Orrore in spiaggia, trovato il cadavere di una donna: indagini in corso

Donna trovata morta sul lungomare di Taranto. Ancora ignote le cause. A notare il corpo senza vita della vittima alcuni passanti, che hanno immediatamente allertato i soccorsi. Inutili però si solo rivelati tutti i tentativi di rianimarla. Il suo corpo è stato trasportato all’obitorio per essere sottoposto ad esame autoptico. Le sue generalità non sono state ancora rese note. Sul posto sono sopraggiunti anche gli agenti di Polizia di Taranto per i rilievi del caso. Saranno proprio gli investigatori della polizia a tentare di ricostruire gli ultimi istanti di vita della donna e determinare le cause della morte. La prima ipotesi resta quella dell’annegamento ma non si escludono altre piste.

Gli annegamenti e le lesioni alla colonna vertebrale conseguenti ad attività ricreative in aree di balneazione rappresentano eventi molto gravi che interessano spesso la fascia di popolazione più giovane, con la più lunga attesa di vita. La perdita della vita di un giovane, le gravi menomazioni che sono conseguenza di molti semiannegamenti e delle lesioni alla colonna vertebrale rappresentano motivo di gravi sofferenze e comportano elevati costi sociali.

I dati disponibili in Italia non consentono un’analisi degli eventi morbosi associati a questo fenomeno. Tuttavia, limitandoci alla sola mortalità, i dati forniti dall’ISTAT permettono di delineare i trend e le caratteristiche degli eventi mortali dovuti a questa causa nel periodo 1969-98, l’ultimo anno per il quale sono disponibili, a oggi, i dati.

Gli eventi considerati sono quelli indicati dalla codifica ICD IX con il codice E910. Saranno presi in considerazione anche quei decessi la cui causa viene classificata in base ai codici E830-E838, che si riferiscono alla mortalità secondaria a incidenti occorsi a mezzi di trasporto per acqua, nei quali è possibile individuare un ulteriore numero di decessi relativamente a questa causa.

In Italia, il rapporto di mortalità maschi/femmine è leggermente superiore a quello riportato in altri Paesi , dove il rapporto è 4:1. Le ragioni dell’elevato rapporto di mortalità potrebbero risiedere nel fatto che in genere i maschi sono più a contatto con l’ambiente acquatico (sia per attività occupazionali che ricreative) e consumano più alcol, uno dei principali fattori di rischio per l’annegamento . L’alcol, infatti, comporta da un lato una diminuita capacità di affrontare le difficoltà e dall’altro un atteggiamento di sottovalutazione del pericolo.

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