La Chiesa crede di aiutare i poveri invece fa un favore alla mafia

Detto papale papale, gli immobili trasformati in case popolari (abusive) potrebbero essere ribattezzati case papali, almeno da quando l’Elemosiniere del Vaticano, il cardinale Konrad Krajewski, si è travestito da elettricista-supereroe e ha riattivato la centralina della luce bloccata per morosità degli inquilini in un palazzo occupato di Roma.

Ora sarebbe facile cedere alla demagogia e ricordare che, oltre a pagare le bollette, il Vaticano potrebbe prendersi quegli occupanti all’interno della miriade di edifici che fanno capo al patrimonio immobiliare della Santa Sede. Noi preferiamo tuttavia portare il contributo di fatti e numeri e mostrare a SuaSantità quanto, dietro il fenomeno degli stabili occupati, oltre a disperazione e miseria, ci sia spesso un circuito di illegalità gestito direttamente dalla criminalità organizzata. Posto che, come ci ricorda il segretario generale del Sunia di Roma Emiliano Guarneri, «il palazzo oggetto della visita del cardinale è un immobile non residenziale, la cui occupazione non ha tolto casa a un legittimo assegnatario », è anche vero che, a livello simbolico, riattivare la luce a chi occupa abusivamente uno stabile e non paga le bollette rischia di legittimare questa forma di illegalità; e, per proprietà transitiva, di alimentare il circuito di chi lucra sull’occupazione delle case popolari.

FUORI CONTROLLO Aproposito è bene far presente che, su 800mila alloggi di edilizia popolare in Italia, circa 50mila sono oggetto di occupazione abusiva (Federcasa ne stima 15mila, escludendo case abitate da chi ha perso il diritto per farlo). Una quantità enorme che ha indotto di recente il ministro dell’Interno a lasciare un censimento su scala nazionale per verificare quante siano in effetti le case abitate illegalmente. Ci sono aree in cui il tasso di occupazione è altissimo: si pensi, per fare un esempio, al quartiere Zen di Palermo dove si stima che tra l’80 e il 90% degli edifici popolari sia in possesso di occupanti illegali.

Ma più in generale nelle grandi città la situazione è sfuggita di mano: a Roma, dove gli alloggi popolari sono 74mila (tra alloggi Ater ed Erp), circa 6mila sono preda di abusivi, tra gente disperata che occupa spontaneamente e circuiti criminali che gestiscono il fenomeno; aMilano e nell’hinterland, su circa 80mila alloggi di proprietà di Aler o del Comune,5mila sono occupati abusivamente, per lo più gestiti dalla micro-criminalità; ancora a Napoli, su 27mila alloggi popolari, si calcola che 2.100 siano abitati da gente priva del diritto a farlo. E ovviamente in queste città ci sono quartieri particolarmente sensibili: se nel capoluogo campanol e zone di Secondigliano e Scampia sono diventate preda di occupazioni e a Roma Tor BellaMonaca, Tor Sapienza e Ostia sono ormai ricettacolo di abusivi, a Milano le aree di Corvetto, via Padova, San Siro eMecenate vedono la maggiore concentrazione di occupanti.

IL RUOLO DEL RACKET Il punto chiave è che, in buona parte dei casi, questi appartamenti non vengono presi da disperati in maniera spontanea,ma grazie all’aiuto delle “mafie” locali. «Nell’ultimo anno una percentuale pericolosamente in aumento di cittadini si è rivolta a noi per denunciare vessazioni da parte del racket», ammette Guarneri. Si tratta di un’attività delinquenziale ancor più odiosa perché toglie casa a chi sarebbe legittimo assegnatario. E che fissa tariffe per “vendere” la casa al disperato di turno che oscillano tra i 1.500 e i 5.000 euro. A Milano ha fatto scuola l’episodio della signora GiovannaPesco, detta «la Gabetti », che nel 2010 venne arrestata in quanto gestiva il business delle case occupate inun quartiere della città: secondo l’accusa, la Gabetti reperiva alloggi vuoti e li “rivendeva” a 3.000 euro. Ancora lo scorso anno è stata sgominata a Milano una cricca del racket composta da egiziani, che vendeva alloggi sfitti a disperati nel quartiere San Siro per cifre comprese tra i 400 e i 4.000 euro. E, non più tardi dello scorso settembre, a Roma sono state arrestate per il racket degli alloggi sei persone, tra cui un funzionario del Comune e uno dell’Ater, in un’inchiesta che vedeva coinvolto un certo Romeo Carbone, pluripregiudicato già arrestato per mafia. L’aspetto forse più inquietante è che, a venire occupate, non sono solo case sfitte, ma anche abitazioni momentaneamente vuote perché il legittimo proprietario è in vacanza o ricoverato in ospedale. A subire i danni di questa forma di occupazione sono soprattutto gli anziani, molti dei quali a Milano ad esempio, nel quartiere San Siro, la scorsa estate si sono rifiutati di andare in vacanza per evitare che, durante l’assenza, le loro case venissero occupate.

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