Omicidio Marco Vannini, gli avvocati: “Ciontoli ha commesso solo uno sbaglio, non mettetelo in croce”

Si è de!o e ride!o che Marco ha perso due litri di sangue. Questa è una foto (viene mostrata, ndr) del sangue che c”era sulle lenzuola del le!o della camera dei signori Ciontoli. Se io mi faccio la barba e mi taglio, perdo la stessa quantità di sangue”. Avete le!o bene! Queste parole sono state pronunciate da Andrea Miroli e Pietro Messina, i legali della famiglia Ciontoli, che per la prima volta dopo diversi mesi hanno deciso di parlare in pubblico a difesa dei loro clienti.

I LEGALI: «È STATO SOLO UN ERRORE…» Come saprete, tu!a la famiglia Ciontoli è stata processata per la morte di Marco Vannini, il giovane bagnino di 20 anni ucciso tra il 17 e il 18 maggio del 2015 a Ladispoli, in provincia di Roma. Marco si trovava a casa di Martina Ciontoli, la sua #danzata, quando, all”improvviso, è stato colpito da un proiettile esploso da una pistola calibro 9. Antonio Ciontoli, il papà di Martina, un ex maresciallo della Marina militare distaccato ai Servizi segreti, si è assunto l”intera responsabilità dell’accaduto.

Ha ammesso di aver esploso il colpo mortale, seppure per errore. Nelle due ore successive al ferimento di Marco, però, nessuno si è premurato di allertare i soccorsi, condannando il ragazzo a una morte atroce. Finora ci sono stati due processi. In primo grado Antonio Ciontoli era stato ritenuto colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale e per questo condannato a 14 anni di carcere. La moglie Maria Pezzillo e i “gli Federico e Martina, invece, erano stati condannati a tre anni per omicidio colposo. Ma in Appello i giudici hanno stravolto la precedente sentenza giudicando Antonio Ciontoli colpevole del reato di omicidio colposo.

La pena è così scesa da 14 anni ad appena cinque. Uno scandalo. Confermate, invece, le condanne a soli tre anni per la moglie e i “gli. Assolta in entrambi i gradi di giudizio Viola Giorgini, la “danzata di Federico, che non era imputata per omicidio bensì per omissione di soccorso. Ora la parola su questa vicenda che ha toccato l!Italia intera passa alla Cassazione, ultimo e definitivo grado di giudizio. Ma torniamo alla conferenza stampa che i legali Miroli e Messina hanno inde#o per chiarire, secondo il loro punto di vista, alcuni aspetti della vicenda. Inoltre, hanno preannunciato che intendono ricorrere in Cassazione e chiedere l!assoluzione per Maria Pezzillo, Martina e Federico Ciontoli.

Nel corso dell’incontro con la stampa gli avvocati hanno spiegato che finora non erano ancora intervenuti per rispetto dei giudici e dei processi in corso. Ecco le parole dell’avvocato Pietro Messina: «Certamente la colpa (di Ciontoli, ndr) è grave. La sciagura è di una gravità indicibile, ma non possiamo crocifiggere una persona per un errore. Ciontoli non era una persona esperta di armi. Quello che ha fa#o in una frazione di secondo non poteva controllarlo. Ha fa#o un!azione sproporzionata, censurabile sotto tu#i i punti di vista. Pagherà, perché è giusto che paghi per tu#o quello che ha fa#o, però da qui a dire che ha colpito volontariamente ce ne vuole…».

«MARCO HA SOFFERTO COME UN CANE» Parole che hanno offeso la signora Marina Conte, la mamma di Marco. La donna si è sfogata con Giallo. Ecco la sua risposta: «L!incontro organizzato dagli avvocati della difesa mi è sembrato un vano tentativo di istigarci. Mi dispiace deluderli, ma non ci riusciranno. Non si sono ancora resi conto che di fronte hanno una mamma e un papà forti, determinati e armati solo di dignità. Dignità che non sarà mai calpestata, per nessuna ragione. È opportuno, prima che mi addentri nel merito delle loro parole, che queste persone non perdano mai di vista un conce#o: io, mio marito Valerio e tu#o il resto della famiglia non ci fermeremo di fronte a nulla “no a quando non avremo ottenuto giustizia per Marco. In questa battaglia non siamo soli, c!è tu#a l!Italia dalla nostra parte. A oggi non ho mai visto o sentito una sola persona che sia dalla parte dei Ciontoli, ai quali interessa esclusivamente salvaguardare la loro immagine. Ecco il vero motivo di questa conferenza stampa, nel corso della quale sono state riferite molte cose che a noi, ancora una volta, hanno fa#o male.

È dolorosissimo per una mamma come me sentire un avvocato pronunciare parole come queste: “Marco ha perso la stessa quantità di sangue che potrei perdere io se mi tagliassi facendomi la barba”. Ma vi rendete conto? Questa frase non solo offende me, mio marito e il nostro amato Marco, ma stravolge sopra#u#o la verità dei fa#i. Ma dove vogliono arrivare dicendo certe cose? Ci si è forse dimenticati di quando Ciontoli – e questo è scritto negli a#i avendolo dichiarato lui stesso – cercava di comprimere la ferita perché usciva sangue? Ci si è forse dimenticati delle dichiarazioni di Viola, la quale disse di aver preso uno straccio per pulire il sangue di Marco? E poi ci sono la relazione e la testimonianza in aula del professore Carlo Gaudio, perito del giudice e quindi sopra le parti. Il professore ha dichiarato che in seguito allo sparo, Marco ha perso un litro e mezzo o forse due di sangue. Se l!è inventato? Non credo a”a#o. Per questo motivo, sentire che il sangue perso da mio figlio è paragonabile a quello che fuoriesce da un taglie#o che ci si può procurare facendosi la barba è a dir poco offensivo. Uno dei due legali a”erma che il “povero” Ciontoli non può essere croci$sso per quello che ha fa#o. Ma come? Dobbiamo anche ringraziarlo? Ma hanno compreso o no che quell!uomo ha ucciso un ragazzo di 20 anni? Quello sbaglio, così come lo definiscono loro, è costato la vita a mio figlio. Antonio Ciontoli non ha fa#o un “semplice sbaglio”: ha preso una pistola, peraltro non un!arma qualunque ma una potente calibro nove, e ha sparato a Marco. Ma la cosa ancora più assurda è avvenuta dopo lo sparo, quando né lui né il resto della famiglia hanno chiamato i soccorsi. Marco – forse si sono dimenticati anche di questo – è morto dopo aver so”erto come un cane. E loro, anziché chiamare un!ambulanza, gli hanno o”erto acqua e zucchero…».

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