Pamela Prati smentita dalla rivista ‘Chi’ sulla storia del matrimonio

Perché continuare a parlare di Pamela Prati? Semplice. Perché dentro al “Prati-Gate” ci sono brave persone che hanno prestato il loro lavoro, il loro cuore e sono state, a dir loro, raggirate. Perché ci sono brave persone che piangono al telefono con noi di “Chi” raccontando le loro paure. Perché forse non è solo uno show televisivo, ma c’è molto altro… Giovedì, 9 maggio – Linate. «Non dovevi dire quella cosa». «Zitta, c’è un paparazzo».

Lo scandalo legato a Pamela Prati riparte da queste parole, pronunciate all’aeroporto milanese, dopo l’intervista rilasciata a Silvia Toffanin, a Verissimo. Il dialogo intercettato dal nostro reporter e le immagini senza sorrisi appartengono a Pamela Prati e al suo braccio destro Eliana Michelazzo. Le due hanno appena lasciato gli studi Mediaset, ma qualcosa è andato storto. Il disagio mostratoin studio, prosegue a Linate. Ma quando le due scoprono il reporter, cala il silenzio.

E via verso la Capitale… per raggiungere non Mark Caltagirone, ma “donna” Pamela Perricciolo, che in questa intricata vicenda ha un ruolo molto importante secondo le nuove rivelazioni scoperte da “Chi”. Venerdì, 10 maggio. «A Pamela Prati facevo i tarocchi, poi mi ha cancellato. Ho trascorso notti e notti ascoltando Pamela mentre mi raccontava il suo mal di vivere, il suo mal d’amore.

Per lei ho davvero dato il mio cuore». Chi parla da Malaga è Bosco Vida, ex concorrente del Gf Vip 1, che con la Prati aveva un legame di forte amicizia. «Lei cercava l’amore e aveva un po’ di problemi personali. Voleva continuamente i tarocchi. Fino a quando lo scorso febbraio è sparita. Mi ha bloccato senza motivo. Sia chiaro: io di questo Mark, nonostante un rapporto quotidiano, non ho mai sentito parlare», conclude Bosco. Sabato, 11 maggio. «Mark Caltagirone, non esiste! Perché hanno creato questa storia? Io ho le prove che Mark Caltagirone non esiste».

Chi pronuncia queste parole è una donna mite, un’artista che ama dipingere, organizza spettacoli e coreografie, a Rovereto, per il convento “Beata Giovanna” e si occupa di bimbi meno fortunati ed è qui che ci accoglie. Si chiama Romina Bandera. E la sua storia legata al “Prati- Gate” è allucinante. La spieghiamo così, con la sua verità. L’artista viene contattata lo scorso 2 agosto (ebbene sì, Caltagirone e la Prati erano attivi già da allora) da Pamela Perricciolo. A fare da tramite la blogger Elisa D’Ospina, amica dell’artista e del trio Prati, Michelazzo e Donna Pamela. Quest’ultima si presenta così: “Sono una delle titolari della Aicos Management che gestisce personaggi per conto di Mediaset, il compagno della Prati vorrebbe dei disegni da lei. Mi ha detto se lo può fare unendo due foto che le manda.

A lui (Mark Caltagirone, ndr) piacerebbe una cosa con i loro volti. Lui sta visionando ragazzi che sanno disegnare perché a novembre Pamela fa sessant’anni e vuole fare un castello pieno di disegni. Ti vorrebbe a Roma per un incontro di lavoro e per parlare di cifre. Vedi ti faccio anche da agente”, scrive Donna Pamela. Da questo momento in poi, per sette mesi, ovvero fino allo scorso 12 febbraio seguirà un fiume di messaggi da parte di Donna Pamela per conto di Mark Caltagirone con le richieste specifiche per avere dei ritratti della coppia, che mostriamo su “Chi” in esclusiva. Ritratti che secondo Donna Pamela e Mark Caltagirone servivano per essere incorniciati nel castello dove la Prati e l’imprenditore sarebbero andati a vivere. Questo e molto altro c’è scritto nel contenuto dello scambio di chat che abbiamo visionato attentamente e di cui vi mostriamo alcuni stralci.

Ma l’artista non riesce a lavorare con due foto separate e insiste per avere una foto della coppia. In tutta risposta riceve fotografie di Pamela da sola in bella posa e fotografie di un uomo la cui identità appartiene (ma si saprà dopo) a un avvocato di Cagliari, che ha un altro nome e un altro cognome. Foto con e senza barba dell’uomo in questione. Incredibile, ma vero. «Ti mando le foto preferite di entrambi. Lui i volti li vuole sfumati. Ti invio una foto di Pamela e se riesci disegnali abbracciati (come se fosse un fotomontaggio praticamente, ndr). Calcola che lui è Caltagirone, il più grosso imprenditore italiano. Se gli piace come lavori, hai svoltato». «Insistevo per avere una foto dei due, ma niente», dice Romina Bandera. «Mi arrivavano solo scatti singoli con sfondi e situazioni sempre diverse. Inizio a capire che qualcosa non quadrava e allora chiedo se posso avere un incontro con Caltagirone anche perché stavo lavorando e nessuno mi parlava di soldi».

