Scaraventata a terra e lasciata in una pozza di sangue. Incubo per la 20enne. Ecco cosa è successo

Una ragazza di vent’anni è stata investita nella notte su Via San Sebastiano, nel cuore del Centro Storico di Napoli. La giovane è stata centrata in pieno da un motorino attorno all’una di notte, e cadendo ha battuto la testa su un gradino di un magazzino che si trova lungo quella che è conosciuta per essere la “via degli artisti” di Napoli, vista la presenza di negozi di strumenti musicali e del conservatorio San Pietro a Majella. Il motorino che l’ha investita non si è poi fermato a soccorrerla, ma è andato via, lasciando la ragazza a terra in una pozza di sangue, con il volto tumefatto. Fortunatamente, ha fatto sapere lo storico consigliere della II Municipalità Pino De Stasio che era presente in zona, un gruppo di ragazzi che si trovava sul posto l’ha subito soccorsa, chiamando prontamente anche il 118 che è giunto sul posto con un’ambulanza. Sul posto dell’investimento, anche una pattuglia della polizia con due operatori, che ha subito effettuato i rilievi del caso. Si indaga ora per rintracciare il guidatore del motorino che dopo l’incidente, la cui dinamica è tuttora al vaglio degli inquirenti, è scappato via senza prestare soccorso alla ventenne, le cui conseguenze dell’impatto potevano essere peggiori se non fosse stata soccorsa rapidamente dai passanti prima e dai sanitari del 118 dopo.

Questo il racconto fatto dallo stesso Pino De Stasio, lo storico consigliere della II Municipalità di Napoli:

Capita che alle 1,00 di notte una ragazza ventenne viene investita da un motorino, sbattendo la testa su un gradino di un magazzino di via San Sebastiano restando per terra, con la faccia insanguinata e lividi sul volto. Capita che un gruppo di ragazzi si attivano immediatamente per soccorrere la sfortunata e che sopraggiunge, dopo pochi minuti, la macchina della polizia con due operatori, che voglio ringraziare per la loro estrema professionalità e umanità. Capita che dopo 28 minuti giunge l’ambulanza mettendo in sicurezza la ragazza per portarla in ospedale. “Di chi è questa copertina colorata?” “E’ la mia”, rispondo. “Possiamo portarla con noi?”, mi dicono gli infermieri. “Certo”. Rincaso tranquillo, ma con l’angoscia che quel motorino è ancora in giro per Napoli. Capita”.

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