L!avvocato Salvagni conferma così la notizia che Giallo vi aveva anticipato tempo fa. E cioè che il carpentiere di Mapello, in carcere da quasi cinque anni, sta scrivendo un libro sul caso Yara.

E allora facciamo un passo indietro di qualche mese. È Capodanno. Bossetti, seduto a un tavolo della sua cella, prende carta e penna e ci scrive di suo pugno questa incredibile lettera: «Spettabile Cairo Editore, interpello la Vostra casa editrice per proporvi il mio manoscritto, e chiedo se da parte vostra ci sia l!interesse nel pubblicare il materiale in mio possesso. Sarebbe gradita una risposta da parte vostra. Ringrazio anticipatamente.

Cordiali saluti». Insomma, il muratore bergamasco, che per i giudici ha aggredito in un campo e lasciato morire di stenti una 13enne inerme, ci proponeva le sue memorie. Proprio a noi di Giallo che in tutti questi anni ci siamo battuti, non per la sua colpevolezza, ma semplicemente per riportare, in maniera corretta, esaustiva e fedele, tutti gli sviluppi delle indagini e, successivamente, dei processi. Peraltro, ci era sembrato quantomeno curioso che Bossetti avesse proposto il manoscritto proprio al giornale che è stato da lui querelato, peraltro inutilmente, per ben tre volte. A ogni modo, dopo averne parlato in redazione, decidemmo di non pubblicare alcun manoscritto di Bossetti. Il motivo? Eravamo e siamo tuttora convinti che il resoconto sul suo omicidio e sui suoi processi siano già stati scritti dai giudici, che lo hanno condannato al massimo della pena in tutti i gradi di giudizio.

Ma come avete letto, il muratore non si arrende e, con ogni probabilità, proporrà le “sue memorie” a qualcun altro. Le sta finendo di scrivere con Salvagni, l’avvocato che lo affianca dal 16 giugno del 2014, cioè dal giorno in cui fu arrestato nel cantiere edile di Seriate con la più infamante e terribile delle accuse: l!omicidio di una bambina. Intanto, c!è da registrare un!altra novità. A breve, il muratore lascerà il carcere di Bergamo per essere trasferito in quello di Bollate, in provincia di Milano. Anche questa notizia è stata confermata dall!avvocato Salvagni. Il legale ha spiegato: «Il trasferimento era nell!aria, anche se io non ho ancora avuto comunicazioni ufficiali. Il mio cliente aveva chiesto tempo fa di essere spostato per impiegare in qualche modo il tempo e aiutare così la sua famiglia.

Ma anche perché dove si trova adesso lo spazio è veramente ristretto». Nel carcere di Bergamo, Bossetti è rinchiuso nella sezione riservata ai detenuti che hanno commesso reati su donne e bambini. Non può nemmeno comunicare con i detenuti delle altre sezioni. In questi cinque anni ha stretto pochissime amicizie. Ecco perché ha chiesto di essere trasferito. A Bollate, peraltro, sono reclusi altri detenuti legati a noti fatti di cronaca: Rosa Bazzi, condannata con il marito per la strage di Erba, Alberto Stasi, che sta scontando 16 anni per l!omicidio di Chiara Poggi, e Alexander Boettcher, il giovane che aggrediva con l!acido gli ex della sua fidanzata. Chiudiamo ancora con Salvagni, che in questi giorni ha rivelato alla stampa che la difesa sta lavorando per chiedere la revisione del processo. Ha detto: «Abbiamo ripreso in mano il fascicolo del pubblico ministero: sono convinto che lì dentro ci sia qualcosa che potrebbe esserci sfuggito».

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