Violenza sessuale, lesioni e gli altri precedenti dell’autista ubriaco dello scuolabus

Precedenti per maltrattamenti e violenza sessuale in ambito familiare (2017), lesioni personali e minacce dopo una lite in strada (2016) e guida in stato di ebbrezza con ritiro della patente (2017). Il conducente dello scuolabus rovesciato nel pomeriggio di ieri ad Arquà Petrarca (Padova), Denis Panduru, accusato dei reati di fuga in caso di incidente con danni alle persone, lesioni personali colpose plurime e guida in stato di ebbrezza (arrestato ieri dai carabinieri di Este) già in passato aveva avuto problemi con la giustizia. Il 51 romeno è fuggito dopo aver causato l’incidente al pulmino dove viaggiavano gli studenti – tutti di elementari e medie – , lasciando incustodito il mezzo e senza prestare soccorso ai ragazzini. A undici di loro sono state accertate contusioni per fortuna non gravi, per lo più piccoli traumi alla testa, tra cui una ferita lacero-contusa, botte alle caviglie e alle spalle. Per due studenti sono stati necessari ulteriori esami nel reparto di pediatria che hanno dato riscontro negativo.

Panduru è “un dipendente di una cooperativa e ha diversi precedenti”, hanno confermato fonti del Viminale. Già ieri era trapelato come il 51enne fosse già noto alle forze di polizia per i suoi problemi con l’alcol. Era ubriaco nel 2017 quando gli era stata ritirata la patente, e pare avesse bevuto anche ieri mattina prima di mettersi al volante del mezzo. Lo hanno appurato gli stessi militari delle compagnie di Abano e di Este.

Ed ora in molti si chiedono il perché quell’uomo fosse alla guida di un pulmino scolastico. Luca Callegaro, il sindaco di Arquà Petrarca, è ancora sotto choc per l’accaduto: “Poteva essere una strage, qualcuno ha vegliato su questi ragazzi. Già ad aprile alcuni genitori si erano lamentati per come Panduru conducesse il mezzo. Dicevano che andava troppo veloce e non facesse rispettare l’ordine e la disciplina a bordo”. L’azienda di trasporto che fornisce i bus che trasportano i giovani a scuola si è difesa così: “C’è un turnover continuo degli autisti che si occupano del servizio perché non si trova personale che guidi questi veicoli. E comunque dei dipendenti non possiamo sapere tutto”.

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