“È solo artrite”, ma i medici sbagliano diagnosi: 17enne muore

Per i medici era solo artrite, ma loro diagnosi era sbagliata, così Alix Cassidy, di Glasgow in Scozia, è morta ieri, domenica 19 maggio, a soli 17 anni a causa di un tumore aggressivo al midollo spinale, che l’ha uccisa nel giro di soli 6 mesi. Inutile la corsa contro il tempo della famiglia, che aveva anche lanciato una raccolta fondi online nella speranza di poter salvare la ragazza ricorrendo a delle cure alternative con le cellule staminali. Il denaro che è già stato donato sulla piattaforma GoFundMe sarà utilizzato per pagare le spese per il funerale dell’adolescente, hanno fatto sapere i suoi genitori, e il resto sarà devoluto in beneficenza. “La nostra guerriera ora sta riposando – si legge in un comunicato ufficiale -. Grazie a tutti per averci sempre supportato”.

L’inferno di Alix è cominciato lo scorso ottobre. La ragazza aveva continui dolori ed in particolare le sue dita le sembravano sempre intorpidite, al punto che aveva anche difficoltà ad afferrare gli oggetti. È stata visitata più volte, ma per i medici non era altro che artrite, per curare la quale le furono prescritti solo antidolorifici. Ma le sue condizioni non miglioravano. A dicembre, trasferita in un altro ospedale, le è stato detto che non era nulla di preoccupante, che si trattava di una malattia infiammatoria e che avrebbe potuto aspettare tranquillamente la fine delle vacanze di Natale per sottoporsi ad esami più specifici. “Pochi giorni prima del 25 dicembre – ha ricordato alla stampa locale la mamma di Alix, Caron – aveva perso l’uso di alcune dita. Ma al pronto soccorso ci hanno accusato di aver inventato tutto solo per anticipare l’appuntamento con lo specialista. Alla fine abbiamo dovuto rivolgerci ad un medico privato perché lei stava male”.

Fu a quel punto che un neurologo capì che quella che era stata diagnosticata come artrite poteva essere altro. È stata operata con un urgenza ma la prima biopsia non ha evidenziato nulla. Intanto Alix aveva perso pure l’uso delle gambe. A marzo, è tornata a casa su una sedia a rotelle. Le sue condizioni hanno continuato a peggiorare, finché il 25 aprile, dopo che la ragazza non è stata più grado di muovere neppure le braccia, è stata di nuovo ricoverata. Una nuova biopsia ha questa volta evidenziato la presenza di un tumore aggressivo al midollo spinale, non curabile, perché arrivato all’ultimo stadio. Era il 2 maggio scorso, ciò significa che la diagnosi definitiva è arrivata ben sei mesi dopo la manifestazione dei primi sintomi. “Non riesco a capire come in cinque mesi nessuno abbia capito quello che stava succedendo”, ha concluso Caron, che ha aggiunto: “Pochi giorni fa ci hanno detto di portarla a casa perché non c’era più nulla da fare. Non avrei mai immaginato ad un epilogo simile. Se i medici lo avessero scoperto prima, forse avremmo potuto fare qualcosa per salvarla”.

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