“Massacrato e gonfio d’acqua”. Uno spettacolo mostruoso

Una crudeltà inaudita ha spezzato una vita giovanissima, il piccolo Ah’Kiell Walker è stato stroncato a soli 3 mesi dalla brutalità di suo padre: l’uomo infatti ha ripetutamente picchiato il figlio provocandogli la rottura di alcune costole e una lesione cerebrale che gli è stata fatale. Purtroppo in soli 90 giorni di vita il bimbo ha dovuto subire maltrattamenti terribili. Durante l’ultima aggressione, il padre lo ha immerso completamente nell’acqua gelida fino a che è morto. Il tragico episodio di violenza è accaduto lo scorso 30 luglio 2017. Il bambino è stato trovato in fin di vita nella vasca da bagno della casa di Gloucester, dove fino a quel momento aveva trascorso la sua breve vita: i soccorritori lo hanno recuperato in fin di vita, congelato e con un enorme quantità di acqua nei polmoni. 

È probabile infatti che durante quell’immersione nell’acqua gelida il piccolo abbia respirato sott’acqua. La tempestiva corsa in ospedale non è stata sufficiente a salvare la vita al neonato che è deceduto poco dopo essere arrivato al pronto soccorso. Questo è quanto è quanto emerso nel processo a carico dei suoi genitori, il 27enne Alistair Walker e la 21enne  Hannah Henry. Entrambi erano accusati di omicidio ma per la giovane l’accusa più grave è decaduta mentre l’uomo è stato condannato dai giudici. Per la donna però è scattata la condanna per maltrattamenti contestata anche al compagno.

Secondo le perizie mediche, infatti, il piccolo veniva continuamente scosso e maltrattato visto che aveva numerosi lesioni in varie parti del corpo precedenti ai fatti che hanno portato alla sua morte. Gli investigatori hanno inoltre appurato che due settimane prima della morte di Ah’Kiell i genitori avevano cercato su internet: “costole rotte in un bambino”. Il figlio della coppia è stato trovato trovato da paramedici nudo, fradicio e gelido nella loro casa di Gloucester e, nonostante le cure, è morto il giorno seguente. Il piccolo era così pieno di acqua che i paramedici hanno dovuto tirargli  dalla bocca l’acqua che era finta nei polmoni come se avesse respirato sott’acqua. L’autopsia ha stabilito inoltre che il bimbo aveva una lesione cerebrale che gli è stata fatale.

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