Donna Pamela è precisa nella risposta: «Lui ci sarà il 7 settembre a Roma. Ora è fuori con Pamela. Fisso incontro in ufficio». Quell’incontro non avverrà mai. «Insisto con educazione», spiega Romina. Donna Pamela prende tempo e le richieste si fanno sempre più strane. «Lui ama la barba. Ama l’effetto sfumato. Ora ti giro foto attuali. Tra poco lo vedo». Quelle foto di Caltagirone con Pamela non sono mai arrivate. «Sembrava una presa in giro continua. Dico basta». La risposta di Donna Pamela è da brividi. «Ti faccio sapere mercoledì che vedo il dottor Caltagirone perché suo figlio di dieci anni ha iniziato la chemio, quindi capirai che non parlo di altre cose. Ti chiamo mercoledì sera.

Però aggiungilo su Instagram». Quindi, uno dei figli di Caltagirone, di dieci anni, lo scorso autunno, secondo le parole scritte da Donna Pamela, era malato e si sottoponeva a chemioterapia. «Mi sento quasi in colpa», racconta Romina. «Inizio a chiedere notizie sulle condizioni di salute del figlio, ma niente. Nessuna risposta. Riappare quando le mando un primo piano di Pamela lavorato. Dopo aver visto ciò che è accaduto in tv, dopo aver seguito la vicenda ho deciso di parlare perché io sono stata raggirata. Dei soldi non importa. Sono una credente, mi fido di nostro Signore. Di certo c’è che sono stata usata: hanno messo in mezzo minorenni e malattie.

Tutto questo si riduce a una parola: schifo». A questo punto la svolta, entra in scena una super testimone, la showgirl Georgette Polizzi. Scrive un messaggio dopo la puntata di Verissimo: «Giochi finiti. È tutto falso! Ciao Gabri (Gabriele Parpiglia, ndr), come stai? Avrei bisogno di parlarti». Risposta: «Solo se dici la verità». Georgette Polizzi: «Certo». Georgette è una testimone chiave della vicenda perché è una fedelissima della Aicos. Si è esposta in modo feroce contro chi ha attaccato Pamela Prati e le due socie. Lo ha fatto più volte da Barbara D’Urso e personalmente sui social. Ora però ha scoperto la verità e singhiozzando la svela a “Chi”.

«Eravamo nei camerini di Barbara D’Urso, prima di entrare in puntata, Eliana scriveva con un certo “Marco Cal” su WhatsApp e lui rispondeva con messaggi audio. L’ho vista, ho sentito l’audio. Entro in puntata e mi rendo conto che le cose non tornavano. Dopo la trasmissione, in camerino, mi girano le scatole e la metto al muro. C’era anche Milena Miconi. Le dico che voglio vedere le foto. Eliana mi mostra delle immagini. Ma io non mi fido. Torno a casa, parlo con il mio fidanzato e dico che qualcosa non va.

Chiedo a tutte loro un incontro a Roma perché non voglio più metterci la faccia. Volo, quindi, a Roma con Davide, il mio ragazzo, per scoprire la verità ed essere sicura che anche io non sia vittima di un raggiro. Arrivati nella capitale c’è anche la Prati che dice di star male, che sta soffrendo di attacchi di panico e ansia. A quel punto chiedo le prove dell’esistenza di Mark una volta per tutte e Donna Pamela mi fa vedere una foto diversa da quella che Eliana mi aveva mostrato in camerino. Resto scioccata. Chi è quell’uomo che manda gli audio alla Michelazzo? Perché mi mostrano due immagini diverse? Non sapevo come reagire.

Erano lucide. Faccio finta di nulla. Vado via. Sabato ho seguito Verissimo e ho rivisto la stessa lucidità con cui mi hanno mentito guardandomi in faccia. Mentito sulla vicenda Caltagirone, mentito sulla situazione economica di Pamela, perché io ho visto le carte dei pignoramenti. Incredibile. Vedere Pamela Prati ed Eliana Michelazzo su Canale 5 con quella lucidità mi ha fatto paura. Per questo ho deciso di parlare. Ma devo essere sincera: ora ho paura, mi sento debole. Per loro mi sono esposta. Ho scritto anche sui social: difendevo il loro lavoro perché quando hanno lavorato per me, hanno fatto tutto perbene. Poi a Verissimo quando ho sentito parlare di acido e di minacce, ho avuto solo dubbi, su dubbi. E anche paura.

Però non posso tornare indietro. Ho ricostruito nella mia testa il puzzle. Ciò che mi ha colpito e spinto a parlare sono le bugie dette alla Toffanin, la storia dei pignoramenti che ha negato, le foto diverse di questo marito. Bugie su bugie. Non ce la faccio più. E di tutto quello che ho detto ne ho le prove. Sia chiaro». In lacrime Georgette chiude, definitivamente, una brutta storia non di gossip e nemmeno di amore…

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