Sopravvive all’anoressia ed è fiera. Ma quello che le accade poco dopo è choc

È sopravvissuta all’anoressia che voleva strapparla da questo mondo. È stata brava, coraggiosa, determinata. Ma non aveva messo in conto che poi si sarebbe trovata di fronte altri problemi, tipo degli sciocchi bulli che hanno iniziato a prenderla in giro facendo il verso del maiale al suo passaggio. Eva Vermeiren, 20 anni, si è ammalata di anoressia a 16 anni e, nel tempo, è finita in ospedale tantissime volte. Ora, però, come ha raccontato a Bored Panda, sta guarendo. Per guarire, naturalmente, ha dovuto iniziare a mangiare bene. E quindi a prendere peso. Ma chi non conosce la sua storia e giudica solo dalle apparenze, non ha avuto altro da fare se non prenderla in giro per quei chili presi.
Quando passa i suoi coetanei fanno il verso del maiale per offenderla. “Quando ho sentito il verso del maiale rivolto a me, stavo per scoppiare a piangere – ha scritto su Twitter – sapevo che quelle persone non meritavano le mie lacrime ma è stato comunque difficile da accettare”.

“Ho iniziato a pensare di essere brutta e inutile, mi sono sentita morire”. Per fortuna, poi, Eva ha trovato la forza di impedire ai bulli di farle mettere in discussione la sua autostima”. Allora, con tanto coraggio e il sorriso sulle labbra, ha deciso di replicare ai bulli: “Ok, sarò pure grassa, ma sono molto più felice dell’anno scorso. Ho lottato con diversi disturbi alimentari per quasi cinque anni, sono stata gravemente sottopeso, in fin di vita”.

I disturbi alimentari, però, sono infami e non spariscono da un giorno all’altro. E infatti Eva sta sicuramente meglio ma non è completamente guarita. Tuttavia, a differenza di qualche tempo fa, ora può frequentare la scuola, ha un lavoro e sempre più fiducia in se stessa. Dopo quello spiacevole episodio che per un attimo l’ha fatta tentennare, Eva ha deciso di rivolgersi direttamente ai bulli. Lo ha fatto con parole che arrivano dritte al cuore.

“Vi ringrazio per ciò che avete fatto. Il vostro gesto mi ha fatto capire che ho ancora molta strada da percorrere per sentirmi sicura di me stessa, ma mi ha anche fatto capire che, con la forza di volontà, si ottiene tutto. Finalmente ho deciso di raccontare la mia malattia affinché altre persone che hanno il mio stesso problema si sentano libere”.

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