“Mi mette le mani addosso?”, Botte sfiorate tra Massimo Giletti e il sindaco di Mezzojuso

”Noi stasera pensiamo di aver fatto una serata da servizio pubblico”, dice Massimo Giletti chiudendo la puntata speciale di “Non è l’Arena”, in diretta dalla piazza centrale di Mezzojuso. La squadra del programma di La7 si è trasferita per una sera nel paese dell’entroterra siciliano, noto da mesi per il caso delle sorelle Napoli, le donne minacciate dalla cosiddetta mafia dei pascoli, ree di aver denunciato i fatti e rese pubbliche le difficoltà nel fare il proprio lavoro.

Una serata televisivamente complessa, per la difficile gestione del dibattito davanti a una piazza divisa e anche per l’atteso e preventivato clima di ostilità alla squadra del programma e al conduttore che si sarebbe potuto venire a creare.

Un momento di tensione c’è stato quando il sindaco di Mezzojuso Giardina, ha deciso di abbandonare il palco, accusando il presentatore. “Lei deve studiare le cose prima di parlare, signor Giletti, lei è un falsificatore della realtà”, dice il primo cittadino, mostrando l’atto di acquisizione dei terreni da parte della famiglia Napoli che, stando a quanto lui sostiene, non parlerebbe di 90 ettari. Giletti risponde di non avere il tempo di leggere tutto, ma chiede chiarimenti maggiori. Lo scontro sembra però arrivato al punto di massima tensione, il sindaco, sventolando il foglio di carta e avvicinandolo a Giletti, si alza intenzionato a lasciare il palco e Giletti gli si avvicina, coi due che vengono quasi allo scontro. “Mi mette le mani addosso?”, chiede il presentatore. “Non mi permetterei mai, ma prima di raccontare queste storie lei dovrebbe studiare”. 

Giardina quindi si allontana dal palco. Dalla platea si leva un coro, “buffone, buffone”, che non è chiaro se sia rivolto o meno al sindaco, vista una piazza che pare spaccata in due sulla vicenda. Nello scontro con le sorelle Napoli il primo cittadino aveva lanciato un’altra pesante accusa alle donne, sostenendo guadagnino 4500 € al mese e siano incapaci a pagare i loro debiti. Tesi smentita dalle carte presentate dalle sorelle Napoli.

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