Dramma in famiglia, figlia 19enne uccide il padre: “Era un violento”

Un uomo di 42 anni di Monterotondo è morto in ospedale per una ferita alla testa. Secondo gli investigatori è stato colpito durante una lite in famiglia dalla figlia di 19 anni, all’interno della loro abitazione a Monterotondo Scalo, vicino a Roma.
La figlia si trova nella caserma dei Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, la sua posizione è al vaglio del magistrato della Procura della Repubblica di Tivoli. L’uomo sembra fosse noto per essere violento, anche in famiglia.

Secondo le prime informazioni, la giovane stava uscendo di casa in compagnia della madre e il padre avrebbe cercato di fermarle con modi aggressivi. La ragazza avrebbe preso un coltello da cucina per convincerlo a non toccarle e a non avvicinarsi. Ne sarebbe nata una violenta colluttazione e mentre la ragazza cercava di difendersi un fendente avrebbe colpito l’uomo alla nuca, recidendo un’arteria. Sull’uomo, anche se noto per essere alcolista e violento, non esistevano denunce pendenti

Più di 1 donna su 10, tra quelle che hanno subito una qualche forma di violenza nella loro vita (6,7 milioni), ha temuto di morire o ha temuto che a morire fossero i propri figli. In quasi la metà dei casi, i loro bambini hanno assistito direttamente a scene di estrema violenza in casa, al culmine delle quali era facile immaginare che la propria madre o loro stessi non ne uscissero vivi.

Nel nostro Paese sono 427mila i minori che, solo negli ultimi 5 anni, hanno vissuto in prima persona o da spettatori situazioni di questa natura ai danni delle loro mamme. Brutalità anche sulle donne in gravidanza. Sono più di 1,4 milioni le mamme vittime di violenza domestica in Italia, come riporta il dossier di Save the Children. Di queste, 1 su 3 è stata vittima di violenza durante la gravidanza.

Eppure, sottolinea l’Organizzazione, il fenomeno rimane ancora sommerso, come evidenzia il dato delle 550.000 donne che non hanno mai denunciato i loro aggressori o non si sono mai rivolte a strutture specializzate. Nel 57% dei casi le violenze vengono percepite come “qualcosa di sbagliato”, ma non un reato da denunciare.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *