Arriva il morto da reality. Concorrente si suicida dopo essere stato accusato di aver tradito la sua ragazza

C’era una volta la tv spazzatura. Quella che metteva i panni sporchi in diretta tv, magari all’ora di cena. Coppie, intere famiglie, amici e parenti a litigare a favore di telecamera. Un fenomeno nato in Usa, che ha avuto il suo apice con lo show di Jerry Springer (1991), dove gli ospiti sono spesso arrivati alle mani. In Italia un antesignano è stato Luca Barbareschi che già nell’89 con C’eravamo tanto amati, faceva litigare marito e moglie. Anche se, in confronto a quello di Springer, il programma italiano, in onda fino al 1994 su Canale 5, era un esercizio di stile e finezza. La deriva di quei primi esperimenti di reality show però era iniziata e non si è più fermata. Arrivando ad un punto di non ritorno: in Inghilterra il popolare Jeremy Kyle Show è stato sospeso, a tempo indeterminato, dopo il suicidio di un concorrente. L’uomo aveva accettato di sottoporsi alla macchina della verità per convincere la fidanzata di non averla tradita.

FEROCI SCONTRI Fallito il test, il 62enne Steve Dymond, a una settimana di distanza dalla registrazione dell’episodio, si è tolto la vita. Lo show, lanciato nel Regno Unito nel 2005, è il programma cardine del palinsesto mattutino di Itv, una delle reti private inglesi più importanti. Il menu è sempre stato un potpourri di feroci scontri verbali e non solo. Di accuse reciproche, vizi segreti rivelati ai telespettatori, tradimenti e figli illegittimi. Tutto servito dal comportamento combattivo del presentatore Jeremy Kyle. Nel tragico episodio che ha portato al suicidio di Dymond, con un overdose di morfina, sono entrati in gioco oltre alla macchina della verità anche il test del Dna. Due elementi, spesso usati dalla trasmissione, che sono stati conseguenze di dispute e litigi. Di qui la decisione, presa lunedì dai vertici del canale tv, di chiudere lo show – il più seguito di Itv al mattino, con una media del 22% di share – «con effetto immediato » e di cancellare tutte le puntate precedenti anche dai canali on demand.

LACRIME DI COCCODRILLO Hanno però un po’ il sapore delle lacrime di coccodrillo, invece, le dichiarazioni da parte dei protagonisti del programma: «Jeremy e tutto lo staff sono sgomenti e rattristati e i nostri pensieri sono per la famiglia e gli amici», ha spiegato un portavoce del network promettendo accertamenti seri sull’accaduto. Ovviamente non sono mancate le reazioni di commentatori, intellettuali e parlamentari. «Questo è uno spartiacque, siamo andati troppo oltre e sarebbe estremamente sensato»,ha sentenziato il deputato conservatore Charles Walker, noto per aver avuto il coraggio di parlare in pubblico dei suoi problemi passati di depressione e salute mentale e oggi presidente di un comitato bipartisan a Westminster per la prevenzione dei suicidi e dell’autolesionismo.

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