Pamela Mastropietro, shock per le foto dell’orrore in aula

Le foto dei resti e dell’autopsia sul corpo di Pamela Mastropietro mostrate in aula nel corso dell’udienza di oggi, 20 marzo, del processo che vede imputato Innocent Oseghale, il nigeriano accusato di aver violentato, ucciso e fatto a pezzi la ragazza, davanti alla Corte di assise di Macerata. Le immagini sono così forti che per garantire “il sereno svolgimento del dibattimento” e per “tutelare la giovane vittima”, la Corte, prima di iniziare l’escussione dei consulenti, ha deciso che l’udienza avvenga a porte chiuse.

In aula quindi, oltre a magistrati e avvocati, sono rimasti solo i parenti della vittima e i giornalisti. Fino a oggi Oseghale ha confessato solo di aver sezionato e nascosto in alcuni trolley il cadavere della 18enne romana, ma non di averla stuprata e ammazzata. Il procuratore di Macerata sostiene sia stato lui a colpirla tre volte al fegato, mentre secondo la difesa la ragazza sarebbe morta per overdose di eroina.

In aula saranno visionate le foto del corpo di Pamela dopo il ritrovamento, scattate dal maggiore dei Ris, Luca Gasparollo. Quest’ultimo aveva già detto in tribunale di non aver mai visto “un corpo ridotto così”. A insistere che le immagini fossero mostrate è stato lo zio di Pamela, l’avvocato Marco Valerio Verni, che sostiene la parte civile per conto della madre e del padre della ragazza.

“Si deve comprendere quello di cui si sta discutendo in quell’aula – ha detto – I genitori di Pamela ci saranno. Vogliono esserci. Sanno che rinnovare quell’indicibile dolore è purtroppo indispensabile per arrivare alla verità”. “Sembra magia nera – dice oggi Carlo Cambi su La Verità – Il corpo di Pamela Mastropietro è stato fatto in 24 pezzi”. Il quotidiano racconta della testa staccata dal collo, gli occhi sbarrati e la lingua serrata tra i denti.

E ancora: le cosce sono state disossate, i femori “scarnificati” e staccati da bacino e rotule. Così come le costole, staccate da sterno e in parte scuoiate, mentre gli organi interni sono stati separati. Mani e piedi sono stati amputati e le braccia disarticolate, la colonna vertebrale spezzata in due. Seni, vagina e vulva recisi e abrasi. Secondo Cambi, che ha visto quelle immagini, “manca circa il 20% della pelle, non c’ è traccia di cinque litri di sangue e non si è mai trovato il collo”.

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