Antonella, 19 anni, uccide a pugnalate il figlio subito dopo il parto

Un po’ ignoranza del contesto umano, un po’ paura. Ma anche, con ogni probabilità, problemi pschiatrici. C’è tutto questo alla base del dramma di Antonella, una 19enne che ha ucciso suo figlio subito dopo il parto. Aveva nascosto la sua gravidanza e ora gli inquirenti cercano di scoprire cosa l’ha spinta a compiere un gesto così atroce. Antonella Soledad Godoy è in carcere per avere ucciso a pugnalate il suo piccolo, immediatamente dopo averlo messo al mondo.

La 19enne ha partorito nel bagno di casa sua, senza che nessuno in famiglia si accorgesse di quello che stava succedendo. Famiglia che, secondo quanto viene affermato agli inquirenti, non era al corrente della gravidanza di Antonella. Lei, aggiungono, era stata abile nel nasconderla.

I fatti sono accaduti – a Mendoza, in Argentina – domenica 12 maggio, ma se ne è avuta conoscenza solo nelle ultime ore. Per Antonella le porte del carcere si sono aperte sabato 18 maggio, dopo essere stata dimessa dall’ospedale dove era stata portata per le cure del caso. L’accusa è pesante: omicidio volontario aggravato da vincolo familiare, reato che prevede l’ergastolo anche nella legislazione argentina. Allertata dalle urla di Antonella dopo il parto, la madre ha aperto la porta del bagno trovandosi davanti il neonato ferito. Lo ha avvolto in un asciugamano, chiamato l’ambulanza sulla quale è salita con lui nella corsa verso l’ospedale.

I medici, sconvolti, hanno tentanto ogni mossa possibile a cominciare dalla sutura delle ferite per poi sottoporlo a terapia intensiva in un altro ospedale più specializzato. Ma la vita del piccolo è durata solo altre tredici ore. Poi un altro intervento e, infine, il decesso. Antonella, prima di finire in carcere, viveva con genitori e fratelli. Una condizione sociale medio-bassa, raccontano i media locali, ma non estreamente marginale. La descrivono come una famiglia religiosa. Di Antonella i vicini dicono che ultimamente la si vedeva poco in giro, nessuno sapeva della sua gravidanza.

“Amo Dio”, scriveva sui social. “Non avere timore. Se Dio è con te, la tua vittoria è sicura”, scriveva ultimamente accompagnando la frase con foto dalle quali non traspariva affatto il suo stato interessante. In effetti, dicono tutti, Antonella è una persona che ama il prossimo e non si spiega cosa possa averla spinta a un orrore simile. E gli stessi magistrati avanzano una ipotesi. Che il bimbo fosse l’epilogo di violenze sessuali e che per questo lei sia arrivata a odiarlo. Fino al gesto più spaventoso che una madre possa fare.

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